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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Salute > Fossano]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/salute/fossanese/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/news/varie/salute/fossanese/rss2.0.xml?page=1rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Salute a Fossano aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Sat, 06 Jun 2026 02:13:24 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Salute > Fossano]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/salute/fossanese/]]></link></image><item><title><![CDATA[Liste d'attesa, l'ex primario Russi: "Tema delicato, da non trascinare in contrapposizione politica sterile"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-l-ex-primario-russi-tema-delicato-da-non-trascinare-in-contrapposizione-politica-sterile_121582.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-l-ex-primario-russi-tema-delicato-da-non-trascinare-in-contrapposizione-politica-sterile_121582.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121582/149065.jpg" title="Elvio Russi" alt="Elvio Russi" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>Ho letto con attenzione gli interventi di questi giorni sulle liste d&rsquo;attesa nella sanit&agrave; cuneese. Da medico in pensione e da cittadino impegnato come volontario in diverse realt&agrave; sanitarie e civiche del territorio, credo sia importante evitare che un tema cos&igrave; delicato venga trascinato dentro una contrapposizione politica sterile.</em></p>
<p><em>&Egrave; stato giusto segnalare le criticit&agrave; del sistema utilizzato nel Cuneese. &Egrave; stato giusto che la Regione intervenisse con prudenza e chiedesse chiarezza. &Egrave; altrettanto giusto, oggi, domandarsi che cosa fare per non lasciare soli cittadini e operatori.</em></p>
<p><em>In questo senso, l&rsquo;intervento del consigliere Mauro Calderoni ha avuto il merito di riportare l&rsquo;attenzione sul punto sostanziale: un modello organizzativo poteva presentare limiti formali e comunicativi, ma al tempo stesso garantiva elementi concreti di presa in carico, come il richiamo attivo, il recupero delle disdette, il riempimento degli spazi disponibili e una continuit&agrave; organizzativa utile ai pazienti.</em></p>
<p><em>Anche la posizione della consigliera Giulia Marro, se letta senza forzature polemiche, non mi pare inconciliabile: chiede chiarezza, regole trasparenti e risposte ufficiali, ma riconosce che eliminare quel sistema senza avere gi&agrave; un&rsquo;alternativa funzionante ha aggravato le criticit&agrave;.</em></p>
<p><em>Va riconosciuto anche all&rsquo;assessore Federico Riboldi di aver mantenuto una linea prudente e istituzionale su un tema complesso, cercando di ricondurre la questione dentro un quadro regionale pi&ugrave; ordinato. La stessa scelta di affidare la Direzione generale dell&rsquo;A.O. Santa Croce e Carle al dott. Franco Ripa, con il quale diversi interlocutori del territorio hanno registrato attenzione e disponibilit&agrave; operativa, pu&ograve; essere letta come un segnale positivo verso Cuneo e verso la ricerca di soluzioni concrete.</em></p>
<p><em>Mi pare quindi pi&ugrave; utile vedere in questi interventi non una spaccatura, ma l&rsquo;avvio di un confronto pi&ugrave; maturo. Una buona politica &egrave; fatta di maggioranza e opposizione, di controlli e proposte, di prudenza e capacit&agrave; correttiva. Quando finalmente si intravede uno spiraglio di dialogo costruttivo, non vedo l&rsquo;utilit&agrave; di soffiare su un fuoco polemico che rischia di bruciare tutti, a cominciare dai cittadini.</em></p>
<p><em>Le liste d&rsquo;attesa hanno cause profonde, nazionali e regionali: carenze di personale, crescita della domanda, difficolt&agrave; organizzative, appropriatezza prescrittiva, strumenti informatici non sempre all&rsquo;altezza. Non possono essere spiegate, n&eacute; risolte, riducendo tutto alla vicenda cuneese delle prenotazioni con data non reale.</em></p>
<p><em>Le date erano certamente non reali, e dunque &ldquo;fittizie&rdquo; sul piano formale; ma non erano presentate come appuntamenti effettivi, perch&eacute; il loro carattere provvisorio veniva dichiarato al cittadino. La comunicazione andava corretta, non trasformata in una condanna preventiva.</em></p>
<p><em>Continuare a evocare il termine &ldquo;fraudolento&rdquo;, in assenza di pronunciamenti formali delle autorit&agrave; competenti, mi pare una forzatura. Da qui occorre ripartire: correggere ci&ograve; che non funzionava, senza cancellare ci&ograve; che, pur in modo imperfetto, aiutava le persone.</em></p>
<p><em>La persona zoppica perch&eacute; le manca una gamba, non perch&eacute; usa una stampella. La stampella pu&ograve; essere artigianale, imperfetta, da correggere, ma non &egrave; la causa dello zoppicare. E non si pu&ograve; lasciare ferma una persona solo perch&eacute; serve tempo per preparare una protesi migliore. Fuori dalla metafora: un sistema transitorio pu&ograve; essere imperfetto e tuttavia necessario, purch&eacute; venga reso trasparente, monitorato e inserito in regole chiare.</em></p>
<p><em>In questi mesi abbiamo visto anche il grande impegno delle associazioni di volontariato, dei comitati civici e degli sportelli che aiutano i cittadini a orientarsi tra i percorsi di tutela previsti dalla normativa. Si tratta di un contributo prezioso, che merita riconoscenza perch&eacute; nasce dalla volont&agrave; di accompagnare persone spesso disorientate e fragili.</em></p>
<p><em>Il volontariato, i comitati civici e gli sportelli di tutela svolgono un ruolo prezioso, da valorizzare in una logica di collaborazione con le istituzioni e non di contrapposizione.</em></p>
<p><em>Per questo &egrave; importante che istituzioni, operatori sanitari, associazioni e rappresentanti dei cittadini lavorino in una logica di collaborazione reciproca. Le liste d&rsquo;attesa sono un problema troppo complesso per essere affrontato attraverso contrapposizioni permanenti. Ognuno pu&ograve; offrire un contributo utile, purch&eacute; l&rsquo;obiettivo comune resti sempre la tutela della persona.</em></p>
<p><em>Ora la domanda deve essere semplice: come garantiamo, da subito, ai cittadini tempi comprensibili, informazioni chiare e percorsi di tutela effettivi?</em></p>
<p><em>Trasparenza e presa in carico non sono valori opposti. Devono stare insieme.</em></p>
<p><em>Quando si parla di salute, non servono vincitori e vinti. Servono persone capaci di parlarsi, riconoscere gli errori, correggerli e costruire soluzioni praticabili per altre persone.</em></p>
<p><strong>Dott. Elvio G. Russi</strong><br><strong>Medico in pensione, volontario in realt&agrave; sanitarie e civiche del territorio</strong><br><strong>Ex primario dell'ospedale "Santa Croce e Carle"</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 05 Jun 2026 09:03:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Tra realtà virtuale umanizzazione delle cure: l'esempio dell'Asl CN1]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/tra-realta-virtuale-umanizzazione-delle-cure-l-esempio-dell-asl-cn1_121396.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/tra-realta-virtuale-umanizzazione-delle-cure-l-esempio-dell-asl-cn1_121396.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121396/148733.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;umanizzazione delle cure in ambito chirurgico trasforma la sala operatoria da ambiente puramente tecnologico a spazio di relazione, dove l&rsquo;integrazione di tecniche innovative e supporto empatico mira a preservare la dignit&agrave; e il benessere psicofisico del paziente in un momento di massima vulnerabilit&agrave;.</p>
<p>L&rsquo;ASL CN1, nell&rsquo;ambito di un progetto di umanizzazione delle cure e miglioramento continuo della qualit&agrave;, ha avviato uno studio sull&rsquo;impiego della realt&agrave; virtuale durante l&rsquo;impianto di accessi venosi totalmente impiantati (PORT) in pazienti oncologici. L&rsquo;obiettivo &egrave; di offrire un&rsquo;esperienza multisensoriale per favorire il rilassamento e ridurre lo stress delle persone assistite sottoposte ad impianto/rimozione di catetere venoso a lungo termine.</p>
<p>Si tratta di un progetto multidisciplinare condotto da Paolo Guffanti e Agnese Pizzorno della struttura di Terapia Antalgica e Gestione Accessi Venosi Centrali, diretta da Dario Giaime. La ricerca &egrave; supportata dal Direttore Sanitario ASL CN1, Monica Rebora, ed &egrave; svolta in collaborazione con le strutture di Oncologia, diretta da Cristina Granetto, e della Direzione delle Professioni Sanitarie, diretta da Anna Maddalena Basso.</p>
<p>Allo studio hanno aderito 50 pazienti oncologici (29 donne e 21 uomini) che, firmando il consenso al posizionamento di un visore per realt&agrave; virtuale, durante la procedura di impianto, sono stati immersi in ambienti digitali immersivi. La selezione dei contenuti mirava alla distrazione cognitiva attraverso scenari differenti: vedute marine, paesaggi al crepuscolo, voli di mongolfiere e navigazione nell&rsquo;universo.</p>
<p>Direttamente in sala operatoria, sono stati rilevati i parametri vitali di questi pazienti, 5 minuti prima e 5 minuti dopo il posizionamento del visore (e comunque prima dell&rsquo;inizio dell&rsquo;intervento). In questo intervallo di tempo si &egrave; verificata una normalizzazione dei parametri: una diminuzione media della pressione sistolica e diastolica del 3% circa e una diminuzione media della frequenza cardiaca del 5% circa.</p>
<p>Oltre all&rsquo;aspetto clinico, quasi tutti i pazienti hanno giudicato positivamente l&rsquo;utilizzo della realt&agrave; virtuale durante l&rsquo;intervento: 48 pazienti hanno riferito un&rsquo;esperienza superiore in termini di comfort rispetto a precedenti procedure invasive (come ad esempio interventi odontoiatrici o di piccola chirurgia), confermando l'efficacia della realt&agrave; virtuale come strumento di distrazione non farmacologica, e 49 pazienti consiglierebbero ad altri l&rsquo;utilizzo del visore per l&rsquo;impianto di un catetere vascolare.</p>
<p>Lo studio &egrave; stato oggetto di una comunicazione orale, da parte di Agnese Pizzorno in rappresentanza di tutto il Team Accessi Venosi dell&rsquo;ASL CN1, al Congresso nazionale PICC DAY, organizzato da GAVeCeLT (Gruppo Aperto di Studio 'Gli Accessi Venosi Centrali a Lungo Termine') tenutosi a Bologna il 3 dicembre 2025.</p>
<p>L&rsquo;utilizzo della realt&agrave; virtuale non &egrave; essenziale per la riuscita dell&rsquo;intervento e non ne migliora l&rsquo;esecuzione, ma rappresenta un valore aggiunto che umanizza e migliora significativamente l&rsquo;esperienza del paziente rispetto all&rsquo;impianto dell&rsquo;accesso venoso, ultimo step prima dell&rsquo;inizio della terapia oncologica.</p>
<p>L&rsquo;integrazione delle tecnologie emergenti, con particolare riferimento alla realt&agrave; virtuale, definisce una nuova frontiera nel processo di umanizzazione delle cure all'interno dell&rsquo;ambiente chirurgico. Questo approccio, su cui l'ASL CN1 sta attivamente investendo, consente una parziale "de-medicalizzazione" dell&rsquo;esperienza vissuta dal paziente, mitigando l&rsquo;impatto dello stress del contesto operatorio e modulando attivamente la percezione del dolore e dell&rsquo;ansia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 02 Jun 2026 10:47:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Oggi è la Giornata Mondiale senza tabacco. In Piemonte fuma un adulto su quattro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/oggi-e-la-giornata-mondiale-senza-tabacco-in-piemonte-fuma-un-adulto-su-quattro_121268.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/oggi-e-la-giornata-mondiale-senza-tabacco-in-piemonte-fuma-un-adulto-su-quattro_121268.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121268/148540.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Unmasking the appeal: countering tobacco and nicotine addiction&rdquo; (&ldquo;Svelare l&rsquo;appeal: contrastare la dipendenza da nicotina e tabacco&rdquo;) &egrave; il tema scelto dall&rsquo;Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave; per la Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio 2026.</p>
<p>Il tema scelto quest&rsquo;anno richiama l&rsquo;attenzione sulle strategie con cui le multinazionali del tabacco rinnovano l&rsquo;estetica e la comunicazione dei propri prodotti per renderli pi&ugrave; appetibili alle nuove generazioni, in particolare bambini e adolescenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I numeri del fumo</h2>
<p>Il consumo di tabacco rappresenta uno dei pi&ugrave; grandi problemi di sanit&agrave; pubblica a livello mondiale ed &egrave; uno dei principali fattori di rischio per tumori, malattie cardiovascolari e patologie respiratorie.</p>
<p>Il 70% dei fumatori inizia a fumare prima dei 18 anni e il 94% prima dei 25 anni. Quasi un italiano su quattro tra i 18 e i 69 anni &egrave; fumatore: il dato nazionale &egrave; pari al 24%, mentre in Piemonte la percentuale raggiunge il 25%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Giovani e nuovi prodotti</h2>
<p>Il tema della dipendenza da nicotina riguarda in modo crescente anche i pi&ugrave; giovani. A livello globale, il consumo di tabacco coinvolge almeno 40 milioni di ragazzi tra i 13 e i 15 anni. Di questi, 20 milioni fumano sigarette e 10 milioni utilizzano tabacco senza fumo. Preoccupa anche la diffusione delle sigarette elettroniche, gi&agrave; utilizzate da 15 milioni di adolescenti nella stessa fascia di et&agrave;.</p>
<p>In Europa, 4 milioni di adolescenti tra i 13 e i 15 anni consumano tabacco. L&rsquo;Europa presenta il pi&ugrave; alto tasso globale di fumatori adolescenti e il pi&ugrave; alto tasso di fumo tra le ragazze adolescenti.</p>
<p>In Italia, i dati riferiti agli studenti mostrano un aumento dell&rsquo;uso abituale dei prodotti da fumo: tra chi ha utilizzato prodotti da fumo per almeno 20 dei 30 giorni precedenti la rilevazione, il 9% degli 11-13enni ha consumato sigarette tradizionali, il 9,7% prodotti a tabacco riscaldato e il 16% sigarette elettroniche. Tra i ragazzi pi&ugrave; grandi i valori salgono al 40,5% per le sigarette tradizionali, al 34,8% per il tabacco riscaldato e al 35,9% per le sigarette elettroniche.</p>
<p>&Egrave; in crescita anche il policonsumo, cio&egrave; l&rsquo;utilizzo combinato di sigarette tradizionali, elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato. Tra il 2022 e il 2025 la diffusione dei prodotti da fumo tra i giovani &egrave; aumentata in modo critico, passando dal 26% al 45,5% tra gli 11-13 anni e dal 38,7% al 70,7% tra i 14-17 anni. Cresce anche la sperimentazione delle bustine di nicotina, provate da circa l&rsquo;8% dei ragazzi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I danni del fumo</h2>
<p>Il fumatore ha una speranza di vita di circa 10 anni inferiore rispetto a chi non fuma. La gravit&agrave; dei danni &egrave; direttamente proporzionale all&rsquo;et&agrave; di inizio, al numero di sigarette fumate ogni giorno, agli anni di esposizione e alla profondit&agrave; dell&rsquo;inalazione.</p>
<p>Il fumo di tabacco &egrave; una causa nota o probabile di almeno 27 malattie, tra cui broncopneumopatie croniche ostruttive, tumore del polmone e altre forme di cancro, cardiopatie, vasculopatie e danni all&rsquo;apparato riproduttivo.</p>
<p>Il fumo &egrave; una miscela di sostanze nocive che danneggiano organi e apparati attraverso meccanismi come alterazioni del DNA, infiammazione e stress ossidativo. Le sostanze chimiche individuate nella combustione del tabacco sono circa 4.000, di cui circa 60 riconosciute come cancerogene.</p>
<p>La nicotina &egrave; la principale causa della dipendenza: agisce sul sistema nervoso centrale stimolando il rilascio di dopamina, legata alla sensazione di piacere e gratificazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e bustine di nicotina</h2>
<p>Negli ultimi anni l&rsquo;industria ha introdotto nuovi prodotti contenenti nicotina, spesso percepiti erroneamente come meno rischiosi o addirittura sicuri.</p>
<p>Le sigarette elettroniche contengono liquidi con quantit&agrave; variabili di nicotina, aromi e altre sostanze. L&rsquo;Istituto Superiore di Sanit&agrave; evidenzia che non sono prive di rischi n&eacute; possono essere considerate strumenti efficaci per smettere di fumare, e possono rappresentare una porta d&rsquo;accesso alla dipendenza, soprattutto tra i giovani.</p>
<p>Le sigarette a tabacco riscaldato rilasciano nicotina e sostanze nocive e non sono considerate prive di rischi. Anche in assenza di combustione tradizionale, generano un vapore dannoso e mantengono il potenziale di dipendenza.</p>
<p>Le bustine di nicotina, introdotte su larga scala in Europa dal 2020, sono piccoli sacchetti contenenti nicotina, aromi e altri ingredienti, da posizionare tra labbro e gengiva. Nonostante l&rsquo;assenza di tabacco, contengono nicotina, sostanza psicoattiva che crea dipendenza e pu&ograve; comportare rischi cardiovascolari e neurologici, in particolare nei giovani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Smettere di fumare: i benefici</h2>
<p>Smettere di fumare migliora la salute a ogni et&agrave;. I benefici iniziano rapidamente:<br>- entro 20 minuti si riducono frequenza cardiaca e pressione arteriosa;<br>- entro 12 ore il livello di monossido di carbonio nel sangue torna a valori normali;<br>- entro 2-12 settimane migliorano circolazione e funzionalit&agrave; polmonare;<br>- entro 1-9 mesi diminuiscono tosse e respiro corto;<br>- entro un anno il rischio di infarto si dimezza rispetto a quello di un fumatore;<br>- entro 5-15 anni il rischio di ictus diventa uguale a quello di un non fumatore;<br>- entro 10 anni il rischio di tumore al polmone si riduce fino alla met&agrave;;<br>- entro 15 anni il rischio di infarto diventa uguale a quello di un non fumatore.</p>
<p>Smettere consente inoltre di guadagnare anni di vita attesa: almeno 10 anni se si smette a 30 anni, 9 anni a 40, 6 anni a 50 e 3 anni a 60.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I Centri Antifumo</h2>
<p>I Centri Antifumo offrono trattamenti integrati, con terapie farmacologiche e supporto psicologico individuale o di gruppo, per accompagnare le persone nel percorso di cessazione.</p>
<p>L&rsquo;Istituto Superiore di Sanit&agrave; censisce e aggiorna dal 2000 la rete dei Centri Antifumo, fornendo informazioni su sedi, offerta assistenziale e modalit&agrave; di accesso ai servizi. I servizi censiti appartengono al Servizio Sanitario Nazionale, alla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori o al privato sociale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Informazioni e approfondimenti</h2>
<p><a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/giornata-mondiale-senza-tabacco" target="_blank" rel="nofollow">https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/giornata-mondiale-senza-tabacco</a><br><a href="https://smettodifumare.iss.it/it/centri-antifumo/" target="_blank" rel="nofollow">https://smettodifumare.iss.it/it/centri-antifumo/</a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sun, 31 May 2026 07:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Quando la teleriabilitazione unisce Italia e Francia]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/fossanese/quando-la-teleriabilitazione-unisce-italia-e-francia_121166.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/fossanese/quando-la-teleriabilitazione-unisce-italia-e-francia_121166.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121166/148380.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Oltre cento partecipanti fra istituzioni, operatori sanitari, partner europei, amministratori e stakeholder territoriali hanno preso parte ieri, al Castello degli Acaja di Fossano, all&rsquo;evento di kickoff ufficiale del progetto europeo FOR &ndash; Future Of Rehabilitation, finanziato dal Programma Interreg VI-A France&ndash;Italia ALCOTRA 2021&ndash;2027 e guidato da Asl CN1 come capofila.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa rappresenta uno dei pi&ugrave; significativi progetti transfrontalieri attualmente in corso nel settore della sanit&agrave; territoriale e dell&rsquo;innovazione sociosanitaria, con l&rsquo;obiettivo di sviluppare un nuovo modello integrato di teleriabilitazione in grado di mettere in relazione ospedale, territorio e domicilio, migliorando accessibilit&agrave;, continuit&agrave; delle cure e qualit&agrave; della presa incarico dei pazienti.</p>
<p>Il progetto coinvolge, oltre ad Asl CN1, Asl CN2, IRES Piemonte, CHU Nice e Provence Alpes Agglom&eacute;ration, in una collaborazione transalpina che unisce competenze cliniche, ricerca, innovazione organizzativa e sviluppo tecnologico.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121166/small_148381.jpg" alt="Foto"></p>
<p>Ad aprire i lavori, i videomessaggi del Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dell&rsquo;assessore regionale alla Sanit&agrave; Federico Riboldi, impossibilitati a partecipare in presenza per concomitanti impegni istituzionali internazionali. <em>&ldquo;Lo sviluppo di nuovi modelli di riabilitazione con il supporto delle tecnologie digitali &egrave; un fatto positivo che riteniamo possa fornire ottimi risultati. Il progetto che coinvolge l&rsquo;ASLCN1, l&rsquo;ASLCN2, IRES Piemonte, CHU Nice, Provence Alpes Agglom&eacute;ration, ha l&rsquo;obiettivo di sperimentare e consolidare un sistema innovativo di teleriabilitazione capace di integrare ospedale, strutture intermedie e domicilio del paziente. Il futuro &egrave; sempre pi&ugrave; vicino e la Regione intende investire su questi progetti, anche con la collaborazione di partners europei, per migliorare la cura e l&rsquo;assistenza</em>&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Presente all&rsquo;evento l&rsquo;assessore regionale allo Sviluppo e promozione della Montagna e Aree Interne Marco Gallo, il quale sottolinea le opportunit&agrave; del fare rete per affrontare le criticit&agrave; dei contesti pi&ugrave; fragili: &ldquo;<em>Progetti come FOR - Future Of Rehabilitation dimostrano quanto l&rsquo;innovazione possa diventare uno strumento concreto di equit&agrave; territoriale e di cooperazione sanitaria tra territori alpini. In una provincia vasta e ricca di vallate come quella cuneese, la telemedicina e la teleriabilitazione rappresentano una risposta fondamentale per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini, soprattutto nelle aree montane e periferiche. Ma questo progetto assume un valore ancora pi&ugrave; importante perch&eacute; rafforza la collaborazione tra le ASL del territorio, il sistema sanitario piemontese e i partner francesi, costruendo una rete condivisa di competenze, tecnologie e presa in carico del paziente. Integrare ospedale, territorio e domicilio significa migliorare la qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza, ridurre le distanze e garantire continuit&agrave; di cura anche nei contesti pi&ugrave; fragili. Progetti europei come questo confermano il valore strategico della cooperazione transfrontaliera Alcotra nel creare servizi innovativi, moderni e sempre pi&ugrave; vicini alle comunit&agrave; locali</em>&rdquo;.</p>
<p>Il Presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo, in un video messaggio ha ringraziato tutti per aver lavorato a un progetto molto innovativo, ottima notizia per la comunit&agrave; cuneese: &ldquo;<em>Quello della telemedicina &egrave; un tema importante per una terra ricca di vallate, di luoghi e piccoli comuni dove ci sono le nostre radici. &Egrave; importante che si utilizzino gli strumenti che l&rsquo;innovazione tecnologica ci mette a disposizione e che tale utilizzo sia coordinato, con attori come le aziende sanitarie insieme a tanti altri attori. &nbsp;I fondi Alcoltra i in questi anni hanno riversato sul territorio milioni di euro utilizzati per dare vita a progetti di grande concretezza. Congratulazioni da parte mia e di tutta la comunit&agrave; provinciale che rappresento</em>&rdquo;.</p>
<p>Il senatore Giorgio Maria Bergesio: &ldquo;<em>Un&rsquo;iniziativa importante per le nostre valli ima per tutte le aree interne del nostro territorio e della provincia di Cuneo. L&rsquo;Asl CN1 con i suoi partner, italiani e francesi, bene ha fatto a sviluppare questo progetto: un servizio di medicina e soprattutto di riabilitazione di prossimit&agrave; che non costringe, soprattutto i pi&ugrave; fragili, a recarsi in ospedale e risolve un problema anche di sicurezza e di vivibilit&agrave; per i nostri territori</em>&rdquo;.</p>
<p>Il Direttore Generale di Asl CN1 Giuseppe Guerra ha ribadito il significato strategico del progetto: &ldquo;<em>FOR rappresenta un modello concreto di collaborazione transfrontaliera capace di mettere in rete competenze, tecnologie e territori per costruire una sanit&agrave; pi&ugrave; vicina alle persone, soprattutto nelle aree periferiche e montane</em>&rdquo;.</p>
<p>Marco Quercio, direttore della struttura complessa Medicina Fisica e Riabilitazione Area Nord Asl CN1 e responsabile del progetto, ha sottolineato gli obiettivi clinici e organizzativi dell&rsquo;iniziativa: &ldquo;<em>La teleriabilitazione non sostituisce la relazione di cura, ma la rafforza. FOR nasce proprio con l&rsquo;obiettivo di integrare ospedale, territorio e domicilio dentro un nuovo modello di presa incarico pi&ugrave; accessibile, continuativo e sostenibile. Come ampiamente evidenziato dall&rsquo;OMS le necessit&agrave; riabilitative sono cresciute del 73% negli ultimi 30 anni. Una persona su tre nel mondo ha necessit&agrave; riabilitative. In questo quadro La teleriabilitazione assume un ruolo importante nel garantire la continuit&agrave; di cure nelle varie realt&agrave; territoriali ove diverse dinamiche possono ostacolare l&rsquo;accesso alle cure.&nbsp;FOR vuole rappresentare una strategia di cura integrata ed integrativa ai fini di garantire ai pazienti quella continuit&agrave; assistenziale per un recupero funzionale globale</em>&rdquo;.</p>
<p>Nel corso del pomeriggio si sono alternati gli interventi dei partner italiani e francesi, dei referenti istituzionali, dei professionisti sanitari e degli esperti coinvolti nel progetto, con focus dedicati all&rsquo;innovazione tecnologica applicata alla riabilitazione, ai bisogni delle aree transfrontaliere, all&rsquo;evoluzione dei modelli organizzativi sanitari e alle prospettive europee della telemedicina.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121166/small_148382.jpg" alt="Foto"></p>
<h2>I partner</h2>
<p>CHU (Centre Hospitalier Universitaire) di Nizza: &ldquo;<em>La cooperazione transfrontaliera consente di condividere esperienze cliniche, competenze e modelli organizzativi per affrontare insieme le sfide della medicina riabilitativa del futuro</em>&rdquo;.</p>
<p>IRES Piemonte: &ldquo;<em>FOR rappresenta anche un laboratorio di innovazione organizzativa e valutazione delle politiche sanitarie territoriali</em>&rdquo;.</p>
<p>Il direttore generale dell&rsquo;Asl CN2, Paola Malvasio: &ldquo;<em>Crediamo molto nella collaborazione tra aziende sanitarie e ricerca, e nel confronto con i partner europei, per costruire modelli sostenibili e innovativi di cura, in un ambito cos&igrave; ampio come quello delle nostre realt&agrave; territoriali</em>&rdquo;.</p>
<p>Per Provence Alpes Agglom&eacute;ration: &ldquo;I territori alpini condividono fragilit&agrave; e bisogni comuni: FOR nasce per trasformare questi limiti in opportunit&agrave; di innovazione.&rdquo;</p>
<p>Il Sindaco di Fossano Dario Tallone ha portato il saluto della citt&agrave; ospitante: &ldquo;<em>Accogliere il kickoff di un progetto europeo cos&igrave; importante nel Castello degli Acaja rappresenta per Fossano motivo di orgoglio e testimonia il ruolo del territorio cuneese come luogo di dialogo, innovazione e cooperazione internazionale</em>&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;evento si &egrave; concluso nel cortile del Castello con il coffee networking fra partner, istituzioni e stakeholder e con l&rsquo;esibizione storica degli Sbandieratori e Musici dei Principi d&rsquo;Acaja nella piazza antistante il Castello - di fronte al Truck dimostrativo messo a disposizione da Tecnobody, la societ&agrave; che sviluppa le tecnologie utilizzate - che hanno offerto ai partecipanti un momento simbolico di accoglienza e valorizzazione della tradizione storica e culturale fossanese.</p>
<p>Il progetto FOR proseguir&agrave; ora con l&rsquo;avvio operativo delle attivit&agrave; cliniche, organizzative e tecnologiche previste dal programma europeo.</p>
<p>Nel 2027 &egrave; previsto un primo grande momento pubblico di restituzione dei risultati intermedi del progetto, con la presentazione delle prime sperimentazioni sul campo relative ai modelli di teleriabilitazione, all&rsquo;utilizzo delle piattaforme tecnologiche e agli impatti sulla presa in carico dei pazienti nei territori coinvolti.</p>
<p>FOR &ndash; Future Of Rehabilitation &egrave; finanziato dal Programma Interreg VI-A France&ndash;Italia ALCOTRA 2021&ndash;2027.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121166/small_148383.jpg" alt="Foto"></h2>
<h2>Il &ldquo;Truck Experience&rdquo; in piazza Castello</h2>
<p>Nel corso di tutta la giornata, nella piazza antistante il Castello degli Acaja di Fossano, nell&rsquo;ambito dell&rsquo;avvio del progetto europeo FOR &ndash; Future of Rehabilitation, un innovativo truck dimostrativo Tecnobody &egrave; stato aperto alla cittadinanza.</p>
<p>I professionisti della riabilitazione di Asl CN1 hanno accompagnato cittadini, pazienti, caregiver e operatori alla scoperta delle nuove tecnologie e dei nuovi modelli di teleriabilitazione e riabilitazione territoriale sviluppati dal progetto FOR.</p>
<p>E&rsquo; stato possibile conoscere da vicino strumenti e pratiche utilizzati nei percorsi di riabilitazione neurologica, motoria, ortopedica, geriatrica e domiciliare, con particolare attenzione alla continuit&agrave; di cura fra ospedale, territorio e casa del paziente.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 29 May 2026 07:46:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Rems in Piemonte, Giulia Marro (Avs): “Il carcere non può sostituire la cura”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/bra-e-roero/rems-in-piemonte-giulia-marro-avs-il-carcere-non-puo-sostituire-la-cura_121014.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/bra-e-roero/rems-in-piemonte-giulia-marro-avs-il-carcere-non-puo-sostituire-la-cura_121014.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121014/148163.jpg" title="Giulia Marro" alt="Giulia Marro" /><br /><p>Il 21&deg; Rapporto di Antigone ha evidenziato, tra gli altri, un dato allarmante rispetto alle persone con disturbi psichiatrici detenute: il carcere Lorusso e Cotugno di Torino risulta quello con il maggior numero di persone in attesa di entrare in REMS (Residenze per l&rsquo;esecuzione delle misure di sicurezza) a livello nazionale. &ldquo;<em>Persone che dovrebbero trovarsi in strutture sanitarie adeguate e </em>- specifica la consigliera regionale Giulia Marro - <em>che invece restano negli istituti penitenziari ordinari, assolutamente inadeguate alla tutela dei loro diritti e con pesanti ricadute anche sul lavoro della polizia penitenziaria e del personale socio-sanitario, in un sistema carcerario gi&agrave; fortemente in sofferenza</em>&rdquo;.</p>
<p>AVS, tramite Marro, ha presentato il 26 maggio un&rsquo;interrogazione in Consiglio regionale. Nella risposta, l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; Federico Riboldi ammette che alcune persone risultano detenute<em> </em>&ldquo;<em>sine titulo</em>&rdquo;, cio&egrave; senza un titolo detentivo che giustifichi la permanenza in carcere e talvolta addirittura con la pena gi&agrave; scontata, indicando tra le soluzioni anche l&rsquo;invio alla REMS di Calice al Cornoviglio, in Liguria.</p>
<p>&ldquo;<em>La risposta ricevuta conferma una situazione molto preoccupante: in Piemonte persone con gravi fragilit&agrave; psichiatriche continuano a restare in carcere in attesa di un posto in REMS, mentre la Regione gestisce l&rsquo;emergenza inviando pazienti fuori regione, con costi a carico del Piemonte</em>&rdquo;.</p>
<p>Per AVS questo dimostra una carenza strutturale di posti e di presa in carico: oggi in Piemonte esistono soltanto due REMS, insufficienti rispetto ai bisogni reali. &ldquo;<em>Manca un piano chiaro di rafforzamento della salute mentale e della rete territoriale, mentre la gestione continua a ricadere sugli istituti penitenziari e sul personale che vi lavora</em>&rdquo;.</p>
<p>AVS ricorda inoltre che il Consiglio regionale aveva approvato un ordine del giorno sulla sanit&agrave; penitenziaria che impegnava la Giunta a garantire monitoraggi periodici e aggiornamenti sul funzionamento della rete regionale. &ldquo;<em>Queste informazioni per&ograve; non arrivano e il Consiglio continua a non avere un quadro chiaro delle misure attivate. Il carcere non pu&ograve; sostituire la cura</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>Il tema della salute mentale in carcere continua a non ricevere l&rsquo;attenzione necessaria, nonostante le criticit&agrave; sempre pi&ugrave; evidenti negli istituti piemontesi. Da mesi come AVS abbiamo inoltre richiesto la convocazione di un Consiglio regionale aperto con sindacati di polizia penitenziaria, operatori socio-sanitari, il garante regionale, vista la situazione drammatica che riscontriamo nei nostri frequenti sopralluoghi e certificati dal rapporto di Antigone: purtroppo, stiamo ancora aspettando che la maggioranza si decida ad affrontare l'argomento</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 27 May 2026 09:11:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[La salute del futuro scende in piazza Castello a Fossano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/fossanese/la-salute-del-futuro-scende-in-piazza-castello-a-fossano_120973.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/fossanese/la-salute-del-futuro-scende-in-piazza-castello-a-fossano_120973.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120973/148093.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Gioved&igrave; 28 maggio al Castello degli Acaia di Fossano, andr&agrave; in onda dalle 14.30 alle 16.30 il kickoff del progetto FOR - Future Of Rehabilitation finanziato dal programma Interreg VI-A France&ndash;Italia ALCOTRA 2021&ndash;2027.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Per tutta la giornata, dalle 9 alle 17, sulla piazza sar&agrave; possibile per tutti coloro che lo desiderino visitare e fare esperienza sul Truck &ldquo;TecnoBody Experience&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il Truck TecnoBody Experience &egrave; molto pi&ugrave; di un semplice mezzo espositivo: si tratta di un vero e proprio laboratorio mobile del movimento e dell'analisi. Al suo interno, ricerca scientifica e tecnologia d'avanguardia si fondono in un ambiente di design curato nei minimi dettagli, concepito per far comprendere appieno l'alto valore della valutazione funzionale tecnologica e per far toccare con mano la filosofia TecnoBody. Si configura come un lab itinerante che l&rsquo;azienda utilizza per fare disseminazione culturale e prevenzione sia sul territorio nazionale sia oltre confine. In occasione dell&rsquo;evento di Fossano, il Truck sar&agrave; posizionato in piazza Castello e sar&agrave; aperto alla cittadinanza dalle 9 alle 17.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Durante la giornata, i cittadini avranno l'opportunit&agrave; di:</div>
<div>&bull; effettuare test di valutazione gratuiti: i clinici specialisti di TecnoBody saranno a disposizione per eseguire screening computerizzati su postura, equilibrio e movimento;</div>
<div>&bull; scoprire la teleriabilitazione: all'interno del Truck sar&agrave; possibile visionare e provare il sistema di Homing Training, il dispositivo TecnoBody dedicato alla riabilitazione domiciliare e alla continuit&agrave; assistenziale da remoto.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Si tratta di un'occasione unica per la popolazione di sperimentare in prima persona, e gratuitamente, "il futuro della salute" e della prevenzione.</div>]]></description><pubDate>Tue, 26 May 2026 14:38:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Un patto di rete tra undici fondazione ospedaliere ed enti no-profit del Piemonte]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/un-patto-di-rete-tra-undici-fondazione-ospedaliere-ed-enti-no-profit-del-piemonte_120969.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/un-patto-di-rete-tra-undici-fondazione-ospedaliere-ed-enti-no-profit-del-piemonte_120969.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120969/148087.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; stato firmato oggi il Patto di Rete tra undici fondazioni ospedaliere ed enti no-profit del Piemonte. L&rsquo;iniziativa nasce con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo e in&nbsp;raccordo con l&rsquo;Assessorato alla Sanit&agrave; della Regione Piemonte, con l&rsquo;obiettivo di rafforzare la collaborazione&nbsp;tra sistema sanitario pubblico e Terzo Settore e contribuire a una sanit&agrave; pi&ugrave; integrata e vicina ai territori.&nbsp;Si tratta della prima esperienza strutturata di questo tipo in Italia: il Patto sancisce infatti la creazione di una&nbsp;rete stabile tra soggetti attivi in ambito ospedaliero e sociosanitario, con l&rsquo;obiettivo di rafforzare il dialogo tra le&nbsp;organizzazioni, valorizzare le competenze diffuse e promuovere nuove forme di collaborazione a supporto del&nbsp;sistema sanitario regionale.</p>
<p>Un sistema che affronta oggi sfide complesse e interconnesse: l&rsquo;invecchiamento della popolazione, l&rsquo;aumento delle cronicit&agrave;, le disuguaglianze di accesso ai servizi, la necessit&agrave; di accelerare la transizione tecnologica e organizzativa. In questo contesto, le fondazioni ospedaliere e gli enti no-profit rappresentano una componente sempre pi&ugrave; strategica del sistema sanitario, attraverso attivit&agrave; di raccolta fondi, sostegno alla ricerca, innovazione, conoscenza del territorio e dei bisogni, supporto progettuale e promozione del benessere nelle comunit&agrave;.</p>
<p>&ldquo;<em>Il Patto di rete siglato oggi tra la Fondazione Compagnia di San Paolo e 11 enti del terzo settore operanti a </em><em>supporto degli ospedali &egrave; motivo di soddisfazione e di legittimo orgoglio per la Regione Piemonte che ha </em><em>fortemente voluto questa firma. Soddisfazione perch&eacute; &egrave; il primo Patto siglato in Italia, orgoglio perch&eacute; </em><em>consentir&agrave; di migliorare ulteriormente il livello della sanit&agrave; nella nostra regione attraverso lo scambio e la</em><br><em>condivisione di esperienze, il rafforzamento delle capacit&agrave; organizzative degli enti e il sostegno ad interventi di </em><em>innovazione. Un grazie a tutti coloro che hanno lavorato per raggiungere questo obiettivo che non &egrave; un&nbsp;traguardo ma un punto di partenza</em>", ha dichiarato Federico Riboldi, Assessore alla sanit&agrave; Regione&nbsp;Piemonte.</p>
<p>&ldquo;<em>La salute non &egrave; pi&ugrave; soltanto un tema ospedaliero o clinico: riguarda la coesione sociale e la capacit&agrave; dei </em><em>territori di generare fiducia e inclusione. Oggi nessun soggetto pu&ograve; affrontare da solo questa complessit&agrave;. La </em><em>Rete che nasce oggi mette in relazione competenze, esperienze e progettualit&agrave; diverse, contribuendo a r</em><em>afforzare la capacit&agrave; di risposta del sistema sanitario regionale. Questo Patto rappresenta un passo </em><em>importante verso forme sempre pi&ugrave; strutturate di collaborazione tra sanit&agrave; pubblica, filantropia e Terzo </em><em>Settore, con l&rsquo;obiettivo di sviluppare pratiche innovative condivise a beneficio delle comunit&agrave;</em>", ha dichiarato&nbsp;Marco Gilli, Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo.</p>
<p>&ldquo;<em>Il Piano Strategico 2025-2028 ci chiede di evolvere il nostro modo di operare: non pi&ugrave; solo sostenere singole&nbsp;organizzazioni, che in Piemonte hanno gi&agrave; dimostrato grande capacit&agrave; e valore, ma creare le condizioni&nbsp;perch&eacute; queste realt&agrave; lavorino in modo sempre pi&ugrave; integrato, moltiplicando l'impatto delle loro azioni a beneficio del sistema sanitario regionale. Il Patto di Rete che firmiamo oggi &egrave; una risposta concreta a questo&nbsp;obiettivo: un passo in avanti che parte da una base gi&agrave; solida</em>&rdquo;, ha dichiarato Alberto Anfossi, Segretario&nbsp;Generale della Fondazione Compagnia di San Paolo.</p>
<p>La Rete nasce da un percorso di ascolto e confronto avviato tra novembre e dicembre 2025, durante il quale&nbsp;sono stati realizzati incontri con ciascuna delle organizzazioni coinvolte. Un lavoro che ha permesso di far&nbsp;emergere competenze, esperienze e bisogni condivisi, insieme alla volont&agrave; comune di costruire strumenti di&nbsp;collaborazione pi&ugrave; strutturati e continuativi. Con la firma del Patto si apre ora una nuova fase finalizzata a&nbsp;creare un&rsquo;alleanza, renderla riconoscibile e rafforzare la capacit&agrave; progettuale degli enti aderenti. Il Patto avr&agrave;&nbsp;durata fino al 31 dicembre 2028 ed &egrave; aperto all&rsquo;ingresso di ulteriori organizzazioni.</p>
<p>Pi&ugrave; nello specifico, la Rete si propone di connettere i bisogni locali con le strategie sanitarie regionali, rafforzare&nbsp;le competenze progettuali degli enti membri e facilitare l&rsquo;accesso a risorse condivise. Promuove inoltre la&nbsp;diffusione di buone pratiche replicabili e consolida un modello stabile di collaborazione tra sistema sanitario&nbsp;pubblico, privato sociale e strutture ospedaliere.</p>
<h2>Gli enti aderenti</h2>
<p>A.D.I.S.C.O. Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale &ndash; Sezione Regionale Piemonte&nbsp;O.D.V.<br>F.O.R.M.A. Fondazione Ospedale Infantile Regina Margherita ETS<br>Fondazione Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle Cuneo ETS<br>Fondazione Maria Teresa Lavazza &ndash; Ente Filantropico<br>Fondazione Medicina a Misura di Donna ETS<br>Fondazione Ospedale Alba-Bra ETS<br>Fondazione Ospedale Savigliano-Saluzzo-Fossano ETS<br>Fondazione Ospedali Mondov&igrave; e Ceva ETS<br>Fondazione Ricerca Molinette ETS<br>Fondazione Santo Spirito<br>Fondazione Solidal Ets</p>]]></description><pubDate>Tue, 26 May 2026 13:52:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Azienda Zero rafforza il Servizio Regionale di Elisoccorso: abilitati 45 nuovi professionisti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/azienda-zero-rafforza-il-servizio-regionale-di-elisoccorso-abilitati-45-nuovi-professionisti_120872.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/azienda-zero-rafforza-il-servizio-regionale-di-elisoccorso-abilitati-45-nuovi-professionisti_120872.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120872/147901.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Azienda Zero Piemonte rafforza il Servizio Regionale di Elisoccorso con&nbsp;l&rsquo;abilitazione di 45 nuovi professionisti destinati alle attivit&agrave; di emergenza&nbsp;sanitaria in elicottero, al termine del percorso formativo organizzato dalla&nbsp;Direzione della Struttura Complessa Elisoccorso e dalla Struttura Formazione.&nbsp;Hanno completato il percorso 15 medici anestesisti rianimatori e specialisti in&nbsp;Medicina d&rsquo;Emergenza-Urgenza e 30 infermieri dell'emergenza sanitaria&nbsp;territoriale 118. L&rsquo;abilitazione conseguita consente di operare in uno dei contesti&nbsp;pi&ugrave; complessi dell&rsquo;emergenza sanitaria, caratterizzato da interventi in ambiente&nbsp;impervio e scenari operativi complessi, anche in ambito notturno.</p>
<p>Il percorso, avviato nel mese di marzo, ha registrato un ottimo interesse con oltre 120 professionisti candidatisi ai rigorosi test preselettivi che valutano la preparazione e la predisposizione necessarie per intraprendere questo impegnativo iter formativo. Il programma ha previsto attivit&agrave; teoriche e pratiche dedicate alle procedure operative in elisoccorso, alla gestione del paziente critico in ambiente ostile, alla sicurezza operativa, al coordinamento dell&rsquo;equipaggio e allo sviluppo delle competenze necessarie per l&rsquo;attivit&agrave; di soccorso avanzato.&nbsp;La giornata conclusiva si &egrave; svolta con prove valutative operative in ambiente&nbsp;impervio e con l&rsquo;impiego dell&rsquo;elicottero.</p>
<p>Tra i professionisti coinvolti nella docenza, oltre agli istruttori regionali&nbsp;dell&rsquo;Elisoccorso di Azienda Zero, hanno partecipato istruttori del Corpo Nazionale&nbsp;Soccorso Alpino e Speleologico del Piemonte, piloti, tecnici di volo e psicologi.&nbsp;I professionisti abilitati entreranno progressivamente in servizio all&rsquo;interno del&nbsp;servizio regionale di elisoccorso.</p>
<p>Massimo D'Angelo, Direttore Generale di Azienda Zero Piemonte: "La formazione rappresenta lo strumento chiave per garantire qualit&agrave; e sicurezza al sistema di&nbsp;emergenza urgenza regionale. Azienda Zero continuer&agrave; a investire nella&nbsp;formazione di professionalit&agrave; altamente qualificate per un servizio che opera&nbsp;quotidianamente in scenari complessi e ad alta criticit&agrave;. L&rsquo;abilitazione di questi&nbsp;45 professionisti rafforza ulteriormente la gi&agrave; grande capacit&agrave; operativa del nostro&nbsp;sistema regionale di elisoccorso".</p>
<p>Federico Riboldi, Assessore alla Sanit&agrave; della Regione Piemonte: "Il servizio di elisoccorso del Piemonte rappresenta un punto di riferimento del sistema&nbsp;sanitario regionale e svolge un ruolo fondamentale nella gestione delle emergenze&nbsp;sul territorio soprattutto negli interventi tempo dipendenti dove i minuti possono&nbsp;fare la differenza. L&rsquo;abilitazione di 45 nuovi professionisti testimonia l&rsquo;impegno&nbsp;della Regione Piemonte e di Azienda Zero nel rafforzare competenze altamente&nbsp;specialistiche e nel consolidare un servizio strategico per i cittadini. Un risultato&nbsp;importante, frutto del lavoro condiviso tra istituzioni, professionisti e strutture&nbsp;formative, che contribuisce a rendere ancora pi&ugrave; solida la rete dell&rsquo;emergenza<br>urgenza piemontese".</p>]]></description><pubDate>Mon, 25 May 2026 15:05:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Avs alla manifestazione per la sanità di Torino: "Migliaia in corteo, la destra sta fallendo su tutta linea"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/avs-alla-manifestazione-per-la-sanita-di-torino-migliaia-in-corteo-la-destra-sta-fallendo-su-tutta-linea_120778.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/avs-alla-manifestazione-per-la-sanita-di-torino-migliaia-in-corteo-la-destra-sta-fallendo-su-tutta-linea_120778.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120778/147714.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.&nbsp;</p>
<p><em>"Oggi anche noi abbiamo marciato al fianco di migliaia di cittadini, medici, personale sanitario, sindacati e associazioni perch&eacute; condividiamo il grido d'allarme profondo e trasversale che il Comitato da tre anni sta lanciando. La sanit&agrave; pubblica &egrave; sottofinanziata, oltre il 10% dei piemontesi rinunciano alle cure, le persone non autosufficienti che restano senza assistenza o la devono pagare a caro prezzo aumentano di anno in anno, le condizioni di lavoro di medici e personale sanitario peggiorano e portano troppi al burnout e a lasciare un sistema pubblico gi&agrave; in carenza di organico. I soldi del PNRR, il pi&ugrave; grande investimento sulla sanit&agrave; territoriale degli ultimi decenni, rischiano di essere sprecati in mere ristrutturazioni edili vista la totale assenza di programmazione sulle Case della Comunit&agrave;. Serve un programma di prospettiva al di l&agrave; degli annunci altisonanti: Riboldi continua a delegittimare con attacchi scomposti - pi&ugrave; adatti a un giovane militante di partito che a un assessore Regionale, e come gi&agrave; ha fatto in sede di piano socio-sanitario - ogni voce critica invece di affrontare con seriet&agrave; la gestione, che ha l'onore e l'onere di avere nelle sue mani, del nostro bene pi&ugrave; prezioso, la sanit&agrave; pubblica".</em></p>
<p><strong><em>Le consigliere regionali di AVS&nbsp;<br>Giulia Marro<br>Alice Ravinale<br>Valentina Cera&nbsp;<br></em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sat, 23 May 2026 17:14:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Liste d'attesa, Marro (AVS): "Nessuna divisione tra opposizioni, servono chiarezza e regole trasparenti”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-marro-avs-nessuna-divisione-tra-opposizioni-servono-chiarezza-e-regole-trasparenti_120705.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-marro-avs-nessuna-divisione-tra-opposizioni-servono-chiarezza-e-regole-trasparenti_120705.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120705/147609.jpg" title="Giulia Marro" alt="Giulia Marro" /><br /><p>Dopo l'interrogazione presentata da Mauro Calderoni (PD), anche la consigliera regionale di AVS Giulia Marro torna a intervenire sul tema delle liste d'attesa in sanit&agrave;. Di seguito il comunicato stampa completo.</p>
<p><em>In merito all&rsquo;interrogazione urgente presentata dal collega Calderoni sul tema delle liste d&rsquo;attesa e sullo stop al sistema utilizzato nel Cuneese, credo sia importante precisare alcuni aspetti anche per evitare interpretazioni sbagliate o ricostruzioni che parlino di divisioni tra le opposizioni. Non &egrave; cos&igrave;.</em></p>
<p><em>Le iniziative portate avanti in questi mesi hanno obiettivi diversi ma complementari: fare chiarezza sulla gestione delle liste d&rsquo;attesa e difendere il diritto dei cittadini a ricevere cure e prestazioni in tempi adeguati, oltre a tutelare il lavoro degli operatori sanitari.</em></p>
<p><em>Ringrazio quindi il collega Calderoni per aver chiesto alla Giunta cosa intenda fare dopo aver interrotto il sistema utilizzato nel Cuneese. Allo stesso tempo, continuo a ritenere che la vicenda delle cosiddette &ldquo;visite fittizie&rdquo; e delle pre liste non possa essere considerata chiusa, anche perch&eacute; alle interrogazioni che avevo presentato nei mesi scorsi, cos&igrave; come a quella parlamentare dell&rsquo;onorevole Marco Grimaldi, non sono mai arrivate risposte ufficiali e complete.</em></p>
<p><em>Il modello utilizzato nel Cuneese presentava certamente aspetti da correggere sul piano formale e comunicativo, ma consentiva anche di mantenere una presa in carico reale del paziente: richiamo attivo, recupero delle disdette, riempimento degli slot disponibili e continuit&agrave; organizzativa. Eliminare quel sistema senza avere ancora un&rsquo;alternativa pienamente funzionante ha aggravato le criticit&agrave;.</em></p>
<p><em>Per questo non mi sono mai opposta a strumenti che aiutino concretamente le persone a ottenere visite ed esami in tempi accettabili. Sappiamo bene quanto sia difficile oggi la vita di chi prova a prenotare una prestazione sanitaria e si trova davanti attese interminabili, comunicazioni poco chiare e continui disagi. Se si vuole ripristinare quel metodo, o addirittura estenderlo a livello regionale, bisogna per&ograve; farlo con regole scritte, criteri chiari e comunicazioni trasparenti.</em></p>
<p><em>Perch&eacute; creare liste parallele senza uno schema normativo definito rischia inevitabilmente di generare criticit&agrave; e dubbi. A un certo punto sui giornali sono comparsi numeri molto rilevanti &mdash; si parlava di circa 30 mila appuntamenti non corrispondenti alle disponibilit&agrave; reali nel Cuneese &mdash; ma quei dati non sono mai stati trasmessi formalmente n&eacute; discussi nelle sedi istituzionali. Questo passaggio diretto verso la stampa, senza un confronto chiaro con il Consiglio regionale, merita ancora spiegazioni.</em></p>
<p><em>Resta inoltre da approfondire il tema dell&rsquo;appropriatezza prescrittiva. Dalle ricostruzioni emerse sembrerebbe che molte prescrizioni dei medici di base venissero successivamente scartate o riclassificate, spesso senza un confronto diretto con il medico prescrittore ma comunicandolo soltanto al paziente, creando ulteriore confusione e tensione.</em></p>
<p><em>Un altro punto fondamentale riguarda i dati comunicati ad Agenas: venivano trasmesse le date reali delle prestazioni oppure date formalmente compatibili con le classi di priorit&agrave; ma non corrispondenti alla reale disponibilit&agrave;? &Egrave; esattamente questo uno degli aspetti che avevo sollevato nella mia interrogazione e su cui attendiamo ancora risposte ufficiali, che per legge dovrebbero arrivare entro 90 giorni.</em></p>
<p><em>Serve quindi chiarezza, trasparenza e una gestione seria delle liste d&rsquo;attesa. Non polemiche tra opposizioni, ma risposte concrete per cittadini e operatori sanitari.</em></p>
<p><strong>Giulia Marro </strong><br><strong>Consigliera regionale AVS Piemonte</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 22 May 2026 11:53:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Liste d'attesa e procedure "transitorie", Russi plaude alla proposta di Calderoni: "Ha colto il punto"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-e-procedure-transitorie-russi-plaude-alla-proposta-di-calderoni-ha-colto-il-punto_120645.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-e-procedure-transitorie-russi-plaude-alla-proposta-di-calderoni-ha-colto-il-punto_120645.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120645/147513.jpg" title="Il dottor Elvio Russi" alt="Il dottor Elvio Russi" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo l&rsquo;intervento del dottor Elvio Russi, ex primario dell&rsquo;ospedale &ldquo;Santa Croce&rdquo; di Cuneo, in merito alla proposta <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-calderoni-propone-procedure-transitorie-sul-modello-dei-discussi-appuntamenti-fittizi_120634.html" target="_blank" rel="nofollow">avanzata da Mauro Calderoni</a> sul tema delle liste d&rsquo;attesa in sanit&agrave;. Il consigliere regionale del Partito Democratico, in un&rsquo;interrogazione, ha proposto l&rsquo;introduzione di procedure &ldquo;transitorie&rdquo; per la presa in carico dei pazienti, riprendendo i principi del sistema utilizzato fino ad alcuni mesi fa da Asl CN1 e &ldquo;Santa Croce&rdquo;.</p>
<p><em>Ho letto con attenzione l&rsquo;intervento del consigliere regionale Mauro Calderoni sulle liste d&rsquo;attesa nella sanit&agrave; cuneese. Ritengo doveroso riconoscergli un merito non marginale: aver compreso, prima e meglio di altri, che la questione non pu&ograve; essere ridotta a una disputa formale su procedure, agende o strumenti informatici.</em></p>
<p><em>Il punto vero &egrave; un altro: capire se un sistema organizzativo, pur bisognoso di correzioni e maggiore trasparenza, fosse comunque orientato a garantire una presa in carico reale del cittadino. Calderoni ha avuto la lucidit&agrave; di non fermarsi all&rsquo;apparenza amministrativa del problema, ma di coglierne la sostanza etica: un modello pu&ograve; essere formalmente imperfetto e, al tempo stesso, nascere dall&rsquo;esigenza concreta di non abbandonare il paziente nell&rsquo;incertezza.</em></p>
<p><em>Questo &egrave; il passaggio essenziale. La correttezza amministrativa &egrave; indispensabile, ma non pu&ograve; diventare un valore astratto e autosufficiente se, nel frattempo, il cittadino resta senza risposta, senza tempi certi, senza informazioni comprensibili e senza un percorso di tutela effettivo.</em><br><em>La proposta di autorizzare, in attesa della piena operativit&agrave; del nuovo CUP regionale, una procedura transitoria monitorata e trasparente va quindi nella direzione giusta. Permette di recuperare ci&ograve; che nel precedente modello cuneese funzionava: il richiamo attivo dei pazienti, il recupero delle disdette, il riempimento degli spazi disponibili e una continuit&agrave; organizzativa che aveva come obiettivo principale la tutela concreta della persona.</em></p>
<p><em>Non si tratta di difendere scorciatoie n&eacute; di giustificare opacit&agrave;. Si tratta, al contrario, di distinguere tra ci&ograve; che deve essere corretto e ci&ograve; che non deve essere disperso. Cancellare un sistema locale senza avere gi&agrave; disponibile un&rsquo;alternativa pienamente funzionante significa rischiare di sacrificare la sostanza della cura alla purezza della forma.</em></p>
<p><em>In questi mesi medici, infermieri, tecnici e personale amministrativo hanno continuato a lavorare in condizioni difficili, spesso con strumenti insufficienti e sotto una pressione crescente. Attribuire a loro la responsabilit&agrave; delle criticit&agrave; sarebbe ingiusto. Il problema &egrave; organizzativo e istituzionale: gli operatori devono essere messi nelle condizioni di lavorare bene, e i cittadini devono poter contare su risposte chiare, tempi verificabili e percorsi di presa in carico.</em></p>
<p><em>Per questo l&rsquo;iniziativa di Calderoni merita attenzione. Non solo perch&eacute; propone una soluzione concreta, ma perch&eacute; restituisce al dibattito pubblico una prospettiva pi&ugrave; corretta: la sanit&agrave; non &egrave; fatta soltanto di procedure, ma di responsabilit&agrave; verso le persone. E la trasparenza, per essere davvero tale, deve accompagnarsi all&rsquo;efficacia, alla chiarezza e alla continuit&agrave; della cura.</em></p>
<p><em>Ora la Regione Piemonte e l&rsquo;Assessorato alla Sanit&agrave; hanno l&rsquo;occasione di dare una risposta pragmatica. Il nuovo CUP regionale potr&agrave; rappresentare uno strumento importante, ma ogni innovazione informatica in sanit&agrave; richiede tempi di adattamento, verifica e correzione. Nel frattempo, cittadini e operatori non possono essere lasciati soli dentro una fase di transizione che rischia di aggravare ulteriormente le difficolt&agrave;.</em></p>
<p><em>La sanit&agrave; pubblica si difende quando la forma amministrativa resta al servizio della cura. Non quando la cura viene sacrificata alla forma.</em></p>
<p><strong>Dott. Elvio G. Russi </strong><br><strong>Gi&agrave; direttore del Dipartimento Interaziendale dei Servizi e della S.C. Radioterapia A.O. S. Croce e Carle di Cuneo</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 21 May 2026 15:13:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Liste d'attesa, Calderoni propone procedure "transitorie" sul modello dei discussi appuntamenti "fittizi"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-calderoni-propone-procedure-transitorie-sul-modello-dei-discussi-appuntamenti-fittizi_120634.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-calderoni-propone-procedure-transitorie-sul-modello-dei-discussi-appuntamenti-fittizi_120634.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120634/147499.jpg" title="Mauro Calderoni" alt="Mauro Calderoni" /><br /><p>"<em>Ho depositato oggi un'interrogazione urgente&nbsp;in Consiglio regionale per sondare la disponibilit&agrave; della Giunta piemontese a valutare una</em><br><em>soluzione transitoria che consenta di affrontare la situazione sempre pi&ugrave; difficile delle liste&nbsp;d'attesa, nelle more della piena operativit&agrave; del nuovo Cup regionale</em>". Lo dichiara Mauro&nbsp;Calderoni, consigliere regionale del Partito Democratico.</p>
<p>"<em>Negli ultimi mesi</em> - spiega Calderoni - <em>il blocco della procedura organizzativa&nbsp;precedentemente utilizzata da Asl Cn1 e Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle, pur </em><em>dovuto all'esigenza di garantire maggiore trasparenza e uniformit&agrave;, ha prodotto effetti molto </em><em>pesanti nella gestione concreta delle agende. Oggi il personale sanitario e amministrativo si </em><em>trova a lavorare con meno strumenti e sotto una pressione crescente, mentre i cittadini </em><em>vivono con maggiore incertezza e sfiducia il rapporto con il sistema sanitario"</em>.</p>
<p>"<em>Il punto</em> - precisa il consigliere Pd - <em>non &egrave; mai stato mettere sotto accusa medici, operatori&nbsp;o strutture sanitarie che, anzi, continuano a garantire un lavoro straordinario in condizioni&nbsp;molto difficili. La questione riguarda invece la necessit&agrave; di coniugare correttezza&nbsp;amministrativa, chiarezza verso il cittadino ed efficacia organizzativa</em>".</p>
<p>Secondo Calderoni "<em>il modello utilizzato nel Cuneese presentava certamente aspetti da correggere sul piano formale e comunicativo, ma consentiva anche di mantenere una presa in carico reale del paziente: richiamo attivo, recupero delle disdette, riempimento degli slot disponibili e continuit&agrave; organizzativa. Eliminare quel sistema senza avere ancora un'alternativa pienamente funzionante ha aggravato le criticit&agrave;</em>".</p>
<p>Nell'interrogazione si chiede quindi alla Regione Piemonte di autorizzare, in attesa dell'attivazione completa del nuovo Cup regionale, "<em>una procedura transitoria monitorata e trasparente, che permetta di recuperare gli elementi organizzativi utili del precedente modello, accompagnandoli con informazioni chiare ai cittadini sui tempi stimati, sulla classe di priorit&agrave; e sui percorsi di tutela previsti in caso di superamento dei tempi d'attesa</em>".</p>
<p>"<em>Il nuovo Cup regionale pu&ograve; rappresentare uno strumento importante</em> - conclude Calderoni&nbsp;- <em>ma tutte le innovazioni informatiche in sanit&agrave; richiedono tempi di adattamento e&nbsp;sperimentazione. Nel frattempo non possiamo lasciare soli operatori e cittadini dentro una&nbsp;situazione che sta diventando ogni giorno pi&ugrave; difficile da gestire</em>".</p>]]></description><pubDate>Thu, 21 May 2026 12:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Grande successo per l'iniziativa di prevenzione "Le oasi della salute"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/grande-successo-per-l-iniziativa-di-prevenzione-le-oasi-della-salute_120453.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/grande-successo-per-l-iniziativa-di-prevenzione-le-oasi-della-salute_120453.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120453/147208.jpg" title="Immagine di repertorio " alt="Immagine di repertorio " /><br /><p style="text-align: justify;">&Egrave; stato un enorme successo &ldquo;Le oasi della salute&rdquo;, giornata di screening cardiovascolare aperta a tutti e completamente gratuita, che si &egrave; svolta domenica 17 maggio.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco alcuni numeri:&nbsp;<br>&bull; 15 piazze coinvolte in tutto il Piemonte,&nbsp;<br>&bull; Oltre 500 medici, infermieri e farmacisti coinvolti,<br>&bull; Oltre 650 persone presenti nelle attivit&agrave; sportive gratuite,&nbsp;<br>&bull; 2133 screening gratuiti effettuati.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Tra musica sui palchi, relazioni nelle Oasi informative e Laboratori per grandi e piccini, &ldquo;Le oasi della salute&rdquo; ha portato in piazza la cura della salute e del benessere, offrendo a tutta la Regione un&rsquo;importante possibilit&agrave; di fare prevenzione gratuita e senza liste d'attesa. Dopo il taglio del nastro alle 9.30 dell&rsquo;Assessore alla Sanit&agrave; regionale Federico Riboldi e il Direttore scientifico Federico Nardi - in collegamento web con i rappresentanti istituzionali di tutte le 15 sedi &ndash; &egrave; partita l&rsquo;enorme macchina organizzativa, che ha offerto in primis chek up cardiovascolari completi, in collaborazione con tutte le aziende sanitarie piemontesi. Una rete a servizio del cittadino, coordinata da Contatto Events, che ora avr&agrave; come ulteriore importante obiettivo quello di mappare la salute cardiovascolare dei piemontesi, attraverso l&rsquo;analisi delle schede raccolte.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 19 May 2026 12:41:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Mercoledì 28 maggio a Fossano il lancio del progetto europeo FOR – Future Of Rehabilitation]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/fossanese/mercoledi-28-maggio-a-fossano-il-lancio-del-progetto-europeo-for-future-of-rehabilitation_120404.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/fossanese/mercoledi-28-maggio-a-fossano-il-lancio-del-progetto-europeo-for-future-of-rehabilitation_120404.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120404/147124.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La teleriabilitazione come nuovo modello di cura integrata fra ospedale, territorio e domicilio del paziente sar&agrave; al centro del kickoff ufficiale del progetto europeo FOR &ndash; Future Of Rehabilitation, in programma mercoled&igrave; 28 maggio presso il Castello degli Acaja di Fossano. L&rsquo;iniziativa &egrave; promossa da Asl CN1, capofila del progetto transfrontaliero finanziato dal Programma europeo Interreg VI-A Francia&ndash;Italia Alcotra 2021&ndash;2027, e coinvolge partner italiani e francesi impegnati nello sviluppo di nuovi modelli di riabilitazione supportati dalle tecnologie digitali.</p>
<p>FOR nasce con l&rsquo;obiettivo di sperimentare e consolidare un sistema innovativo di teleriabilitazione capace di integrare ospedale, strutture intermedie e domicilio del paziente, migliorando accessibilit&agrave;, continuit&agrave; assistenziale e qualit&agrave; della presa in carico, con particolare attenzione ai territori montani, periferici e alle aree caratterizzate da maggiore fragilit&agrave; socio-demografica.&nbsp;Il progetto coinvolge l&rsquo;Asl CN1 (capofila), l&rsquo;Asl CN2, IRES Piemonte, CHU Nice, Provence Alpes Agglom&eacute;ration.</p>
<p>L&rsquo;evento del 28 maggio rappresenter&agrave; il primo momento pubblico di confronto istituzionale, tecnico e scientifico sul progetto e vedr&agrave; la partecipazione di rappresentanti del sistema sanitario piemontese, delle istituzioni regionali e locali, dei partner francesi e italiani, di operatori sanitari, professionisti della riabilitazione, stakeholder territoriali, associazioni e realt&agrave; del terzo settore.</p>
<p>Sono stati invitati, fra gli altri il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il senatore della Repubblica Giorgio Maria Bergesio, l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; della Regione Piemonte Federico Riboldi, l&rsquo;assessore regionale alla Montagna e alle Aree Interne Marco Gallo, il presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo, il sindaco di Fossano Dario Tallone, oltre a rappresentanti delle istituzioni sanitarie regionali, del partenariato transfrontaliero e delle amministrazioni locali del territorio.</p>
<p>Nel corso dell&rsquo;evento saranno presentati gli obiettivi operativi del progetto, le tecnologie coinvolte, le prospettive di cooperazione sanitaria transfrontaliera e le ricadute attese per cittadini, pazienti, caregiver e operatori sanitari.</p>
<p>&ldquo;<em>FOR rappresenta un&rsquo;opportunit&agrave; concreta per rafforzare la cooperazione sanitaria transfrontaliera e sperimentare modelli innovativi di prossimit&agrave; assistenziale capaci di coniugare tecnologia, presa in carico e centralit&agrave; della persona</em>&rdquo;, sottolinea il dottor Marco Quercio, responsabile e coordinatore del progetto per Asl CN1.</p>
<p>L&rsquo;evento avr&agrave; inizio alle ore 14.30; dalle ore 13 sar&agrave; previsto un welcome buffet riservato agli ospiti e ai partecipanti accreditati.</p>
<p>Per motivi organizzativi e di sicurezza &egrave; richiesta l&rsquo;iscrizione preventiva tramite piattaforma Eventbrite.</p>
<p>Nei prossimi giorni saranno diffusi il programma completo dell&rsquo;iniziativa, il dettaglio degli interventi istituzionali e tecnico-scientifici e le modalit&agrave; di accredito per stampa, media e operatori della comunicazione.</p>
<p><strong>Un truck dimostativo in piazza Castello</strong></p>
<p>Il 28 maggio, dalle ore 9 alle 13 e dalle 14 alle 17, nella piazza antistante il Castello degli Acaja di Fossano, nell&rsquo;ambito dell&rsquo;avvio del progetto europeo FOR &ndash; Future of Rehabilitation, sar&agrave; presente un innovativo truck dimostrativo Tecnobody aperto alla cittadinanza. I professionisti della riabilitazione di Asl CN1 accompagneranno cittadini, pazienti, caregiver e operatori alla scoperta delle nuove tecnologie e dei nuovi modelli di teleriabilitazione e riabilitazione territoriale sviluppati dal progetto FOR. Sar&agrave; possibile conoscere da vicino strumenti e pratiche utilizzati nei percorsi di riabilitazione neurologica, motoria, ortopedica, geriatrica e domiciliare, con particolare attenzione alla continuit&agrave; di cura fra ospedale, territorio e casa del paziente. L&rsquo;iniziativa &egrave; gratuita e aperta a tutti.</p>]]></description><pubDate>Mon, 18 May 2026 17:20:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Sono attive le Case di Comunità di Ceva, Mondovì e Fossano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/fossanese/sono-attive-le-case-di-comunita-di-ceva-mondovi-e-fossano_120384.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/fossanese/sono-attive-le-case-di-comunita-di-ceva-mondovi-e-fossano_120384.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120384/147058.jpg" title="La sede di Mondovì" alt="La sede di Mondovì" /><br /><p>Le Case della Comunit&agrave; di Ceva (via XX Settembre 3) e Mondov&igrave; (via San Rocchetto 99 presso l&rsquo;ospedale Regina Montis Regalis) sono attive da mercoled&igrave; 13 maggio e la Casa della Comunit&agrave; di Fossano (via Lancimano 53) a partire da luned&igrave; 18 maggio.&nbsp;In particolare l&rsquo;avvio della Casa della Comunit&agrave; &ldquo;in overbooking&rdquo; di Mondov&igrave; presso la sede ospedaliera (Ospedale Regina Montis Regalis), coordinato dal direttore del Distretto Sud-Est Gloria Chiozza in attesa del completamento dei lavori della struttura di via Torino, ha reso possibile garantire anche per questa sede l&rsquo;attivazione dei servizi previsti dal DM 77/2022 nelle tempistiche corrette, con l&rsquo;identificazione delle sedi attraverso specifica cartellonistica.&nbsp;</p>
<p>La Casa della Comunit&agrave; favorisce la collaborazione multidisciplinare di diversi professionisti con l&rsquo;obiettivo di garantire la continuit&agrave; assistenziale attraverso la gestione delle cronicit&agrave; tramite percorsi integrati. Nella fase di accesso alla Casa della Comunit&agrave; l&rsquo;utente viene accolto per una prima valutazione del bisogno e orientato verso il servizio pi&ugrave; appropriato.</p>
<p>L&rsquo;ambulatorio medico, attivo con orario 8-20 dal luned&igrave; al venerd&igrave; (esclusi i giorni festivi e prefestivi), &egrave; deputato all&rsquo;erogazione di prestazioni mediche di bassa complessit&agrave; non urgenti e alla presa in carico dei soggetti con patologie croniche/fragili attraverso l&rsquo;erogazione di cure integrate medico-infermieristiche. Si precisa che tale ambulatorio non &egrave; alternativo a quello del proprio medico di medicina generale, al quale l&rsquo;utente deve sempre rivolgersi prioritariamente per consentire una corretta continuit&agrave; assistenziale.</p>
<p>In orario notturno tutti i giorni e in orario diurno nei giorni festivi e prefestivi, l&rsquo;attivit&agrave; medica continua ad essere garantita tramite la Continuit&agrave; Assistenziale (ex Guardia Medica), attivata mediante previo e obbligatorio contatto telefonico dell&rsquo;utente al numero unico gratuito 116117.<br>L&rsquo;ambulatorio infermieristico &egrave; attivo con orario 8-20 dal luned&igrave; al venerd&igrave; per l&rsquo;erogazione di prestazioni su prescrizione medica, quali ad esempio: medicazioni, gestione accessi vascolari, terapie iniettive, gestione cateteri vescicali.&nbsp;</p>
<p>La Casa della Comunit&agrave; svolge inoltre attivit&agrave; socio-sanitaria in integrazione con l&rsquo;Ente Gestore delle funzioni socio-assistenziali territorialmente competente, con le cui sedi distribuite capillarmente sul territorio &egrave; collegata funzionalmente.</p>]]></description><pubDate>Mon, 18 May 2026 13:42:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“I care for me for you”: a Savigliano si fa sintesi del progetto ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/saviglianese/i-care-for-me-for-you-a-savigliano-si-fa-sintesi-del-progetto_120237.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/saviglianese/i-care-for-me-for-you-a-savigliano-si-fa-sintesi-del-progetto_120237.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120237/146721.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La sala Miretti a Savigliano, giovedi 14 maggio era affollata da studenti della Scuola Secondaria di I e II grado, docenti, professionisti dell&rsquo;Asl CN1 per una &ldquo;restituzione condivisa&rdquo; dei progetti e dei lavori elaborati sulla base dei tanti spunti raccolti durante gli interventi in aula. La cornice era l&rsquo;iniziativa &ldquo;I care for me for you&rdquo; promossa da Azienda Zero, Rete Oncologica di Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta e Asl Citt&agrave; di Torino nell&rsquo;ambito del progetto Diderot di Fondazione CRT.&nbsp;Le scuole aderenti sul territorio che hanno presenziato all&rsquo;evento provenivano dai comuni di Savigliano (citt&agrave; ospitante), Barge, Fossano, Villanova Mondov&igrave;.&nbsp;</p>
<p>I professionisti coinvolti (oncologi, nutrizionisti, pediatri, psicologi), nella convinzione che promuovere la salute direttamente nelle aule scolastiche sia la battaglia pi&ugrave; efficace per prevenire il cancro, hanno proposto agli studenti spunti di riflessione trasversali per sollecitare e stimolare quella consapevolezza sulla scelta del proprio stile di vita, chiedendo loro una restituzione alla comunit&agrave; delle loro percezioni.<br>Un invito raccolto da ragazzi e ragazze, circa 500 su tutto il territorio. Giovedi al Miretti, sono state presentate campagne, video, testi e immagini per promuovere corretti stili di vita, contro il fumo, l&rsquo;assunzione di alcol o di sostanze, ricette invitanti per promuovere con gusto una dieta sana. Importante il focus sul tumore, le sue cause, la possibilit&agrave; concreta di limitarne l&rsquo;incidenza; e poi l&rsquo;abitudine al fumo, una vera dipendenza, l&rsquo;importanza degli screening e della vaccinazione, una vita sana nei comportamenti (alimentari e non). Danilo Galizia, oncologo, ha svolto il ruolo di facilitatore, di volta in volta con gli insegnanti di riferimento della classe, per introdurre e accompagnare gli studenti nel loro percorso di illustrazione dei lavori.&nbsp;</p>
<p>In apertura &egrave; intervenuto da remoto Alessandro Comandone, in veste Autorit&agrave; Centrale della Rete Oncologica Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta: <em>&ldquo;Per la Rete Oncologica &egrave; un impegno irrinunciabile avvicinare i giovani a temi gravosi come il cancro, perch&eacute; &egrave; attraverso la consapevolezza dei ragazzi che prossima arginare i danni degli stili di vita insalubri. Un doveroso ringraziamento a tutti i professionisti delle aziende sanitarie che con dedizione hanno partecipato a questa stagione&rdquo;</em>. Presente in sala Loredana Masseria, responsabile social media e comunicazione per la Rete, &ldquo;anima&rdquo;, insieme al dottor Comandone, di questa fortunata iniziativa giunta alla seconda edizione. Ma gi&agrave; si guarda alla prossima: <em>&ldquo;Abbiamo intenzione di proporre</em> - dice Masseria -<em> una formazione tra pari, coinvolgendo coloro che hanno partecipato al progetto, per la formazione di altri studenti&rdquo;</em>.&nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>
<p>Il direttore generale Giuseppe Guerra, accompagnato dal direttore sanitario di Azienda Monica Rebora ha ringraziato le scuole, i professionisti per il loro impegno importante ed ha ricordato le iniziative sul tema, condotte sotto la sua presidenza, dall&rsquo;Ordine dei Medici della provincia di Cuneo. E&rsquo; intervenuto per un saluto il sindaco di Savigliano, Antonello Portera: <em>&ldquo;Accogliamo con piacere tanti ragazzi e ragazze provenienti da diversi comuni, siamo lieti di averli qui a Savigliano. Il lavoro promosso dalla Rete Oncologica e sostenuto da Fondazione CRT, &egrave; fondamentale per consentire ai giovani di crescere in salute, con un&rsquo;attenzione sempre pi&ugrave; spiccata verso la prevenzione. Grazie a tutti i professionisti della nostra Asl che si sono impegnati in prima persona per agevolare questo percorso&rdquo;</em>.&nbsp;<br>&nbsp;&nbsp;<br><em>&ldquo;Il coinvolgimento diretto dei giovanissimi </em>- spiegano i professionisti -<em>, con lezioni interattive per stimolare le loro riflessioni e aiutarli nell&rsquo;espressione di una proposta personale di un progetto, che spesso si &egrave; tradotta anche in un proposito a puntare sul miglioramento dello stile di vita, ha rappresentato un po&rsquo; la chiave di volta per raggiungere l&rsquo;obiettivo: lasciare un seme perch&eacute; cresca in ciascuno di loro e nella comunit&agrave; dei pari uno stimolo a differenziarsi rispetto a comportamenti magari attrattivi, seducenti ma deresponsabilizzanti&rdquo;</em>.&nbsp; &nbsp; &nbsp;</p>
<p>Gli Istituti convenuti a Savigliano per l&rsquo;evento sono l&rsquo;Istituto Cravetta-Marconi di Savigliano, il CNOS-FAP di Fossano, il Giolitti-Bellisario-Paire con alcune classi di Barge e Mondov&igrave;, l&rsquo;Istituto Comprensivo di Villanova Mondov&igrave;. Hanno inoltre aderito al progetto alcune classi del Liceo De Amicis di Cuneo, dell&rsquo;Alberghiero &ldquo;Virginio Donadio&rdquo; di Dronero, dell&rsquo;Istituto Comprensivo di Morozzo (scuola secondaria di I grado), l&rsquo;I.C. Cavallermaggiore (con alcune classi della scuola media). &nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 15 May 2026 13:32:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Un libro racconta mezzo secolo di volontariato della Croce Bianca di Fossano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/fossanese/un-libro-racconta-mezzo-secolo-di-volontariato-della-croce-bianca-di-fossano_120151.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/fossanese/un-libro-racconta-mezzo-secolo-di-volontariato-della-croce-bianca-di-fossano_120151.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120151/146581.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; finalmente disponibile il volume dedicato ai 50 anni della Croce Bianca di Fossano, un&rsquo;opera attesa dalla comunit&agrave; e pubblicata a un anno dalle celebrazioni ufficiali del Cinquantesimo. Il libro, frutto di un lungo lavoro di raccolta, digitalizzazione e ricostruzione storica, ripercorre mezzo secolo di impegno, sacrifici e crescita di una delle realt&agrave; pi&ugrave; radicate nel tessuto sociale fossanese.</p>
<p>Le pagine raccontano l&rsquo;avventura iniziata nel 1975 da un gruppo di cittadini determinati a creare un servizio di soccorso gratuito, vicino alle persone e sostenuto solo dalla forza del volontariato. Dai primi turni improvvisati in ospedale, alle ambulanze recuperate con creativit&agrave; e sacrificio, fino alle prime convenzioni e ai servizi che hanno accompagnato generazioni di fossanesi, il libro restituisce un quadro vivido e autentico di un&rsquo;Associazione che ha saputo evolversi senza mai perdere la propria anima.</p>
<p>Ampio spazio &egrave; dedicato ai Volontari, veri protagonisti di questa storia: donne e uomini che, in cinquant&rsquo;anni, hanno donato tempo, energie e competenze per garantire un soccorso puntuale e professionale. Le testimonianze raccolte mostrano notti insonni, interventi difficili, formazione continua, ma anche amicizie profonde e un senso di appartenenza che attraversa le generazioni. Come si legge nel volume, <em>"senza il loro sacrificio quotidiano, la realt&agrave; che oggi conosciamo non sarebbe stata possibile"</em>.</p>
<p>Il libro valorizza anche l&rsquo;impegno dei Volontari di oggi e del Personale Dipendente, chiamati a operare in un contesto sempre pi&ugrave; complesso, tra protocolli avanzati, tecnologie moderne e una crescente domanda di servizi. La Croce Bianca continua a essere un punto di riferimento grazie alla loro presenza costante, alla loro professionalit&agrave; e alla loro capacit&agrave; di rinnovarsi.</p>
<p>Un ringraziamento speciale &egrave; rivolto alla Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano, che con il suo sostegno ha reso possibile la realizzazione del volume e che negli anni ha contribuito in modo determinante alla crescita dell&rsquo;Associazione, dalle sedi ai mezzi, fino ai progetti formativi.</p>
<p>Il Presidente della Fondazione CRF Giancarlo Fruttero commenta: &ldquo;<em>L&rsquo;anno scorso Fossano si &egrave; riunita per festeggiare il 50&deg; compleanno della Croce Bianca, testimoniando il forte attaccamento dei cittadini ad una delle sue associazioni pi&ugrave; rappresentative. &Egrave; doveroso ricordare e ringraziare, con questo volume, tutti coloro che in questo mezzo secolo hanno dedicato tempo, passione e impegno nel servizio agli altri. La Fondazione CRF &egrave; lieta di affiancare e sostenere la Croce Bianca sin dalle sue origini</em>&rdquo;.</p>
<p>Il libro del Cinquantesimo non &egrave; solo memoria: &egrave; un tributo alla citt&agrave; e un invito a guardare al futuro con lo stesso spirito che ha guidato mezzo secolo di Croce Bianca.&nbsp;Chi lo desidera pu&ograve; contattare la sede della Croce Bianca allo 0172 634968.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 14 May 2026 12:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Sanità, l'ex primario Russi: "Il nodo non è la mobilità, ma la tenuta del pubblico"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-l-ex-primario-russi-il-nodo-non-e-la-mobilita-ma-la-tenuta-del-pubblico_120110.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-l-ex-primario-russi-il-nodo-non-e-la-mobilita-ma-la-tenuta-del-pubblico_120110.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120110/146527.jpg" title="Elvio Russi" alt="Elvio Russi" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>Gentile Direttore,</em><br><em>le <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fuga-dal-piemonte-per-curarsi-fuori-regione-per-riboldi-e-colpa-di-chi-c-era-prima_120025.html" target="_blank" rel="nofollow">dichiarazioni dell&rsquo;assessore Federico Riboldi</a> sulla mobilit&agrave; sanitaria pongono un tema reale: troppi piemontesi, da anni, scelgono di curarsi fuori Regione. Riboldi ha ragione quando ricorda che il fenomeno non nasce oggi e che gli ospedali di confine sono stati indeboliti da scelte lontane. Va anche riconosciuto che, pur in una fase molto difficile, sta mostrando un attivismo concreto: nuovi ospedali, assunzioni, alta specializzazione, IRCCS pubblici.</em></p>
<p><em>Proprio per questo sarebbe ingeneroso attribuire a lui l&rsquo;intera responsabilit&agrave; di una crisi maturata nel tempo. Anzi, &egrave; apprezzabile che un assessore giovane stia cercando di tenere testa a nodi accumulati prima del suo arrivo e a decisioni che, negli anni pi&ugrave; recenti, non hanno prodotto risultati abbastanza tempestivi. Ma ai cittadini va spiegato il punto essenziale: il problema non &egrave; la Lombardia, non &egrave; la Liguria, non &egrave; il privato accreditato. Il problema &egrave; il progressivo indebolimento del pubblico piemontese. Quando il pubblico perde forza, tutto il sistema diventa fragile.</em></p>
<p><em>Il privato accreditato pu&ograve; integrare l&rsquo;offerta e ridurre alcune attese. Non va demonizzato. Ma non pu&ograve; sostituire un servizio pubblico capace di reggere pronto soccorso, reparti complessi, emergenza, cronicit&agrave;, oncologia e territorio. Se diventa il tappabuchi stabile di un pubblico sottodimensionato, non si costruisce sanit&agrave;: si rincorre l&rsquo;emergenza.</em></p>
<p><em>Il punto decisivo &egrave; il personale. Se medici, infermieri, tecnici e operatori sono pochi, distribuirli tra pubblico, privato accreditato, cooperative, gettonisti e strutture fuori Regione non rafforza il sistema: rischia di indebolire tutti. Il danno maggiore, per&ograve;, lo subisce il pubblico, perch&eacute; &egrave; il pubblico che ha investito nella formazione di quei professionisti e che deve garantire le attivit&agrave; pi&ugrave; difficili da sostenere: urgenze, continuit&agrave; assistenziale, complessit&agrave;, pazienti fragili, reparti ad alta intensit&agrave;, servizi non sempre remunerativi ma indispensabili.</em></p>
<p><em>Il privato pu&ograve; svolgere prestazioni utili e legittime. Ma, per natura organizzativa, tende pi&ugrave; facilmente a concentrarsi su attivit&agrave; programmabili, selezionabili e meno gravose. Sono prestazioni importanti, ma non bastano a reggere una sanit&agrave; pubblica. Un sistema pubblico, invece, non pu&ograve; scegliere solo ci&ograve; che &egrave; pi&ugrave; semplice da organizzare: deve rispondere anche quando il caso &egrave; complesso, urgente, lungo o economicamente meno conveniente.</em></p>
<p><em>Lo stesso vale per la mobilit&agrave; fuori Regione. La libert&agrave; di cura va rispettata. Ma una Regione deve chiedersi perch&eacute; tanti cittadini non trovano risposta vicino a casa. E dovrebbe chiarire un punto delicato: sono stati fatti controlli per verificare se, tra le prestazioni rimborsate fuori Piemonte, vi siano anche interventi o esami che strutture competenti del sistema sanitario piemontese avevano gi&agrave; valutato non appropriati, non prioritari o clinicamente discutibili? E, se controlli di questo tipo sono stati fatti, con quali risultati?</em></p>
<p><em>Non &egrave; una domanda polemica. Riguarda il buon uso del denaro pubblico. Il cittadino deve potersi curare dove ritiene pi&ugrave; opportuno; chi amministra deve sapere se sta pagando alta specialit&agrave; non disponibile, tempi non garantiti in Piemonte, oppure percorsi che meriterebbero una verifica di appropriatezza.</em></p>
<p><em>Cuneo &egrave; un caso emblematico. Il nuovo ospedale era una necessit&agrave; nota da anni: territorio in attesa, prospettiva di finanziamento pubblico, struttura di riferimento al Carle. Eppure il percorso &egrave; rimasto sospeso tra ipotesi diverse, ricorsi e nuovi cronoprogrammi. Oggi si prova a rimettere ordine. Bene. Ma in sanit&agrave; il tempo perso non &egrave; mai neutro: diventa pazienti che vanno altrove, professionisti che lasciano, reparti sotto pressione, fiducia che si consuma.</em></p>
<p><em>Per questo sarebbe sbagliato fermarsi alla formula &ldquo;&egrave; colpa di chi c&rsquo;era prima&rdquo;. Riboldi eredita una situazione difficile e va distinto da chi lo ha preceduto. Ma la fase pi&ugrave; recente della sanit&agrave; piemontese non sembra essere riuscita a invertire in tempo la rotta. Su personale, edilizia sanitaria, liste d&rsquo;attesa, digitale e cantieri, il sistema appare ancora esposto. I risultati si misurano nei servizi disponibili, non negli annunci.</em><br><em>La domanda dei cittadini &egrave; semplice: se mi ammalo, riesco a curarmi bene, in tempo e vicino a casa? Tetti di budget, mobilit&agrave; attiva e passiva, IRCCS e piani di investimento sono strumenti, non risposte in s&eacute;.</em></p>
<p><em>Riboldi pu&ograve; segnare un cambio di passo solo se gli annunci diventeranno opere, le opere servizi e i servizi personale stabile. La sanit&agrave; piemontese non ha bisogno di una guerra tra pubblico e privato, ma di un pubblico forte, capace di guidare il sistema, e di un privato accreditato integrato con regole chiare.</em></p>
<p><em>Lo sforzo dell&rsquo;assessore &egrave; apprezzabile. Ma arriva dentro una crisi profonda. Senza interventi immediati su personale, organizzazione, appropriatezza e cantieri, anche le migliori intenzioni rischiano di arrivare troppo tardi.</em></p>
<p><strong>Elvio Russi</strong><br><strong>Ex primario del "Santa Croce"</strong></p>]]></description><pubDate>Thu, 14 May 2026 07:38:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Riorganizzazione 118, Azienda Zero dopo l'incontro con i Sindaci dell'Asl CN1: "Non tagliamo nulla"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/riorganizzazione-118-azienda-zero-dopo-l-incontro-con-i-sindaci-dell-asl-cn1-non-tagliamo-nulla_120066.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/riorganizzazione-118-azienda-zero-dopo-l-incontro-con-i-sindaci-dell-asl-cn1-non-tagliamo-nulla_120066.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120066/146448.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Azienda Zero ha preso parte luned&igrave; 11 maggio alla riunione della Rappresentanza&nbsp;dei Sindaci dell'Asl CN1, con il Direttore Generale Massimo D'Angelo, il Direttore&nbsp;Sanitario Arturo Pasqualucci, Roberto Gioachin Direttore della Centrale Operativa&nbsp;118 di Torino in qualit&agrave; di esperto di organizzazione dell'Emergenza Sanitaria&nbsp;Territoriale e Giovanni Marracini, Direttore della Centrale Operativa di Cuneo-Saluzzo. Alla riunione ha partecipato, in collegamento video, anche l'assessore&nbsp;regionale alla Sanit&agrave; Federico Riboldi. Sul tavolo la questione della riorganizzazione del 118.</p>
<p>Si legge in una nota diffusa da Azienda Zero: &ldquo;<em>L&rsquo;incontro si &egrave; svolto in un clima di dialogo aperto e costruttivo, con un confronto sereno tra tutte le parti. Rispetto ad alcune ricostruzioni circolate, Azienda Zero tiene a precisare che la riunione ha avuto toni distesi e orientati alla collaborazione</em>&rdquo;.</p>
<p>Il Direttore Generale Massimo D&rsquo;Angelo: "<em>Lavoriamo per i cittadini e per garantire una continuit&agrave; assistenziale di qualit&agrave;. In piena sintonia con l'assessorato regionale alla Sanit&agrave;, il confronto costante con le istituzioni locali sar&agrave; d'ora in poi il metodo di lavoro che adotteremo, poich&eacute; &egrave; giusto che le decisioni che riguardano i cittadini si costruiscano insieme al territorio. Sul merito della riorganizzazione voglio essere chiaro: non &egrave; stato tagliato nulla. Il servizio di emergenza urgenza 118 continua a garantire la stessa copertura di prima con professionisti altamente qualificati. Ci&ograve; che cambia &egrave; la collocazione delle figure: il medico specialista, anzich&eacute; essere vincolato a bordo di una singola ambulanza, opera sull'automedica. In questo modo pu&ograve; essere presente dove la sua competenza specifica &egrave; effettivamente richiesta, intervenendo su pi&ugrave; emergenze contemporaneamente. Le ambulanze restano presidiate da infermieri specializzati nell'emergenza urgenza, con competenze cliniche avanzate e piena autonomia operativa nelle procedure salvavita, in costante raccordo con il medico. Pi&ugrave; risorse e meglio distribuite: questo &egrave; l'obiettivo. Non un taglio ma un&rsquo;evoluzione del servizio nell'interesse esclusivo dei cittadini</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 13 May 2026 11:41:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Fuga dal Piemonte per curarsi fuori regione, per Riboldi è colpa di chi c'era prima]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fuga-dal-piemonte-per-curarsi-fuori-regione-per-riboldi-e-colpa-di-chi-c-era-prima_120025.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fuga-dal-piemonte-per-curarsi-fuori-regione-per-riboldi-e-colpa-di-chi-c-era-prima_120025.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120025/146388.jpg" title="Federico Riboldi" alt="Federico Riboldi" /><br /><p>"<em>Una Regione che per decenni ha scelto di non investire adeguatamente sugli ospedali di confine e che, dopo il Piano di rientro, ha ulteriormente indebolito molti presidi sanitari, spesso nel silenzio complice di buona parte della politica locale, non pu&ograve; stupirsi se negli anni tanti cittadini abbiano scelto di rivolgersi alla Lombardia o ad altre Regioni per curarsi</em>".</p>
<p>Lo dichiara l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; della Regione Piemonte Federico Riboldi commentando i <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sempre-piu-persone-si-curano-fuori-piemonte-nel-2024-un-conto-da-24-milioni-di-euro-per-la-regione_119918.html" target="_blank" rel="nofollow">dati relativi alla mobilit&agrave; sanitaria extra-regionale</a>.</p>
<p>"<em>La mobilit&agrave; passiva &egrave; un tema reale, che conosciamo bene e sul quale stiamo lavorando con interventi strutturali e di lungo periodo. &Egrave; per&ograve; un fenomeno complesso, che non pu&ograve; essere letto in modo superficiale o ridotto soltanto a una classifica tra Regioni</em>".</p>
<p>"<em>La mobilit&agrave; passiva &egrave; fisiologica in tutte le Regioni confinanti con aree fortemente attrattive e caratterizzate da una elevata concentrazione di strutture sanitarie, come Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna. In Piemonte pesa inoltre un elemento tecnico spesso ignorato nel dibattito pubblico: il sistema dei tetti e degli extra-budget delle cliniche accreditate, che inevitabilmente incide sui flussi tra territori</em>".</p>
<p>Si legge nella nota diffusa dall'assessore regionale: "<em>Nel 2024, infatti, sono venuti meno oltre 12 milioni di euro di mobilit&agrave; attiva prodotti dal privato accreditato, proprio a causa dei limiti derivanti dal tetto nazionale di budget. Nel 2023 il comparto privato aveva erogato prestazioni oltre il budget assegnato, attivit&agrave; che per&ograve; non ha potuto a norma di legge essere integralmente riconosciuta e che nel 2024 ha quindi registrato una fisiologica contrazione, con effetti diretti sulla capacit&agrave; di attrazione extraregionale.&nbsp;A questo elemento si &egrave; aggiunto anche l&rsquo;incremento del costo dei farmaci, stimabile in circa 4 milioni di euro, che ha ulteriormente inciso sul saldo della mobilit&agrave; sanitaria</em>".</p>
<p>"<em>Parliamo quindi di dinamiche molto pi&ugrave; articolate rispetto a quanto spesso viene raccontato. Se si considera il delta negativo del 2023 e si sommano sia la riduzione della mobilit&agrave; attiva del privato accreditato sia i maggiori costi farmaceutici, si arriva a un impatto complessivo di circa 24 milioni di euro</em>".</p>
<p>"<em>Questo per&ograve; non significa subire passivamente il fenomeno</em> &ndash; prosegue Riboldi &ndash;. <em>Significa lavorare per rendere il Piemonte sempre pi&ugrave; attrattivo, costruendo nuovi ospedali e assumendo personale</em>".</p>
<p>Negli ultimi anni infatti la Regione ha avviato un importante piano di rilancio della sanit&agrave; pubblica piemontese, con quasi 5 miliardi di euro di investimenti destinati alla realizzazione di 11 nuovi ospedali e all&rsquo;ammodernamento dell&rsquo;intera rete sanitaria regionale, comprese tecnologie e grandi apparecchiature.</p>
<p>In questa direzione si inserisce anche il percorso avviato dalla Regione per il riconoscimento di 7 IRCCS pubblici, a partire da quello di Azienda Ospedaliero Universitaria SS Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria, in un territorio particolarmente esposto alla mobilit&agrave; passiva per la vicinanza con Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna.</p>
<p>"<em>Oggi il Piemonte ha un solo IRCCS, Candiolo. Rafforzare la rete pubblica dell&rsquo;alta specializzazione significa aumentare la capacit&agrave; di trattenere pazienti e attrarne da fuori Regione</em>", conclude Riboldi.</p>]]></description><pubDate>Wed, 13 May 2026 07:09:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item></channel></rss>
