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<p>&ldquo;<em>Si tratta di una misura equilibrata e volontaria, che non introduce nuovi oneri a carico della collettivit&agrave;, ma offre una risposta concreta a chi desidera mantenere un legame effettivo con la propria terra d'origine - commenta Bergesio -. La nuova disciplina stabilisce l'iscrizione presso l'Asl territoriale e prevede l'esenzione dal contributo per i minori e per i pensionati che versano le imposte alla fonte in Italia</em>&rdquo;.</p>
<p>Il senatore Bergesio conclude: &ldquo;<em>La Lega ha sempre sostenuto la necessit&agrave; di rafforzare il rapporto con le comunit&agrave; italiane all'estero. I nostri connazionali non sono un bacino elettorale da ricordare solo a ridosso delle urne, ma una risorsa straordinaria che merita rispetto. Questo disegno di legge si inserisce coerentemente nell&rsquo;azione del Governo di centrodestra per offrire risposte pragmatiche a bisogni reali, mettendo in rete Ministeri, regioni e territori. Non &egrave; una misura simbolica, ma un atto di giustizia che amplia le tutele per chi continua a mantenere forte il legame con la propria Nazione</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 10 Jun 2026 11:51:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Il nuovo Ospedale di Savigliano, Saluzzo e Fossano attende l’approvazione dell’Inail]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/il-nuovo-ospedale-di-savigliano-saluzzo-e-fossano-attende-lapprovazione-dellinail_121881.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/il-nuovo-ospedale-di-savigliano-saluzzo-e-fossano-attende-lapprovazione-dellinail_121881.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121881/149602.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>La Regione ha fatto la sua parte: ora l&rsquo;Inail completer&agrave; l&rsquo;iter di verifica e di validazione del progetto. Nel caso di approvazione del progetto da parte di Inail entro la fine dell&rsquo;anno, il nuovo ospedale vedr&agrave; la luce nel 2030</em>&rdquo;. Questo, in sintesi, il messaggio lanciato dall&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; della Regione Piemonte Federico Riboldi all&rsquo;incontro per fare il punto sul nuovo ospedale di territorio organizzato dalla Fondazione Ospedale Savigliano Saluzzo Fossano ieri sera &ndash; marted&igrave; 9 giugno &ndash; presso il Monastero della Stella di Saluzzo. All&rsquo;evento, che ha visto una grande e qualificata partecipazione da parte di sindaci, imprenditori, amministratori, medici e addetti ai lavori, sono intervenuti anche il direttore generale dell&rsquo;Asl CN1 Giuseppe Guerra, il sindaco di Saluzzo Franco Demaria, il sindaco di Savigliano Antonello Portera e l&rsquo;assessore regionale Marco Gallo, gi&agrave; sindaco di Busca, uno dei centri interessati dalla nuova struttura ospedaliera.</p>
<p>&ldquo;<em>Oggi abbiamo fatto il punto sul nuovo ospedale di pianura, un&rsquo;opera attesa da anni che finalmente verr&agrave; realizzata</em> &ndash; ha commentato l&rsquo;assessore Federico Riboldi -.<em> Il progetto prevede la costruzione di un edificio di circa 61 mila metri quadrati distribuiti su quattro piani con 390 posti letto, di cui 287 destinati alla degenza ordinaria, oltre a 80 letti tecnici, otto sale operatorie e tre sale parto. Una configurazione che concentra in un&rsquo;unica sede reparti e servizi oggi dislocati in pi&ugrave; strutture, dando risposta a un bacino d&rsquo;utenza che attende da tempo un&rsquo;infrastruttura moderna e funzionale. Grande attenzione &egrave; stata posta anche al tema della sostenibilit&agrave;: tecnologie a basso impatto, metodologie costruttive orientate all&rsquo;efficienza e soluzioni capaci di ridurre consumi e sprechi</em>&rdquo;.</p>
<p>Il direttore generale dell&rsquo;Asl CN1 Giuseppe Guerra, invece, si &egrave; soffermato sugli interventi finanziati dal PNRR, che rappresenteranno un valore aggiunto per la Sanit&agrave; territoriale: &ldquo;<em>Abbiamo completato ed attivato le 4 Centrali Operative Territoriali, mentre stiamo stringendo i tempi per chiudere al pi&ugrave; presto i lavori per la realizzazione dei 3 Ospedali della Comunit&agrave; e delle 9 Case della Comunit&agrave;. Sull&rsquo;area Nord entro un mese attiveremo l&rsquo;ospedale della Comunit&agrave; di Saluzzo oltrech&eacute; le Case della Comunit&agrave; di Saluzzo e Savigliano. Le altre strutture saranno attivate a seguire e anche su Mondov&igrave;, dove c&rsquo;&egrave; l&rsquo;unico intervento in overbooking, chiuderemo il cantiere di via Torino entro novembre</em>&rdquo;. Anche sul personale l&rsquo;Asl CN1 sta lavorando sulle soluzioni possibili per garantire il contenuto insieme al contenitore&rdquo;.</p>
<p>Il sindaco di Saluzzo, Franco Demaria, ha sottolineato come sia importante porre attenzione su quello che c&rsquo;&egrave; gi&agrave; e che sta funzionando in attesa della realizzazione del nuovo ospedale di territorio, invitando a guardare al modello di alba e Bra per la futura riqualificazione degli ospedali esistenti. Il primo cittadino di Savigliano, Antonello Portera, ha esteso a tutti e 56 i sindaci del quadrante Nord Ovest il merito di essere riusciti a fare quadrato sullo stesso progetto in tempi rapidi, invitando tutti i Comuni del territorio a continuare ad affrontare tutte le questioni ancora sul tappeto in modo compatto.</p>]]></description><pubDate>Wed, 10 Jun 2026 11:19:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[In Piemonte ogni pediatra segue 1.126 bambini, ma il limite di legge è mille]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-piemonte-ogni-pediatra-segue-1126-bambini-ma-il-limite-di-legge-e-mille_121853.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-piemonte-ogni-pediatra-segue-1126-bambini-ma-il-limite-di-legge-e-mille_121853.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121853/149569.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In Piemonte ogni pediatra segue in media 1.126 bambini, contro la media italiana di 917 assistiti, ma soprattutto oltre la soglia di 1.000 stabilita dalla legge. Il poco invidiabile quadro, basato sulle rilevazioni della Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (SISAC) aggiornate all&rsquo;inizio del 2025, pone la nostra regione all&rsquo;ultimo posto a livello nazionale ed emerge dal rapporto pubblicato dalla Fondazione Gimbe.&nbsp;</p>
<p>Chi ha figli lo sa bene: in molte aree del Paese, Piemonte compreso, trovare un pediatra disponibile sta insomma diventando sempre pi&ugrave; difficile, quando non impossibile. E il problema non riguarda pi&ugrave; soltanto le zone montane o marginali, ma anche molte grandi citt&agrave;. In Piemonte solo il 78,7% della popolazione nella fascia 6-13 anni &egrave; in carico a un pediatra di libera scelta. Un dato, anche questo, inferiore alla media nazionale dell&rsquo;82,9% e tra i peggiori per quanto riguarda le regioni del nord. Va ricordato che fino al compimento del sesto anno di et&agrave; i bambini devono essere obbligatoriamente assistiti da un pediatra di libera scelta, mentre tra i 6 e i 13 anni compresi i genitori possono invece scegliere tra il pediatra e il medico di medicina generale.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121853/small_149568.jpg" alt="Tabella" loading="lazy"></p>
<p>Secondo quanto riportato dalla Fondazione Gimbe, realt&agrave; attiva dal 1996 nel campo della ricerca e dell&rsquo;informazione scientifica, in Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e quasi l&rsquo;80% delle carenze si concentra nelle tre grandi regioni del nord: Lombardia, Piemonte e Veneto. Un problema destinato a peggiorare, se si considera che entro il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri (in Piemonte sono 45) e non c&rsquo;&egrave; alcuna certezza sul ricambio generazionale.</p>
<p>&ldquo;<em>Una situazione che crea disagi e rischia di compromettere la continuit&agrave; dell&rsquo;assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini pi&ugrave; piccoli e quelli pi&ugrave; fragili</em>&rdquo;, dice Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121853/small_149571.jpg" alt="Tabella" loading="lazy"></p>
<p>Il numero di borse di studio per la scuola di specializzazione in pediatria, stabile per un decennio, &egrave; aumentato in maniera significativa negli ultimi sei anni: da 496 borse nell&rsquo;anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, con un picco di 973 nell&rsquo;anno accademico 2020-2021.</p>
<p>&ldquo;<em>Tuttavia</em> &ndash; osserva Cartabellotta &ndash; <em>non &egrave; possibile prevedere quanti specialisti in pediatria sceglieranno la pediatria di famiglia anzich&eacute; quella ospedaliera. Per questo non possiamo sapere se le nuove leve saranno sufficienti a garantire un ricambio generazionale adeguato e omogeneo tra le Regioni, n&eacute; a colmare le carenze gi&agrave; oggi presenti</em>&rdquo;.</p>
<h2>&nbsp;</h2>
<h2>Cosa dice la legge</h2>
<p>L&rsquo;ultimo Accordo Collettivo Nazionale (ACN), in vigore dal 18 marzo 2026, ha confermato il limite massimo di mille assistiti per ciascun pediatra di libera scelta, gi&agrave; stabilito dal precedente accordo. Le deroghe sono consentite solo temporaneamente e in presenza di particolari criticit&agrave; organizzative o carenze territoriali. Oltre i mille assistiti, l&rsquo;unica eccezione ammessa riguarda l&rsquo;iscrizione dei fratelli di bambini gi&agrave; in carico allo stesso pediatra. &ldquo;<em>Il vero nodo</em> &ndash; sottolinea Cartabellotta &ndash;<em> &egrave; che con la grave carenza di oltre 5.700 medici di famiglia, gi&agrave; evidenziata da una nostra precedente analisi, molti ragazzi che escono dall&rsquo;assistenza pediatrica al raggiungimento dei 14 anni rischiano di non trovare un medico disponibile. Di conseguenza, le deroghe ai massimali diventano sempre pi&ugrave; frequenti, alimentando un circolo vizioso che aumenta il sovraccarico dei pediatri, riducendo qualit&agrave; e accessibilit&agrave; dell&rsquo;assistenza pediatrica</em>&rdquo;.</p>
<h2>&nbsp;</h2>
<h2>Le stime della Fondazione Gimbe</h2>
<p>Secondo i dati della SISAC, al 1&deg; gennaio 2025 risultavano attivi in Italia 6.284 pediatri, con quasi 5,8 milioni di assistiti: il 41,9% nella fascia 0-5 anni (2,42 milioni) e il 58,1% nella fascia 6-13 anni (3,35 milioni). In termini assoluti, la media nazionale &egrave; come detto di 917 assistiti per ogni professionista: superano il massimale, oltre al Piemonte che guadagna la &ldquo;maglia nera&rdquo;, anche la Provincia Autonoma di Bolzano (1.114) e il Veneto (1.018). &ldquo;<em>Con questi livelli di saturazione</em> &ndash; spiega Cartabellotta &ndash;<em> il principio della libera scelta rimane solo sulla carta</em>&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121853/small_149570.jpg" alt="Tabella" loading="lazy"></p>
<p>Sempre scondo i dati SISAC, nel 2019 i pediatri di libera scelta in attivit&agrave; erano 7.373, ovvero 1.089 in pi&ugrave; rispetto al 1&deg; gennaio 2025. &ldquo;<em>La riduzione del 15% dei pediatri di famiglia</em> &ndash; commenta Cartabellotta &ndash; <em>supera ampiamente gli effetti del calo delle nascite</em>&rdquo;.</p>
<p>Secondo l'elaborazione della Fondazione Gimbe, in Piemonte mancano 109 pediatri, il secondo dato peggiore dopo quello della Lombardia (186), e di poco migliore rispetto a quello del Veneto (96).</p>
<h2>&nbsp;</h2>
<h2>La bozza di riforma</h2>
<p>La bozza di riordino dell&rsquo;assistenza primaria proposta dal Ministro della Salute Orazio Schillaci va a rafforzare il ruolo dei pediatri nella rete dell&rsquo;assistenza territoriale: in particolare, dovrebbero garantire almeno 6 ore settimanali, per 48 settimane l&rsquo;anno, nelle Case della Comunit&agrave;, con possibilit&agrave; per le Regioni di aumentare tale quota in relazione ai bisogni locali. La proposta interviene anche sull&rsquo;et&agrave; dell&rsquo;assistenza pediatrica: il rapporto con il pediatra verrebbe esteso fino ai 18 anni.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;<em>Nel complesso</em> &ndash; dice Cartabellotta<em> &ndash; la riforma punta a rafforzare l&rsquo;integrazione dei pediatri nella rete territoriale e a garantire maggiore continuit&agrave; assistenziale durante l&rsquo;et&agrave; evolutiva. Tuttavia, il rischio &egrave; che resti un riassetto prevalentemente organizzativo se non verr&agrave; accompagnata da risorse adeguate, criteri omogenei di attuazione tra le Regioni e indicatori di monitoraggio capaci di misurare i reali benefici per bambini, adolescenti e famiglie</em>&rdquo;. Inoltre - osserva Gimbe - mantenendo il rapporto ottimale di 850 assistiti, oggi sarebbero necessari oltre 3.500 pediatri aggiuntivi per garantire la copertura dell&rsquo;intera popolazione fino ai 18 anni.</p>
<p>&ldquo;<em>L&rsquo;ipotesi di estendere l&rsquo;assistenza pediatrica fino alla maggiore et&agrave;</em> &ndash; conclude il presidente della Fondazione Gimbe &ndash;<em> senza modificare il rapporto ottimale e il massimale di assistiti non &egrave; realistica. Per evitare un ulteriore sovraccarico lavorativo e preservare la qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza, soprattutto per i bambini pi&ugrave; piccoli, oggi servirebbero circa 4 mila pediatri in pi&ugrave;</em>&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 10 Jun 2026 07:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[Liste d'attesa, l'ex primario Russi: "Tema delicato, da non trascinare in contrapposizione politica sterile"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-l-ex-primario-russi-tema-delicato-da-non-trascinare-in-contrapposizione-politica-sterile_121582.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-l-ex-primario-russi-tema-delicato-da-non-trascinare-in-contrapposizione-politica-sterile_121582.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121582/149065.jpg" title="Elvio Russi" alt="Elvio Russi" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>Ho letto con attenzione gli interventi di questi giorni sulle liste d&rsquo;attesa nella sanit&agrave; cuneese. Da medico in pensione e da cittadino impegnato come volontario in diverse realt&agrave; sanitarie e civiche del territorio, credo sia importante evitare che un tema cos&igrave; delicato venga trascinato dentro una contrapposizione politica sterile.</em></p>
<p><em>&Egrave; stato giusto segnalare le criticit&agrave; del sistema utilizzato nel Cuneese. &Egrave; stato giusto che la Regione intervenisse con prudenza e chiedesse chiarezza. &Egrave; altrettanto giusto, oggi, domandarsi che cosa fare per non lasciare soli cittadini e operatori.</em></p>
<p><em>In questo senso, l&rsquo;intervento del consigliere Mauro Calderoni ha avuto il merito di riportare l&rsquo;attenzione sul punto sostanziale: un modello organizzativo poteva presentare limiti formali e comunicativi, ma al tempo stesso garantiva elementi concreti di presa in carico, come il richiamo attivo, il recupero delle disdette, il riempimento degli spazi disponibili e una continuit&agrave; organizzativa utile ai pazienti.</em></p>
<p><em>Anche la posizione della consigliera Giulia Marro, se letta senza forzature polemiche, non mi pare inconciliabile: chiede chiarezza, regole trasparenti e risposte ufficiali, ma riconosce che eliminare quel sistema senza avere gi&agrave; un&rsquo;alternativa funzionante ha aggravato le criticit&agrave;.</em></p>
<p><em>Va riconosciuto anche all&rsquo;assessore Federico Riboldi di aver mantenuto una linea prudente e istituzionale su un tema complesso, cercando di ricondurre la questione dentro un quadro regionale pi&ugrave; ordinato. La stessa scelta di affidare la Direzione generale dell&rsquo;A.O. Santa Croce e Carle al dott. Franco Ripa, con il quale diversi interlocutori del territorio hanno registrato attenzione e disponibilit&agrave; operativa, pu&ograve; essere letta come un segnale positivo verso Cuneo e verso la ricerca di soluzioni concrete.</em></p>
<p><em>Mi pare quindi pi&ugrave; utile vedere in questi interventi non una spaccatura, ma l&rsquo;avvio di un confronto pi&ugrave; maturo. Una buona politica &egrave; fatta di maggioranza e opposizione, di controlli e proposte, di prudenza e capacit&agrave; correttiva. Quando finalmente si intravede uno spiraglio di dialogo costruttivo, non vedo l&rsquo;utilit&agrave; di soffiare su un fuoco polemico che rischia di bruciare tutti, a cominciare dai cittadini.</em></p>
<p><em>Le liste d&rsquo;attesa hanno cause profonde, nazionali e regionali: carenze di personale, crescita della domanda, difficolt&agrave; organizzative, appropriatezza prescrittiva, strumenti informatici non sempre all&rsquo;altezza. Non possono essere spiegate, n&eacute; risolte, riducendo tutto alla vicenda cuneese delle prenotazioni con data non reale.</em></p>
<p><em>Le date erano certamente non reali, e dunque &ldquo;fittizie&rdquo; sul piano formale; ma non erano presentate come appuntamenti effettivi, perch&eacute; il loro carattere provvisorio veniva dichiarato al cittadino. La comunicazione andava corretta, non trasformata in una condanna preventiva.</em></p>
<p><em>Continuare a evocare il termine &ldquo;fraudolento&rdquo;, in assenza di pronunciamenti formali delle autorit&agrave; competenti, mi pare una forzatura. Da qui occorre ripartire: correggere ci&ograve; che non funzionava, senza cancellare ci&ograve; che, pur in modo imperfetto, aiutava le persone.</em></p>
<p><em>La persona zoppica perch&eacute; le manca una gamba, non perch&eacute; usa una stampella. La stampella pu&ograve; essere artigianale, imperfetta, da correggere, ma non &egrave; la causa dello zoppicare. E non si pu&ograve; lasciare ferma una persona solo perch&eacute; serve tempo per preparare una protesi migliore. Fuori dalla metafora: un sistema transitorio pu&ograve; essere imperfetto e tuttavia necessario, purch&eacute; venga reso trasparente, monitorato e inserito in regole chiare.</em></p>
<p><em>In questi mesi abbiamo visto anche il grande impegno delle associazioni di volontariato, dei comitati civici e degli sportelli che aiutano i cittadini a orientarsi tra i percorsi di tutela previsti dalla normativa. Si tratta di un contributo prezioso, che merita riconoscenza perch&eacute; nasce dalla volont&agrave; di accompagnare persone spesso disorientate e fragili.</em></p>
<p><em>Il volontariato, i comitati civici e gli sportelli di tutela svolgono un ruolo prezioso, da valorizzare in una logica di collaborazione con le istituzioni e non di contrapposizione.</em></p>
<p><em>Per questo &egrave; importante che istituzioni, operatori sanitari, associazioni e rappresentanti dei cittadini lavorino in una logica di collaborazione reciproca. Le liste d&rsquo;attesa sono un problema troppo complesso per essere affrontato attraverso contrapposizioni permanenti. Ognuno pu&ograve; offrire un contributo utile, purch&eacute; l&rsquo;obiettivo comune resti sempre la tutela della persona.</em></p>
<p><em>Ora la domanda deve essere semplice: come garantiamo, da subito, ai cittadini tempi comprensibili, informazioni chiare e percorsi di tutela effettivi?</em></p>
<p><em>Trasparenza e presa in carico non sono valori opposti. Devono stare insieme.</em></p>
<p><em>Quando si parla di salute, non servono vincitori e vinti. Servono persone capaci di parlarsi, riconoscere gli errori, correggerli e costruire soluzioni praticabili per altre persone.</em></p>
<p><strong>Dott. Elvio G. Russi</strong><br><strong>Medico in pensione, volontario in realt&agrave; sanitarie e civiche del territorio</strong><br><strong>Ex primario dell'ospedale "Santa Croce e Carle"</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 05 Jun 2026 09:03:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Tra realtà virtuale umanizzazione delle cure: l'esempio dell'Asl CN1]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/tra-realta-virtuale-umanizzazione-delle-cure-l-esempio-dell-asl-cn1_121396.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/tra-realta-virtuale-umanizzazione-delle-cure-l-esempio-dell-asl-cn1_121396.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121396/148733.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;umanizzazione delle cure in ambito chirurgico trasforma la sala operatoria da ambiente puramente tecnologico a spazio di relazione, dove l&rsquo;integrazione di tecniche innovative e supporto empatico mira a preservare la dignit&agrave; e il benessere psicofisico del paziente in un momento di massima vulnerabilit&agrave;.</p>
<p>L&rsquo;ASL CN1, nell&rsquo;ambito di un progetto di umanizzazione delle cure e miglioramento continuo della qualit&agrave;, ha avviato uno studio sull&rsquo;impiego della realt&agrave; virtuale durante l&rsquo;impianto di accessi venosi totalmente impiantati (PORT) in pazienti oncologici. L&rsquo;obiettivo &egrave; di offrire un&rsquo;esperienza multisensoriale per favorire il rilassamento e ridurre lo stress delle persone assistite sottoposte ad impianto/rimozione di catetere venoso a lungo termine.</p>
<p>Si tratta di un progetto multidisciplinare condotto da Paolo Guffanti e Agnese Pizzorno della struttura di Terapia Antalgica e Gestione Accessi Venosi Centrali, diretta da Dario Giaime. La ricerca &egrave; supportata dal Direttore Sanitario ASL CN1, Monica Rebora, ed &egrave; svolta in collaborazione con le strutture di Oncologia, diretta da Cristina Granetto, e della Direzione delle Professioni Sanitarie, diretta da Anna Maddalena Basso.</p>
<p>Allo studio hanno aderito 50 pazienti oncologici (29 donne e 21 uomini) che, firmando il consenso al posizionamento di un visore per realt&agrave; virtuale, durante la procedura di impianto, sono stati immersi in ambienti digitali immersivi. La selezione dei contenuti mirava alla distrazione cognitiva attraverso scenari differenti: vedute marine, paesaggi al crepuscolo, voli di mongolfiere e navigazione nell&rsquo;universo.</p>
<p>Direttamente in sala operatoria, sono stati rilevati i parametri vitali di questi pazienti, 5 minuti prima e 5 minuti dopo il posizionamento del visore (e comunque prima dell&rsquo;inizio dell&rsquo;intervento). In questo intervallo di tempo si &egrave; verificata una normalizzazione dei parametri: una diminuzione media della pressione sistolica e diastolica del 3% circa e una diminuzione media della frequenza cardiaca del 5% circa.</p>
<p>Oltre all&rsquo;aspetto clinico, quasi tutti i pazienti hanno giudicato positivamente l&rsquo;utilizzo della realt&agrave; virtuale durante l&rsquo;intervento: 48 pazienti hanno riferito un&rsquo;esperienza superiore in termini di comfort rispetto a precedenti procedure invasive (come ad esempio interventi odontoiatrici o di piccola chirurgia), confermando l'efficacia della realt&agrave; virtuale come strumento di distrazione non farmacologica, e 49 pazienti consiglierebbero ad altri l&rsquo;utilizzo del visore per l&rsquo;impianto di un catetere vascolare.</p>
<p>Lo studio &egrave; stato oggetto di una comunicazione orale, da parte di Agnese Pizzorno in rappresentanza di tutto il Team Accessi Venosi dell&rsquo;ASL CN1, al Congresso nazionale PICC DAY, organizzato da GAVeCeLT (Gruppo Aperto di Studio 'Gli Accessi Venosi Centrali a Lungo Termine') tenutosi a Bologna il 3 dicembre 2025.</p>
<p>L&rsquo;utilizzo della realt&agrave; virtuale non &egrave; essenziale per la riuscita dell&rsquo;intervento e non ne migliora l&rsquo;esecuzione, ma rappresenta un valore aggiunto che umanizza e migliora significativamente l&rsquo;esperienza del paziente rispetto all&rsquo;impianto dell&rsquo;accesso venoso, ultimo step prima dell&rsquo;inizio della terapia oncologica.</p>
<p>L&rsquo;integrazione delle tecnologie emergenti, con particolare riferimento alla realt&agrave; virtuale, definisce una nuova frontiera nel processo di umanizzazione delle cure all'interno dell&rsquo;ambiente chirurgico. Questo approccio, su cui l'ASL CN1 sta attivamente investendo, consente una parziale "de-medicalizzazione" dell&rsquo;esperienza vissuta dal paziente, mitigando l&rsquo;impatto dello stress del contesto operatorio e modulando attivamente la percezione del dolore e dell&rsquo;ansia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 02 Jun 2026 10:47:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Oggi è la Giornata Mondiale senza tabacco. In Piemonte fuma un adulto su quattro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/oggi-e-la-giornata-mondiale-senza-tabacco-in-piemonte-fuma-un-adulto-su-quattro_121268.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/oggi-e-la-giornata-mondiale-senza-tabacco-in-piemonte-fuma-un-adulto-su-quattro_121268.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121268/148540.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Unmasking the appeal: countering tobacco and nicotine addiction&rdquo; (&ldquo;Svelare l&rsquo;appeal: contrastare la dipendenza da nicotina e tabacco&rdquo;) &egrave; il tema scelto dall&rsquo;Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave; per la Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio 2026.</p>
<p>Il tema scelto quest&rsquo;anno richiama l&rsquo;attenzione sulle strategie con cui le multinazionali del tabacco rinnovano l&rsquo;estetica e la comunicazione dei propri prodotti per renderli pi&ugrave; appetibili alle nuove generazioni, in particolare bambini e adolescenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I numeri del fumo</h2>
<p>Il consumo di tabacco rappresenta uno dei pi&ugrave; grandi problemi di sanit&agrave; pubblica a livello mondiale ed &egrave; uno dei principali fattori di rischio per tumori, malattie cardiovascolari e patologie respiratorie.</p>
<p>Il 70% dei fumatori inizia a fumare prima dei 18 anni e il 94% prima dei 25 anni. Quasi un italiano su quattro tra i 18 e i 69 anni &egrave; fumatore: il dato nazionale &egrave; pari al 24%, mentre in Piemonte la percentuale raggiunge il 25%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Giovani e nuovi prodotti</h2>
<p>Il tema della dipendenza da nicotina riguarda in modo crescente anche i pi&ugrave; giovani. A livello globale, il consumo di tabacco coinvolge almeno 40 milioni di ragazzi tra i 13 e i 15 anni. Di questi, 20 milioni fumano sigarette e 10 milioni utilizzano tabacco senza fumo. Preoccupa anche la diffusione delle sigarette elettroniche, gi&agrave; utilizzate da 15 milioni di adolescenti nella stessa fascia di et&agrave;.</p>
<p>In Europa, 4 milioni di adolescenti tra i 13 e i 15 anni consumano tabacco. L&rsquo;Europa presenta il pi&ugrave; alto tasso globale di fumatori adolescenti e il pi&ugrave; alto tasso di fumo tra le ragazze adolescenti.</p>
<p>In Italia, i dati riferiti agli studenti mostrano un aumento dell&rsquo;uso abituale dei prodotti da fumo: tra chi ha utilizzato prodotti da fumo per almeno 20 dei 30 giorni precedenti la rilevazione, il 9% degli 11-13enni ha consumato sigarette tradizionali, il 9,7% prodotti a tabacco riscaldato e il 16% sigarette elettroniche. Tra i ragazzi pi&ugrave; grandi i valori salgono al 40,5% per le sigarette tradizionali, al 34,8% per il tabacco riscaldato e al 35,9% per le sigarette elettroniche.</p>
<p>&Egrave; in crescita anche il policonsumo, cio&egrave; l&rsquo;utilizzo combinato di sigarette tradizionali, elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato. Tra il 2022 e il 2025 la diffusione dei prodotti da fumo tra i giovani &egrave; aumentata in modo critico, passando dal 26% al 45,5% tra gli 11-13 anni e dal 38,7% al 70,7% tra i 14-17 anni. Cresce anche la sperimentazione delle bustine di nicotina, provate da circa l&rsquo;8% dei ragazzi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I danni del fumo</h2>
<p>Il fumatore ha una speranza di vita di circa 10 anni inferiore rispetto a chi non fuma. La gravit&agrave; dei danni &egrave; direttamente proporzionale all&rsquo;et&agrave; di inizio, al numero di sigarette fumate ogni giorno, agli anni di esposizione e alla profondit&agrave; dell&rsquo;inalazione.</p>
<p>Il fumo di tabacco &egrave; una causa nota o probabile di almeno 27 malattie, tra cui broncopneumopatie croniche ostruttive, tumore del polmone e altre forme di cancro, cardiopatie, vasculopatie e danni all&rsquo;apparato riproduttivo.</p>
<p>Il fumo &egrave; una miscela di sostanze nocive che danneggiano organi e apparati attraverso meccanismi come alterazioni del DNA, infiammazione e stress ossidativo. Le sostanze chimiche individuate nella combustione del tabacco sono circa 4.000, di cui circa 60 riconosciute come cancerogene.</p>
<p>La nicotina &egrave; la principale causa della dipendenza: agisce sul sistema nervoso centrale stimolando il rilascio di dopamina, legata alla sensazione di piacere e gratificazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e bustine di nicotina</h2>
<p>Negli ultimi anni l&rsquo;industria ha introdotto nuovi prodotti contenenti nicotina, spesso percepiti erroneamente come meno rischiosi o addirittura sicuri.</p>
<p>Le sigarette elettroniche contengono liquidi con quantit&agrave; variabili di nicotina, aromi e altre sostanze. L&rsquo;Istituto Superiore di Sanit&agrave; evidenzia che non sono prive di rischi n&eacute; possono essere considerate strumenti efficaci per smettere di fumare, e possono rappresentare una porta d&rsquo;accesso alla dipendenza, soprattutto tra i giovani.</p>
<p>Le sigarette a tabacco riscaldato rilasciano nicotina e sostanze nocive e non sono considerate prive di rischi. Anche in assenza di combustione tradizionale, generano un vapore dannoso e mantengono il potenziale di dipendenza.</p>
<p>Le bustine di nicotina, introdotte su larga scala in Europa dal 2020, sono piccoli sacchetti contenenti nicotina, aromi e altri ingredienti, da posizionare tra labbro e gengiva. Nonostante l&rsquo;assenza di tabacco, contengono nicotina, sostanza psicoattiva che crea dipendenza e pu&ograve; comportare rischi cardiovascolari e neurologici, in particolare nei giovani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Smettere di fumare: i benefici</h2>
<p>Smettere di fumare migliora la salute a ogni et&agrave;. I benefici iniziano rapidamente:<br>- entro 20 minuti si riducono frequenza cardiaca e pressione arteriosa;<br>- entro 12 ore il livello di monossido di carbonio nel sangue torna a valori normali;<br>- entro 2-12 settimane migliorano circolazione e funzionalit&agrave; polmonare;<br>- entro 1-9 mesi diminuiscono tosse e respiro corto;<br>- entro un anno il rischio di infarto si dimezza rispetto a quello di un fumatore;<br>- entro 5-15 anni il rischio di ictus diventa uguale a quello di un non fumatore;<br>- entro 10 anni il rischio di tumore al polmone si riduce fino alla met&agrave;;<br>- entro 15 anni il rischio di infarto diventa uguale a quello di un non fumatore.</p>
<p>Smettere consente inoltre di guadagnare anni di vita attesa: almeno 10 anni se si smette a 30 anni, 9 anni a 40, 6 anni a 50 e 3 anni a 60.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I Centri Antifumo</h2>
<p>I Centri Antifumo offrono trattamenti integrati, con terapie farmacologiche e supporto psicologico individuale o di gruppo, per accompagnare le persone nel percorso di cessazione.</p>
<p>L&rsquo;Istituto Superiore di Sanit&agrave; censisce e aggiorna dal 2000 la rete dei Centri Antifumo, fornendo informazioni su sedi, offerta assistenziale e modalit&agrave; di accesso ai servizi. I servizi censiti appartengono al Servizio Sanitario Nazionale, alla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori o al privato sociale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Informazioni e approfondimenti</h2>
<p><a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/giornata-mondiale-senza-tabacco" target="_blank" rel="nofollow">https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/giornata-mondiale-senza-tabacco</a><br><a href="https://smettodifumare.iss.it/it/centri-antifumo/" target="_blank" rel="nofollow">https://smettodifumare.iss.it/it/centri-antifumo/</a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sun, 31 May 2026 07:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Quando la teleriabilitazione unisce Italia e Francia]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/fossanese/quando-la-teleriabilitazione-unisce-italia-e-francia_121166.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/fossanese/quando-la-teleriabilitazione-unisce-italia-e-francia_121166.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121166/148380.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Oltre cento partecipanti fra istituzioni, operatori sanitari, partner europei, amministratori e stakeholder territoriali hanno preso parte ieri, al Castello degli Acaja di Fossano, all&rsquo;evento di kickoff ufficiale del progetto europeo FOR &ndash; Future Of Rehabilitation, finanziato dal Programma Interreg VI-A France&ndash;Italia ALCOTRA 2021&ndash;2027 e guidato da Asl CN1 come capofila.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa rappresenta uno dei pi&ugrave; significativi progetti transfrontalieri attualmente in corso nel settore della sanit&agrave; territoriale e dell&rsquo;innovazione sociosanitaria, con l&rsquo;obiettivo di sviluppare un nuovo modello integrato di teleriabilitazione in grado di mettere in relazione ospedale, territorio e domicilio, migliorando accessibilit&agrave;, continuit&agrave; delle cure e qualit&agrave; della presa incarico dei pazienti.</p>
<p>Il progetto coinvolge, oltre ad Asl CN1, Asl CN2, IRES Piemonte, CHU Nice e Provence Alpes Agglom&eacute;ration, in una collaborazione transalpina che unisce competenze cliniche, ricerca, innovazione organizzativa e sviluppo tecnologico.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121166/small_148381.jpg" alt="Foto"></p>
<p>Ad aprire i lavori, i videomessaggi del Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dell&rsquo;assessore regionale alla Sanit&agrave; Federico Riboldi, impossibilitati a partecipare in presenza per concomitanti impegni istituzionali internazionali. <em>&ldquo;Lo sviluppo di nuovi modelli di riabilitazione con il supporto delle tecnologie digitali &egrave; un fatto positivo che riteniamo possa fornire ottimi risultati. Il progetto che coinvolge l&rsquo;ASLCN1, l&rsquo;ASLCN2, IRES Piemonte, CHU Nice, Provence Alpes Agglom&eacute;ration, ha l&rsquo;obiettivo di sperimentare e consolidare un sistema innovativo di teleriabilitazione capace di integrare ospedale, strutture intermedie e domicilio del paziente. Il futuro &egrave; sempre pi&ugrave; vicino e la Regione intende investire su questi progetti, anche con la collaborazione di partners europei, per migliorare la cura e l&rsquo;assistenza</em>&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Presente all&rsquo;evento l&rsquo;assessore regionale allo Sviluppo e promozione della Montagna e Aree Interne Marco Gallo, il quale sottolinea le opportunit&agrave; del fare rete per affrontare le criticit&agrave; dei contesti pi&ugrave; fragili: &ldquo;<em>Progetti come FOR - Future Of Rehabilitation dimostrano quanto l&rsquo;innovazione possa diventare uno strumento concreto di equit&agrave; territoriale e di cooperazione sanitaria tra territori alpini. In una provincia vasta e ricca di vallate come quella cuneese, la telemedicina e la teleriabilitazione rappresentano una risposta fondamentale per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini, soprattutto nelle aree montane e periferiche. Ma questo progetto assume un valore ancora pi&ugrave; importante perch&eacute; rafforza la collaborazione tra le ASL del territorio, il sistema sanitario piemontese e i partner francesi, costruendo una rete condivisa di competenze, tecnologie e presa in carico del paziente. Integrare ospedale, territorio e domicilio significa migliorare la qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza, ridurre le distanze e garantire continuit&agrave; di cura anche nei contesti pi&ugrave; fragili. Progetti europei come questo confermano il valore strategico della cooperazione transfrontaliera Alcotra nel creare servizi innovativi, moderni e sempre pi&ugrave; vicini alle comunit&agrave; locali</em>&rdquo;.</p>
<p>Il Presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo, in un video messaggio ha ringraziato tutti per aver lavorato a un progetto molto innovativo, ottima notizia per la comunit&agrave; cuneese: &ldquo;<em>Quello della telemedicina &egrave; un tema importante per una terra ricca di vallate, di luoghi e piccoli comuni dove ci sono le nostre radici. &Egrave; importante che si utilizzino gli strumenti che l&rsquo;innovazione tecnologica ci mette a disposizione e che tale utilizzo sia coordinato, con attori come le aziende sanitarie insieme a tanti altri attori. &nbsp;I fondi Alcoltra i in questi anni hanno riversato sul territorio milioni di euro utilizzati per dare vita a progetti di grande concretezza. Congratulazioni da parte mia e di tutta la comunit&agrave; provinciale che rappresento</em>&rdquo;.</p>
<p>Il senatore Giorgio Maria Bergesio: &ldquo;<em>Un&rsquo;iniziativa importante per le nostre valli ima per tutte le aree interne del nostro territorio e della provincia di Cuneo. L&rsquo;Asl CN1 con i suoi partner, italiani e francesi, bene ha fatto a sviluppare questo progetto: un servizio di medicina e soprattutto di riabilitazione di prossimit&agrave; che non costringe, soprattutto i pi&ugrave; fragili, a recarsi in ospedale e risolve un problema anche di sicurezza e di vivibilit&agrave; per i nostri territori</em>&rdquo;.</p>
<p>Il Direttore Generale di Asl CN1 Giuseppe Guerra ha ribadito il significato strategico del progetto: &ldquo;<em>FOR rappresenta un modello concreto di collaborazione transfrontaliera capace di mettere in rete competenze, tecnologie e territori per costruire una sanit&agrave; pi&ugrave; vicina alle persone, soprattutto nelle aree periferiche e montane</em>&rdquo;.</p>
<p>Marco Quercio, direttore della struttura complessa Medicina Fisica e Riabilitazione Area Nord Asl CN1 e responsabile del progetto, ha sottolineato gli obiettivi clinici e organizzativi dell&rsquo;iniziativa: &ldquo;<em>La teleriabilitazione non sostituisce la relazione di cura, ma la rafforza. FOR nasce proprio con l&rsquo;obiettivo di integrare ospedale, territorio e domicilio dentro un nuovo modello di presa incarico pi&ugrave; accessibile, continuativo e sostenibile. Come ampiamente evidenziato dall&rsquo;OMS le necessit&agrave; riabilitative sono cresciute del 73% negli ultimi 30 anni. Una persona su tre nel mondo ha necessit&agrave; riabilitative. In questo quadro La teleriabilitazione assume un ruolo importante nel garantire la continuit&agrave; di cure nelle varie realt&agrave; territoriali ove diverse dinamiche possono ostacolare l&rsquo;accesso alle cure.&nbsp;FOR vuole rappresentare una strategia di cura integrata ed integrativa ai fini di garantire ai pazienti quella continuit&agrave; assistenziale per un recupero funzionale globale</em>&rdquo;.</p>
<p>Nel corso del pomeriggio si sono alternati gli interventi dei partner italiani e francesi, dei referenti istituzionali, dei professionisti sanitari e degli esperti coinvolti nel progetto, con focus dedicati all&rsquo;innovazione tecnologica applicata alla riabilitazione, ai bisogni delle aree transfrontaliere, all&rsquo;evoluzione dei modelli organizzativi sanitari e alle prospettive europee della telemedicina.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121166/small_148382.jpg" alt="Foto"></p>
<h2>I partner</h2>
<p>CHU (Centre Hospitalier Universitaire) di Nizza: &ldquo;<em>La cooperazione transfrontaliera consente di condividere esperienze cliniche, competenze e modelli organizzativi per affrontare insieme le sfide della medicina riabilitativa del futuro</em>&rdquo;.</p>
<p>IRES Piemonte: &ldquo;<em>FOR rappresenta anche un laboratorio di innovazione organizzativa e valutazione delle politiche sanitarie territoriali</em>&rdquo;.</p>
<p>Il direttore generale dell&rsquo;Asl CN2, Paola Malvasio: &ldquo;<em>Crediamo molto nella collaborazione tra aziende sanitarie e ricerca, e nel confronto con i partner europei, per costruire modelli sostenibili e innovativi di cura, in un ambito cos&igrave; ampio come quello delle nostre realt&agrave; territoriali</em>&rdquo;.</p>
<p>Per Provence Alpes Agglom&eacute;ration: &ldquo;I territori alpini condividono fragilit&agrave; e bisogni comuni: FOR nasce per trasformare questi limiti in opportunit&agrave; di innovazione.&rdquo;</p>
<p>Il Sindaco di Fossano Dario Tallone ha portato il saluto della citt&agrave; ospitante: &ldquo;<em>Accogliere il kickoff di un progetto europeo cos&igrave; importante nel Castello degli Acaja rappresenta per Fossano motivo di orgoglio e testimonia il ruolo del territorio cuneese come luogo di dialogo, innovazione e cooperazione internazionale</em>&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;evento si &egrave; concluso nel cortile del Castello con il coffee networking fra partner, istituzioni e stakeholder e con l&rsquo;esibizione storica degli Sbandieratori e Musici dei Principi d&rsquo;Acaja nella piazza antistante il Castello - di fronte al Truck dimostrativo messo a disposizione da Tecnobody, la societ&agrave; che sviluppa le tecnologie utilizzate - che hanno offerto ai partecipanti un momento simbolico di accoglienza e valorizzazione della tradizione storica e culturale fossanese.</p>
<p>Il progetto FOR proseguir&agrave; ora con l&rsquo;avvio operativo delle attivit&agrave; cliniche, organizzative e tecnologiche previste dal programma europeo.</p>
<p>Nel 2027 &egrave; previsto un primo grande momento pubblico di restituzione dei risultati intermedi del progetto, con la presentazione delle prime sperimentazioni sul campo relative ai modelli di teleriabilitazione, all&rsquo;utilizzo delle piattaforme tecnologiche e agli impatti sulla presa in carico dei pazienti nei territori coinvolti.</p>
<p>FOR &ndash; Future Of Rehabilitation &egrave; finanziato dal Programma Interreg VI-A France&ndash;Italia ALCOTRA 2021&ndash;2027.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121166/small_148383.jpg" alt="Foto"></h2>
<h2>Il &ldquo;Truck Experience&rdquo; in piazza Castello</h2>
<p>Nel corso di tutta la giornata, nella piazza antistante il Castello degli Acaja di Fossano, nell&rsquo;ambito dell&rsquo;avvio del progetto europeo FOR &ndash; Future of Rehabilitation, un innovativo truck dimostrativo Tecnobody &egrave; stato aperto alla cittadinanza.</p>
<p>I professionisti della riabilitazione di Asl CN1 hanno accompagnato cittadini, pazienti, caregiver e operatori alla scoperta delle nuove tecnologie e dei nuovi modelli di teleriabilitazione e riabilitazione territoriale sviluppati dal progetto FOR.</p>
<p>E&rsquo; stato possibile conoscere da vicino strumenti e pratiche utilizzati nei percorsi di riabilitazione neurologica, motoria, ortopedica, geriatrica e domiciliare, con particolare attenzione alla continuit&agrave; di cura fra ospedale, territorio e casa del paziente.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 29 May 2026 07:46:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Rems in Piemonte, Giulia Marro (Avs): “Il carcere non può sostituire la cura”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/bra-e-roero/rems-in-piemonte-giulia-marro-avs-il-carcere-non-puo-sostituire-la-cura_121014.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/bra-e-roero/rems-in-piemonte-giulia-marro-avs-il-carcere-non-puo-sostituire-la-cura_121014.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121014/148163.jpg" title="Giulia Marro" alt="Giulia Marro" /><br /><p>Il 21&deg; Rapporto di Antigone ha evidenziato, tra gli altri, un dato allarmante rispetto alle persone con disturbi psichiatrici detenute: il carcere Lorusso e Cotugno di Torino risulta quello con il maggior numero di persone in attesa di entrare in REMS (Residenze per l&rsquo;esecuzione delle misure di sicurezza) a livello nazionale. &ldquo;<em>Persone che dovrebbero trovarsi in strutture sanitarie adeguate e </em>- specifica la consigliera regionale Giulia Marro - <em>che invece restano negli istituti penitenziari ordinari, assolutamente inadeguate alla tutela dei loro diritti e con pesanti ricadute anche sul lavoro della polizia penitenziaria e del personale socio-sanitario, in un sistema carcerario gi&agrave; fortemente in sofferenza</em>&rdquo;.</p>
<p>AVS, tramite Marro, ha presentato il 26 maggio un&rsquo;interrogazione in Consiglio regionale. Nella risposta, l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; Federico Riboldi ammette che alcune persone risultano detenute<em> </em>&ldquo;<em>sine titulo</em>&rdquo;, cio&egrave; senza un titolo detentivo che giustifichi la permanenza in carcere e talvolta addirittura con la pena gi&agrave; scontata, indicando tra le soluzioni anche l&rsquo;invio alla REMS di Calice al Cornoviglio, in Liguria.</p>
<p>&ldquo;<em>La risposta ricevuta conferma una situazione molto preoccupante: in Piemonte persone con gravi fragilit&agrave; psichiatriche continuano a restare in carcere in attesa di un posto in REMS, mentre la Regione gestisce l&rsquo;emergenza inviando pazienti fuori regione, con costi a carico del Piemonte</em>&rdquo;.</p>
<p>Per AVS questo dimostra una carenza strutturale di posti e di presa in carico: oggi in Piemonte esistono soltanto due REMS, insufficienti rispetto ai bisogni reali. &ldquo;<em>Manca un piano chiaro di rafforzamento della salute mentale e della rete territoriale, mentre la gestione continua a ricadere sugli istituti penitenziari e sul personale che vi lavora</em>&rdquo;.</p>
<p>AVS ricorda inoltre che il Consiglio regionale aveva approvato un ordine del giorno sulla sanit&agrave; penitenziaria che impegnava la Giunta a garantire monitoraggi periodici e aggiornamenti sul funzionamento della rete regionale. &ldquo;<em>Queste informazioni per&ograve; non arrivano e il Consiglio continua a non avere un quadro chiaro delle misure attivate. Il carcere non pu&ograve; sostituire la cura</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>Il tema della salute mentale in carcere continua a non ricevere l&rsquo;attenzione necessaria, nonostante le criticit&agrave; sempre pi&ugrave; evidenti negli istituti piemontesi. Da mesi come AVS abbiamo inoltre richiesto la convocazione di un Consiglio regionale aperto con sindacati di polizia penitenziaria, operatori socio-sanitari, il garante regionale, vista la situazione drammatica che riscontriamo nei nostri frequenti sopralluoghi e certificati dal rapporto di Antigone: purtroppo, stiamo ancora aspettando che la maggioranza si decida ad affrontare l'argomento</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 27 May 2026 09:11:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[La salute del futuro scende in piazza Castello a Fossano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/fossanese/la-salute-del-futuro-scende-in-piazza-castello-a-fossano_120973.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/fossanese/la-salute-del-futuro-scende-in-piazza-castello-a-fossano_120973.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120973/148093.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Gioved&igrave; 28 maggio al Castello degli Acaia di Fossano, andr&agrave; in onda dalle 14.30 alle 16.30 il kickoff del progetto FOR - Future Of Rehabilitation finanziato dal programma Interreg VI-A France&ndash;Italia ALCOTRA 2021&ndash;2027.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Per tutta la giornata, dalle 9 alle 17, sulla piazza sar&agrave; possibile per tutti coloro che lo desiderino visitare e fare esperienza sul Truck &ldquo;TecnoBody Experience&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il Truck TecnoBody Experience &egrave; molto pi&ugrave; di un semplice mezzo espositivo: si tratta di un vero e proprio laboratorio mobile del movimento e dell'analisi. Al suo interno, ricerca scientifica e tecnologia d'avanguardia si fondono in un ambiente di design curato nei minimi dettagli, concepito per far comprendere appieno l'alto valore della valutazione funzionale tecnologica e per far toccare con mano la filosofia TecnoBody. Si configura come un lab itinerante che l&rsquo;azienda utilizza per fare disseminazione culturale e prevenzione sia sul territorio nazionale sia oltre confine. In occasione dell&rsquo;evento di Fossano, il Truck sar&agrave; posizionato in piazza Castello e sar&agrave; aperto alla cittadinanza dalle 9 alle 17.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Durante la giornata, i cittadini avranno l'opportunit&agrave; di:</div>
<div>&bull; effettuare test di valutazione gratuiti: i clinici specialisti di TecnoBody saranno a disposizione per eseguire screening computerizzati su postura, equilibrio e movimento;</div>
<div>&bull; scoprire la teleriabilitazione: all'interno del Truck sar&agrave; possibile visionare e provare il sistema di Homing Training, il dispositivo TecnoBody dedicato alla riabilitazione domiciliare e alla continuit&agrave; assistenziale da remoto.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Si tratta di un'occasione unica per la popolazione di sperimentare in prima persona, e gratuitamente, "il futuro della salute" e della prevenzione.</div>]]></description><pubDate>Tue, 26 May 2026 14:38:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Un patto di rete tra undici fondazione ospedaliere ed enti no-profit del Piemonte]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/un-patto-di-rete-tra-undici-fondazione-ospedaliere-ed-enti-no-profit-del-piemonte_120969.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/un-patto-di-rete-tra-undici-fondazione-ospedaliere-ed-enti-no-profit-del-piemonte_120969.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120969/148087.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; stato firmato oggi il Patto di Rete tra undici fondazioni ospedaliere ed enti no-profit del Piemonte. L&rsquo;iniziativa nasce con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo e in&nbsp;raccordo con l&rsquo;Assessorato alla Sanit&agrave; della Regione Piemonte, con l&rsquo;obiettivo di rafforzare la collaborazione&nbsp;tra sistema sanitario pubblico e Terzo Settore e contribuire a una sanit&agrave; pi&ugrave; integrata e vicina ai territori.&nbsp;Si tratta della prima esperienza strutturata di questo tipo in Italia: il Patto sancisce infatti la creazione di una&nbsp;rete stabile tra soggetti attivi in ambito ospedaliero e sociosanitario, con l&rsquo;obiettivo di rafforzare il dialogo tra le&nbsp;organizzazioni, valorizzare le competenze diffuse e promuovere nuove forme di collaborazione a supporto del&nbsp;sistema sanitario regionale.</p>
<p>Un sistema che affronta oggi sfide complesse e interconnesse: l&rsquo;invecchiamento della popolazione, l&rsquo;aumento delle cronicit&agrave;, le disuguaglianze di accesso ai servizi, la necessit&agrave; di accelerare la transizione tecnologica e organizzativa. In questo contesto, le fondazioni ospedaliere e gli enti no-profit rappresentano una componente sempre pi&ugrave; strategica del sistema sanitario, attraverso attivit&agrave; di raccolta fondi, sostegno alla ricerca, innovazione, conoscenza del territorio e dei bisogni, supporto progettuale e promozione del benessere nelle comunit&agrave;.</p>
<p>&ldquo;<em>Il Patto di rete siglato oggi tra la Fondazione Compagnia di San Paolo e 11 enti del terzo settore operanti a </em><em>supporto degli ospedali &egrave; motivo di soddisfazione e di legittimo orgoglio per la Regione Piemonte che ha </em><em>fortemente voluto questa firma. Soddisfazione perch&eacute; &egrave; il primo Patto siglato in Italia, orgoglio perch&eacute; </em><em>consentir&agrave; di migliorare ulteriormente il livello della sanit&agrave; nella nostra regione attraverso lo scambio e la</em><br><em>condivisione di esperienze, il rafforzamento delle capacit&agrave; organizzative degli enti e il sostegno ad interventi di </em><em>innovazione. Un grazie a tutti coloro che hanno lavorato per raggiungere questo obiettivo che non &egrave; un&nbsp;traguardo ma un punto di partenza</em>", ha dichiarato Federico Riboldi, Assessore alla sanit&agrave; Regione&nbsp;Piemonte.</p>
<p>&ldquo;<em>La salute non &egrave; pi&ugrave; soltanto un tema ospedaliero o clinico: riguarda la coesione sociale e la capacit&agrave; dei </em><em>territori di generare fiducia e inclusione. Oggi nessun soggetto pu&ograve; affrontare da solo questa complessit&agrave;. La </em><em>Rete che nasce oggi mette in relazione competenze, esperienze e progettualit&agrave; diverse, contribuendo a r</em><em>afforzare la capacit&agrave; di risposta del sistema sanitario regionale. Questo Patto rappresenta un passo </em><em>importante verso forme sempre pi&ugrave; strutturate di collaborazione tra sanit&agrave; pubblica, filantropia e Terzo </em><em>Settore, con l&rsquo;obiettivo di sviluppare pratiche innovative condivise a beneficio delle comunit&agrave;</em>", ha dichiarato&nbsp;Marco Gilli, Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo.</p>
<p>&ldquo;<em>Il Piano Strategico 2025-2028 ci chiede di evolvere il nostro modo di operare: non pi&ugrave; solo sostenere singole&nbsp;organizzazioni, che in Piemonte hanno gi&agrave; dimostrato grande capacit&agrave; e valore, ma creare le condizioni&nbsp;perch&eacute; queste realt&agrave; lavorino in modo sempre pi&ugrave; integrato, moltiplicando l'impatto delle loro azioni a beneficio del sistema sanitario regionale. Il Patto di Rete che firmiamo oggi &egrave; una risposta concreta a questo&nbsp;obiettivo: un passo in avanti che parte da una base gi&agrave; solida</em>&rdquo;, ha dichiarato Alberto Anfossi, Segretario&nbsp;Generale della Fondazione Compagnia di San Paolo.</p>
<p>La Rete nasce da un percorso di ascolto e confronto avviato tra novembre e dicembre 2025, durante il quale&nbsp;sono stati realizzati incontri con ciascuna delle organizzazioni coinvolte. Un lavoro che ha permesso di far&nbsp;emergere competenze, esperienze e bisogni condivisi, insieme alla volont&agrave; comune di costruire strumenti di&nbsp;collaborazione pi&ugrave; strutturati e continuativi. Con la firma del Patto si apre ora una nuova fase finalizzata a&nbsp;creare un&rsquo;alleanza, renderla riconoscibile e rafforzare la capacit&agrave; progettuale degli enti aderenti. Il Patto avr&agrave;&nbsp;durata fino al 31 dicembre 2028 ed &egrave; aperto all&rsquo;ingresso di ulteriori organizzazioni.</p>
<p>Pi&ugrave; nello specifico, la Rete si propone di connettere i bisogni locali con le strategie sanitarie regionali, rafforzare&nbsp;le competenze progettuali degli enti membri e facilitare l&rsquo;accesso a risorse condivise. Promuove inoltre la&nbsp;diffusione di buone pratiche replicabili e consolida un modello stabile di collaborazione tra sistema sanitario&nbsp;pubblico, privato sociale e strutture ospedaliere.</p>
<h2>Gli enti aderenti</h2>
<p>A.D.I.S.C.O. Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale &ndash; Sezione Regionale Piemonte&nbsp;O.D.V.<br>F.O.R.M.A. Fondazione Ospedale Infantile Regina Margherita ETS<br>Fondazione Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle Cuneo ETS<br>Fondazione Maria Teresa Lavazza &ndash; Ente Filantropico<br>Fondazione Medicina a Misura di Donna ETS<br>Fondazione Ospedale Alba-Bra ETS<br>Fondazione Ospedale Savigliano-Saluzzo-Fossano ETS<br>Fondazione Ospedali Mondov&igrave; e Ceva ETS<br>Fondazione Ricerca Molinette ETS<br>Fondazione Santo Spirito<br>Fondazione Solidal Ets</p>]]></description><pubDate>Tue, 26 May 2026 13:52:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Azienda Zero rafforza il Servizio Regionale di Elisoccorso: abilitati 45 nuovi professionisti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/azienda-zero-rafforza-il-servizio-regionale-di-elisoccorso-abilitati-45-nuovi-professionisti_120872.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/azienda-zero-rafforza-il-servizio-regionale-di-elisoccorso-abilitati-45-nuovi-professionisti_120872.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120872/147901.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Azienda Zero Piemonte rafforza il Servizio Regionale di Elisoccorso con&nbsp;l&rsquo;abilitazione di 45 nuovi professionisti destinati alle attivit&agrave; di emergenza&nbsp;sanitaria in elicottero, al termine del percorso formativo organizzato dalla&nbsp;Direzione della Struttura Complessa Elisoccorso e dalla Struttura Formazione.&nbsp;Hanno completato il percorso 15 medici anestesisti rianimatori e specialisti in&nbsp;Medicina d&rsquo;Emergenza-Urgenza e 30 infermieri dell'emergenza sanitaria&nbsp;territoriale 118. L&rsquo;abilitazione conseguita consente di operare in uno dei contesti&nbsp;pi&ugrave; complessi dell&rsquo;emergenza sanitaria, caratterizzato da interventi in ambiente&nbsp;impervio e scenari operativi complessi, anche in ambito notturno.</p>
<p>Il percorso, avviato nel mese di marzo, ha registrato un ottimo interesse con oltre 120 professionisti candidatisi ai rigorosi test preselettivi che valutano la preparazione e la predisposizione necessarie per intraprendere questo impegnativo iter formativo. Il programma ha previsto attivit&agrave; teoriche e pratiche dedicate alle procedure operative in elisoccorso, alla gestione del paziente critico in ambiente ostile, alla sicurezza operativa, al coordinamento dell&rsquo;equipaggio e allo sviluppo delle competenze necessarie per l&rsquo;attivit&agrave; di soccorso avanzato.&nbsp;La giornata conclusiva si &egrave; svolta con prove valutative operative in ambiente&nbsp;impervio e con l&rsquo;impiego dell&rsquo;elicottero.</p>
<p>Tra i professionisti coinvolti nella docenza, oltre agli istruttori regionali&nbsp;dell&rsquo;Elisoccorso di Azienda Zero, hanno partecipato istruttori del Corpo Nazionale&nbsp;Soccorso Alpino e Speleologico del Piemonte, piloti, tecnici di volo e psicologi.&nbsp;I professionisti abilitati entreranno progressivamente in servizio all&rsquo;interno del&nbsp;servizio regionale di elisoccorso.</p>
<p>Massimo D'Angelo, Direttore Generale di Azienda Zero Piemonte: "La formazione rappresenta lo strumento chiave per garantire qualit&agrave; e sicurezza al sistema di&nbsp;emergenza urgenza regionale. Azienda Zero continuer&agrave; a investire nella&nbsp;formazione di professionalit&agrave; altamente qualificate per un servizio che opera&nbsp;quotidianamente in scenari complessi e ad alta criticit&agrave;. L&rsquo;abilitazione di questi&nbsp;45 professionisti rafforza ulteriormente la gi&agrave; grande capacit&agrave; operativa del nostro&nbsp;sistema regionale di elisoccorso".</p>
<p>Federico Riboldi, Assessore alla Sanit&agrave; della Regione Piemonte: "Il servizio di elisoccorso del Piemonte rappresenta un punto di riferimento del sistema&nbsp;sanitario regionale e svolge un ruolo fondamentale nella gestione delle emergenze&nbsp;sul territorio soprattutto negli interventi tempo dipendenti dove i minuti possono&nbsp;fare la differenza. L&rsquo;abilitazione di 45 nuovi professionisti testimonia l&rsquo;impegno&nbsp;della Regione Piemonte e di Azienda Zero nel rafforzare competenze altamente&nbsp;specialistiche e nel consolidare un servizio strategico per i cittadini. Un risultato&nbsp;importante, frutto del lavoro condiviso tra istituzioni, professionisti e strutture&nbsp;formative, che contribuisce a rendere ancora pi&ugrave; solida la rete dell&rsquo;emergenza<br>urgenza piemontese".</p>]]></description><pubDate>Mon, 25 May 2026 15:05:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Avs alla manifestazione per la sanità di Torino: "Migliaia in corteo, la destra sta fallendo su tutta linea"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/avs-alla-manifestazione-per-la-sanita-di-torino-migliaia-in-corteo-la-destra-sta-fallendo-su-tutta-linea_120778.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/avs-alla-manifestazione-per-la-sanita-di-torino-migliaia-in-corteo-la-destra-sta-fallendo-su-tutta-linea_120778.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120778/147714.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.&nbsp;</p>
<p><em>"Oggi anche noi abbiamo marciato al fianco di migliaia di cittadini, medici, personale sanitario, sindacati e associazioni perch&eacute; condividiamo il grido d'allarme profondo e trasversale che il Comitato da tre anni sta lanciando. La sanit&agrave; pubblica &egrave; sottofinanziata, oltre il 10% dei piemontesi rinunciano alle cure, le persone non autosufficienti che restano senza assistenza o la devono pagare a caro prezzo aumentano di anno in anno, le condizioni di lavoro di medici e personale sanitario peggiorano e portano troppi al burnout e a lasciare un sistema pubblico gi&agrave; in carenza di organico. I soldi del PNRR, il pi&ugrave; grande investimento sulla sanit&agrave; territoriale degli ultimi decenni, rischiano di essere sprecati in mere ristrutturazioni edili vista la totale assenza di programmazione sulle Case della Comunit&agrave;. Serve un programma di prospettiva al di l&agrave; degli annunci altisonanti: Riboldi continua a delegittimare con attacchi scomposti - pi&ugrave; adatti a un giovane militante di partito che a un assessore Regionale, e come gi&agrave; ha fatto in sede di piano socio-sanitario - ogni voce critica invece di affrontare con seriet&agrave; la gestione, che ha l'onore e l'onere di avere nelle sue mani, del nostro bene pi&ugrave; prezioso, la sanit&agrave; pubblica".</em></p>
<p><strong><em>Le consigliere regionali di AVS&nbsp;<br>Giulia Marro<br>Alice Ravinale<br>Valentina Cera&nbsp;<br></em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sat, 23 May 2026 17:14:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Liste d'attesa, Marro (AVS): "Nessuna divisione tra opposizioni, servono chiarezza e regole trasparenti”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-marro-avs-nessuna-divisione-tra-opposizioni-servono-chiarezza-e-regole-trasparenti_120705.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-marro-avs-nessuna-divisione-tra-opposizioni-servono-chiarezza-e-regole-trasparenti_120705.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120705/147609.jpg" title="Giulia Marro" alt="Giulia Marro" /><br /><p>Dopo l'interrogazione presentata da Mauro Calderoni (PD), anche la consigliera regionale di AVS Giulia Marro torna a intervenire sul tema delle liste d'attesa in sanit&agrave;. Di seguito il comunicato stampa completo.</p>
<p><em>In merito all&rsquo;interrogazione urgente presentata dal collega Calderoni sul tema delle liste d&rsquo;attesa e sullo stop al sistema utilizzato nel Cuneese, credo sia importante precisare alcuni aspetti anche per evitare interpretazioni sbagliate o ricostruzioni che parlino di divisioni tra le opposizioni. Non &egrave; cos&igrave;.</em></p>
<p><em>Le iniziative portate avanti in questi mesi hanno obiettivi diversi ma complementari: fare chiarezza sulla gestione delle liste d&rsquo;attesa e difendere il diritto dei cittadini a ricevere cure e prestazioni in tempi adeguati, oltre a tutelare il lavoro degli operatori sanitari.</em></p>
<p><em>Ringrazio quindi il collega Calderoni per aver chiesto alla Giunta cosa intenda fare dopo aver interrotto il sistema utilizzato nel Cuneese. Allo stesso tempo, continuo a ritenere che la vicenda delle cosiddette &ldquo;visite fittizie&rdquo; e delle pre liste non possa essere considerata chiusa, anche perch&eacute; alle interrogazioni che avevo presentato nei mesi scorsi, cos&igrave; come a quella parlamentare dell&rsquo;onorevole Marco Grimaldi, non sono mai arrivate risposte ufficiali e complete.</em></p>
<p><em>Il modello utilizzato nel Cuneese presentava certamente aspetti da correggere sul piano formale e comunicativo, ma consentiva anche di mantenere una presa in carico reale del paziente: richiamo attivo, recupero delle disdette, riempimento degli slot disponibili e continuit&agrave; organizzativa. Eliminare quel sistema senza avere ancora un&rsquo;alternativa pienamente funzionante ha aggravato le criticit&agrave;.</em></p>
<p><em>Per questo non mi sono mai opposta a strumenti che aiutino concretamente le persone a ottenere visite ed esami in tempi accettabili. Sappiamo bene quanto sia difficile oggi la vita di chi prova a prenotare una prestazione sanitaria e si trova davanti attese interminabili, comunicazioni poco chiare e continui disagi. Se si vuole ripristinare quel metodo, o addirittura estenderlo a livello regionale, bisogna per&ograve; farlo con regole scritte, criteri chiari e comunicazioni trasparenti.</em></p>
<p><em>Perch&eacute; creare liste parallele senza uno schema normativo definito rischia inevitabilmente di generare criticit&agrave; e dubbi. A un certo punto sui giornali sono comparsi numeri molto rilevanti &mdash; si parlava di circa 30 mila appuntamenti non corrispondenti alle disponibilit&agrave; reali nel Cuneese &mdash; ma quei dati non sono mai stati trasmessi formalmente n&eacute; discussi nelle sedi istituzionali. Questo passaggio diretto verso la stampa, senza un confronto chiaro con il Consiglio regionale, merita ancora spiegazioni.</em></p>
<p><em>Resta inoltre da approfondire il tema dell&rsquo;appropriatezza prescrittiva. Dalle ricostruzioni emerse sembrerebbe che molte prescrizioni dei medici di base venissero successivamente scartate o riclassificate, spesso senza un confronto diretto con il medico prescrittore ma comunicandolo soltanto al paziente, creando ulteriore confusione e tensione.</em></p>
<p><em>Un altro punto fondamentale riguarda i dati comunicati ad Agenas: venivano trasmesse le date reali delle prestazioni oppure date formalmente compatibili con le classi di priorit&agrave; ma non corrispondenti alla reale disponibilit&agrave;? &Egrave; esattamente questo uno degli aspetti che avevo sollevato nella mia interrogazione e su cui attendiamo ancora risposte ufficiali, che per legge dovrebbero arrivare entro 90 giorni.</em></p>
<p><em>Serve quindi chiarezza, trasparenza e una gestione seria delle liste d&rsquo;attesa. Non polemiche tra opposizioni, ma risposte concrete per cittadini e operatori sanitari.</em></p>
<p><strong>Giulia Marro </strong><br><strong>Consigliera regionale AVS Piemonte</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 22 May 2026 11:53:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Liste d'attesa e procedure "transitorie", Russi plaude alla proposta di Calderoni: "Ha colto il punto"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-e-procedure-transitorie-russi-plaude-alla-proposta-di-calderoni-ha-colto-il-punto_120645.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-e-procedure-transitorie-russi-plaude-alla-proposta-di-calderoni-ha-colto-il-punto_120645.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120645/147513.jpg" title="Il dottor Elvio Russi" alt="Il dottor Elvio Russi" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo l&rsquo;intervento del dottor Elvio Russi, ex primario dell&rsquo;ospedale &ldquo;Santa Croce&rdquo; di Cuneo, in merito alla proposta <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-calderoni-propone-procedure-transitorie-sul-modello-dei-discussi-appuntamenti-fittizi_120634.html" target="_blank" rel="nofollow">avanzata da Mauro Calderoni</a> sul tema delle liste d&rsquo;attesa in sanit&agrave;. Il consigliere regionale del Partito Democratico, in un&rsquo;interrogazione, ha proposto l&rsquo;introduzione di procedure &ldquo;transitorie&rdquo; per la presa in carico dei pazienti, riprendendo i principi del sistema utilizzato fino ad alcuni mesi fa da Asl CN1 e &ldquo;Santa Croce&rdquo;.</p>
<p><em>Ho letto con attenzione l&rsquo;intervento del consigliere regionale Mauro Calderoni sulle liste d&rsquo;attesa nella sanit&agrave; cuneese. Ritengo doveroso riconoscergli un merito non marginale: aver compreso, prima e meglio di altri, che la questione non pu&ograve; essere ridotta a una disputa formale su procedure, agende o strumenti informatici.</em></p>
<p><em>Il punto vero &egrave; un altro: capire se un sistema organizzativo, pur bisognoso di correzioni e maggiore trasparenza, fosse comunque orientato a garantire una presa in carico reale del cittadino. Calderoni ha avuto la lucidit&agrave; di non fermarsi all&rsquo;apparenza amministrativa del problema, ma di coglierne la sostanza etica: un modello pu&ograve; essere formalmente imperfetto e, al tempo stesso, nascere dall&rsquo;esigenza concreta di non abbandonare il paziente nell&rsquo;incertezza.</em></p>
<p><em>Questo &egrave; il passaggio essenziale. La correttezza amministrativa &egrave; indispensabile, ma non pu&ograve; diventare un valore astratto e autosufficiente se, nel frattempo, il cittadino resta senza risposta, senza tempi certi, senza informazioni comprensibili e senza un percorso di tutela effettivo.</em><br><em>La proposta di autorizzare, in attesa della piena operativit&agrave; del nuovo CUP regionale, una procedura transitoria monitorata e trasparente va quindi nella direzione giusta. Permette di recuperare ci&ograve; che nel precedente modello cuneese funzionava: il richiamo attivo dei pazienti, il recupero delle disdette, il riempimento degli spazi disponibili e una continuit&agrave; organizzativa che aveva come obiettivo principale la tutela concreta della persona.</em></p>
<p><em>Non si tratta di difendere scorciatoie n&eacute; di giustificare opacit&agrave;. Si tratta, al contrario, di distinguere tra ci&ograve; che deve essere corretto e ci&ograve; che non deve essere disperso. Cancellare un sistema locale senza avere gi&agrave; disponibile un&rsquo;alternativa pienamente funzionante significa rischiare di sacrificare la sostanza della cura alla purezza della forma.</em></p>
<p><em>In questi mesi medici, infermieri, tecnici e personale amministrativo hanno continuato a lavorare in condizioni difficili, spesso con strumenti insufficienti e sotto una pressione crescente. Attribuire a loro la responsabilit&agrave; delle criticit&agrave; sarebbe ingiusto. Il problema &egrave; organizzativo e istituzionale: gli operatori devono essere messi nelle condizioni di lavorare bene, e i cittadini devono poter contare su risposte chiare, tempi verificabili e percorsi di presa in carico.</em></p>
<p><em>Per questo l&rsquo;iniziativa di Calderoni merita attenzione. Non solo perch&eacute; propone una soluzione concreta, ma perch&eacute; restituisce al dibattito pubblico una prospettiva pi&ugrave; corretta: la sanit&agrave; non &egrave; fatta soltanto di procedure, ma di responsabilit&agrave; verso le persone. E la trasparenza, per essere davvero tale, deve accompagnarsi all&rsquo;efficacia, alla chiarezza e alla continuit&agrave; della cura.</em></p>
<p><em>Ora la Regione Piemonte e l&rsquo;Assessorato alla Sanit&agrave; hanno l&rsquo;occasione di dare una risposta pragmatica. Il nuovo CUP regionale potr&agrave; rappresentare uno strumento importante, ma ogni innovazione informatica in sanit&agrave; richiede tempi di adattamento, verifica e correzione. Nel frattempo, cittadini e operatori non possono essere lasciati soli dentro una fase di transizione che rischia di aggravare ulteriormente le difficolt&agrave;.</em></p>
<p><em>La sanit&agrave; pubblica si difende quando la forma amministrativa resta al servizio della cura. Non quando la cura viene sacrificata alla forma.</em></p>
<p><strong>Dott. Elvio G. Russi </strong><br><strong>Gi&agrave; direttore del Dipartimento Interaziendale dei Servizi e della S.C. Radioterapia A.O. S. Croce e Carle di Cuneo</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 21 May 2026 15:13:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Liste d'attesa, Calderoni propone procedure "transitorie" sul modello dei discussi appuntamenti "fittizi"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-calderoni-propone-procedure-transitorie-sul-modello-dei-discussi-appuntamenti-fittizi_120634.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-calderoni-propone-procedure-transitorie-sul-modello-dei-discussi-appuntamenti-fittizi_120634.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120634/147499.jpg" title="Mauro Calderoni" alt="Mauro Calderoni" /><br /><p>"<em>Ho depositato oggi un'interrogazione urgente&nbsp;in Consiglio regionale per sondare la disponibilit&agrave; della Giunta piemontese a valutare una</em><br><em>soluzione transitoria che consenta di affrontare la situazione sempre pi&ugrave; difficile delle liste&nbsp;d'attesa, nelle more della piena operativit&agrave; del nuovo Cup regionale</em>". Lo dichiara Mauro&nbsp;Calderoni, consigliere regionale del Partito Democratico.</p>
<p>"<em>Negli ultimi mesi</em> - spiega Calderoni - <em>il blocco della procedura organizzativa&nbsp;precedentemente utilizzata da Asl Cn1 e Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle, pur </em><em>dovuto all'esigenza di garantire maggiore trasparenza e uniformit&agrave;, ha prodotto effetti molto </em><em>pesanti nella gestione concreta delle agende. Oggi il personale sanitario e amministrativo si </em><em>trova a lavorare con meno strumenti e sotto una pressione crescente, mentre i cittadini </em><em>vivono con maggiore incertezza e sfiducia il rapporto con il sistema sanitario"</em>.</p>
<p>"<em>Il punto</em> - precisa il consigliere Pd - <em>non &egrave; mai stato mettere sotto accusa medici, operatori&nbsp;o strutture sanitarie che, anzi, continuano a garantire un lavoro straordinario in condizioni&nbsp;molto difficili. La questione riguarda invece la necessit&agrave; di coniugare correttezza&nbsp;amministrativa, chiarezza verso il cittadino ed efficacia organizzativa</em>".</p>
<p>Secondo Calderoni "<em>il modello utilizzato nel Cuneese presentava certamente aspetti da correggere sul piano formale e comunicativo, ma consentiva anche di mantenere una presa in carico reale del paziente: richiamo attivo, recupero delle disdette, riempimento degli slot disponibili e continuit&agrave; organizzativa. Eliminare quel sistema senza avere ancora un'alternativa pienamente funzionante ha aggravato le criticit&agrave;</em>".</p>
<p>Nell'interrogazione si chiede quindi alla Regione Piemonte di autorizzare, in attesa dell'attivazione completa del nuovo Cup regionale, "<em>una procedura transitoria monitorata e trasparente, che permetta di recuperare gli elementi organizzativi utili del precedente modello, accompagnandoli con informazioni chiare ai cittadini sui tempi stimati, sulla classe di priorit&agrave; e sui percorsi di tutela previsti in caso di superamento dei tempi d'attesa</em>".</p>
<p>"<em>Il nuovo Cup regionale pu&ograve; rappresentare uno strumento importante</em> - conclude Calderoni&nbsp;- <em>ma tutte le innovazioni informatiche in sanit&agrave; richiedono tempi di adattamento e&nbsp;sperimentazione. Nel frattempo non possiamo lasciare soli operatori e cittadini dentro una&nbsp;situazione che sta diventando ogni giorno pi&ugrave; difficile da gestire</em>".</p>]]></description><pubDate>Thu, 21 May 2026 12:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Grande successo per l'iniziativa di prevenzione "Le oasi della salute"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/grande-successo-per-l-iniziativa-di-prevenzione-le-oasi-della-salute_120453.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/grande-successo-per-l-iniziativa-di-prevenzione-le-oasi-della-salute_120453.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120453/147208.jpg" title="Immagine di repertorio " alt="Immagine di repertorio " /><br /><p style="text-align: justify;">&Egrave; stato un enorme successo &ldquo;Le oasi della salute&rdquo;, giornata di screening cardiovascolare aperta a tutti e completamente gratuita, che si &egrave; svolta domenica 17 maggio.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco alcuni numeri:&nbsp;<br>&bull; 15 piazze coinvolte in tutto il Piemonte,&nbsp;<br>&bull; Oltre 500 medici, infermieri e farmacisti coinvolti,<br>&bull; Oltre 650 persone presenti nelle attivit&agrave; sportive gratuite,&nbsp;<br>&bull; 2133 screening gratuiti effettuati.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Tra musica sui palchi, relazioni nelle Oasi informative e Laboratori per grandi e piccini, &ldquo;Le oasi della salute&rdquo; ha portato in piazza la cura della salute e del benessere, offrendo a tutta la Regione un&rsquo;importante possibilit&agrave; di fare prevenzione gratuita e senza liste d'attesa. Dopo il taglio del nastro alle 9.30 dell&rsquo;Assessore alla Sanit&agrave; regionale Federico Riboldi e il Direttore scientifico Federico Nardi - in collegamento web con i rappresentanti istituzionali di tutte le 15 sedi &ndash; &egrave; partita l&rsquo;enorme macchina organizzativa, che ha offerto in primis chek up cardiovascolari completi, in collaborazione con tutte le aziende sanitarie piemontesi. Una rete a servizio del cittadino, coordinata da Contatto Events, che ora avr&agrave; come ulteriore importante obiettivo quello di mappare la salute cardiovascolare dei piemontesi, attraverso l&rsquo;analisi delle schede raccolte.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 19 May 2026 12:41:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Mercoledì 28 maggio a Fossano il lancio del progetto europeo FOR – Future Of Rehabilitation]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/fossanese/mercoledi-28-maggio-a-fossano-il-lancio-del-progetto-europeo-for-future-of-rehabilitation_120404.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/fossanese/mercoledi-28-maggio-a-fossano-il-lancio-del-progetto-europeo-for-future-of-rehabilitation_120404.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120404/147124.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La teleriabilitazione come nuovo modello di cura integrata fra ospedale, territorio e domicilio del paziente sar&agrave; al centro del kickoff ufficiale del progetto europeo FOR &ndash; Future Of Rehabilitation, in programma mercoled&igrave; 28 maggio presso il Castello degli Acaja di Fossano. L&rsquo;iniziativa &egrave; promossa da Asl CN1, capofila del progetto transfrontaliero finanziato dal Programma europeo Interreg VI-A Francia&ndash;Italia Alcotra 2021&ndash;2027, e coinvolge partner italiani e francesi impegnati nello sviluppo di nuovi modelli di riabilitazione supportati dalle tecnologie digitali.</p>
<p>FOR nasce con l&rsquo;obiettivo di sperimentare e consolidare un sistema innovativo di teleriabilitazione capace di integrare ospedale, strutture intermedie e domicilio del paziente, migliorando accessibilit&agrave;, continuit&agrave; assistenziale e qualit&agrave; della presa in carico, con particolare attenzione ai territori montani, periferici e alle aree caratterizzate da maggiore fragilit&agrave; socio-demografica.&nbsp;Il progetto coinvolge l&rsquo;Asl CN1 (capofila), l&rsquo;Asl CN2, IRES Piemonte, CHU Nice, Provence Alpes Agglom&eacute;ration.</p>
<p>L&rsquo;evento del 28 maggio rappresenter&agrave; il primo momento pubblico di confronto istituzionale, tecnico e scientifico sul progetto e vedr&agrave; la partecipazione di rappresentanti del sistema sanitario piemontese, delle istituzioni regionali e locali, dei partner francesi e italiani, di operatori sanitari, professionisti della riabilitazione, stakeholder territoriali, associazioni e realt&agrave; del terzo settore.</p>
<p>Sono stati invitati, fra gli altri il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il senatore della Repubblica Giorgio Maria Bergesio, l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; della Regione Piemonte Federico Riboldi, l&rsquo;assessore regionale alla Montagna e alle Aree Interne Marco Gallo, il presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo, il sindaco di Fossano Dario Tallone, oltre a rappresentanti delle istituzioni sanitarie regionali, del partenariato transfrontaliero e delle amministrazioni locali del territorio.</p>
<p>Nel corso dell&rsquo;evento saranno presentati gli obiettivi operativi del progetto, le tecnologie coinvolte, le prospettive di cooperazione sanitaria transfrontaliera e le ricadute attese per cittadini, pazienti, caregiver e operatori sanitari.</p>
<p>&ldquo;<em>FOR rappresenta un&rsquo;opportunit&agrave; concreta per rafforzare la cooperazione sanitaria transfrontaliera e sperimentare modelli innovativi di prossimit&agrave; assistenziale capaci di coniugare tecnologia, presa in carico e centralit&agrave; della persona</em>&rdquo;, sottolinea il dottor Marco Quercio, responsabile e coordinatore del progetto per Asl CN1.</p>
<p>L&rsquo;evento avr&agrave; inizio alle ore 14.30; dalle ore 13 sar&agrave; previsto un welcome buffet riservato agli ospiti e ai partecipanti accreditati.</p>
<p>Per motivi organizzativi e di sicurezza &egrave; richiesta l&rsquo;iscrizione preventiva tramite piattaforma Eventbrite.</p>
<p>Nei prossimi giorni saranno diffusi il programma completo dell&rsquo;iniziativa, il dettaglio degli interventi istituzionali e tecnico-scientifici e le modalit&agrave; di accredito per stampa, media e operatori della comunicazione.</p>
<p><strong>Un truck dimostativo in piazza Castello</strong></p>
<p>Il 28 maggio, dalle ore 9 alle 13 e dalle 14 alle 17, nella piazza antistante il Castello degli Acaja di Fossano, nell&rsquo;ambito dell&rsquo;avvio del progetto europeo FOR &ndash; Future of Rehabilitation, sar&agrave; presente un innovativo truck dimostrativo Tecnobody aperto alla cittadinanza. I professionisti della riabilitazione di Asl CN1 accompagneranno cittadini, pazienti, caregiver e operatori alla scoperta delle nuove tecnologie e dei nuovi modelli di teleriabilitazione e riabilitazione territoriale sviluppati dal progetto FOR. Sar&agrave; possibile conoscere da vicino strumenti e pratiche utilizzati nei percorsi di riabilitazione neurologica, motoria, ortopedica, geriatrica e domiciliare, con particolare attenzione alla continuit&agrave; di cura fra ospedale, territorio e casa del paziente. L&rsquo;iniziativa &egrave; gratuita e aperta a tutti.</p>]]></description><pubDate>Mon, 18 May 2026 17:20:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Sono attive le Case di Comunità di Ceva, Mondovì e Fossano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/fossanese/sono-attive-le-case-di-comunita-di-ceva-mondovi-e-fossano_120384.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/fossanese/sono-attive-le-case-di-comunita-di-ceva-mondovi-e-fossano_120384.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120384/147058.jpg" title="La sede di Mondovì" alt="La sede di Mondovì" /><br /><p>Le Case della Comunit&agrave; di Ceva (via XX Settembre 3) e Mondov&igrave; (via San Rocchetto 99 presso l&rsquo;ospedale Regina Montis Regalis) sono attive da mercoled&igrave; 13 maggio e la Casa della Comunit&agrave; di Fossano (via Lancimano 53) a partire da luned&igrave; 18 maggio.&nbsp;In particolare l&rsquo;avvio della Casa della Comunit&agrave; &ldquo;in overbooking&rdquo; di Mondov&igrave; presso la sede ospedaliera (Ospedale Regina Montis Regalis), coordinato dal direttore del Distretto Sud-Est Gloria Chiozza in attesa del completamento dei lavori della struttura di via Torino, ha reso possibile garantire anche per questa sede l&rsquo;attivazione dei servizi previsti dal DM 77/2022 nelle tempistiche corrette, con l&rsquo;identificazione delle sedi attraverso specifica cartellonistica.&nbsp;</p>
<p>La Casa della Comunit&agrave; favorisce la collaborazione multidisciplinare di diversi professionisti con l&rsquo;obiettivo di garantire la continuit&agrave; assistenziale attraverso la gestione delle cronicit&agrave; tramite percorsi integrati. Nella fase di accesso alla Casa della Comunit&agrave; l&rsquo;utente viene accolto per una prima valutazione del bisogno e orientato verso il servizio pi&ugrave; appropriato.</p>
<p>L&rsquo;ambulatorio medico, attivo con orario 8-20 dal luned&igrave; al venerd&igrave; (esclusi i giorni festivi e prefestivi), &egrave; deputato all&rsquo;erogazione di prestazioni mediche di bassa complessit&agrave; non urgenti e alla presa in carico dei soggetti con patologie croniche/fragili attraverso l&rsquo;erogazione di cure integrate medico-infermieristiche. Si precisa che tale ambulatorio non &egrave; alternativo a quello del proprio medico di medicina generale, al quale l&rsquo;utente deve sempre rivolgersi prioritariamente per consentire una corretta continuit&agrave; assistenziale.</p>
<p>In orario notturno tutti i giorni e in orario diurno nei giorni festivi e prefestivi, l&rsquo;attivit&agrave; medica continua ad essere garantita tramite la Continuit&agrave; Assistenziale (ex Guardia Medica), attivata mediante previo e obbligatorio contatto telefonico dell&rsquo;utente al numero unico gratuito 116117.<br>L&rsquo;ambulatorio infermieristico &egrave; attivo con orario 8-20 dal luned&igrave; al venerd&igrave; per l&rsquo;erogazione di prestazioni su prescrizione medica, quali ad esempio: medicazioni, gestione accessi vascolari, terapie iniettive, gestione cateteri vescicali.&nbsp;</p>
<p>La Casa della Comunit&agrave; svolge inoltre attivit&agrave; socio-sanitaria in integrazione con l&rsquo;Ente Gestore delle funzioni socio-assistenziali territorialmente competente, con le cui sedi distribuite capillarmente sul territorio &egrave; collegata funzionalmente.</p>]]></description><pubDate>Mon, 18 May 2026 13:42:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“I care for me for you”: a Savigliano si fa sintesi del progetto ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/saviglianese/i-care-for-me-for-you-a-savigliano-si-fa-sintesi-del-progetto_120237.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/saviglianese/i-care-for-me-for-you-a-savigliano-si-fa-sintesi-del-progetto_120237.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120237/146721.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La sala Miretti a Savigliano, giovedi 14 maggio era affollata da studenti della Scuola Secondaria di I e II grado, docenti, professionisti dell&rsquo;Asl CN1 per una &ldquo;restituzione condivisa&rdquo; dei progetti e dei lavori elaborati sulla base dei tanti spunti raccolti durante gli interventi in aula. La cornice era l&rsquo;iniziativa &ldquo;I care for me for you&rdquo; promossa da Azienda Zero, Rete Oncologica di Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta e Asl Citt&agrave; di Torino nell&rsquo;ambito del progetto Diderot di Fondazione CRT.&nbsp;Le scuole aderenti sul territorio che hanno presenziato all&rsquo;evento provenivano dai comuni di Savigliano (citt&agrave; ospitante), Barge, Fossano, Villanova Mondov&igrave;.&nbsp;</p>
<p>I professionisti coinvolti (oncologi, nutrizionisti, pediatri, psicologi), nella convinzione che promuovere la salute direttamente nelle aule scolastiche sia la battaglia pi&ugrave; efficace per prevenire il cancro, hanno proposto agli studenti spunti di riflessione trasversali per sollecitare e stimolare quella consapevolezza sulla scelta del proprio stile di vita, chiedendo loro una restituzione alla comunit&agrave; delle loro percezioni.<br>Un invito raccolto da ragazzi e ragazze, circa 500 su tutto il territorio. Giovedi al Miretti, sono state presentate campagne, video, testi e immagini per promuovere corretti stili di vita, contro il fumo, l&rsquo;assunzione di alcol o di sostanze, ricette invitanti per promuovere con gusto una dieta sana. Importante il focus sul tumore, le sue cause, la possibilit&agrave; concreta di limitarne l&rsquo;incidenza; e poi l&rsquo;abitudine al fumo, una vera dipendenza, l&rsquo;importanza degli screening e della vaccinazione, una vita sana nei comportamenti (alimentari e non). Danilo Galizia, oncologo, ha svolto il ruolo di facilitatore, di volta in volta con gli insegnanti di riferimento della classe, per introdurre e accompagnare gli studenti nel loro percorso di illustrazione dei lavori.&nbsp;</p>
<p>In apertura &egrave; intervenuto da remoto Alessandro Comandone, in veste Autorit&agrave; Centrale della Rete Oncologica Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta: <em>&ldquo;Per la Rete Oncologica &egrave; un impegno irrinunciabile avvicinare i giovani a temi gravosi come il cancro, perch&eacute; &egrave; attraverso la consapevolezza dei ragazzi che prossima arginare i danni degli stili di vita insalubri. Un doveroso ringraziamento a tutti i professionisti delle aziende sanitarie che con dedizione hanno partecipato a questa stagione&rdquo;</em>. Presente in sala Loredana Masseria, responsabile social media e comunicazione per la Rete, &ldquo;anima&rdquo;, insieme al dottor Comandone, di questa fortunata iniziativa giunta alla seconda edizione. Ma gi&agrave; si guarda alla prossima: <em>&ldquo;Abbiamo intenzione di proporre</em> - dice Masseria -<em> una formazione tra pari, coinvolgendo coloro che hanno partecipato al progetto, per la formazione di altri studenti&rdquo;</em>.&nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>
<p>Il direttore generale Giuseppe Guerra, accompagnato dal direttore sanitario di Azienda Monica Rebora ha ringraziato le scuole, i professionisti per il loro impegno importante ed ha ricordato le iniziative sul tema, condotte sotto la sua presidenza, dall&rsquo;Ordine dei Medici della provincia di Cuneo. E&rsquo; intervenuto per un saluto il sindaco di Savigliano, Antonello Portera: <em>&ldquo;Accogliamo con piacere tanti ragazzi e ragazze provenienti da diversi comuni, siamo lieti di averli qui a Savigliano. Il lavoro promosso dalla Rete Oncologica e sostenuto da Fondazione CRT, &egrave; fondamentale per consentire ai giovani di crescere in salute, con un&rsquo;attenzione sempre pi&ugrave; spiccata verso la prevenzione. Grazie a tutti i professionisti della nostra Asl che si sono impegnati in prima persona per agevolare questo percorso&rdquo;</em>.&nbsp;<br>&nbsp;&nbsp;<br><em>&ldquo;Il coinvolgimento diretto dei giovanissimi </em>- spiegano i professionisti -<em>, con lezioni interattive per stimolare le loro riflessioni e aiutarli nell&rsquo;espressione di una proposta personale di un progetto, che spesso si &egrave; tradotta anche in un proposito a puntare sul miglioramento dello stile di vita, ha rappresentato un po&rsquo; la chiave di volta per raggiungere l&rsquo;obiettivo: lasciare un seme perch&eacute; cresca in ciascuno di loro e nella comunit&agrave; dei pari uno stimolo a differenziarsi rispetto a comportamenti magari attrattivi, seducenti ma deresponsabilizzanti&rdquo;</em>.&nbsp; &nbsp; &nbsp;</p>
<p>Gli Istituti convenuti a Savigliano per l&rsquo;evento sono l&rsquo;Istituto Cravetta-Marconi di Savigliano, il CNOS-FAP di Fossano, il Giolitti-Bellisario-Paire con alcune classi di Barge e Mondov&igrave;, l&rsquo;Istituto Comprensivo di Villanova Mondov&igrave;. Hanno inoltre aderito al progetto alcune classi del Liceo De Amicis di Cuneo, dell&rsquo;Alberghiero &ldquo;Virginio Donadio&rdquo; di Dronero, dell&rsquo;Istituto Comprensivo di Morozzo (scuola secondaria di I grado), l&rsquo;I.C. Cavallermaggiore (con alcune classi della scuola media). &nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 15 May 2026 13:32:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Un libro racconta mezzo secolo di volontariato della Croce Bianca di Fossano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/fossanese/un-libro-racconta-mezzo-secolo-di-volontariato-della-croce-bianca-di-fossano_120151.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/fossanese/un-libro-racconta-mezzo-secolo-di-volontariato-della-croce-bianca-di-fossano_120151.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120151/146581.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; finalmente disponibile il volume dedicato ai 50 anni della Croce Bianca di Fossano, un&rsquo;opera attesa dalla comunit&agrave; e pubblicata a un anno dalle celebrazioni ufficiali del Cinquantesimo. Il libro, frutto di un lungo lavoro di raccolta, digitalizzazione e ricostruzione storica, ripercorre mezzo secolo di impegno, sacrifici e crescita di una delle realt&agrave; pi&ugrave; radicate nel tessuto sociale fossanese.</p>
<p>Le pagine raccontano l&rsquo;avventura iniziata nel 1975 da un gruppo di cittadini determinati a creare un servizio di soccorso gratuito, vicino alle persone e sostenuto solo dalla forza del volontariato. Dai primi turni improvvisati in ospedale, alle ambulanze recuperate con creativit&agrave; e sacrificio, fino alle prime convenzioni e ai servizi che hanno accompagnato generazioni di fossanesi, il libro restituisce un quadro vivido e autentico di un&rsquo;Associazione che ha saputo evolversi senza mai perdere la propria anima.</p>
<p>Ampio spazio &egrave; dedicato ai Volontari, veri protagonisti di questa storia: donne e uomini che, in cinquant&rsquo;anni, hanno donato tempo, energie e competenze per garantire un soccorso puntuale e professionale. Le testimonianze raccolte mostrano notti insonni, interventi difficili, formazione continua, ma anche amicizie profonde e un senso di appartenenza che attraversa le generazioni. Come si legge nel volume, <em>"senza il loro sacrificio quotidiano, la realt&agrave; che oggi conosciamo non sarebbe stata possibile"</em>.</p>
<p>Il libro valorizza anche l&rsquo;impegno dei Volontari di oggi e del Personale Dipendente, chiamati a operare in un contesto sempre pi&ugrave; complesso, tra protocolli avanzati, tecnologie moderne e una crescente domanda di servizi. La Croce Bianca continua a essere un punto di riferimento grazie alla loro presenza costante, alla loro professionalit&agrave; e alla loro capacit&agrave; di rinnovarsi.</p>
<p>Un ringraziamento speciale &egrave; rivolto alla Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano, che con il suo sostegno ha reso possibile la realizzazione del volume e che negli anni ha contribuito in modo determinante alla crescita dell&rsquo;Associazione, dalle sedi ai mezzi, fino ai progetti formativi.</p>
<p>Il Presidente della Fondazione CRF Giancarlo Fruttero commenta: &ldquo;<em>L&rsquo;anno scorso Fossano si &egrave; riunita per festeggiare il 50&deg; compleanno della Croce Bianca, testimoniando il forte attaccamento dei cittadini ad una delle sue associazioni pi&ugrave; rappresentative. &Egrave; doveroso ricordare e ringraziare, con questo volume, tutti coloro che in questo mezzo secolo hanno dedicato tempo, passione e impegno nel servizio agli altri. La Fondazione CRF &egrave; lieta di affiancare e sostenere la Croce Bianca sin dalle sue origini</em>&rdquo;.</p>
<p>Il libro del Cinquantesimo non &egrave; solo memoria: &egrave; un tributo alla citt&agrave; e un invito a guardare al futuro con lo stesso spirito che ha guidato mezzo secolo di Croce Bianca.&nbsp;Chi lo desidera pu&ograve; contattare la sede della Croce Bianca allo 0172 634968.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 14 May 2026 12:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
