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<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150527.jpg" alt="Il pubblico in sala" loading="lazy"></p>
<p>Un percorso che coinvolge dermatologi, chirurghi, oncologi, medici di famiglia, anatomopatologi e associazioni di volontariato e che rappresenta oggi uno dei modelli organizzativi pi&ugrave; significativi sviluppati all'interno dell'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle.</p>
<p>Ad aprire l'incontro &egrave; stato il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo <strong>Franco Ripa</strong>&nbsp;che ha sottolineato <strong>il valore della collaborazione tra ospedale, territorio e associazionismo</strong>. Nel suo discorso il dottor&nbsp;Ripa ha ribadito l&rsquo;importanza di una prevenzione che passi innanzitutto dalla diffusione della conoscenza.&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150528.jpg" alt="Franco Ripa" loading="lazy"></p>
<p>A fargli seguito, il direttore sanitario <strong>Giuseppe Lauria</strong> ha posto l'accento sul concetto che ha poi attraversato l'intera serata: le patologie complesse non possono essere affrontate da una singola specialit&agrave;. &ldquo;Vogliamo rappresentare un modello che vede nella multispecialit&agrave;, nella convergenza dei saperi e nella comunione delle competenze lo strumento per dare una risposta ai bisogni dei pazienti&rdquo;, ha spiegato.</p>
<p>Un concetto che trova una delle sue applicazioni pi&ugrave; concrete proprio nel caso dei tumori cutanei.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150529.jpg" alt="Giuseppe Lauria" loading="lazy"></p>
<h2>La prevenzione &egrave; una responsabilit&agrave; collettiva</h2>
<p>L'intervento di <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, presidente della Commissione Sanit&agrave; della Regione Piemonte, ha fornito la cornice istituzionale, collocando il tema del melanoma e dei tumori cutanei all'interno di una riflessione pi&ugrave; ampia sulla sanit&agrave; pubblica. Il punto di partenza sono stati i numeri: in Italia si registrano quasi 13 mila nuovi casi di melanoma ogni anno e l'incidenza continua a crescere. Pur rappresentando una quota relativamente ridotta dei tumori della pelle, il melanoma resta una delle forme pi&ugrave; aggressive quando viene diagnosticato tardivamente, mentre una diagnosi precoce &egrave; in grado di modificare radicalmente le prospettive di cura.</p>
<p>Icardi ha ricordato come negli ultimi decenni la ricerca abbia cambiato profondamente l'approccio alle patologie cutanee, passando dall'osservazione clinica tradizionale alla biologia molecolare, al sequenziamento genetico e a strumenti diagnostici sempre pi&ugrave; precoci e accurati. Un'evoluzione che ha permesso lo sviluppo di terapie innovative e sempre pi&ugrave; personalizzate, ma che richiede allo stesso tempo una forte organizzazione del sistema sanitario.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150533.jpg" alt="Luigi Genesio Icardi" loading="lazy"></p>
<p>Ampio spazio &egrave; stato dedicato al ruolo delle campagne di sensibilizzazione, a partire da Euromelanoma, che da oltre vent'anni promuove in tutta Europa una corretta informazione sui rischi dell'esposizione ai raggi ultravioletti, sull'importanza dei controlli dermatologici per soggetti a rischio e sulla necessit&agrave; di contrastare false convinzioni ancora molto diffuse riguardo all'abbronzatura, alle lampade solari e all'uso delle protezioni.</p>
<p>La lotta ai tumori della pelle, ha sottolineato Icardi, significa anche costruire reti cliniche efficienti, garantire l'accesso alle prestazioni appropriate, sostenere la ricerca e favorire percorsi multidisciplinari in grado di accompagnare il paziente lungo tutto il percorso diagnostico e terapeutico. In questo senso, la Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d'Aosta rappresenta uno strumento fondamentale per assicurare standard elevati di cura e ridurre le disuguaglianze territoriali.</p>
<p>Il messaggio emerso &egrave; stato che la prevenzione &egrave; un investimento sulla salute individuale, ma anche uno strumento di equit&agrave; sociale: riportarla al centro della medicina significa costruire un sistema sanitario capace non solo di curare le malattie, ma di intercettarle prima che diventino un problema.</p>
<h2>Dalla prevenzione alla cura: un percorso costruito tappa dopo tappa</h2>
<p>A introdurre gli intervendi dei medici &egrave; stato <strong>Giorgio Giraudo</strong>, responsabile della SSD Day e Week Surgery e promotore dell'iniziativa, che ha definito l'incontro come un "viaggio all'interno della dermochirurgia". Un viaggio che si &egrave; sviluppato tappa dopo tappa: la panoramica delle principali patologie cutanee, come prevenire, quando si tratta di tumore e come &egrave; strutturato il percorso dermochirurgico. A conclusione, una tavola rotonda tra specialisti ha affrontato la tematica dai vari punti di vista.&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150530.jpg" alt="Giorgio Giraudo" loading="lazy"></p>
<p>La prima tappa &egrave; stata affidata alla dermatologa <strong>Veronica Arese</strong>, che ha affrontato un tema tanto semplice quanto cruciale: riconoscere le patologie cutanee e capire quando sia davvero necessario rivolgersi allo specialista.</p>
<p>Un messaggio emerso con forza riguarda infatti un equivoco molto diffuso. La prevenzione nel campo dei tumori della pelle non consiste nel sottoporre indiscriminatamente la popolazione a controlli continui e a effettuare screening di massa.</p>
<p>L'<strong>obiettivo &egrave; invece individuare i soggetti maggiormente a rischio e diffondere maggior consapevolezza</strong> per aiutare a riconoscere le lesioni sospette che meritino attenzione specialistica.</p>
<p>La visita dermatologica comprende attivit&agrave; molto diverse tra loro: screening dei pazienti a rischio, diagnosi di lesioni sospette, controlli periodici, trattamenti ambulatoriali e indicazione ai percorsi chirurgici quando necessari. Al centro c'&egrave; il concetto di appropriatezza.</p>
<p>Arese ha illustrato il ruolo della dermatoscopia e della videodermatoscopia, comunemente nota come mappatura dei nei, chiarendo come quest'ultima non rappresenti un esame da proporre indistintamente a tutti ma uno strumento da utilizzare nei pazienti che presentano specifici fattori di rischio.</p>
<p>Tra questi figurano la presenza di numerosi nevi, la familiarit&agrave; per melanoma, alcune sindromi genetiche, particolari condizioni di immunodepressione e un'esposizione significativa ai raggi ultravioletti.</p>
<p>Particolarmente utile per il pubblico &egrave; stato il richiamo alla regola dell'ABCDE e al criterio del "brutto anatroccolo": il segnale pi&ugrave; importante non &egrave; tanto la presenza di un neo, quanto il suo cambiamento nel tempo o la comparsa di una lesione diversa dalle altre.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150534.jpg" alt="Veronica Arese" loading="lazy"></p>
<h2>La prevenzione comincia molto prima della visita</h2>
<p>Se Arese ha spiegato come riconoscere i segnali che meritano attenzione, la dottoressa <strong>Eleonora Bongiovanni </strong>ha affrontato il tema della prevenzione primaria, cio&egrave; tutto ci&ograve; che si pu&ograve; fare prima ancora che una malattia compaia.</p>
<p>Il suo intervento si &egrave; trasformato in una sorta di guida pratica alla protezione della pelle.</p>
<p>Dall'importanza di limitare l'esposizione nelle ore centrali della giornata all'utilizzo corretto delle creme solari ad ampio spettro, fino al ruolo dell'abbigliamento protettivo, il messaggio &egrave; stato chiaro: la prevenzione non si esaurisce in una visita specialistica, ma si costruisce attraverso comportamenti quotidiani.</p>
<p>Particolare attenzione &egrave; stata dedicata ai bambini. Le evidenze scientifiche mostrano infatti come le scottature e l'intensa esposizione ai raggi UV durante l'infanzia e l'adolescenza aumentino significativamente il rischio di sviluppare tumori cutanei in et&agrave; adulta.</p>
<p>Bongiovanni ha inoltre sfatato alcuni luoghi comuni ancora molto diffusi, tra questi quello relativo alla vitamina D. L'uso delle protezioni solari, ha chiarito Bongiovanni, non impedisce una corretta produzione di vitamina D: per la sua sintesi sono infatti sufficienti circa 15-30 minuti di esposizione quotidiana al sole, senza la necessit&agrave; di esporsi in modo prolungato o non protetto.</p>
<p>Netta anche la posizione sulle lampade abbronzanti, considerate dall'Organizzazione mondiale della sanit&agrave; tra i cancerogeni certi e associate a un aumento significativo del rischio di melanoma e altri tumori della pelle.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150535.jpg" alt="Eleonora Bongiovanni" loading="lazy"></p>
<h2>Quando il tumore c'&egrave;: una rete di specialisti intorno al paziente</h2>
<p>La domanda pi&ugrave; delicata della serata &egrave; arrivata con l'intervento delle oncologhe <strong>Marcella Occelli</strong> e <strong>Michela Milanesio</strong>: cosa succede quando una lesione cutanea si rivela effettivamente un tumore?</p>
<p>La risposta &egrave; stata chiara: non esiste un percorso standard valido per tutti.</p>
<p>Dopo la diagnosi istologica, ogni caso viene valutato tenendo conto del tipo di tumore, delle sue caratteristiche biologiche, della sede anatomica, dell'et&agrave; del paziente e delle sue condizioni generali.</p>
<p>Che si tratti di un carcinoma basocellulare, di un carcinoma squamocellulare, di un melanoma o di forme pi&ugrave; rare come il carcinoma a cellule di Merkel, il principio resta sempre lo stesso: costruire il trattamento pi&ugrave; appropriato per quella persona.</p>
<p><strong>Questo approccio &ldquo;su misura, sartoriale&rdquo; &egrave; reso possibile grazie alla multidisciplinariet&agrave;</strong>.&nbsp;Attorno al paziente si attiva infatti una rete che coinvolge dermatologi, oncologi, chirurghi, radioterapisti, anatomopatologi, infermieri specializzati e personale dedicato alla presa in carico. A seconda delle necessit&agrave; possono entrare nel percorso anche radiologi, medici nucleari, psicologi, dietologi, palliativisti e biologi molecolari.</p>
<p>La chirurgia rappresenta spesso il primo passaggio terapeutico, ma raramente &egrave; l'unico. Ogni decisione viene discussa collegialmente con l'obiettivo di evitare sia ritardi nelle cure sia trattamenti eccessivi.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150536.jpg" alt="Marcella Occelli e Michela Milanesio" loading="lazy"></p>
<h2>Il percorso dermochirurgico: quando l'organizzazione diventa cura</h2>
<p>La relazione della dottoressa <strong>Stefania Martina</strong> ha mostrato come questa filosofia si traduca concretamente nell'organizzazione ospedaliera.</p>
<p>Il percorso dermochirurgico del Santa Croce si fonda su tre pilastri: prevenzione, diagnosi e cura, lavoro di squadra.</p>
<p>Il cittadino entra nel sistema attraverso il medico di famiglia o la visita specialistica; da quel momento il percorso si sviluppa attraverso una continua interazione tra dermatologo e chirurgo, che condividono informazioni e decisioni.</p>
<p><strong>La scelta del trattamento dipende da molte variabili</strong>: tipo di lesione, dimensioni, sede anatomica, risultato oncologico atteso, impatto funzionale ed estetico.</p>
<p>Per questo non esiste un unico setting assistenziale. Alcuni pazienti vengono trattati in ambulatorio semplice, altri in ambulatorio complesso, altri ancora in day surgery o con ricovero breve.</p>
<p>Ogni passaggio &egrave; pensato per garantire il massimo risultato con il minimo impatto possibile sulla persona.</p>
<p>Una volta effettuato l'intervento entra in gioco l'anatomia patologica, che attraverso sistemi di tracciabilit&agrave; avanzati accompagna il campione fino alla definizione della diagnosi definitiva. Se necessario, si attiva immediatamente il confronto multidisciplinare per programmare ulteriori trattamenti.</p>
<p>In altre parole, il paziente non viene mai lasciato solo a orientarsi tra specialit&agrave; diverse: &egrave; il sistema a costruire attorno a lui il percorso pi&ugrave; appropriato.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150537.jpg" alt="Stefania Martina" loading="lazy"></p>
<h2>Il segreto del modello cuneese: non solo multidisciplinariet&agrave;, ma rapporto umano</h2>
<p>Se la parola pi&ugrave; pronunciata durante la serata &egrave; stata "multidisciplinariet&agrave;", il concetto pi&ugrave; interessante emerso &egrave; forse un altro.</p>
<p>A sottolinearlo sono stati praticamente tutti i relatori della tavola rotonda finale. Quando si parla di percorso dermochirurgico, infatti, non si fa riferimento soltanto alla presenza di molte specialit&agrave; coinvolte: molti ospedali, infatti, dispongono di dermatologi, chirurghi, oncologi e anatomopatologi.</p>
<p>La differenza, nel caso del Santa Croce, sembra risiedere soprattutto nel modo in cui queste professionalit&agrave; collaborano.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150538.jpg" alt="La tavola rotonda" loading="lazy"></p>
<p><strong>Filippo Rivarossa</strong>, dirigente medico della Chirurgia Plastica, lo ha spiegato con grande chiarezza: &ldquo;<strong>il percorso funziona perch&eacute; esiste un rapporto umano forte tra le persone che ne fanno parte</strong>&rdquo;.</p>
<p>I pazienti vengono indirizzati da uno specialista all'altro senza resistenze, senza compartimenti stagni, con l'obiettivo condiviso di trovare la soluzione migliore.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150539.jpg" alt="Filippo Rivarossa" loading="lazy"></p>
<p>Lo stesso concetto &egrave; stato ripreso da <strong>Giraudo</strong>, che ha raccontato il lavoro svolto negli ultimi cinque anni per strutturare il percorso. &ldquo;In realt&agrave; il percorso c'era gi&agrave;. Si &egrave; trattato di far dialogare le persone&rdquo; ha spiegato.</p>
<p>Una frase apparentemente semplice ma che racconta bene il valore aggiunto di questo modello: competenze elevate, ma anche fiducia reciproca, confronto continuo e capacit&agrave; di lavorare come un'unica squadra.</p>
<p>&Egrave; anche grazie a questa collaborazione che il Santa Croce &egrave; riuscito a raggiungere risultati organizzativi significativi, arrivando a garantire in molti casi l'accesso all'intervento chirurgico entro 10-15 giorni dalla diagnosi, tempi che gli stessi specialisti definiscono difficilmente replicabili in molte altre realt&agrave; italiane.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150540.jpg" alt="Giorgio Giraudo" loading="lazy"></p>
<h2>Prevenzione non significa visitare tutti</h2>
<p>La tavola rotonda finale ha affrontato anche un tema delicato ma centrale: come conciliare la crescente attenzione verso la prevenzione con la disponibilit&agrave; limitata di specialisti.</p>
<p>Il direttore della Dermatologia, <strong>Massimo Chiarpenello</strong>, ha ricordato come sia impossibile offrire controlli dermatologici sistematici a tutta la popolazione: considerando il numero di cittadini della provincia, ci vorrebbero oltre 20 dermatologi impegnati a tempo pieno e dedicati esclusivamente a questo tipo di servizio, tralasciando tutto il resto del loro lavoro. Per una prevenzione efficace, invece, le risorse devono essere indirizzate verso chi presenta reali fattori di rischio o lesioni sospette.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150541.jpg" alt="Massimo Chiarpenello" loading="lazy"></p>
<p>Un concetto ripreso anche da <strong>Elvio Russi</strong>, vicepresidente della LILT Cuneo, che ha invitato a distinguere tra screening e visite di controllo mirate.</p>
<p>Lo screening viene proposto indiscriminatamente a tutta una popolazione e ha dimostrato di ridurre mortalit&agrave; e incidenza di una malattia, ma nel caso dei tumori cutanei non &egrave; il tipo di prevenzione indicato: il valore maggiore risiede nell'identificare correttamente le persone a rischio e garantire loro percorsi rapidi di valutazione.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150542.jpg" alt="Elvio Russi" loading="lazy"></p>
<p>In questo contesto il ruolo dei medici di famiglia diventa fondamentale. Come ha spiegato <strong>Carla Mandrile</strong>, sono loro le prime sentinelle del sistema sanitario: devono saper tranquillizzare quando non esistono segnali di allarme, ma anche riconoscere rapidamente le situazioni che richiedono un approfondimento specialistico.</p>
<p>Sedare l'ansia del paziente non significa minimizzare il problema. Significa utilizzare correttamente le risorse disponibili affinch&eacute; chi ha davvero bisogno di cure possa riceverle in tempi adeguati.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150543.jpg" alt="Carla Mandrile" loading="lazy"></p>
<p>Ed &egrave; proprio qui che incontri come "<strong>Occhio alla pelle</strong>" assumono il loro significato pi&ugrave; profondo. Non sono semplici occasioni divulgative, ma strumenti di prevenzione a tutti gli effetti: aiutano i cittadini a conoscere i fattori di rischio, a riconoscere i segnali importanti e a comprendere quando sia davvero necessario rivolgersi a uno specialista.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150544.jpg" alt="Associazione L'Albero dell'Amicizia" loading="lazy"></p>
<p>In fondo, come ha ricordato <strong>Giorgio Giraudo</strong> citando uno dei principi della campagna internazionale <strong>Choosing Wisely</strong>, il vero obiettivo della medicina moderna &egrave; uno soltanto: "<strong>Fare il pi&ugrave; possibile per il paziente, facendo il meno possibile al paziente</strong>".</p>
<p>Una frase che sintetizza perfettamente lo spirito dell'intera serata e, forse, anche il segreto del percorso dermochirurgico cuneese.</p>
<p>Qui sotto &egrave; possibile rivedere il video integrale della serata, suddiviso in capitoli.</p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Al "Santa Croce" il latte materno si dona: in partenza anche la raccolta a domicilio]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/al-santa-croce-il-latte-materno-si-dona-in-partenza-anche-la-raccolta-a-domicilio_122401.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/al-santa-croce-il-latte-materno-si-dona-in-partenza-anche-la-raccolta-a-domicilio_122401.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122401/150495.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel settembre 2025, i gemelli Ettore e Amedeo hanno deciso di non aspettare la data presunta del parto e di venire al mondo, all&rsquo;ospedale di Cuneo, con un mese di anticipo: prematuri, hanno dovuto trascorrere, per far fronte a qualche criticit&agrave;, un periodo alla Terapia Intensiva Neonatale della stessa Azienda Ospedaliera.</p>
<p>Sonia, gi&agrave; mamma di una bimba di 3 anni, si &egrave; posta il problema dell&rsquo;allattamento: "Avevo allattato la sorellina per due anni e avevo piacere di dare il mio latte anche ai fratellini, all&rsquo;inizio erano poche gocce ma, come mi disse l&rsquo;ostetrica, ogni goccia &egrave; una speranza". Poi il latte era diventato abbondante e Sonia divenne una donatrice: "Per un mese e mezzo tutto il latte che non andava a Ettore e Amedeo veniva consegnato in TIN e congelato. Aiutare gli altri mi dava forza".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122401/small_150496.jpg" alt="Foto"></p>
<p>La storia di Sonia &egrave; l&rsquo;esempio di una delle tante mamme che si mettono a disposizione di altre che non possono allattare i propri figli ricoverati in TIN, con un gesto di solidariet&agrave; molto importante per la salute dei bambini stessi.</p>
<p>L&rsquo;Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle &egrave; impegnata da tempo nel sostegno dell&rsquo;allattamento materno per tutti i propri nati e perci&ograve;, dal 2025, &egrave; stata ufficialmente riconosciuta, a livello nazionale, come "Punto Nascita per l'Allattamento": un obiettivo importante raggiunto nell'ambito di un progetto supervisionato dalle principali Societ&agrave; scientifiche e dal Ministero della Salute.</p>
<p>La Struttura di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell&rsquo;ospedale cuneese non accoglie soltanto i neonati &ldquo;fisiologici&rdquo;, ma anche i neonati gravemente prematuri. Per questi pazienti fragili il latte della propria mamma &egrave; un alimento ancora pi&ugrave; prezioso, in quanto fornisce loro un aiuto fondamentale in una fase critica della vita e previene molte malattie. Purtroppo, il latte materno non sempre &egrave; disponibile: &egrave; quindi evidente l&rsquo;importanza di disporre del latte di mamme donatrici.</p>
<p>Dal 2023, attraverso la collaborazione della Terapia Intensiva Neonatale di Cuneo con la Banca del Latte Umano Donato (BLUD) dell&rsquo;Ospedale Sant&rsquo;Anna di Torino e il sostegno fondamentale dell&rsquo;associazione Voglia di Crescere Onlus, viene offerto un servizio sanitario di alta valenza neonatologica e sociale, finalizzato a garantire la disponibilit&agrave; di latte materno donato sicuro e di qualit&agrave; per i neonati prematuri o patologici che non possono ricevere il latte dalla propria madre.</p>
<p>Al fine di ampliare la rete delle mamme donatrici ed agevolarle nella raccolta del latte umano donato, l&rsquo;associazione Voglia di Crescere quest&rsquo;anno sostiene la TIN con la realizzazione di un nuovo progetto: la &ldquo;Raccolta a domicilio del latte materno&rdquo;, un servizio strutturato di raccolta domiciliare del latte donato in collaborazione con altri Enti ed Associazioni attive nel territorio cuneese. Si eviter&agrave; cos&igrave; il disagio per le madri donatrici, che non dovranno pi&ugrave; intraprendere spostamenti per consegnare il loro latte alla TIN, considerando anche la vastit&agrave; del territorio cuneese.</p>
<p>"Questi progetti - spiega il direttore della Terapia Intensiva di Cuneo, Andrea Sannia - sono estremamente importanti da un punto di vista clinico per i nostri neonati prematuri, ma danno anche un senso di umanizzazione molto forte, in un ambiente altamente tecnologico come quello della TIN. Infatti, la donazione del latte materno per un bimbo prematuro ricoverato &egrave; un gesto di generosit&agrave; e di grande solidariet&agrave; tra mamme".</p>
<p>Franco Ripa, direttore generale dell&rsquo;Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle: "Il progetto raccolta latte a domicilio, promosso dalla nostra Terapia Intensiva neonatale con associazioni che da anni collaborano con noi, rappresenta un&rsquo;iniziativa lodevole per il valore clinico e sociale e rientra nel novero delle buone pratiche che il nostro ospedale coltiva ed implementa da tempo un po&rsquo; in tutti gli ambiti della cura e dell&rsquo;assistenza, con risultati eccellenti soprattutto in termini di ricadute positive sul paziente".</p>
<p>"Ritengo siano da incoraggiare - aggiunge l&rsquo;assessore regionale alla Sanit&agrave; Federico Riboldi - iniziative che umanizzano i percorsi di cura per il paziente, sia attraverso la revisione dell&rsquo;organizzazione interna dei percorsi sia coinvolgendo Enti, Fondazioni e Associazioni in collaborazioni proficue per il miglioramento della qualit&agrave; dei servizi offerti ai cittadini del territorio di riferimento. Il progetto di raccolta latte materno in TIN, in particolare, rappresenta un esempio di quanto siano importanti le sinergie tra soggetti diversi, anche persone singole, per esaltare gesti di generosit&agrave; che contribuiscono anch&rsquo;essi a rafforzare il senso di appartenenza al Sistema Sanitario Regionale e Nazionale".</p>]]></description><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[L'Ordine dei Medici di Cuneo presenta una guida sulla prevenzione dei tumori della pelle]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/l-ordine-dei-medici-di-cuneo-presenta-una-guida-sulla-prevenzione-dei-tumori-della-pelle_122339.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/l-ordine-dei-medici-di-cuneo-presenta-una-guida-sulla-prevenzione-dei-tumori-della-pelle_122339.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122339/150417.jpg" title="La dottoressa Veronica Arese" alt="La dottoressa Veronica Arese" /><br /><p>La prevenzione dei tumori della pelle non passa necessariamente attraverso controlli indiscriminati su tutta la popolazione, ma attraverso l'individuazione delle persone che presentano un rischio maggiore di sviluppare queste patologie.</p>
<p>&Egrave; questo uno dei messaggi principali contenuti nella guida pubblicata dall'<strong>Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Cuneo</strong>. L'approfondimento si basa sulla relazione della dottoressa <strong>Veronica Arese</strong>, intervenuta lo scorso mercoled&igrave; 10 giugno nell&rsquo;evento dedicato ai cittadini dal titolo &ldquo;Occhio alla pelle&rdquo;, organizzato dall&rsquo;associazione <strong>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia ETS</strong> presso il Circolo &lsquo;L Caprissi.</p>
<p>Secondo gli specialisti, strumenti avanzati come la videodermoscopia e la mappatura digitale dei nei risultano particolarmente utili nei pazienti selezionati, ma non sono indicati come screening di massa. L'obiettivo &egrave; concentrare l'attivit&agrave; di sorveglianza sui soggetti pi&ugrave; esposti, come chi presenta numerosi nei, ha casi di melanoma in famiglia, ha gi&agrave; avuto un tumore cutaneo, possiede un fototipo chiaro oppure svolge attivit&agrave; lavorative con una prolungata esposizione al sole.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122339/small_150420.jpg" alt="Fototipi" loading="lazy"></p>
<p>La guida richiama inoltre l'attenzione su alcuni segnali che meritano una valutazione specialistica, come la comparsa di una lesione diversa da tutte le altre presenti sulla pelle &ndash; il cosiddetto "brutto anatroccolo" &ndash; o le modificazioni di forma, colore e dimensione di un neo nel tempo.</p>
<p>Viene infine sottolineata l'importanza di riconoscere anche altre patologie cutanee di origine oncologica, come il carcinoma basocellulare, il carcinoma squamocellulare e le cheratosi attiniche, spesso legate ai danni provocati dall'esposizione cronica ai raggi ultravioletti.</p>
<p><a href="https://www.omceocn.it/2026/breve-guida-alla-prevenzione-dei-tumori-della-pelle/" target="_blank" rel="nofollow">L'approfondimento dell&rsquo;Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Cuneo &egrave; consultabile a questo LINK.</a></p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Sanità e liste d'attesa, il "modello Cuneo" esempio per Agenas? "Ad oggi nessuna conferma"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-e-liste-d-attesa-il-modello-cuneo-esempio-per-agenas-ad-oggi-nessuna-conferma_122295.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-e-liste-d-attesa-il-modello-cuneo-esempio-per-agenas-ad-oggi-nessuna-conferma_122295.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122295/150347.jpg" title="Giulia Marro" alt="Giulia Marro" /><br /><p>Continua a far discutere la vicenda delle cosiddette &ldquo;prenotazioni fittizie&rdquo; e del metodo di presa in carico provvisoria dei pazienti che veniva utilizzato fino allo scorso anno dall&rsquo;Asl CN1 e dal &ldquo;Santa Croce&rdquo;, prima di essere sospeso dalla Regione. Un &ldquo;modello&rdquo; di cui si &egrave; tornati a parlare in Consiglio regionale: Giulia Marro (Avs), che aveva per prima sollevato il caso, ha chiesto chiarimenti rispetto alle voci secondo le quali Agenas avrebbe &ldquo;preso a modello&rdquo; il sistema cuneese, di cui nei giorni scorsi ha parlato il settimanale &ldquo;La Guida&rdquo;. Di seguito il comunicato diffuso dalla stessa consigliera regionale cuneese dopo il question time odierno.</p>
<p>"Si aggiunge un nuovo elemento a una vicenda che continua a essere caratterizzata da informazioni contrastanti. La risposta fornita oggi in Consiglio regionale al Question Time proposto dalla consigliera Giulia Marro di AVS non conferma le voci di un presunto riconoscimento da parte di AGENAS del modello cuneese delle preliste.</p>
<p>&Egrave; bene ricordare che questa vicenda non nasce da una polemica politica o da un dibattito teorico sulle liste d&rsquo;attesa. Nasce dalle numerose segnalazioni ricevute negli ultimi mesi sul funzionamento concreto del sistema delle preliste nel Cuneese: appuntamenti fissati anche molte settimane oltre i tempi previsti dalla classe di priorit&agrave;, richiami che in alcuni casi non sarebbero mai arrivati, verifiche di appropriatezza comunicate direttamente ai pazienti e non ai medici prescrittori, come invece previsto dalla normativa. In sostanza, un sistema privo di un regolamento chiaro, di procedure uniformi e di criteri trasparenti, che ha generato dubbi e criticit&agrave; tali da richiedere approfondimenti e verifiche istituzionali.&nbsp;</p>
<p>&Egrave; una vicenda che continua a generare confusione: le comunicazioni ufficiali all'interno del sistema sanitario sembrano faticare a fornire risposte chiare e definitive, mentre sui giornali continuano a emergere ricostruzioni e interpretazioni che alimentano il dibattito. Nel frattempo, per&ograve;, restano aperte le questioni che avevano originato le segnalazioni e la conseguente attivit&agrave; ispettiva nelle sedi istituzionali: le liste d'attesa, il funzionamento del CUP e la necessit&agrave; di garantire trasparenza e tracciabilit&agrave; nei percorsi di accesso alle prestazioni.</p>
<p>Dalla risposta ricevuta oggi in Consiglio regionale emerge un elemento importante: in aula, per conto dell&rsquo;assessore Riboldi, viene comunicato che con AGENAS esiste un&rsquo;interlocuzione costante e continua su molteplici temi e che, qualora sul tema specifico dovessero intervenire comunicazioni o indicazioni ufficiali, sar&agrave; cura della Regione darne tempestiva notizia. Non risulterebbero quindi, allo stato, indicazioni formali di AGENAS alla Regione Piemonte volte ad assumere il cosiddetto modello cuneese delle preliste come riferimento regionale o nazionale, n&eacute; tantomeno un avallo a sistemi di prenotazione fondati su appuntamenti provvisori o non corrispondenti alla data reale di erogazione della prestazione.</p>
<p>Le segnalazioni ricevute in questi mesi evidenziavano criticit&agrave; del sistema. A fronte di quelle segnalazioni ho svolto la mia attivit&agrave; ispettiva nelle sedi istituzionali, chiedendo chiarimenti e dati ufficiali. Eppure, mentre sui giornali continuavano a comparire ricostruzioni e interpretazioni diverse, risposte ufficiali e definitive non sono mai arrivate.</p>
<p>&Egrave; bene fare chiarezza, senza alimentare contrapposizioni inutili o guerre di potere all&rsquo;interno della sanit&agrave; piemontese che si riversano sulla pelle delle cittadine e dei cittadini. Nessuno mette in discussione la buona volont&agrave; del personale sanitario e amministrativo che, in un sistema sotto pressione, ha cercato di dare una risposta con il sistema cuneese. Il punto &egrave; distinguere tra una presa in carico trasparente e regolata e un sistema che rischia di rendere poco chiari i tempi reali di accesso alle prestazioni.</p>
<p>Una prelista pu&ograve; essere uno strumento utile solo se serve a tutelare concretamente la persona, non se sostituisce una prenotazione reale o rende meno leggibile il tempo di attesa. Le testimonianze ricevute in questi mesi ci hanno raccontato situazioni molto diverse da quella, troppo rassicurante, secondo cui tutte le persone sarebbero state richiamate rapidamente e sempre nei termini. In alcuni casi, anche per procedure indicate come urgenti, il ricontatto sarebbe avvenuto dopo molte settimane. Questo dimostra che il problema non era l&rsquo;esistenza di una presa in carico, ma l&rsquo;assenza di regole certe, verificabili e uguali per tutte e tutti. Anche la verifica dell&rsquo;appropriatezza presentava una criticit&agrave; importante, perch&eacute; non veniva comunicato al medico di medicina generale quando una prescrizione non veniva ritenuta appropriata.</p>
<p>Il nuovo orientamento contenuto nel PNGLA 2025&ndash;2027 sembra andare in una direzione diversa e pi&ugrave; corretta: la prelista, o lista di tutela, viene configurata come uno strumento eccezionale di garanzia, da attivare quando il CUP non riesce a individuare immediatamente una disponibilit&agrave; compatibile con la classe di priorit&agrave; assegnata. In questo caso la richiesta deve essere registrata al momento del primo contatto, la persona deve essere presa in carico attivamente e deve essere richiamata entro termini massimi definiti: 5 giorni per le priorit&agrave; B, 10 giorni per le visite in priorit&agrave; D, 15 giorni per la diagnostica in priorit&agrave; D e 20 giorni per le priorit&agrave; P. Non un rinvio indefinito, quindi, ma una procedura tracciata, monitorata e finalizzata a garantire il diritto alla prestazione.</p>
<p>Questo &egrave; un passo avanti positivo perch&eacute; affronta esattamente le criticit&agrave; che avevamo sollevato: la necessit&agrave; di sapere quando una richiesta entra davvero nel sistema, quando la persona viene richiamata, quale data reale viene proposta, se la classe di priorit&agrave; viene rispettata e quando deve essere attivato il percorso di tutela. Se la prelista diventa una zona grigia, il diritto alla cura si indebolisce. Se si rompe la fiducia tra specialista e medico di base, tutto il sistema trema. Se invece viene regolata con tempi certi, tracciabilit&agrave; e obblighi di comunicazione, pu&ograve; diventare uno strumento di garanzia.</p>
<p>Nel mio ruolo di consigliera regionale ho posto domande, partendo dalle segnalazioni che mi sono state inviate dal territorio, e ho chiesto spiegazioni in tutte le sedi ufficiali, in tutti i modi che mi erano possibili. Non per attribuire etichette, individuare colpevoli, ma capire cosa abbia funzionato e cosa no, e soprattutto garantire ai cittadini procedure trasparenti e diritti esigibili.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo &egrave; costruire fiducia in una sanit&agrave; pubblica che funzioni. Ma per farlo servono anche risposte chiare da parte delle istituzioni. Sono stanca di assistere a una vicenda in cui una dichiarazione smentisce l&rsquo;altra, un giornale riporta una versione e un&rsquo;aula istituzionale ne restituisce un&rsquo;altra, mentre i cittadini continuano a fare i conti con liste d&rsquo;attesa troppo lunghe e con le difficolt&agrave; di accesso alle prestazioni. Il mio ruolo &egrave; segnalare quando qualcosa non funziona e chiedere spiegazioni. In questa vicenda l&rsquo;ho fatto, ma quelle spiegazioni ufficiali non sono mai realmente arrivate. La sanit&agrave; pubblica si difende con trasparenza, responsabilit&agrave; e fiducia, non con polemiche e ricostruzioni contrastanti".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 17:19:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Consegna dei pannoloni, Riboldi: “La situazione rimane inaccettabile”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/consegna-dei-pannoloni-riboldi-la-situazione-rimane-inaccettabile_122286.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/consegna-dei-pannoloni-riboldi-la-situazione-rimane-inaccettabile_122286.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122286/150327.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;La situazione che si &egrave; venuta a creare nella consegna dei pannoloni e dei dispositivi per l&rsquo;assorbenza &egrave; inaccettabile, soprattutto perch&eacute; colpisce persone fragili, anziani e non autosufficienti e determina disagi che non possono essere tollerati. Siamo pienamente consapevoli delle criticit&agrave; che continuano a manifestarsi nonostante gli interventi gi&agrave; adottati dalla Regione e dalle Aziende sanitarie. Negli scorsi mesi abbiamo assunto decisioni drastiche, arrivando alla revoca del precedente affidamento per gravi inadempienze e applicando alla ditta penali per circa 800 mila euro. Si &egrave; anche deciso di riorganizzare il servizio, ma &egrave; evidente che persistono problemi logistici che richiedono ulteriori correttivi. Dal 1&deg; luglio ci sar&agrave; un cambiamento radicale: punteremo sull&rsquo;internalizzazione con il coinvolgimento di Amos, per cessare definitivamente i rapporti improduttivi e dannosi con i privati e gestire direttamente il servizio&rdquo;.</p>
<p>Lo dichiara l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; della Regione Piemonte, Federico Riboldi.</p>]]></description><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 15:55:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Una nuova direttrice per la Neurologia del "Santa Croce"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/una-nuova-direttrice-per-la-neurologia-del-santa-croce_122195.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/una-nuova-direttrice-per-la-neurologia-del-santa-croce_122195.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122195/150157.jpg" title="Franco Ripa e Maria Federica Grasso" alt="Franco Ripa e Maria Federica Grasso" /><br /><p>La dottoressa Maria Federica Grasso, primario di Neurologia dal 30 ottobre 2023 all&rsquo;ospedale di Mondov&igrave;, &egrave; la nuova direttrice della struttura complessa di Neurologia dell&rsquo;Azienda Ospedaliera "Santa Croce e Carle" di Cuneo. Prender&agrave; servizio da domani, martedi 16 giugno.</p>
<p>Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia presso l&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Torino, la dottoressa Grasso ha conseguito la Specializzazione nella disciplina di Neurologia presso lo stesso Ateneo. Dal 2022 &egrave; stata responsabile della struttura semplice Stroke Unit dell&rsquo;Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle, dove ha prestato servizio dal 2007.</p>
<p>La dottoressa Grasso ha acquisito competenze ed esperienza nell&rsquo;ambito della neurologia clinica, della neurologia intensiva dell&rsquo;Unit&agrave; Ictus, in ambito neurofisiologico con particolare riferimento alla patologia del sistema nervoso periferico, nell&rsquo;ambito di patologie relative alla Sclerosi Multipla e in ambito ambulatoriale per la cefalea.</p>
<p>Dal Duemila svolge attivit&agrave; di ricerca e sperimentale in prevalenza nell&rsquo;ambito della malattia cerebrovascolare e della sclerosi Multipla. E&rsquo; coautrice di diverse pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali ed &egrave; autore e co-autore di lavori scientifici, anche come relatore in consessi congressuali.</p>
<p>Ha inoltre partecipato attivamente a studi clinici nazionali e internazionali e a sperimentazioni farmacologiche in ambito neurologico oltrech&eacute; a gruppi di lavoro per la stesura di protocolli diagnostico terapeutici assistenziali, linee guida aziendali e interaziendali.</p>
<p>Il direttore generale del Santa Croce e Carle Franco Ripa: &ldquo;Per la dottoressa Grasso si tratta di un ritorno presso la nostra Azienda Ospedaliera e siamo lieti di accoglierla. Ritorna in un ambiente che le &egrave; familiare, sono certo che sapr&agrave; favorire il lavoro di squadra e portare la sua preziosa esperienza a servizio dell&rsquo;Ospedale, dei collaboratori e dei pazienti. Le auguro buon lavoro&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 11:51:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[La Capanna Roberto Barbero sarà dotata di un defibrillatore]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-capanna-roberto-barbero-sara-dotata-di-un-defibrillatore_122192.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-capanna-roberto-barbero-sara-dotata-di-un-defibrillatore_122192.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122192/150153.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Capanna Roberto Barbero, in valle Gesso, nel vallone della Vagliotta, accoglier&agrave; sabato 20 giugno quanti hanno deciso, con una sottoscrizione, di raccogliere l&rsquo;importo necessario per dotare la capanna di un defibrillatore, che rimarr&agrave; a disposizione dal 1&deg; maggio al 31 ottobre di ogni anno.</p>
<p>Il presidio medico &egrave; stato offerto a ricordo del dottor Maurizio Meinero, medico del soccorso alpino, prematuramente scomparso.&nbsp;Il programma prevede l&rsquo;installazione, seguita dall&rsquo;alzabandiera alle ore 11 e dalla santa messa, officiata dal parroco di Valdieri, Don Alberto Aimar.</p>
<p>Di seguito &egrave; previsto il pranzo al sacco, al quale ogni partecipante dovr&agrave; provvedere, mentre aperitivo, caff&egrave; e digestivi saranno offerti dagli amici di Roberto Barbero.</p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 11:42:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[La maratona del plasma macina record: a Cuneo, Savigliano e Mondovì +13% rispetto al 2025]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-maratona-del-plasma-macina-record-a-cuneo-savigliano-e-mondovi-13-rispetto-al-2025_122191.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-maratona-del-plasma-macina-record-a-cuneo-savigliano-e-mondovi-13-rispetto-al-2025_122191.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122191/150147.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Grande successo per la 24 Ore del Plasma, a cui hanno preso parte, per l'area dell'Asl CN1, gli ospedali di Mondov&igrave; e Savigliano, oltre al "Santa Croce" di Cuneo. Durante l'iniziativa sono state raccolte complessivamente 159 unit&agrave; di plasma (72 a Mondov&igrave; e 87 a Savigliano) in Asl e 102 al "Santa Croce": 29 in pi&ugrave; complessivamente, con un incremento in ciascun ospedale, rispetto al 2025.</p>
<p>L&rsquo;idea &egrave; nata tre anni fa in relazione alla necessit&agrave;, in occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, di promuovere la donazione di plasma, per la sua importanza strategica per la sanit&agrave;.</p>
<p>La maratona ha coinvolto i donatori venerdi 12 giugno dalle ore 8 alle 24 e sabato dalle 8 alle 16. Un impegno importante per tutti: i promotori Asl CN1 e Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle con i loro Centri trasfusionali, Societ&agrave; Solidale ETS (Centro Servizi per il volontariato della provincia di Cuneo); donatori, associazioni dei donatori del territorio (FIDAS, AVIS, SOS Sangue, Gruppo Autonomo Sangue Mombracco e il Gruppo Donatori Sangue della Croce Rossa Italiana) che hanno collaborato fattivamente.</p>
<p>In occasione dell&rsquo;evento le Fondazioni degli ospedali di Cuneo, Mondov&igrave;-Ceva e Savigliano-Fossano-Saluzzo hanno distribuito un omaggio a tutti i donatori.</p>
<p>&ldquo;<em>La solidariet&agrave; dei nostri donatori continua</em> - affermano Paola Manzini direttore della struttura complessa interaziendale e Silvia Tavera, responsabile della struttura semplice dell&rsquo;Asl CN1 - <em>e continua a macinare record: quest&rsquo;anno un ulteriore incremento di circa il 13% rispetto al 2025. &nbsp;A beneficiare di questa catena di solidariet&agrave; saranno i tanti nostri pazienti che quotidianamente necessitano delle immunoglobuline, farmaco salvavita per molte patologie. Ringraziamo tutti: donatori, associazioni di volontari, il CSV, le Fondazioni degli ospedali</em>&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 11:35:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[A Caraglio la serata "Perché dimentichiamo e come dimentichiamo"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/a-caraglio-la-serata-perche-dimentichiamo-e-come-dimentichiamo_122181.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/a-caraglio-la-serata-perche-dimentichiamo-e-come-dimentichiamo_122181.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122181/150134.jpg" title="Sergio Della Sala" alt="Sergio Della Sala" /><br /><p>"Perch&eacute; dimentichiamo e come dimentichiamo". Questo il titolo di una serata che viene proposta venerd&igrave; 19 giugno, ore 21, presso la Sala Conferenze del Filatoio di Caraglio. Si tratta del secondo appuntamento (il primo &egrave; stato con Elvira Seminara sul tema "Il gioco del tempo fra memoria e reinvenzione di s&eacute;") per gli incontri di Comunit&agrave; nell'ambito del progetto Cura Comune finanziato dalla Fondazione CRC con a capo il Gruppo Vincenziano di Caraglio e i vari suoi partner (tra cui il Comune, la Caritas, l'Associazione di Filo in Filo, fondazione Rsa Sant'Antonio e San Giuseppe e Casa Vittoria, la CRI &ndash; Comitato di Caraglio, Associazione Commercianti, Istituto Comprensivo A.M.Riberi), realizzato in collaborazione con l&rsquo;Agenzia di sviluppo di AFP.</p>
<p>Sar&agrave; ospite della rassegna Sergio Della Sala, professore di Human Cognitive Neuroscience all'Universit&agrave; di Edimburgo, noto a livello internazionale per i suoi studi sulle neuroscienze cognitive, la memoria e la neuropsicologia, con particolare attenzione alla malattia di Alzheimer. Non per niente dirige la prestigiosa rivista scientifica Cortex.</p>
<p>Ci parler&agrave; della memoria e di quanto dimenticate non sia soltanto inevitabile, ma addirittura utile. Si tratta a tutti gli effetti di una strategia per la sopravvivenza, affinata nel corso del tempo a partire dagli uomini primitivi. Fintanto che l'istinto fu il promotore delle nostre re-azioni a stimoli vitali, il concetto di oblio non fu sviluppato sul piano di una potenziale e teorica astrazione, come avvenne successivamente con la filosofia e le scienze neurologiche e/o psicologiche. Eppure nulla &egrave; pi&ugrave; confortante che poter dimenticare in tutta tranquillit&agrave;, senza sensi di colpa.&nbsp;Spesso, in questo mondo iper-performante dove la pretesa di sapere tutto in tutti i campi sembra diventata la norma, dove l'informazione corre in tempo reale senza essere prima vagliata, metabolizzata, organizzata all'interno del complesso sistema cervello/mente anche sulla base di una gerarchia di valori e di principi, dove molte opinioni si formano pi&ugrave; a livello emotivo che non logico-consequenziale, ecco proprio in questo contesto contemporaneo e di stressante velocit&agrave; neo o post o pseudo futurista, sar&agrave; motivo di conforto per tutti sentire dalla viva voce di un professore emerito di fama mondiale che &egrave; normale dimenticare, anzi che fa bene dimenticare, perch&eacute; quella sorta di memoria selettiva ci solleva dall'ansia di dover dimostrare che si ritiene per poter essere.</p>
<p>&Egrave; un cambio di paradigma anche questo. &Egrave; un ritornare umani e non macchine. &Egrave; un riappacificarci con quella parte pi&ugrave; naturale del nostro pensare per vivere, che appunto nel corso evolutivo della nostra specie, anzich&egrave; basarsi sul calcolo delle probabilit&agrave; cui ormai ci hanno abituati i computer, che viaggiano su semplici sistemi binari, si &egrave; invece basato sull'impulso trasmesso dai cinque sensi per farci sopravvivere. Paradossalmente infatti la tigre non ci ha portati all'estinzione sbranandoci, proprio perch&eacute; un tempo gli uomini (grazie alla mente impressa di esperienza) hanno messo in conto il minimo rischio che tra i fili d'erba in movimento ci fosse il felino predatore e quindi se la son sempre filata a gambe levate, infischiandosene bellamente che 99 volte su 100 l'erba muovesse a causa del vento. Ci siamo salvati in forza del sapere ancestrale che basta una volta...Mentre a dar retta al computer si sarebbe dato credito alla statistica e...non si sarebbe scappati! Se pertanto siamo arrivati sin qui ricordando e dimenticando, imprimendo la memoria di oblio e di illuminata conoscenza, in questa altalena che ci riconcilia col mondo tutto, col tempo che va, con gli spazi terreni ed ultraterreni che ormai abitiamo e che speriamo di non devastare, tanto vale mettersi l'anima in pace ed augurarsi con Samuel Johnson che "La felicit&agrave; delle persone aumenti molto, insegnando l'arte di dimenticare ci&ograve; che &egrave; inutile o doloroso ricordare", perch&eacute; in fin dei conti, per dirla con Bertolt Brecht: "Buona cosa &egrave; la dimenticanza".</p>
<p>Vi aspettiamo dunque venerd&igrave; 19 giugno, ore 21 al Filatoio, numerosi ma soprattutto curiosi, proprio sottolineando che il termine stesso curioso ha la sua etimologia latina in cura (ossia colui che si prende cura di qualcosa, che ne ha premura, che si applica con attenzione), ben diversa rispetto all'accezione pi&ugrave; superficiale di oggi che vede curioso quasi come impiccione ed indagatore di fatti altrui o interessato a cose stravaganti.</p>
<p>Per informazioni &nbsp;sui pu&ograve; scrivere a carola.cismondi@afpdronero.it, oppure &nbsp;Carola Cismondi 3505981651, &nbsp;Cecilia Dematteis 3803949504</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:53:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Antibiotico-resistenza: al Congresso Europeo di Malattie Infettive Pediatriche uno studio condotto a Mondovì]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/antibiotico-resistenza-al-congresso-europeo-di-malattie-infettive-pediatriche-uno-studio-condotto-a-mondovi_122173.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/antibiotico-resistenza-al-congresso-europeo-di-malattie-infettive-pediatriche-uno-studio-condotto-a-mondovi_122173.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122173/150122.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il dottor Simone Ceratto, referente per le malattie infettive presso la SC Pediatria dell&rsquo;Ospedale di Mondov&igrave;, ha partecipato dal 1&deg; al 5 giugno al Congresso della Societ&agrave; Europea di Malattie Infettive Pediatriche (ESPID) presentando come poster un lavoro di ricerca dedicato alle strategie per promuovere un utilizzo mirato e appropriato della terapia antibiotica nelle pi&ugrave; comuni patologie pediatriche, con l&rsquo;obiettivo di ottimizzare l&rsquo;efficacia dei trattamenti e contrastare il fenomeno dell&rsquo;antimicrobico-resistenza.</p>
<p>Il riconoscimento ottenuto in un contesto scientifico internazionale di elevato prestigio testimonia l&rsquo;impegno della SC Pediatria di Mondov&igrave; nell&rsquo;ambito della ricerca clinica e della promozione delle buone pratiche assistenziali in et&agrave; pediatrica. &nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:04:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Edilizia sanitaria, Sacchetto: “Dalla Regione una politica lungimirante”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/edilizia-sanitaria-sacchetto-dalla-regione-una-politica-lungimirante_122175.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/edilizia-sanitaria-sacchetto-dalla-regione-una-politica-lungimirante_122175.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122175/150123.jpg" title="Claudio Sacchetto" alt="Claudio Sacchetto" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo un <strong>lettera</strong> del consigliere regionale di Fratelli d&rsquo;Italia <strong>Claudio Sacchetto&nbsp;</strong>sul tema dell&rsquo;edilizia sanitaria, nella quale pone l&rsquo;accento sull'iter dei nuovi ospedali di Cuneo e Savigliano:</p>
<p>"Egregio direttore,</p>
<p>negli ultimi anni il dibattito sulla sanit&agrave; piemontese si &egrave; spesso concentrato sulle criticit&agrave; del sistema, sulle carenze di personale e sulle difficolt&agrave; quotidiane che cittadini e operatori affrontano. Meno attenzione viene invece riservata a un tema decisivo per il futuro: l'edilizia sanitaria. Per questo ritengo doveroso riconoscere il lavoro svolto dall'assessore regionale alla Sanit&agrave; del Piemonte, Federico Riboldi, e dall'intera Giunta regionale guidata da Alberto Cirio, che hanno impresso una significativa accelerazione all'iter dei nuovi ospedali di Cuneo e Savigliano, inserendoli in una pi&ugrave; ampia strategia di rilancio dell'edilizia sanitaria piemontese.</p>
<p>Oggi il Piemonte pu&ograve; contare su un programma di investimenti tra i pi&ugrave; rilevanti della sua storia, nel giugno 2025 Regione e Inail hanno infatti sottoscritto un'intesa operativa da oltre 2 miliardi di euro per la realizzazione di sette nuovi ospedali, tra cui quelli di Cuneo e Savigliano. &nbsp;Per quanto riguarda il nuovo ospedale di Cuneo, la Regione ha garantito la copertura delle attivit&agrave; progettuali e ha definito un percorso amministrativo che ha consentito di superare gli ostacoli burocratici accumulatisi negli anni. L'investimento previsto attraverso Inail ammonta a circa 410 milioni di euro e rappresenta uno degli interventi pi&ugrave; importanti mai programmati per la sanit&agrave; della provincia.</p>
<p>Anche il nuovo ospedale unico dell'area Savigliano-Saluzzo-Fossano sta avanzando concretamente. La struttura sorger&agrave; in una posizione baricentrica per il territorio e sar&agrave; dotata di 325 posti letto, 8 sale operatorie, 19 sale diagnostiche, 2 sale di emodinamica e cardiologia interventistica, 4 sale parto e 34 ambulatori.</p>
<p>Questi risultati non sono frutto del caso, la scelta della Regione di anticipare le risorse necessarie alle progettazioni, in attesa del finanziamento definitivo da parte di Inail, ha consentito di evitare ulteriori ritardi e di trasformare programmi teorici in procedure concrete.</p>
<p>Va inoltre ricordato che i nuovi Ospedali non rappresentano interventi isolati, ma si inseriscono in una riorganizzazione complessiva della rete sanitaria provinciale e regionale, integrata con Case di Comunit&agrave;, Ospedali di Comunit&agrave; e Centrali Operative Territoriali. Gi&agrave; gli studi preliminari avevano evidenziato come il nuovo ospedale di Cuneo dovesse svilupparsi su circa 696 posti letto e quello di Savigliano su 325 posti letto, in un sistema capace di rispondere alle esigenze future della popolazione e all'evoluzione delle cure.</p>
<p>Naturalmente nessuno sostiene che tutti i problemi della sanit&agrave; piemontese sono risolti, restano aperte questioni importanti, dal reperimento del personale all&rsquo;ulteriore riduzione delle liste d'attesa. Tuttavia, sarebbe ingeneroso non riconoscere che sul fronte infrastrutturale &egrave; stato compiuto un salto di qualit&agrave; significativo. La costruzione di ospedali moderni, tecnologicamente avanzati, sicuri dal punto di vista energetico e adeguati agli standard sanitari contemporanei richiede visione politica e capacit&agrave; amministrativa, anche grazie al lavoro che quotidianamente svolgono gli operatori del settore".<br>&nbsp;<br><strong>Claudio Sacchetto, consigliere regionale Fratelli d&rsquo;Italia</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:03:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[La Fondazione Ospedale Cuneo continua a estendersi verso la divulgazione scientifica]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-fondazione-ospedale-cuneo-continua-a-estendersi-verso-la-divulgazione-scientifica_122163.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-fondazione-ospedale-cuneo-continua-a-estendersi-verso-la-divulgazione-scientifica_122163.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122163/150109.jpg" title="Fondazione Ospedale Cuneo" alt="Fondazione Ospedale Cuneo" /><br /><p>Questi ultimi mesi sono stati straordinariamente intensi per la Fondazione Ospedale Cuneo ETS, ricchi di incontri, traguardi condivisi e nuove partenze. L&rsquo;impegno dell&rsquo;organizzazione e il supporto ricevuto attraverso le donazioni si stanno trasformando in cura, accoglienza e vicinanza concreta per il territorio cuneese.</p>
<p>Innanzitutto, qualche settimana fa, grazie alla presenza dei soci fondatori e dei partecipanti, si &egrave; tenuta l'annuale assemblea di approvazione del Bilancio D'esercizio 2025 e presentazione del Bilancio Sociale.</p>
<p>&Egrave; stato un anno davvero da record: grazie alla generosit&agrave; di cittadini e aziende abbiamo superato la cifra straordinaria di 580 mila euro di donazioni ricevute. Questo immenso atto di fiducia si traduce gi&agrave; da oggi in azioni sul campo: attrezzature ad altissima tecnologia, supporto alla ricerca scientifica, ammodernamenti strutturali ed il potenziamento di tutti quei percorsi dedicati al benessere quotidiano dei pazienti. &ldquo;Ogni singola donazione &egrave; un mattone fondamentale per la sanit&agrave; del territorio &mdash; dichiara la Fondazione &mdash; e di questo non smetteremo mai di ringraziarvi&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122163/small_150111.jpg" alt="Bilancio D'esercizio 2025 della Fondazione Ospedale Cuneo e presentazione del Bilancio Sociale" loading="lazy"></p>
<p>Parlando di futuro e di benessere in corsia, siamo l&rsquo;obiettivo &egrave; chiaro: continuare a investire nell'innovazione tecnologica mantenendo per&ograve; l'Ospedale un luogo aperto e accogliente, capace di far sentire il paziente protetto e ascoltato all'interno di un ambiente confortevole. Questa visione di cura a 360 gradi si esprime anche attraverso l'arte e l'espressione corporea. &Egrave; con questo spirito che, in occasione della Giornata Internazionale della Danza, la Fondazione Ospedale Cuneo ETS ha sostenuto l'iniziativa promossa dalla Fondazione Genta e dalla Maison de la Danse, in collaborazione con altri enti del territorio, portando la danza direttamente nei contesti terapeutici. Vedere come la musica e il movimento riescano a donare momenti di leggerezza, meraviglia e stimoli positivi ai pazienti &egrave; la conferma di quanto queste attivit&agrave; siano essenziali per migliorare la qualit&agrave; della vita durante la degenza.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122163/small_150112.jpg" alt="Iniziativa della Fondazione Genta e della Maison de la Danse" loading="lazy"></p>
<p>Il raggio d'azione dell&rsquo;ente continua a estendersi con forza verso la prevenzione e la divulgazione scientifica sul territorio. Ecco le importanti iniziative sostenute di recente:<br>&nbsp; &nbsp; &bull; &nbsp; <strong>&nbsp;Open Day "Un respiro per il futuro"</strong>: un weekend dedicato allo screening tumore polmonare, asma e BPCO. Un'iniziativa concreta per avvicinare la medicina preventiva ai cittadini e sensibilizzare sull'importanza di intercettare tempestivamente i rischi respiratori.<br>&nbsp; &nbsp; &bull; &nbsp; &nbsp;<strong>C-LAB Summer Games</strong>: grande entusiasmo e partecipazione lo scorso 7 giugno presso il NUoVO di Cuneo per la prima edizione dei tornei di padel e beach volley 3vs3. Una splendida giornata all'insegna dello sport e del divertimento che ha saputo raccogliere la nostra comunit&agrave; attorno a una bellissima causa.&nbsp;<br>&nbsp; &nbsp; &bull; &nbsp; <strong>&nbsp;"Dormire bene per invecchiare meglio"</strong>: i locali del C-LAB hanno ospitato il primo appuntamento del ciclo di incontri "Tempo di Benessere, tempo di lunga vita" con la dott.ssa Fiorella Mondino, medico specialista in Neurologia e Medicina del Sonno. Un momento ricco di consigli pratici, dedicato a sfatare i falsi miti e a scoprire le migliori strategie per migliorare il riposo a tutte le et&agrave;.<br>&nbsp; &nbsp; &bull; &nbsp; &nbsp;<strong>Giro d'Italia Women e Pedalata Rosa</strong>: &Egrave; stato un vero piacere supportare questo importante evento ciclistico. Una giornata all'aria aperta che ha unito lo sport, la valorizzazione del nostro bellissimo territorio e un forte messaggio di solidariet&agrave;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122163/small_150113.jpg" alt="Le iniziative della Fondazione Ospedale Cuneo" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 09:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Cuneo accende le luci sulla sclerosi sistemica]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/cuneo-accende-le-luci-sulla-sclerosi-sistemica_122085.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/cuneo-accende-le-luci-sulla-sclerosi-sistemica_122085.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122085/149948.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In occasione della 17^ Giornata Mondiale della Sclerosi Sistemica (World Scleroderma Day), che si celebra il 29 giugno, la Torre Civica di Cuneo si tinger&agrave; di viola nella notte tra il 29 e il 30 giugno. Un gesto simbolico per esprimere sostegno e vicinanza alle persone che convivono con questa malattia rara e ai loro familiari.</p>
<p>Oltre a Cuneo, un centinaio di comuni italiani da nord a sud tra cui Milano, Roma, Torino, Napoli, Firenze, Palermo, Venezia, Genova, Trieste, Imperia, Catanzaro, Foggia, Sassari, Udine, Pisa, Crotone, Brescia, Benevento, Potenza, Perugia, Pescara, Barletta, Campobasso, Ferrara, Teramo, Novara, Rovigo, hanno scelto di unirsi alla campagna di sensibilizzazione promossa dall&rsquo;Associazione nazionale Lega Italiana Sclerosi Sistemica &ldquo;Accendiamo le luci sulla Sclerosi Sistemica&rdquo; illuminando un edificio simbolo della citt&agrave;.&nbsp;</p>
<p>Il viola non &egrave; una scelta casuale: &egrave; il colore del fenomeno di Raynaud, conosciuto infatti come il &ldquo;fenomeno delle mani fredde e delle dita viola&rdquo; che rimane il principale campanello d&rsquo;allarme della sclerosi sistemica e di altre malattie del tessuto connettivo. Un fenomeno questo troppo spesso sottovalutato, che invece pu&ograve; rappresentare la chiave per arrivare a una diagnosi precoce e a cure sempre pi&ugrave; tempestive che possono modificare il decorso della malattia.</p>
<p>La Giornata Mondiale rappresenta un momento fondamentale per riportare l&rsquo;attenzione pubblica sulla sclerosi sistemica. Le difficolt&agrave; di accesso alle cure sono ancora numerose e le possibilit&agrave; terapeutiche per la presa in carico della persona non sono accessibili in egual misura sul territorio nazionale. Permangono inoltre criticit&agrave; nella rete dei centri di reumatologia, spesso insufficienti a rispondere ai bisogni di una patologia multiorgano tanto complessa quanto insidiosa. Il riconoscimento dell&rsquo;invalidit&agrave; civile sin dalla diagnosi per una malattia cronica e progressiva, le maggiori tutele in ambito lavorativo e scolastico, il diritto al telelavoro, il supporto psicologico e sanitario e il riconoscimento giuridico pieno del ruolo del caregiver rimangono i temi centrali da sempre portati avanti dall&rsquo;associazione nazionale di pazienti e familiari.</p>
<p>La Lega Italiana Sclerosi Sistemica, associazione di promozione sociale nata nel 2010 dalla volont&agrave; di pazienti e familiari, &egrave; oggi un punto di riferimento nazionale per le persone affette da Sclerosi Sistemica. Accompagna pazienti e caregiver lungo il percorso diagnostico e terapeutico, offrendo supporto qualificato, informazioni sulla gestione della patologia e orientamento verso cure appropriate e centri specializzati. Parallelamente, promuove attivit&agrave; di sensibilizzazione e informazione rivolte alla cittadinanza e alle istituzioni, impegnandosi nella tutela dei diritti dei pazienti e nell&rsquo;accesso equo alle cure. Incentiva inoltre la ricerca scientifica attraverso la promozione di studi e progetti dedicati, con l&rsquo;obiettivo di favorire lo sviluppo di terapie sempre pi&ugrave; efficaci e migliorare la qualit&agrave; di vita delle persone che convivono con la malattia.</p>
<p>&ldquo;Con questa campagna di sensibilizzazione nazionale la Lega Italiana Sclerosi Sistemica rinnova il proprio impegno nel promuovere informazione, diagnosi precoce, tutela dei diritti e promozione della ricerca scientifica, coinvolgendo istituzioni, amministrazioni comunali e cittadini&rdquo; conclude la presidente Aloise.<br>&nbsp;<br>Per informazioni: ufficiostampa@sclerosistemica.info, 02 7709 3792 &ndash; 380 479 4870</p>
<p>Al link l&rsquo;elenco completo delle citt&agrave; che aderiscono all'iniziativa: <a href="https://sclerosistemica.info/xvii-giornata-mondiale-della-sclerosi-sistemica-2026/" target="_blank" rel="nofollow">QUI</a>.</p>]]></description><pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:17:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Dalla Gino Auto Srl 5 mila euro per la Lilt di Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/dalla-gino-auto-srl-5-mila-euro-per-la-lilt-di-cuneo_122053.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/dalla-gino-auto-srl-5-mila-euro-per-la-lilt-di-cuneo_122053.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122053/149886.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La LILT di Cuneo ha diffuso un comunicato per ringraziare Gino Auto Srl per la generosa donazione di 5 mila euro, destinata a contribuire alla realizzazione di un ambulatorio nella nuova sede dell'associazione, che sar&agrave; inaugurata nel mese di settembre.</p>
<p>"<em>&Egrave; un gesto concreto e importante, che testimonia ancora una volta la sensibilit&agrave; del Gruppo Gino verso la prevenzione oncologica e la vicinanza dimostrata, ormai da molti anni, alla LILT di Cuneo e alle sue attivit&agrave; sul territorio.&nbsp;Questo contributo ci aiuter&agrave; a rendere la nuova sede sempre pi&ugrave; funzionale, accogliente e capace di rispondere ai bisogni dei cittadini, rafforzando il nostro impegno nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nel sostegno alle persone.&nbsp;A Gino Auto Srl va il nostro pi&ugrave; sincero ringraziamento per la fiducia, la generosit&agrave; e la continuit&agrave; del sostegno.&nbsp;Grazie di cuore da tutta la LILT di Cuneo</em>".</p>]]></description><pubDate>Fri, 12 Jun 2026 11:24:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Dritti al cuore: la prevenzione raccontata dagli specialisti del Santa Croce e Carle]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dritti-al-cuore-la-prevenzione-raccontata-dagli-specialisti-del-santa-croce-e-carle_121991.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dritti-al-cuore-la-prevenzione-raccontata-dagli-specialisti-del-santa-croce-e-carle_121991.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/149789.jpg" title="Gli specialisti del Santa Croce e Carle intervenuti" alt="Gli specialisti del Santa Croce e Carle intervenuti" /><br /><p>Chi cura le malattie cardiovascolari? Verrebbe da rispondere: cardiologi, cardiochirurghi, emodinamisti, aritmologi, chirurghi vascolari. E la risposta sarebbe corretta, ma soltanto in parte.</p>
<p>Perch&eacute;, bench&eacute; la medicina abbia compiuto negli ultimi decenni progressi straordinari, la vera differenza continua a farla il paziente stesso. &Egrave; questo il messaggio che ha attraversato come un filo conduttore l'intera serata "<strong>Dritti al Cuore - Dalla prevenzione alla terapia delle patologie cardiovascolari</strong>", organizzata lo scorso gioved&igrave; 4 giugno dall'associazione L'Albero dell'Amicizia presso gli spazi C-Lab della Fondazione Ospedale Cuneo ETS.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149796.jpg" alt="I relatori di Dritti al Cuore con alcuni membri dell'Albero dell'Amicizia" loading="lazy"></p>
<p>Un incontro che ha voluto avvicinare i cittadini agli specialisti dell'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo, attraverso un linguaggio semplice con l'obiettivo di rendere comprensibili temi che riguardano ciascuno di noi. Perch&eacute; se &egrave; vero che le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la prima causa di morte nel nostro Paese, &egrave; altrettanto vero che una parte consistente di queste patologie pu&ograve; essere prevenuta.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149797.jpg" alt="Videomessaggio di Icardi" loading="lazy"></p>
<p>La serata si &egrave; aperta con un videomessaggio del presidente della Commissione Sanit&agrave; della Regione Piemonte, <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, impossibilitato a partecipare per impegni istituzionali a Roma. Nel suo intervento ha ricordato come le malattie del sistema circolatorio rappresentino ancora la prima causa di morte in Italia, con oltre il 30% dei decessi complessivi, e comportino un impatto economico e sociale enorme, stimato in circa 20 miliardi di euro ogni anno. Proprio per questo, ha sottolineato, la prevenzione cardiovascolare sta assumendo un ruolo sempre pi&ugrave; centrale nelle strategie sanitarie nazionali ed europee, attraverso campagne di screening, programmi di educazione sanitaria e il rafforzamento della medicina territoriale.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149798.jpg" alt="Massimo Silumbra" loading="lazy"></p>
<p>Dopo gli onori di casa da parte di Massimo Silumbra, direttore della Fondazione Ospedale Cuneo, ad aprire gli interventi scientifici &egrave; stata la Direttrice della Struttura Complessa di Cardiologia dell'ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, la dottoressa&nbsp;<strong>Roberta Rossini</strong>, che ha offerto una riflessione ampia sul concetto di prevenzione cardiovascolare.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149799.jpg" alt="Roberta Rossini direttrice di Cardiologia" loading="lazy"></p>
<p>Il messaggio centrale &egrave; stato chiaro: i medici possono fare molto, ma &egrave; il paziente a fare la differenza. Lo stile di vita, infatti, incide in modo determinante sia sullo sviluppo delle malattie cardiovascolari sia sul loro decorso, rendendo fondamentali scelte quotidiane come l'alimentazione, l'attivit&agrave; fisica, il controllo dei fattori di rischio e l'attenzione al benessere psicofisico.</p>
<p>Rossini ha sottolineato come negli ultimi decenni i progressi terapeutici e, soprattutto, la riduzione dei fattori di rischio abbiano contribuito in modo decisivo a migliorare la sopravvivenza dei pazienti con patologie cardiovascolari.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149800.jpg" alt="Il pubblico in sala" loading="lazy"></p>
<p>La prevenzione, in medicina, &egrave; l'insieme delle azioni e delle misure adottate per evitare l'insorgere di malattie, oppure per individuarle precocemente e ridurne gli effetti. La &ldquo;<strong>salute</strong>&rdquo;, per&ograve;, non pu&ograve; essere intesa soltanto come assenza di malattia. La sua definizione secondo l&rsquo;Organizzazione Mondiale di Sanit&agrave; &egrave; la seguente: &ldquo;<em>Uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale, e non semplicemente assenza di malattie o infermit&agrave;</em>&rdquo;.</p>
<p>In questo contesto, passando dal concetto di salute a quello di benessere si &egrave; passati da una dimensione oggettiva ad una soggettiva, quindi ad una condizione "percepita", valutazione che varia in base a vari fattori, soprattutto al genere.</p>
<p>Anche la prevenzione, quindi, deve inserirsi in una visione pi&ugrave; ampia di salute, fatta di benessere fisico, mentale e sociale, con un'attenzione particolare allo stress, alla qualit&agrave; del lavoro degli operatori sanitari e alle disuguaglianze di accesso alle cure.</p>
<p>Un passaggio significativo dell&rsquo;intervento della dottoressa Rossini &egrave; stato dedicato all'equit&agrave;, ai bias impliciti e alle <strong>differenze di genere</strong>, ricordando che una sanit&agrave; davvero efficace deve saper riconoscere bisogni diversi e garantire a tutti le stesse opportunit&agrave; di cura.</p>
<p>Le parole della cardiologa hanno in qualche modo definito il perimetro dell'intera serata: la medicina moderna dispone di strumenti sempre pi&ugrave; sofisticati, ma nessuna tecnologia pu&ograve; sostituire il valore della prevenzione e della responsabilit&agrave; individuale.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149801.jpg" alt="Maurizio Roberto direttore di Cardiochirurgia" loading="lazy"></p>
<p>Il secondo intervento &egrave; stato affidato al dottor <strong>Maurizio Roberto</strong>, direttore della Struttura Complessa di Cardiochirurgia dell'ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, che ha approfondito il tema dell'Heart Team e dell'appropriatezza della cura.</p>
<p>La cardiochirurgia di oggi, ha spiegato, si confronta con pazienti sempre pi&ugrave; anziani, complessi e fragili, spesso affetti da pi&ugrave; patologie acute e croniche e con condizioni generali che richiedono una valutazione non solo tecnica, ma globale. In questo scenario diventa fondamentale personalizzare il trattamento, evitando sia interventi inappropriati sia procedure potenzialmente futili.</p>
<p>L'Heart Team nasce proprio con questo obiettivo: mettere attorno allo stesso tavolo professionisti con competenze diverse, capaci di valutare insieme il quadro clinico, la fragilit&agrave; del paziente, il rischio operatorio, la fattibilit&agrave; tecnica delle procedure e le migliori opzioni terapeutiche disponibili. Al centro del percorso restano il paziente e la sua famiglia, chiamati a partecipare in modo attivo alla decisione.</p>
<p>Il dottor Roberto ha inoltre sottolineato come l'innovazione tecnologica, comprese le applicazioni dell'intelligenza artificiale nello studio delle immagini, nel calcolo del rischio e nella guida intraprocedurale, possa rappresentare un supporto importante, senza per&ograve; sostituire il medico nella valutazione complessiva della persona.</p>
<p>Se Rossini aveva spiegato come evitare che la malattia si sviluppi, l'intervento di Roberto ha mostrato cosa accade quando la patologia &egrave; gi&agrave; presente e richiede una scelta terapeutica. Ed &egrave; qui che emerge uno degli aspetti pi&ugrave; interessanti della medicina contemporanea: la crescente centralit&agrave; del lavoro multidisciplinare.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149802.jpg" alt="Francesco Rosato cardiochirurgo" loading="lazy"></p>
<p>A fare da filo conduttore all'intera serata &egrave; stato anche l'intervento del dottor <strong>Francesco Rosato</strong>, dirigente medico di Cardiochirurgia dell'ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo e promotore dell'iniziativa, ideata insieme all'associazione L'Albero dell'Amicizia con l'obiettivo di avvicinare cittadini e professionisti al tema delle patologie cardiovascolari.</p>
<p>Rosato ha illustrato il ruolo della cardiochirurgia cuneese nel trattamento delle principali malattie del cuore, ricordando come molte pi&ugrave; persone di quanto si pensi possano, nel corso della vita, diventare potenziali pazienti cardiochirurgici: dalla malattia coronarica alle valvulopatie, dalle patologie dell'aorta fino alle endocarditi e allo shock cardiogeno.</p>
<p>Ampio spazio &egrave; stato dedicato all'evoluzione delle tecniche chirurgiche, sempre pi&ugrave; orientate verso approcci mini-invasivi, micro-invasivi e ibridi, capaci di ridurre l'impatto dell'intervento, favorire un recupero pi&ugrave; rapido e offrire soluzioni personalizzate anche ai pazienti pi&ugrave; complessi.</p>
<p>L'immagine della cardiochirurgia che emerge oggi &egrave; molto diversa da quella che molti cittadini conservano nell'immaginario collettivo: interventi sempre meno invasivi, percorsi personalizzati e tecnologie avanzate stanno cambiando profondamente il modo di affrontare le patologie cardiache pi&ugrave; complesse.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149803.jpg" alt="Francesca Giordana" loading="lazy"></p>
<p>A seguire &egrave; intervenuta la dottoressa <strong>Francesca Giordana</strong>, cardiologa interventista dell'ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo ed esperta in ipertensione polmonare, che ha portato l'attenzione su una patologia complessa, spesso difficile da riconoscere e da inquadrare correttamente.</p>
<p>L'ipertensione polmonare &egrave; una condizione che pu&ograve; complicare numerose malattie cardiovascolari e respiratorie e che richiede un percorso diagnostico accurato, a partire da sintomi come dispnea, astenia e sincope, fino agli esami strumentali e, quando indicato, al cateterismo cardiaco destro, fondamentale per confermare la diagnosi e avviare la terapia pi&ugrave; appropriata.</p>
<p>Giordana ha sottolineato come, in questo ambito, il cardiologo sia solo una delle figure coinvolte: la gestione del paziente richiede infatti una collaborazione multidisciplinare con radiologi, pneumologi, reumatologi, internisti, ematologi, genetisti, farmacisti e altri specialisti.</p>
<p>Il suo intervento ha ricordato come, accanto alle grandi patologie cardiovascolari pi&ugrave; conosciute dal pubblico, esistano condizioni meno note ma altrettanto importanti, nelle quali una diagnosi tempestiva pu&ograve; fare la differenza tra anni di incertezza e un percorso di cura efficace.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149804.jpg" alt="Erika Taravelli" loading="lazy"></p>
<p>Il penultimo intervento &egrave; stato affidato alla dottoressa <strong>Erika Taravelli</strong>, dirigente medica aritmologa della Cardiologia dell'ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, che ha accompagnato il pubblico in un approfondimento dedicato alle aritmie, cio&egrave; alle alterazioni del sistema elettrico del cuore.</p>
<p>La specialista ha spiegato la differenza tra bradiaritmie, caratterizzate da un battito troppo lento, e tachiaritmie, in cui il cuore accelera in modo anomalo, illustrandone le possibili cause e i sintomi pi&ugrave; frequenti: dalla stanchezza alla dispnea, dalle palpitazioni fino, nei casi pi&ugrave; gravi, allo svenimento, all'ictus o all'arresto cardiaco.</p>
<p>Grande attenzione &egrave; stata riservata alla prevenzione, allo screening e alla diagnosi precoce, fondamentali per stratificare il rischio e individuare il trattamento pi&ugrave; adatto. Taravelli ha quindi presentato le principali opzioni terapeutiche oggi disponibili, dai pacemaker tradizionali ai dispositivi senza fili, dai defibrillatori impiantabili al monitoraggio remoto, fino all'ablazione delle tachiaritmie, eseguita con tecniche sempre pi&ugrave; avanzate come radiofrequenza, crioenergia ed elettroporazione.</p>
<p>Anche nel campo delle aritmie emerge un tema ricorrente della medicina moderna: la capacit&agrave; della tecnologia di migliorare diagnosi e trattamenti senza sostituire il rapporto tra medico e paziente.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149805.jpg" alt="Luigi Biasco" loading="lazy"></p>
<p>A chiudere il ciclo degli interventi &egrave; stato il dottor <strong>Luigi Biasco</strong>, dirigente medico emodinamista della Cardiologia dell'ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, che ha illustrato il ruolo della cardiologia interventistica nel trattamento delle principali patologie cardiovascolari.</p>
<p>Partendo dalla storia dell'angioplastica coronarica, con il primo intervento eseguito nel 1977 da <strong>Andreas Gr&uuml;ntzig</strong>, Biasco ha accompagnato il pubblico dentro l'evoluzione di una disciplina che negli ultimi decenni ha profondamente cambiato l'approccio alla cura del cuore.</p>
<p>Biasco ha poi spiegato la TAVI, la procedura percutanea di impianto della valvola aortica, che consente di trattare la stenosi valvolare aortica senza ricorrere alla chirurgia tradizionale a cuore aperto, attraverso accessi sempre meno invasivi e con tecniche sempre pi&ugrave; sicure e raffinate. L'intervento ha inoltre toccato le possibilit&agrave; terapeutiche oggi disponibili per la valvola mitralica, confermando come l'emodinamica rappresenti un settore in continua evoluzione, capace di offrire soluzioni innovative a pazienti complessi e spesso fragili.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149806.jpg" alt="Domande del pubblico" loading="lazy"></p>
<p>Al termine degli interventi, ampio spazio &egrave; stato dedicato alle domande del pubblico. Dalle richieste di chiarimento sui fattori di rischio cardiovascolare ai dubbi sulle nuove tecniche chirurgiche, fino ai quesiti sui controlli da effettuare, il confronto diretto tra cittadini e specialisti ha rappresentato uno dei momenti pi&ugrave; significativi della serata.</p>
<p>Se c'&egrave; un'immagine che sintetizza l'incontro organizzato dall'Albero dell'Amicizia &egrave; quella di una medicina in continua evoluzione. Dalla prevenzione ai progressi delle nuove tecniche cardiochirurgiche il cuore &egrave; oggi al centro di una rivoluzione non solo scientifica e tecnologica, ma anche culturale e sociale.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121991/small_149807.jpg" alt="il pubblico in sala" loading="lazy"></p>
<p>Tutti gli specialisti intervenuti hanno richiamato con forza un concetto semplice: la prevenzione resta la terapia pi&ugrave; efficace. Controllare la pressione arteriosa, monitorare il colesterolo, praticare attivit&agrave; fisica, seguire una corretta alimentazione e sottoporsi ai controlli consigliati rappresentano ancora oggi le armi pi&ugrave; potenti contro le malattie cardiovascolari.</p>
<p>In fondo, l'obiettivo della serata era proprio creare un ponte tra il sapere medico e la vita quotidiana delle persone: la salute del cuore non si costruisce soltanto negli ospedali, ma nelle scelte di ogni giorno.</p>
<p>Qui sotto &egrave; possibile rivedere il video integrale della serata.</p>]]></description><pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Bergesio: “Tuteliamo il diritto alla salute per gli italiani nel mondo”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/bergesio-tuteliamo-il-diritto-alla-salute-per-gli-italiani-nel-mondo_121886.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/bergesio-tuteliamo-il-diritto-alla-salute-per-gli-italiani-nel-mondo_121886.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121886/149607.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>Passiamo dalle parole ai fatti. Con l'approvazione definitiva del ddl sanit&agrave;, la Lega cancella una storica ingiustizia. Da oggi, oltre 3 milioni di italiani iscritti all'AIRE e residenti in Paesi extra UE ed extra EFTA non saranno pi&ugrave; invisibili, ma potranno curarsi in Italia in modo chiaro, dignitoso e accessibile</em>&rdquo;. Lo dichiara in una nota il senatore Giorgio Maria Bergesio (Lega), commentando il via libera del Senato al disegno di legge che introduce l'iscrizione volontaria al SSN durante i soggiorni in Italia, a fronte di un contributo annuale di 2mila euro, con tutela estesa ai minori.</p>
<p>&ldquo;<em>Si tratta di una misura equilibrata e volontaria, che non introduce nuovi oneri a carico della collettivit&agrave;, ma offre una risposta concreta a chi desidera mantenere un legame effettivo con la propria terra d'origine - commenta Bergesio -. La nuova disciplina stabilisce l'iscrizione presso l'Asl territoriale e prevede l'esenzione dal contributo per i minori e per i pensionati che versano le imposte alla fonte in Italia</em>&rdquo;.</p>
<p>Il senatore Bergesio conclude: &ldquo;<em>La Lega ha sempre sostenuto la necessit&agrave; di rafforzare il rapporto con le comunit&agrave; italiane all'estero. I nostri connazionali non sono un bacino elettorale da ricordare solo a ridosso delle urne, ma una risorsa straordinaria che merita rispetto. Questo disegno di legge si inserisce coerentemente nell&rsquo;azione del Governo di centrodestra per offrire risposte pragmatiche a bisogni reali, mettendo in rete Ministeri, regioni e territori. Non &egrave; una misura simbolica, ma un atto di giustizia che amplia le tutele per chi continua a mantenere forte il legame con la propria Nazione</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 10 Jun 2026 11:51:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[In Piemonte ogni pediatra segue 1.126 bambini, ma il limite di legge è mille]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-piemonte-ogni-pediatra-segue-1126-bambini-ma-il-limite-di-legge-e-mille_121853.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-piemonte-ogni-pediatra-segue-1126-bambini-ma-il-limite-di-legge-e-mille_121853.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121853/149569.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In Piemonte ogni pediatra segue in media 1.126 bambini, contro la media italiana di 917 assistiti, ma soprattutto oltre la soglia di 1.000 stabilita dalla legge. Il poco invidiabile quadro, basato sulle rilevazioni della Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (SISAC) aggiornate all&rsquo;inizio del 2025, pone la nostra regione all&rsquo;ultimo posto a livello nazionale ed emerge dal rapporto pubblicato dalla Fondazione Gimbe.&nbsp;</p>
<p>Chi ha figli lo sa bene: in molte aree del Paese, Piemonte compreso, trovare un pediatra disponibile sta insomma diventando sempre pi&ugrave; difficile, quando non impossibile. E il problema non riguarda pi&ugrave; soltanto le zone montane o marginali, ma anche molte grandi citt&agrave;. In Piemonte solo il 78,7% della popolazione nella fascia 6-13 anni &egrave; in carico a un pediatra di libera scelta. Un dato, anche questo, inferiore alla media nazionale dell&rsquo;82,9% e tra i peggiori per quanto riguarda le regioni del nord. Va ricordato che fino al compimento del sesto anno di et&agrave; i bambini devono essere obbligatoriamente assistiti da un pediatra di libera scelta, mentre tra i 6 e i 13 anni compresi i genitori possono invece scegliere tra il pediatra e il medico di medicina generale.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121853/small_149568.jpg" alt="Tabella" loading="lazy"></p>
<p>Secondo quanto riportato dalla Fondazione Gimbe, realt&agrave; attiva dal 1996 nel campo della ricerca e dell&rsquo;informazione scientifica, in Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e quasi l&rsquo;80% delle carenze si concentra nelle tre grandi regioni del nord: Lombardia, Piemonte e Veneto. Un problema destinato a peggiorare, se si considera che entro il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri (in Piemonte sono 45) e non c&rsquo;&egrave; alcuna certezza sul ricambio generazionale.</p>
<p>&ldquo;<em>Una situazione che crea disagi e rischia di compromettere la continuit&agrave; dell&rsquo;assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini pi&ugrave; piccoli e quelli pi&ugrave; fragili</em>&rdquo;, dice Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121853/small_149571.jpg" alt="Tabella" loading="lazy"></p>
<p>Il numero di borse di studio per la scuola di specializzazione in pediatria, stabile per un decennio, &egrave; aumentato in maniera significativa negli ultimi sei anni: da 496 borse nell&rsquo;anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, con un picco di 973 nell&rsquo;anno accademico 2020-2021.</p>
<p>&ldquo;<em>Tuttavia</em> &ndash; osserva Cartabellotta &ndash; <em>non &egrave; possibile prevedere quanti specialisti in pediatria sceglieranno la pediatria di famiglia anzich&eacute; quella ospedaliera. Per questo non possiamo sapere se le nuove leve saranno sufficienti a garantire un ricambio generazionale adeguato e omogeneo tra le Regioni, n&eacute; a colmare le carenze gi&agrave; oggi presenti</em>&rdquo;.</p>
<h2>&nbsp;</h2>
<h2>Cosa dice la legge</h2>
<p>L&rsquo;ultimo Accordo Collettivo Nazionale (ACN), in vigore dal 18 marzo 2026, ha confermato il limite massimo di mille assistiti per ciascun pediatra di libera scelta, gi&agrave; stabilito dal precedente accordo. Le deroghe sono consentite solo temporaneamente e in presenza di particolari criticit&agrave; organizzative o carenze territoriali. Oltre i mille assistiti, l&rsquo;unica eccezione ammessa riguarda l&rsquo;iscrizione dei fratelli di bambini gi&agrave; in carico allo stesso pediatra. &ldquo;<em>Il vero nodo</em> &ndash; sottolinea Cartabellotta &ndash;<em> &egrave; che con la grave carenza di oltre 5.700 medici di famiglia, gi&agrave; evidenziata da una nostra precedente analisi, molti ragazzi che escono dall&rsquo;assistenza pediatrica al raggiungimento dei 14 anni rischiano di non trovare un medico disponibile. Di conseguenza, le deroghe ai massimali diventano sempre pi&ugrave; frequenti, alimentando un circolo vizioso che aumenta il sovraccarico dei pediatri, riducendo qualit&agrave; e accessibilit&agrave; dell&rsquo;assistenza pediatrica</em>&rdquo;.</p>
<h2>&nbsp;</h2>
<h2>Le stime della Fondazione Gimbe</h2>
<p>Secondo i dati della SISAC, al 1&deg; gennaio 2025 risultavano attivi in Italia 6.284 pediatri, con quasi 5,8 milioni di assistiti: il 41,9% nella fascia 0-5 anni (2,42 milioni) e il 58,1% nella fascia 6-13 anni (3,35 milioni). In termini assoluti, la media nazionale &egrave; come detto di 917 assistiti per ogni professionista: superano il massimale, oltre al Piemonte che guadagna la &ldquo;maglia nera&rdquo;, anche la Provincia Autonoma di Bolzano (1.114) e il Veneto (1.018). &ldquo;<em>Con questi livelli di saturazione</em> &ndash; spiega Cartabellotta &ndash;<em> il principio della libera scelta rimane solo sulla carta</em>&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121853/small_149570.jpg" alt="Tabella" loading="lazy"></p>
<p>Sempre scondo i dati SISAC, nel 2019 i pediatri di libera scelta in attivit&agrave; erano 7.373, ovvero 1.089 in pi&ugrave; rispetto al 1&deg; gennaio 2025. &ldquo;<em>La riduzione del 15% dei pediatri di famiglia</em> &ndash; commenta Cartabellotta &ndash; <em>supera ampiamente gli effetti del calo delle nascite</em>&rdquo;.</p>
<p>Secondo l'elaborazione della Fondazione Gimbe, in Piemonte mancano 109 pediatri, il secondo dato peggiore dopo quello della Lombardia (186), e di poco migliore rispetto a quello del Veneto (96).</p>
<h2>&nbsp;</h2>
<h2>La bozza di riforma</h2>
<p>La bozza di riordino dell&rsquo;assistenza primaria proposta dal Ministro della Salute Orazio Schillaci va a rafforzare il ruolo dei pediatri nella rete dell&rsquo;assistenza territoriale: in particolare, dovrebbero garantire almeno 6 ore settimanali, per 48 settimane l&rsquo;anno, nelle Case della Comunit&agrave;, con possibilit&agrave; per le Regioni di aumentare tale quota in relazione ai bisogni locali. La proposta interviene anche sull&rsquo;et&agrave; dell&rsquo;assistenza pediatrica: il rapporto con il pediatra verrebbe esteso fino ai 18 anni.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;<em>Nel complesso</em> &ndash; dice Cartabellotta<em> &ndash; la riforma punta a rafforzare l&rsquo;integrazione dei pediatri nella rete territoriale e a garantire maggiore continuit&agrave; assistenziale durante l&rsquo;et&agrave; evolutiva. Tuttavia, il rischio &egrave; che resti un riassetto prevalentemente organizzativo se non verr&agrave; accompagnata da risorse adeguate, criteri omogenei di attuazione tra le Regioni e indicatori di monitoraggio capaci di misurare i reali benefici per bambini, adolescenti e famiglie</em>&rdquo;. Inoltre - osserva Gimbe - mantenendo il rapporto ottimale di 850 assistiti, oggi sarebbero necessari oltre 3.500 pediatri aggiuntivi per garantire la copertura dell&rsquo;intera popolazione fino ai 18 anni.</p>
<p>&ldquo;<em>L&rsquo;ipotesi di estendere l&rsquo;assistenza pediatrica fino alla maggiore et&agrave;</em> &ndash; conclude il presidente della Fondazione Gimbe &ndash;<em> senza modificare il rapporto ottimale e il massimale di assistiti non &egrave; realistica. Per evitare un ulteriore sovraccarico lavorativo e preservare la qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza, soprattutto per i bambini pi&ugrave; piccoli, oggi servirebbero circa 4 mila pediatri in pi&ugrave;</em>&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 10 Jun 2026 07:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[Cuneo, screening per oltre 160 cittadini all'Oasi della Salute]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/cuneo-screening-per-oltre-160-cittadini-all-oasi-della-salute_121800.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/cuneo-screening-per-oltre-160-cittadini-all-oasi-della-salute_121800.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121800/149468.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Successo a Cuneo in occasione dell&rsquo;evento Oasi della Salute. Nel corso dell&rsquo;iniziativa sono stati sottoposti a screening oltre 160 cittadini, con esami ematochimici, strumentali, colloqui. I pazienti in cui sono state ravvisate problematiche cliniche sono poi stati rivisti in ospedale.</p>
<p>&ldquo;<em>Questi risultati sono stati possibili grazie al grande contributo del personale infermieristico e medico della nostra Azienda (hanno partecipato all'evento 3 Direttori di struttura complessa, 7 cardiologi, 5 infermieri, dietologi, studenti in infermieristica), che ha dedicato una domenica a tale iniziativa</em>&rdquo;, commenta la direttrice della struttura complessa Cardiologia del "Santa Croce e Carle" Roberta Rossini.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa rientra nel percorso virtuoso delle buone pratiche messe a punto dall&rsquo;Azienda Ospedaliera.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 09 Jun 2026 09:56:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[“Dormire bene per invecchiare meglio”: al C-lab un appuntamento speciale con la dottoressa Fiorella Mondino]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/dormire-bene-per-invecchiare-meglio-al-c-lab-un-appuntamento-speciale-con-la-dottoressa-fiorella-mondino_121793.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/dormire-bene-per-invecchiare-meglio-al-c-lab-un-appuntamento-speciale-con-la-dottoressa-fiorella-mondino_121793.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121793/149512.jpg" title="Dottoressa Fiorella Mondino" alt="Dottoressa Fiorella Mondino" /><br /><p>Dormire male non &egrave; un prezzo inevitabile da pagare quando si invecchia. Il sonno &egrave; il custode della salute, della memoria e del cuore. Eppure, spesso si finisce per accettare i disturbi del riposo come una normale conseguenza del tempo che passa.</p>
<p>Per fare chiarezza, presso i locali del C-lab domani, mercoled&igrave; 10 giugno, alle ore 18 si terr&agrave; il primo appuntamento del nuovo ciclo di incontri &ldquo;Tempo di benessere, tempo di lunga vita&rdquo;, promosso dalla Fondazione Ospedale Cuneo ETS. Un percorso guidato da esperti, interamente dedicato all&rsquo;invecchiamento in salute per scoprire come prendersi cura di se stessi.</p>
<p>Insieme alla dottoressa Fiorella Mondino, medico specialista in Neurologia e Medicina del Sonno, si potr&agrave; imparare come gestire le notti per rigenerare le proprie giornate. Un incontro dedicato a scoprire falsi miti, disturbi comuni e strategie pratiche per migliorare il proprio sonno e vivere al meglio.</p>
<p>Informazioni utili per partecipare: l&rsquo;incontro &egrave; in programma mercoled&igrave; 10 giugno, alle ore 18, presso il C-lab in via Busca, 3 a Cuneo. L&rsquo;ingresso &egrave; gratuito fino a esaurimento posti. &Egrave; gradita l&rsquo;iscrizione all&rsquo;indirizzo prenotazioni@fondazioneospedalecuneo.it</p>
<p><em>I prossimi appuntamenti:</em></p>
<p>- luned&igrave; 13 luglio: &ldquo;Come contrastare l&rsquo;invecchiamento: dalla ricerca sul tempo biologico alle strategie per una lunga vita in salute&rdquo; con Marco Demaria (professore in Invecchiamento Cellulare e Senescenza presso ERIBA).<br>- gioved&igrave; 17 settembre: &ldquo;I benefici dell&rsquo;attivit&agrave; fisica: dalla teoria alla pratica&rdquo; con il dottor Marco Quercio (direttore Dipartimento Medico Generale e Riabilitativo Asl CN1).</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121793/small_149460.jpg" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Tue, 09 Jun 2026 09:04:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[“Cantar d'amore”: un concerto a favore del progetto di Musicoterapia della Fondazione Ospedale Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/cantar-d-amore-un-concerto-a-favore-del-progetto-di-musicoterapia-della-fondazione-ospedale-cuneo_121690.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/cantar-d-amore-un-concerto-a-favore-del-progetto-di-musicoterapia-della-fondazione-ospedale-cuneo_121690.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121690/149270.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sabato 13 giugno alle ore 21, nella Chiesa di San Sebastiano, in Contrada Mondov&igrave; a Cuneo, la musica diventa sostegno concreto al progetto di Musicoterapia della Fondazione Ospedale Cuneo ETS.</p>
<p>Il concerto vedr&agrave; protagonista il gruppo vocale "Ensemble del Giglio", una formazione vocale-strumentale ad organico variabile che spazia tra epoche e stili differenti, con all'attivo tre dischi e numerosi concerti tra Italia e Francia.</p>
<p>Sul palco saliranno professionisti di assoluto rilievo:<br>- Livio Cavallo fondatore, direttore e tenore dell'Ensemble, specializzato in musica antica e contemporanea con una solida carriera corale alle spalle;<br>- Ezio Ghibaudo fisarmonicista di fama internazionale, vincitore di prestigiosi concorsi mondiali e attivo da anni come concertista e docente sia in Italia che all'estero.</p>
<p>L'ingresso al concerto &egrave; gratuito e aperto alla cittadinanza.&nbsp;</p>
<h2>Un concerto a sostegno del progetto di Musicoterapia,&nbsp;che continua a crescere&nbsp;</h2>
<p>In collaborazione con l'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle e con le musicoterapeute Chiara Albanese e Valentina Meinero, Fondazione Ospedale Cuneo ha proposto due nuove iniziative per rafforzare il supporto ai reparti di Terapia Intensiva Neonatale e Pediatria, dove nel 2025 &egrave; stato inaugurato "Nati con la Musica", progetto che attraverso il suono aiuta i pi&ugrave; piccoli a rilassarsi e i genitori a connettersi con i propri figli in un ambiente protetto.</p>
<h2>Incantiamo il reparto</h2>
<p>Nei mesi di aprile e maggio la musica dal vivo &egrave; entrata nel reparto di Pediatria. Attraverso la rassegna Modulazioni Kids e la collaborazione con la Cooperativa Maestro, i bambini degenti hanno potuto vivere esperienze musicali di alta qualit&agrave;, superando le barriere dell'isolamento ospedaliero e ritrovando momenti di preziosa serenit&agrave;.</p>
<h2>Note in Dono</h2>
<p>Per le famiglie che lasciano la Terapia Intensiva Neonatale, la cura non si &egrave; interrotta al momento della dimissione. Abbiamo consegnato un "dono simbolico" per accompagnare il delicato ritorno a casa:<br>1. - una &ldquo;prescrizione musicale&rdquo;: biglietti per concerti dedicati alle famiglie presso il Rond&ograve; dei Talenti, per trasformare la musica in un&rsquo;occasione di incontro e benessere;<br>2. un segnalibro con un QR code, che consentir&agrave; l&rsquo;ascolto di una selezione di brani registrati dalle musicoterapeute. Questi brani - gi&agrave; ascoltati &nbsp;in reparto - saranno disponibili in streaming e potranno essere riascoltati a casa, come &ldquo;memoria sonora&rdquo; del percorso vissuto.</p>
<p>Il progetto verr&agrave; esteso nel 2026 anche ad altri reparti come la Geriatria, la Psichiatria e la Neurologia e per questo Fondazione Ospedale Cuneo ha bisogno del supporto della comunit&agrave;.</p>
<p>"Nati con la musica" sta avendo riscontri positive sull'umanizzazione delle cure, che hanno coinvolto non solo i neonati e i bambini, ma anche le famiglie, i caregiver e gli operatori sanitari creando un ambiente confortevole e meno medicalizzato. Un ringraziamento va a chi ha permesso la buona riuscita dell'iniziativa e a chi sceglier&agrave; di starci accanto per consentire il proseguimento e la diffusione dell'iniziativa.</p>
<p>Per sostenere il progetto, &egrave; possibile donare al seguente link<br><a href="https://admin.riseact.org/campaigns/58512" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://admin.riseact.org</a>.</p>
<p>Per maggiori informazioni:&nbsp;<a href="https://el7cx.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/sh/6rqJfgq8dIW5ZowQZwYvLDLucC8/y6T-qXIQae3d" target="_blank" rel="nofollow noopener">fondazioneospedalecuneo.it</a> - 324 774 0104.</p>]]></description><pubDate>Sun, 07 Jun 2026 11:39:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
