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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Salute > Savigliano]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/salute/saviglianese/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/news/varie/salute/saviglianese/rss2.0.xml?page=6rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Salute a Savigliano aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Tue, 23 Jun 2026 22:57:26 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Salute > Savigliano]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/salute/saviglianese/]]></link></image><item><title><![CDATA[A Savigliano una nuova metodica laser in anestesia locale e ipnosi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/saviglianese/a-savigliano-una-nuova-metodica-laser-in-anestesia-locale-e-ipnosi_122635.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/saviglianese/a-savigliano-una-nuova-metodica-laser-in-anestesia-locale-e-ipnosi_122635.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122635/150902.jpg" title="Urologia TPLA" alt="Urologia TPLA" /><br /><p>Sabato 27 giugno, nell&rsquo;ambito del Convegno regionale Valle d&rsquo;Aosta, Piemonte e Liguria dell&rsquo;Associazione Urologi che si terr&agrave; ad Aosta, il dottor Paolo Mondino, direttore sostituto della Struttura complessa di Urologia dell&rsquo;ospedale di Savigliano, presenter&agrave; i risultati e l&rsquo;esperienza maturata dal reparto con il nuovo trattamento ambulatoriale TPLA-Echo Laser.</p>
<p>&ldquo;Con la donazione del software da parte dell&rsquo;associazione Amici dell&rsquo;Ospedale di Savigliano e la fornitura delle fibre laser da parte dell&rsquo;Asl CN1 - spiega il dottor Mondino - , circa un anno fa &egrave; iniziato il training, prima con il &nbsp;il collega Diego Rosso e successivamente con Riccardo Rossi, &nbsp;presso i Centri di Firenze e Verona. Attualmente l&rsquo;unico altro Centro in Piemonte a disporre di tale tecnologia &egrave; l&rsquo;Ospedale Molinette. Una volta completato il periodo di formazione, si &egrave; avviata l&rsquo;attivit&agrave; operatoria nel nostro Centro. La metodica, che pu&ograve; essere svolta in sala endoscopica di Urologia senza il supporto anestesiologico, prevede il ricovero ambulatoriale del paziente in mattinata e la dimissione nel pomeriggio&rdquo;.</p>
<p>La TPLA (termoablazione laser transperineale) si basa sull&rsquo;applicazione mirata intraprostatica di calore tramite fibre laser che porta alla &ldquo;distruzione&rdquo; selettiva del tessuto prostatico in eccesso senza intaccare le strutture sane circostanti. Previa approvazione da parte del Comitato Etico e in casi selezionati, pu&ograve; anche essere utilizzata per il trattamento focale dei tumori prostatici.</p>
<p>&ldquo;Il grande vantaggio di questa metodica - spiega ancora Mondino - &egrave; che pu&ograve; essere eseguita con sola anestesia locale e con l&rsquo;ausilio di ipnosi laddove il paziente sia favorevole. In corso di intervento si elimina, mediante l&rsquo;utilizzo del laser, sotto il controllo ecografico, il tessuto prostatico ingrossato senza coinvolgere strutture critiche come la capsula prostatica, l&rsquo;uretra o il retto. Per questo motivo si riducono in &nbsp;modo sensibile le possibili complicanze post operatorie dei pi&ugrave; comuni interventi disostruttivi e il rischio di eiaculazione retrograda&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;estrema rapidit&agrave; della procedura, la mini invasivit&agrave; e l&rsquo;assenza di sanguinamento, fanno si che sia ideale per pazienti pi&ugrave; anziani, con comorbidit&agrave; e in terapia anticoagulante che altrimenti non potrebbero essere candidabili ad intervento chirurgico. Dopo un paio di settimane dall&rsquo;intervento i sintomi urinari progressivamemte migliorano e il risultato definitivo si stabilizza nell&rsquo;arco di 1-2 mesi.</p>
<p>Questa recente metodica &egrave; ormai consolidata come sicura ed efficace e trova riscontro anche nelle recenti linee guida della Societ&agrave; Europea di Urologia diventando una alternativa alla disostruzione endoscopica con energia bipolare o laser perlopi&ugrave; in pazienti anziani, con comorbidit&agrave; per i quali &egrave; controindicato un intervento chirurgico in anestesia.</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 16:51:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Robotto alla direzione della Giunta regonale, Sottile confermato alla Sanità]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/robotto-alla-direzione-della-giunta-regonale-sottile-confermato-alla-sanita_122620.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/robotto-alla-direzione-della-giunta-regonale-sottile-confermato-alla-sanita_122620.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122620/150873.jpg" title="Angelo Robotto e Antonino Sottile" alt="Angelo Robotto e Antonino Sottile" /><br /><p>La Giunta regionale, nella seduta odierna, ha proceduto alla designazione dei direttori delle Direzioni regionali Giunta e Sanit&agrave; per il prossimo triennio. La Direzione della Giunta regionale sar&agrave; affidata ad Angelo Robotto, mentre Antonino Sottile &egrave; stato confermato alla guida della Direzione Sanit&agrave;.</p>
<p>Responsabile della Direzione Ambiente, Energia e Territorio dal 2024, Robotto vanta una consolidata esperienza nella pubblica amministrazione. Nel corso della sua carriera ha ricoperto, tra gli altri, gli incarichi di direttore generale di Arpa Piemonte e di Ires Piemonte, maturando competenze di alto profilo nei settori dell&rsquo;ambiente, della sicurezza, delle politiche sociali e delle procedure amministrative e legali. A partire dal 7 luglio, assumer&agrave; la guida della Direzione Giunta, mantenendo l&rsquo;interim della Direzione Ambiente, Energia e Territorio fino alla nomina del nuovo direttore per il quale verr&agrave; avviata a breve la procedura di selezione.</p>
<p>"La nomina di Angelo Robotto rappresenta una scelta fondata sul merito, sulle competenze e sulla profonda conoscenza della macchina amministrativa regionale &ndash; dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio &ndash;. Nel corso degli anni ha dimostrato capacit&agrave; di governo dei processi complessi, rigore nella gestione amministrativa e una visione strategica nell&rsquo;affrontare dossier di particolare rilevanza per il Piemonte. Sono qualit&agrave; che oggi mettiamo a disposizione della Direzione della Giunta regionale, un ruolo centrale per garantire efficacia, coordinamento e capacit&agrave; di attuazione delle politiche regionali. A lui rivolgo i migliori auguri di buon lavoro, certo che sapr&agrave; affrontare questo nuovo incarico con la professionalit&agrave; e il senso delle istituzioni che ne hanno sempre contraddistinto l&rsquo;operato".</p>
<p>"Desidero inoltre esprimere un sincero e sentito ringraziamento a Paolo Frascisco, che conclude il proprio percorso nell&rsquo;amministrazione regionale per raggiunti limiti di quiescenza - aggiunge il presidente - In questi anni ha assicurato un contributo prezioso, caratterizzato da competenza, disponibilit&agrave; e spirito di servizio. A nome della Regione Piemonte rivolgo a lui la nostra gratitudine per la dedizione e l&rsquo;impegno con cui ha operato a favore dell&rsquo;istituzione e della comunit&agrave; piemontese nel corso della sua lunga carriera".</p>
<p>Per quanto riguarda la Direzione Sanit&agrave;, la Giunta regionale ha confermato Antonino Sottile alla guida della struttura per il prossimo triennio. Sottile, medico chirurgo, &egrave; direttore della Sanit&agrave; della Regione Piemonte dal luglio 2023. In precedenza &egrave; stato direttore generale della Fondazione del Piemonte per l&rsquo;Oncologia &ndash; IRCCS di Candiolo e componente della Cabina di Regia nazionale per l&rsquo;Health Technology Assessment (HTA) presso il Ministero della Salute, maturando una significativa esperienza nella programmazione e nella governance dei sistemi sanitari.</p>
<p>"La conferma di Antonino Sottile si inserisce in una scelta di continuit&agrave; amministrativa e gestionale in uno dei settori pi&ugrave; strategici dell&rsquo;azione regionale &ndash; dichiarano il presidente Alberto Cirio e l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; Federico Riboldi &ndash;. La sanit&agrave; rappresenta non soltanto il principale ambito di investimento della Regione, ma anche il servizio pubblico che pi&ugrave; direttamente incide sulla qualit&agrave; della vita dei cittadini. Per questo riteniamo fondamentale proseguire il percorso avviato, valorizzando le competenze e l&rsquo;esperienza maturate in questi anni".</p>
<p>"Nei prossimi anni - aggiungono Cirio e Riboldi - il lavoro della Direzione sar&agrave; orientato al conseguimento di obiettivi chiari e misurabili: il mantenimento del rigore nella gestione delle risorse pubbliche, il rafforzamento e il rilancio della sanit&agrave; pubblica piemontese, la riduzione delle liste d&rsquo;attesa, il potenziamento dei servizi territoriali e l&rsquo;attuazione del piano di edilizia sanitaria, che rappresenta uno degli investimenti pi&ugrave; significativi per il futuro del sistema sanitario regionale. Si tratta di sfide decisive per garantire ai cittadini cure sempre pi&ugrave; accessibili, efficienti e di qualit&agrave;".</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 12:24:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[In un volantino l'invito di un sindacato a passare ad Amos, Fials protesta: "Profondamente sviliti"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-un-volantino-l-invito-di-un-sindacato-a-passare-ad-amos-fials-protesta-profondamente-sviliti_122561.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-un-volantino-l-invito-di-un-sindacato-a-passare-ad-amos-fials-protesta-profondamente-sviliti_122561.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122561/150769.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Volantini diffuso da un&rsquo;organizzazione sindacale della sanit&agrave; che inviterebbero velatamente gli operatori a passare al privato, in questo caso Amos. Il caso &egrave; sollevato da Giovanni La Motta, commissario straordinario Fials Cuneo. Di seguito l&rsquo;intervento completo.</p>
<p>"Ha suscitato sorpresa e non poche perplessit&agrave; tra gli operatori sanitari il volantino diffuso in questi giorni da un&rsquo;organizzazione sindacale che, anzich&eacute; concentrarsi sul rafforzamento del servizio pubblico, sembra indicare nel passaggio al privato la risposta alle difficolt&agrave; vissute da molti professionisti della sanit&agrave;. Il messaggio &egrave; tanto semplice quanto diretto: se la tua azienda non ti concede il part-time, se non ti permette di avvicinarti a casa, se non ascolta le tue esigenze, allora esiste una strada alternativa. Quella indicata nel volantino porta verso Amos, societ&agrave; che opera nella gestione di servizi sanitari e sociosanitari e che, seppur partecipata da enti pubblici, applica un contratto diverso da quello del Servizio Sanitario Nazionale. Come FIALS non possiamo nascondere il nostro stupore. Ci lascia infatti perplessi vedere un&rsquo;organizzazione sindacale impegnata a promuovere come soluzione il passaggio verso una realt&agrave; esterna, anzich&eacute; rivendicare il miglioramento delle condizioni lavorative all&rsquo;interno della sanit&agrave; pubblica. Ancora pi&ugrave; sorprendente &egrave; il contenuto stesso del messaggio. Il volantino lascia intendere che nel privato sia pi&ugrave; semplice ottenere condizioni lavorative migliori, una maggiore vicinanza alla propria residenza e una migliore conciliazione tra vita privata e lavoro. Una rappresentazione che molti operatori sanitari faticano a riconoscere come corrispondente alla realt&agrave;.&nbsp;</p>
<p>Sono stati infatti diversi lavoratori che in passato hanno prestato servizio in AMOS e che oggi lavorano nelle nostre aziende sanitarie pubbliche a segnalarci quel volantino, manifestando il loro stupore per una narrazione che giudicano quantomeno fuorviante. Se davvero il privato, in questo caso AMOS, rappresentasse una soluzione cos&igrave; vantaggiosa, sarebbe difficile spiegare perch&eacute; chi sostiene questa tesi non compie per primo quella scelta? Naturalmente nessuno intende negare il problema della carenza infermieristica. La carenza esiste ed &egrave; una criticit&agrave; che riguarda tanto il pubblico quanto il privato. Proprio per questo, per&ograve;, riteniamo che una domanda debba essere posta con chiarezza. Prima di affidare servizi cos&igrave; strategici e delicati come gli Ospedali di Comunit&agrave; a un soggetto &nbsp;esterno, l&rsquo;Asl CN1 ha davvero valutato e percorso tutte le strade possibili per garantire una gestione diretta e pubblica del servizio? Per quanto ci risulta, non abbiamo assistito all&rsquo;attivazione di specifici bandi pubblici finalizzati al reclutamento di personale infermieristico destinato agli Ospedali di Comunit&agrave;. Eppure, se si ritiene che esistano professionisti disponibili a lavorare in queste strutture attraverso una societ&agrave; esterna, sarebbe logico verificare anzitutto se gli stessi professionisti siano disponibili a svolgere quelle medesime attivit&agrave; alle dipendenze dirette del Servizio Sanitario Pubblico. &Egrave; evidente che tentare di reperire personale esclusivamente all&rsquo;interno di organici gi&agrave; oggi in sofferenza significherebbe semplicemente spostare il problema da un servizio all&rsquo;altro.</p>
<p>Diverso sarebbe attivare procedure di reclutamento dedicate e rivolte all&rsquo;esterno, attraverso contratti a tempo determinato e successivamente anche a tempo indeterminato. Se vi &egrave; l&rsquo;esigenza di procedere rapidamente, nulla impedisce di attivare inizialmente incarichi a &nbsp;termine, anche di durata pluriennale, per consentire l&rsquo;avvio dei servizi. Solo dopo aver verificato concretamente l&rsquo;eventuale indisponibilit&agrave; di personale sarebbe corretto &nbsp;valutare soluzioni alternative. Ci&ograve; che lascia perplessi &egrave; invece il percorso inverso: si d&agrave; per scontata l&rsquo;impossibilit&agrave; di assumere &nbsp;personale pubblico e si individua immediatamente nel soggetto esterno la risposta al problema. Una scelta che merita una riflessione approfondita. Perch&eacute; affidare servizi strategici come gli Ospedali di Comunit&agrave; a soggetti esterni non &egrave; una &nbsp;decisione neutrale.&nbsp;<br>Significa favorire un processo di esternalizzazione che rischia di spostare progressivamente &nbsp;funzioni centrali della sanit&agrave; territoriale fuori dalla gestione diretta del servizio pubblico. L&rsquo;obiettivo dovrebbe essere esattamente l&rsquo;opposto. Rafforzare il pubblico, non sostituirlo. Se esistono limiti di spesa, vincoli assunzionali o altre difficolt&agrave; che impediscono il reclutamento &nbsp;diretto del personale necessario, allora &egrave; doveroso che tali criticit&agrave; vengano rese pubbliche e &nbsp;affrontate con trasparenza. E se davvero esistono ostacoli normativi o autorizzativi, &egrave; necessario che le istituzioni competenti &nbsp;chiariscano quale modello di sanit&agrave; intendano perseguire.&nbsp;</p>
<p>Perch&eacute; se da una parte si chiede alle aziende sanitarie di attivare nuovi servizi e dall&rsquo;altra non si &nbsp;mettono a disposizione le risorse necessarie per assumere il personale che quei servizi deve &nbsp;garantire, si crea inevitabilmente un cortocircuito organizzativo. Un cortocircuito che finisce per rendere il ricorso al privato non una scelta residuale ma una &nbsp;conseguenza obbligata. E questo rappresenta un tema che riguarda tutti i cittadini, non soltanto gli addetti ai lavori. Per questo riteniamo che tutte le istituzioni competenti debbano prestare la massima attenzione alle &nbsp;decisioni che riguardano il futuro della sanit&agrave; pubblica. La gestione privata di servizi pubblici dovrebbe rappresentare l&rsquo;ultima opzione disponibile, da &nbsp;prendere in considerazione soltanto dopo aver verificato che ogni percorso di reclutamento e &nbsp;organizzazione pubblica sia stato realmente tentato. Non pu&ograve; e non deve diventare la scorciatoia pi&ugrave; semplice.&nbsp;</p>
<p>Come FIALS, e come professionisti che ogni giorno operano all&rsquo;interno del Servizio Sanitario Pubblico, ci sentiamo profondamente sviliti da una narrazione che sembra suggerire ai lavoratori che, di fronte alle difficolt&agrave; della sanit&agrave; pubblica, la soluzione sia andarsene altrove invece di pretendere che quel sistema venga migliorato, rafforzato e reso pi&ugrave; attrattivo. Ancora pi&ugrave; sorprendente &egrave; che questo messaggio provenga da chi dovrebbe avere tra le proprie &nbsp;priorit&agrave; la tutela del lavoro pubblico e dei professionisti che ogni giorno ne garantiscono il funzionamento. La vera sfida non &egrave; convincere gli operatori a lasciare il pubblico. La vera sfida &egrave; fare in modo che nessuno abbia motivo di lasciarlo. La vera sfida &egrave; costruire una sanit&agrave; pubblica capace di attrarre professionisti, valorizzarne le &nbsp;competenze, garantire condizioni di lavoro adeguate e offrire ai cittadini servizi sempre pi&ugrave; &nbsp;qualificati. Perch&eacute; la sanit&agrave; pubblica non appartiene a un sindacato, a una direzione aziendale o a una parte &nbsp;politica. La sanit&agrave; pubblica &egrave; un patrimonio collettivo. Un bene comune costruito con le risorse di tutti i cittadini e che tutti, istituzioni, lavoratori, &nbsp;organizzazioni sindacali e comunit&agrave; locali, hanno il dovere di tutelare, difendere e rafforzare. Insieme. Perch&eacute; quando arretra il pubblico, non perde una categoria.&nbsp;Perde l&rsquo;intera collettivit&agrave;".&nbsp;<br><br><strong>Il Commissario Straordinario Fials Cuneo Dott. Giovanni La Motta</strong></p>]]></description><pubDate>Sun, 21 Jun 2026 07:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[La pediatra Abello si trasferisce a Dronero, a Savigliano un incarico provvisorio]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-pediatra-abello-si-trasferisce-a-dronero-a-savigliano-un-incarico-provvisorio_122532.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-pediatra-abello-si-trasferisce-a-dronero-a-savigliano-un-incarico-provvisorio_122532.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122532/150733.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il prossimo 1 luglio si inserir&agrave; come Pediatra di Libera Scelta del Distretto Sud Ovest la dott.ssa Francesca Abello, con ambulatorio a Dronero (via Trieste 2). La pediatra ricever&agrave;, previo appuntamento telefonico al 3793722996 (info@studiomedicoabello.it) nei giorni: lunedi dalle ore 8.30 alle ore 12.30 e dalle 16:00 alle 18:00, marted&igrave; dalle ore 8.30 alle ore 12.30, mercoled&igrave; dalle ore 14.30 alle ore 18.30, gioved&igrave; dalle ore 08.30 alle ore 12.30 e venerdi dalle ore 8.30 alle ore 12.30 edalle15:00alle17:00 (orario autunno e inverno). Inoltre si rende noto che sempre in data 1 luglio cesser&agrave; la propria attivit&agrave; la dott.ssa Margherita Piombo Pediatra di Libera Scelta con ambulatorio a Dronero.</p>
<p>La scelta del nuovo medico da parte degli assistiti pu&ograve; essere effettuata online attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico e con l&rsquo;applicazione &ldquo;Il mio medico&rdquo;, presente sul portale &ldquo;Salute Piemonte&rdquo; accessibile con SPID, CIE o TS-CNS, ovvero presso gli Sportelli dell&rsquo;ASL CN1 muniti di tessera sanitaria o team plastificata (tessera europea assicurazione malattia) e di un documento di riconoscimento.</p>
<p>Nel caso in cui il cambio medico sia riferito a persona diversa dal richiedente occorre presentarsi muniti di delega (il modulo &egrave; reperibile presso gli sportelli o sul sito dell&rsquo;ASLCN1) con i documenti di riconoscimento sia del delegato che del delegante. Nel caso in cui il cambio del medico riguardi un minore, la normativa prevede che allo sportello si presentino entrambi i genitori. Se questo non fosse possibile, potr&agrave; presentarsi anche un solo genitore, purch&eacute; munito di delega scritta dell'altro genitore unitamente ai documenti di riconoscimento del delegato e del delegante. Gli orari degli sportelli multifunzionali sono reperibili sul <a href="https://www.aslcn1.it/assistenza-territoriale/distertti-sanitari/sedi-e-orari-sportelli-multifunzionali" target="_blank" rel="nofollow">sito</a>.</p>
<h2><br>A Savigliano un incarico provvisorio&nbsp;</h2>
<p>La dr.ssa Abello lascia Savigliano e sar&agrave; sostituita, mediante l&rsquo;assegnazione di un incarico provvisorio. L&rsquo;attivit&agrave; del nuovo medico (che operer&agrave; presso la stessa sede della dr.ssa Abello) inizier&agrave; operativamente il 20 luglio e fino a tale data i suoi assistiti potranno fare riferimento alle colleghe pediatre di Savigliano con le seguenti modalit&agrave;: dal 29 giugno al 9 luglio alla dott.ssa Daniela Pellegrino, contattabile telefonicamente per appuntamento al numero 335.5373695 (preferibilmente nell&rsquo;orario 07.30-09.00); dal 10 al 17 luglio alla dott.ssa Giulia Folgori, contattabile telefonicamente per appuntamento al numero 351.4908293 (preferibilmente nell&rsquo;orario 08.00-10.00).</p>
<p>Gli ulteriori dettagli relativi al nuovo medico, compresi gli orari dell&rsquo;ambulatorio, saranno oggetto di un successivo comunicato, che sar&agrave; pubblicato entro la data di inizio attivit&agrave;.&nbsp;Si precisa inoltre che dal 1 luglio gli assistiti in carico alla dott.ssa Abello saranno assegnati automaticamente al nuovo medico, ferma restando, nel rispetto del principio della libera scelta, la possibilit&agrave; di ciascuno di effettuare in qualsiasi momento la scelta di un nuovo PLS tra quelli disponibili: &nbsp;online attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico e con l&rsquo;applicazione &ldquo;Il mio medico&rdquo;, presente sul portale &ldquo;Salute Piemonte&rdquo; accessibile con SPID, CIE o TS-CNS, (https://pua.salutepiemonte.it/pua); ovvero presso gli sportelli multifunzionali, muniti della tessera sanitaria e codice fiscale o, nel caso in cui non possa presentarsi il diretto interessato, della delega firmata e corredata da copia del documento di identit&agrave; del delegante, a:&nbsp;<br>Savigliano: presso il Presidio Ospedaliero SS. Annunziata dal luned&igrave; al venerd&igrave; dalle ore 8.00 alle ore 17.00<br>Fossano: via Ospedale 23 dal luned&igrave; al venerd&igrave; dalle ore 8.00 alle ore 17.00<br>Racconigi: via Ospedale 4, dal luned&igrave; al venerd&igrave; dalle ore 8.00 alle ore 16.00</p>]]></description><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 07:57:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Percorso dermochirurgico: l'approccio multidisciplinare che fa del Santa Croce un modello di riferimento]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/percorso-dermochirurgico-l-approccio-multidisciplinare-che-fa-del-santa-croce-un-modello-di-riferimento_122407.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/percorso-dermochirurgico-l-approccio-multidisciplinare-che-fa-del-santa-croce-un-modello-di-riferimento_122407.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/150525.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Con l'estate alle porte e l'aumento delle occasioni di esposizione al sole, parlare di prevenzione dei tumori cutanei significa inevitabilmente parlare di creme solari, nei sospetti e controlli dermatologici. La serata "<strong>Occhio alla pelle</strong>", organizzata dall'associazione<strong> L'Albero dell'Amicizia ETS </strong>presso il Circolo 'L Caprissi di Cuneo lo scorso mercoled&igrave; 10 giugno, ha scelto per&ograve; di andare oltre: accompagnare il pubblico in un vero e proprio viaggio all'interno del percorso che porta dalla prevenzione alla diagnosi e, quando necessario, alla cura.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150527.jpg" alt="Il pubblico in sala" loading="lazy"></p>
<p>Un percorso che coinvolge dermatologi, chirurghi, oncologi, medici di famiglia, anatomopatologi e associazioni di volontariato e che rappresenta oggi uno dei modelli organizzativi pi&ugrave; significativi sviluppati all'interno dell'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle.</p>
<p>Ad aprire l'incontro &egrave; stato il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo <strong>Franco Ripa</strong>&nbsp;che ha sottolineato <strong>il valore della collaborazione tra ospedale, territorio e associazionismo</strong>. Nel suo discorso il dottor&nbsp;Ripa ha ribadito l&rsquo;importanza di una prevenzione che passi innanzitutto dalla diffusione della conoscenza.&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150528.jpg" alt="Franco Ripa" loading="lazy"></p>
<p>A fargli seguito, il direttore sanitario <strong>Giuseppe Lauria</strong> ha posto l'accento sul concetto che ha poi attraversato l'intera serata: le patologie complesse non possono essere affrontate da una singola specialit&agrave;. &ldquo;Vogliamo rappresentare un modello che vede nella multispecialit&agrave;, nella convergenza dei saperi e nella comunione delle competenze lo strumento per dare una risposta ai bisogni dei pazienti&rdquo;, ha spiegato.</p>
<p>Un concetto che trova una delle sue applicazioni pi&ugrave; concrete proprio nel caso dei tumori cutanei.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150529.jpg" alt="Giuseppe Lauria" loading="lazy"></p>
<h2>La prevenzione &egrave; una responsabilit&agrave; collettiva</h2>
<p>L'intervento di <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, presidente della Commissione Sanit&agrave; della Regione Piemonte, ha fornito la cornice istituzionale, collocando il tema del melanoma e dei tumori cutanei all'interno di una riflessione pi&ugrave; ampia sulla sanit&agrave; pubblica. Il punto di partenza sono stati i numeri: in Italia si registrano quasi 13 mila nuovi casi di melanoma ogni anno e l'incidenza continua a crescere. Pur rappresentando una quota relativamente ridotta dei tumori della pelle, il melanoma resta una delle forme pi&ugrave; aggressive quando viene diagnosticato tardivamente, mentre una diagnosi precoce &egrave; in grado di modificare radicalmente le prospettive di cura.</p>
<p>Icardi ha ricordato come negli ultimi decenni la ricerca abbia cambiato profondamente l'approccio alle patologie cutanee, passando dall'osservazione clinica tradizionale alla biologia molecolare, al sequenziamento genetico e a strumenti diagnostici sempre pi&ugrave; precoci e accurati. Un'evoluzione che ha permesso lo sviluppo di terapie innovative e sempre pi&ugrave; personalizzate, ma che richiede allo stesso tempo una forte organizzazione del sistema sanitario.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150533.jpg" alt="Luigi Genesio Icardi" loading="lazy"></p>
<p>Ampio spazio &egrave; stato dedicato al ruolo delle campagne di sensibilizzazione, a partire da Euromelanoma, che da oltre vent'anni promuove in tutta Europa una corretta informazione sui rischi dell'esposizione ai raggi ultravioletti, sull'importanza dei controlli dermatologici per soggetti a rischio e sulla necessit&agrave; di contrastare false convinzioni ancora molto diffuse riguardo all'abbronzatura, alle lampade solari e all'uso delle protezioni.</p>
<p>La lotta ai tumori della pelle, ha sottolineato Icardi, significa anche costruire reti cliniche efficienti, garantire l'accesso alle prestazioni appropriate, sostenere la ricerca e favorire percorsi multidisciplinari in grado di accompagnare il paziente lungo tutto il percorso diagnostico e terapeutico. In questo senso, la Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d'Aosta rappresenta uno strumento fondamentale per assicurare standard elevati di cura e ridurre le disuguaglianze territoriali.</p>
<p>Il messaggio emerso &egrave; stato che la prevenzione &egrave; un investimento sulla salute individuale, ma anche uno strumento di equit&agrave; sociale: riportarla al centro della medicina significa costruire un sistema sanitario capace non solo di curare le malattie, ma di intercettarle prima che diventino un problema.</p>
<h2>Dalla prevenzione alla cura: un percorso costruito tappa dopo tappa</h2>
<p>A introdurre gli intervendi dei medici &egrave; stato <strong>Giorgio Giraudo</strong>, responsabile della SSD Day e Week Surgery e promotore dell'iniziativa, che ha definito l'incontro come un "viaggio all'interno della dermochirurgia". Un viaggio che si &egrave; sviluppato tappa dopo tappa: la panoramica delle principali patologie cutanee, come prevenire, quando si tratta di tumore e come &egrave; strutturato il percorso dermochirurgico. A conclusione, una tavola rotonda tra specialisti ha affrontato la tematica dai vari punti di vista.&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150530.jpg" alt="Giorgio Giraudo" loading="lazy"></p>
<p>La prima tappa &egrave; stata affidata alla dermatologa <strong>Veronica Arese</strong>, che ha affrontato un tema tanto semplice quanto cruciale: riconoscere le patologie cutanee e capire quando sia davvero necessario rivolgersi allo specialista.</p>
<p>Un messaggio emerso con forza riguarda infatti un equivoco molto diffuso. La prevenzione nel campo dei tumori della pelle non consiste nel sottoporre indiscriminatamente la popolazione a controlli continui e a effettuare screening di massa.</p>
<p>L'<strong>obiettivo &egrave; invece individuare i soggetti maggiormente a rischio e diffondere maggior consapevolezza</strong> per aiutare a riconoscere le lesioni sospette che meritino attenzione specialistica.</p>
<p>La visita dermatologica comprende attivit&agrave; molto diverse tra loro: screening dei pazienti a rischio, diagnosi di lesioni sospette, controlli periodici, trattamenti ambulatoriali e indicazione ai percorsi chirurgici quando necessari. Al centro c'&egrave; il concetto di appropriatezza.</p>
<p>Arese ha illustrato il ruolo della dermatoscopia e della videodermatoscopia, comunemente nota come mappatura dei nei, chiarendo come quest'ultima non rappresenti un esame da proporre indistintamente a tutti ma uno strumento da utilizzare nei pazienti che presentano specifici fattori di rischio.</p>
<p>Tra questi figurano la presenza di numerosi nevi, la familiarit&agrave; per melanoma, alcune sindromi genetiche, particolari condizioni di immunodepressione e un'esposizione significativa ai raggi ultravioletti.</p>
<p>Particolarmente utile per il pubblico &egrave; stato il richiamo alla regola dell'ABCDE e al criterio del "brutto anatroccolo": il segnale pi&ugrave; importante non &egrave; tanto la presenza di un neo, quanto il suo cambiamento nel tempo o la comparsa di una lesione diversa dalle altre.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150534.jpg" alt="Veronica Arese" loading="lazy"></p>
<h2>La prevenzione comincia molto prima della visita</h2>
<p>Se Arese ha spiegato come riconoscere i segnali che meritano attenzione, la dottoressa <strong>Eleonora Bongiovanni </strong>ha affrontato il tema della prevenzione primaria, cio&egrave; tutto ci&ograve; che si pu&ograve; fare prima ancora che una malattia compaia.</p>
<p>Il suo intervento si &egrave; trasformato in una sorta di guida pratica alla protezione della pelle.</p>
<p>Dall'importanza di limitare l'esposizione nelle ore centrali della giornata all'utilizzo corretto delle creme solari ad ampio spettro, fino al ruolo dell'abbigliamento protettivo, il messaggio &egrave; stato chiaro: la prevenzione non si esaurisce in una visita specialistica, ma si costruisce attraverso comportamenti quotidiani.</p>
<p>Particolare attenzione &egrave; stata dedicata ai bambini. Le evidenze scientifiche mostrano infatti come le scottature e l'intensa esposizione ai raggi UV durante l'infanzia e l'adolescenza aumentino significativamente il rischio di sviluppare tumori cutanei in et&agrave; adulta.</p>
<p>Bongiovanni ha inoltre sfatato alcuni luoghi comuni ancora molto diffusi, tra questi quello relativo alla vitamina D. L'uso delle protezioni solari, ha chiarito Bongiovanni, non impedisce una corretta produzione di vitamina D: per la sua sintesi sono infatti sufficienti circa 15-30 minuti di esposizione quotidiana al sole, senza la necessit&agrave; di esporsi in modo prolungato o non protetto.</p>
<p>Netta anche la posizione sulle lampade abbronzanti, considerate dall'Organizzazione mondiale della sanit&agrave; tra i cancerogeni certi e associate a un aumento significativo del rischio di melanoma e altri tumori della pelle.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150535.jpg" alt="Eleonora Bongiovanni" loading="lazy"></p>
<h2>Quando il tumore c'&egrave;: una rete di specialisti intorno al paziente</h2>
<p>La domanda pi&ugrave; delicata della serata &egrave; arrivata con l'intervento delle oncologhe <strong>Marcella Occelli</strong> e <strong>Michela Milanesio</strong>: cosa succede quando una lesione cutanea si rivela effettivamente un tumore?</p>
<p>La risposta &egrave; stata chiara: non esiste un percorso standard valido per tutti.</p>
<p>Dopo la diagnosi istologica, ogni caso viene valutato tenendo conto del tipo di tumore, delle sue caratteristiche biologiche, della sede anatomica, dell'et&agrave; del paziente e delle sue condizioni generali.</p>
<p>Che si tratti di un carcinoma basocellulare, di un carcinoma squamocellulare, di un melanoma o di forme pi&ugrave; rare come il carcinoma a cellule di Merkel, il principio resta sempre lo stesso: costruire il trattamento pi&ugrave; appropriato per quella persona.</p>
<p><strong>Questo approccio &ldquo;su misura, sartoriale&rdquo; &egrave; reso possibile grazie alla multidisciplinariet&agrave;</strong>.&nbsp;Attorno al paziente si attiva infatti una rete che coinvolge dermatologi, oncologi, chirurghi, radioterapisti, anatomopatologi, infermieri specializzati e personale dedicato alla presa in carico. A seconda delle necessit&agrave; possono entrare nel percorso anche radiologi, medici nucleari, psicologi, dietologi, palliativisti e biologi molecolari.</p>
<p>La chirurgia rappresenta spesso il primo passaggio terapeutico, ma raramente &egrave; l'unico. Ogni decisione viene discussa collegialmente con l'obiettivo di evitare sia ritardi nelle cure sia trattamenti eccessivi.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150536.jpg" alt="Marcella Occelli e Michela Milanesio" loading="lazy"></p>
<h2>Il percorso dermochirurgico: quando l'organizzazione diventa cura</h2>
<p>La relazione della dottoressa <strong>Stefania Martina</strong> ha mostrato come questa filosofia si traduca concretamente nell'organizzazione ospedaliera.</p>
<p>Il percorso dermochirurgico del Santa Croce si fonda su tre pilastri: prevenzione, diagnosi e cura, lavoro di squadra.</p>
<p>Il cittadino entra nel sistema attraverso il medico di famiglia o la visita specialistica; da quel momento il percorso si sviluppa attraverso una continua interazione tra dermatologo e chirurgo, che condividono informazioni e decisioni.</p>
<p><strong>La scelta del trattamento dipende da molte variabili</strong>: tipo di lesione, dimensioni, sede anatomica, risultato oncologico atteso, impatto funzionale ed estetico.</p>
<p>Per questo non esiste un unico setting assistenziale. Alcuni pazienti vengono trattati in ambulatorio semplice, altri in ambulatorio complesso, altri ancora in day surgery o con ricovero breve.</p>
<p>Ogni passaggio &egrave; pensato per garantire il massimo risultato con il minimo impatto possibile sulla persona.</p>
<p>Una volta effettuato l'intervento entra in gioco l'anatomia patologica, che attraverso sistemi di tracciabilit&agrave; avanzati accompagna il campione fino alla definizione della diagnosi definitiva. Se necessario, si attiva immediatamente il confronto multidisciplinare per programmare ulteriori trattamenti.</p>
<p>In altre parole, il paziente non viene mai lasciato solo a orientarsi tra specialit&agrave; diverse: &egrave; il sistema a costruire attorno a lui il percorso pi&ugrave; appropriato.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150537.jpg" alt="Stefania Martina" loading="lazy"></p>
<h2>Il segreto del modello cuneese: non solo multidisciplinariet&agrave;, ma rapporto umano</h2>
<p>Se la parola pi&ugrave; pronunciata durante la serata &egrave; stata "multidisciplinariet&agrave;", il concetto pi&ugrave; interessante emerso &egrave; forse un altro.</p>
<p>A sottolinearlo sono stati praticamente tutti i relatori della tavola rotonda finale. Quando si parla di percorso dermochirurgico, infatti, non si fa riferimento soltanto alla presenza di molte specialit&agrave; coinvolte: molti ospedali, infatti, dispongono di dermatologi, chirurghi, oncologi e anatomopatologi.</p>
<p>La differenza, nel caso del Santa Croce, sembra risiedere soprattutto nel modo in cui queste professionalit&agrave; collaborano.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150538.jpg" alt="La tavola rotonda" loading="lazy"></p>
<p><strong>Filippo Rivarossa</strong>, dirigente medico della Chirurgia Plastica, lo ha spiegato con grande chiarezza: &ldquo;<strong>il percorso funziona perch&eacute; esiste un rapporto umano forte tra le persone che ne fanno parte</strong>&rdquo;.</p>
<p>I pazienti vengono indirizzati da uno specialista all'altro senza resistenze, senza compartimenti stagni, con l'obiettivo condiviso di trovare la soluzione migliore.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150539.jpg" alt="Filippo Rivarossa" loading="lazy"></p>
<p>Lo stesso concetto &egrave; stato ripreso da <strong>Giraudo</strong>, che ha raccontato il lavoro svolto negli ultimi cinque anni per strutturare il percorso. &ldquo;In realt&agrave; il percorso c'era gi&agrave;. Si &egrave; trattato di far dialogare le persone&rdquo; ha spiegato.</p>
<p>Una frase apparentemente semplice ma che racconta bene il valore aggiunto di questo modello: competenze elevate, ma anche fiducia reciproca, confronto continuo e capacit&agrave; di lavorare come un'unica squadra.</p>
<p>&Egrave; anche grazie a questa collaborazione che il Santa Croce &egrave; riuscito a raggiungere risultati organizzativi significativi, arrivando a garantire in molti casi l'accesso all'intervento chirurgico entro 10-15 giorni dalla diagnosi, tempi che gli stessi specialisti definiscono difficilmente replicabili in molte altre realt&agrave; italiane.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150540.jpg" alt="Giorgio Giraudo" loading="lazy"></p>
<h2>Prevenzione non significa visitare tutti</h2>
<p>La tavola rotonda finale ha affrontato anche un tema delicato ma centrale: come conciliare la crescente attenzione verso la prevenzione con la disponibilit&agrave; limitata di specialisti.</p>
<p>Il direttore della Dermatologia, <strong>Massimo Chiarpenello</strong>, ha ricordato come sia impossibile offrire controlli dermatologici sistematici a tutta la popolazione: considerando il numero di cittadini della provincia, ci vorrebbero oltre 20 dermatologi impegnati a tempo pieno e dedicati esclusivamente a questo tipo di servizio, tralasciando tutto il resto del loro lavoro. Per una prevenzione efficace, invece, le risorse devono essere indirizzate verso chi presenta reali fattori di rischio o lesioni sospette.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150541.jpg" alt="Massimo Chiarpenello" loading="lazy"></p>
<p>Un concetto ripreso anche da <strong>Elvio Russi</strong>, vicepresidente della LILT Cuneo, che ha invitato a distinguere tra screening e visite di controllo mirate.</p>
<p>Lo screening viene proposto indiscriminatamente a tutta una popolazione e ha dimostrato di ridurre mortalit&agrave; e incidenza di una malattia, ma nel caso dei tumori cutanei non &egrave; il tipo di prevenzione indicato: il valore maggiore risiede nell'identificare correttamente le persone a rischio e garantire loro percorsi rapidi di valutazione.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150542.jpg" alt="Elvio Russi" loading="lazy"></p>
<p>In questo contesto il ruolo dei medici di famiglia diventa fondamentale. Come ha spiegato <strong>Carla Mandrile</strong>, sono loro le prime sentinelle del sistema sanitario: devono saper tranquillizzare quando non esistono segnali di allarme, ma anche riconoscere rapidamente le situazioni che richiedono un approfondimento specialistico.</p>
<p>Sedare l'ansia del paziente non significa minimizzare il problema. Significa utilizzare correttamente le risorse disponibili affinch&eacute; chi ha davvero bisogno di cure possa riceverle in tempi adeguati.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150543.jpg" alt="Carla Mandrile" loading="lazy"></p>
<p>Ed &egrave; proprio qui che incontri come "<strong>Occhio alla pelle</strong>" assumono il loro significato pi&ugrave; profondo. Non sono semplici occasioni divulgative, ma strumenti di prevenzione a tutti gli effetti: aiutano i cittadini a conoscere i fattori di rischio, a riconoscere i segnali importanti e a comprendere quando sia davvero necessario rivolgersi a uno specialista.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150544.jpg" alt="Associazione L'Albero dell'Amicizia" loading="lazy"></p>
<p>In fondo, come ha ricordato <strong>Giorgio Giraudo</strong> citando uno dei principi della campagna internazionale <strong>Choosing Wisely</strong>, il vero obiettivo della medicina moderna &egrave; uno soltanto: "<strong>Fare il pi&ugrave; possibile per il paziente, facendo il meno possibile al paziente</strong>".</p>
<p>Una frase che sintetizza perfettamente lo spirito dell'intera serata e, forse, anche il segreto del percorso dermochirurgico cuneese.</p>
<p>Qui sotto &egrave; possibile rivedere il video integrale della serata, suddiviso in capitoli.</p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[L'Ordine dei Medici di Cuneo presenta una guida sulla prevenzione dei tumori della pelle]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/l-ordine-dei-medici-di-cuneo-presenta-una-guida-sulla-prevenzione-dei-tumori-della-pelle_122339.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/l-ordine-dei-medici-di-cuneo-presenta-una-guida-sulla-prevenzione-dei-tumori-della-pelle_122339.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122339/150417.jpg" title="La dottoressa Veronica Arese" alt="La dottoressa Veronica Arese" /><br /><p>La prevenzione dei tumori della pelle non passa necessariamente attraverso controlli indiscriminati su tutta la popolazione, ma attraverso l'individuazione delle persone che presentano un rischio maggiore di sviluppare queste patologie.</p>
<p>&Egrave; questo uno dei messaggi principali contenuti nella guida pubblicata dall'<strong>Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Cuneo</strong>. L'approfondimento si basa sulla relazione della dottoressa <strong>Veronica Arese</strong>, intervenuta lo scorso mercoled&igrave; 10 giugno nell&rsquo;evento dedicato ai cittadini dal titolo &ldquo;Occhio alla pelle&rdquo;, organizzato dall&rsquo;associazione <strong>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia ETS</strong> presso il Circolo &lsquo;L Caprissi.</p>
<p>Secondo gli specialisti, strumenti avanzati come la videodermoscopia e la mappatura digitale dei nei risultano particolarmente utili nei pazienti selezionati, ma non sono indicati come screening di massa. L'obiettivo &egrave; concentrare l'attivit&agrave; di sorveglianza sui soggetti pi&ugrave; esposti, come chi presenta numerosi nei, ha casi di melanoma in famiglia, ha gi&agrave; avuto un tumore cutaneo, possiede un fototipo chiaro oppure svolge attivit&agrave; lavorative con una prolungata esposizione al sole.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122339/small_150420.jpg" alt="Fototipi" loading="lazy"></p>
<p>La guida richiama inoltre l'attenzione su alcuni segnali che meritano una valutazione specialistica, come la comparsa di una lesione diversa da tutte le altre presenti sulla pelle &ndash; il cosiddetto "brutto anatroccolo" &ndash; o le modificazioni di forma, colore e dimensione di un neo nel tempo.</p>
<p>Viene infine sottolineata l'importanza di riconoscere anche altre patologie cutanee di origine oncologica, come il carcinoma basocellulare, il carcinoma squamocellulare e le cheratosi attiniche, spesso legate ai danni provocati dall'esposizione cronica ai raggi ultravioletti.</p>
<p><a href="https://www.omceocn.it/2026/breve-guida-alla-prevenzione-dei-tumori-della-pelle/" target="_blank" rel="nofollow">L'approfondimento dell&rsquo;Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Cuneo &egrave; consultabile a questo LINK.</a></p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Sanità e liste d'attesa, il "modello Cuneo" esempio per Agenas? "Ad oggi nessuna conferma"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-e-liste-d-attesa-il-modello-cuneo-esempio-per-agenas-ad-oggi-nessuna-conferma_122295.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-e-liste-d-attesa-il-modello-cuneo-esempio-per-agenas-ad-oggi-nessuna-conferma_122295.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122295/150347.jpg" title="Giulia Marro" alt="Giulia Marro" /><br /><p>Continua a far discutere la vicenda delle cosiddette &ldquo;prenotazioni fittizie&rdquo; e del metodo di presa in carico provvisoria dei pazienti che veniva utilizzato fino allo scorso anno dall&rsquo;Asl CN1 e dal &ldquo;Santa Croce&rdquo;, prima di essere sospeso dalla Regione. Un &ldquo;modello&rdquo; di cui si &egrave; tornati a parlare in Consiglio regionale: Giulia Marro (Avs), che aveva per prima sollevato il caso, ha chiesto chiarimenti rispetto alle voci secondo le quali Agenas avrebbe &ldquo;preso a modello&rdquo; il sistema cuneese, di cui nei giorni scorsi ha parlato il settimanale &ldquo;La Guida&rdquo;. Di seguito il comunicato diffuso dalla stessa consigliera regionale cuneese dopo il question time odierno.</p>
<p>"Si aggiunge un nuovo elemento a una vicenda che continua a essere caratterizzata da informazioni contrastanti. La risposta fornita oggi in Consiglio regionale al Question Time proposto dalla consigliera Giulia Marro di AVS non conferma le voci di un presunto riconoscimento da parte di AGENAS del modello cuneese delle preliste.</p>
<p>&Egrave; bene ricordare che questa vicenda non nasce da una polemica politica o da un dibattito teorico sulle liste d&rsquo;attesa. Nasce dalle numerose segnalazioni ricevute negli ultimi mesi sul funzionamento concreto del sistema delle preliste nel Cuneese: appuntamenti fissati anche molte settimane oltre i tempi previsti dalla classe di priorit&agrave;, richiami che in alcuni casi non sarebbero mai arrivati, verifiche di appropriatezza comunicate direttamente ai pazienti e non ai medici prescrittori, come invece previsto dalla normativa. In sostanza, un sistema privo di un regolamento chiaro, di procedure uniformi e di criteri trasparenti, che ha generato dubbi e criticit&agrave; tali da richiedere approfondimenti e verifiche istituzionali.&nbsp;</p>
<p>&Egrave; una vicenda che continua a generare confusione: le comunicazioni ufficiali all'interno del sistema sanitario sembrano faticare a fornire risposte chiare e definitive, mentre sui giornali continuano a emergere ricostruzioni e interpretazioni che alimentano il dibattito. Nel frattempo, per&ograve;, restano aperte le questioni che avevano originato le segnalazioni e la conseguente attivit&agrave; ispettiva nelle sedi istituzionali: le liste d'attesa, il funzionamento del CUP e la necessit&agrave; di garantire trasparenza e tracciabilit&agrave; nei percorsi di accesso alle prestazioni.</p>
<p>Dalla risposta ricevuta oggi in Consiglio regionale emerge un elemento importante: in aula, per conto dell&rsquo;assessore Riboldi, viene comunicato che con AGENAS esiste un&rsquo;interlocuzione costante e continua su molteplici temi e che, qualora sul tema specifico dovessero intervenire comunicazioni o indicazioni ufficiali, sar&agrave; cura della Regione darne tempestiva notizia. Non risulterebbero quindi, allo stato, indicazioni formali di AGENAS alla Regione Piemonte volte ad assumere il cosiddetto modello cuneese delle preliste come riferimento regionale o nazionale, n&eacute; tantomeno un avallo a sistemi di prenotazione fondati su appuntamenti provvisori o non corrispondenti alla data reale di erogazione della prestazione.</p>
<p>Le segnalazioni ricevute in questi mesi evidenziavano criticit&agrave; del sistema. A fronte di quelle segnalazioni ho svolto la mia attivit&agrave; ispettiva nelle sedi istituzionali, chiedendo chiarimenti e dati ufficiali. Eppure, mentre sui giornali continuavano a comparire ricostruzioni e interpretazioni diverse, risposte ufficiali e definitive non sono mai arrivate.</p>
<p>&Egrave; bene fare chiarezza, senza alimentare contrapposizioni inutili o guerre di potere all&rsquo;interno della sanit&agrave; piemontese che si riversano sulla pelle delle cittadine e dei cittadini. Nessuno mette in discussione la buona volont&agrave; del personale sanitario e amministrativo che, in un sistema sotto pressione, ha cercato di dare una risposta con il sistema cuneese. Il punto &egrave; distinguere tra una presa in carico trasparente e regolata e un sistema che rischia di rendere poco chiari i tempi reali di accesso alle prestazioni.</p>
<p>Una prelista pu&ograve; essere uno strumento utile solo se serve a tutelare concretamente la persona, non se sostituisce una prenotazione reale o rende meno leggibile il tempo di attesa. Le testimonianze ricevute in questi mesi ci hanno raccontato situazioni molto diverse da quella, troppo rassicurante, secondo cui tutte le persone sarebbero state richiamate rapidamente e sempre nei termini. In alcuni casi, anche per procedure indicate come urgenti, il ricontatto sarebbe avvenuto dopo molte settimane. Questo dimostra che il problema non era l&rsquo;esistenza di una presa in carico, ma l&rsquo;assenza di regole certe, verificabili e uguali per tutte e tutti. Anche la verifica dell&rsquo;appropriatezza presentava una criticit&agrave; importante, perch&eacute; non veniva comunicato al medico di medicina generale quando una prescrizione non veniva ritenuta appropriata.</p>
<p>Il nuovo orientamento contenuto nel PNGLA 2025&ndash;2027 sembra andare in una direzione diversa e pi&ugrave; corretta: la prelista, o lista di tutela, viene configurata come uno strumento eccezionale di garanzia, da attivare quando il CUP non riesce a individuare immediatamente una disponibilit&agrave; compatibile con la classe di priorit&agrave; assegnata. In questo caso la richiesta deve essere registrata al momento del primo contatto, la persona deve essere presa in carico attivamente e deve essere richiamata entro termini massimi definiti: 5 giorni per le priorit&agrave; B, 10 giorni per le visite in priorit&agrave; D, 15 giorni per la diagnostica in priorit&agrave; D e 20 giorni per le priorit&agrave; P. Non un rinvio indefinito, quindi, ma una procedura tracciata, monitorata e finalizzata a garantire il diritto alla prestazione.</p>
<p>Questo &egrave; un passo avanti positivo perch&eacute; affronta esattamente le criticit&agrave; che avevamo sollevato: la necessit&agrave; di sapere quando una richiesta entra davvero nel sistema, quando la persona viene richiamata, quale data reale viene proposta, se la classe di priorit&agrave; viene rispettata e quando deve essere attivato il percorso di tutela. Se la prelista diventa una zona grigia, il diritto alla cura si indebolisce. Se si rompe la fiducia tra specialista e medico di base, tutto il sistema trema. Se invece viene regolata con tempi certi, tracciabilit&agrave; e obblighi di comunicazione, pu&ograve; diventare uno strumento di garanzia.</p>
<p>Nel mio ruolo di consigliera regionale ho posto domande, partendo dalle segnalazioni che mi sono state inviate dal territorio, e ho chiesto spiegazioni in tutte le sedi ufficiali, in tutti i modi che mi erano possibili. Non per attribuire etichette, individuare colpevoli, ma capire cosa abbia funzionato e cosa no, e soprattutto garantire ai cittadini procedure trasparenti e diritti esigibili.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo &egrave; costruire fiducia in una sanit&agrave; pubblica che funzioni. Ma per farlo servono anche risposte chiare da parte delle istituzioni. Sono stanca di assistere a una vicenda in cui una dichiarazione smentisce l&rsquo;altra, un giornale riporta una versione e un&rsquo;aula istituzionale ne restituisce un&rsquo;altra, mentre i cittadini continuano a fare i conti con liste d&rsquo;attesa troppo lunghe e con le difficolt&agrave; di accesso alle prestazioni. Il mio ruolo &egrave; segnalare quando qualcosa non funziona e chiedere spiegazioni. In questa vicenda l&rsquo;ho fatto, ma quelle spiegazioni ufficiali non sono mai realmente arrivate. La sanit&agrave; pubblica si difende con trasparenza, responsabilit&agrave; e fiducia, non con polemiche e ricostruzioni contrastanti".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 17:19:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Consegna dei pannoloni, Riboldi: “La situazione rimane inaccettabile”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/consegna-dei-pannoloni-riboldi-la-situazione-rimane-inaccettabile_122286.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/consegna-dei-pannoloni-riboldi-la-situazione-rimane-inaccettabile_122286.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122286/150327.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;La situazione che si &egrave; venuta a creare nella consegna dei pannoloni e dei dispositivi per l&rsquo;assorbenza &egrave; inaccettabile, soprattutto perch&eacute; colpisce persone fragili, anziani e non autosufficienti e determina disagi che non possono essere tollerati. Siamo pienamente consapevoli delle criticit&agrave; che continuano a manifestarsi nonostante gli interventi gi&agrave; adottati dalla Regione e dalle Aziende sanitarie. Negli scorsi mesi abbiamo assunto decisioni drastiche, arrivando alla revoca del precedente affidamento per gravi inadempienze e applicando alla ditta penali per circa 800 mila euro. Si &egrave; anche deciso di riorganizzare il servizio, ma &egrave; evidente che persistono problemi logistici che richiedono ulteriori correttivi. Dal 1&deg; luglio ci sar&agrave; un cambiamento radicale: punteremo sull&rsquo;internalizzazione con il coinvolgimento di Amos, per cessare definitivamente i rapporti improduttivi e dannosi con i privati e gestire direttamente il servizio&rdquo;.</p>
<p>Lo dichiara l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; della Regione Piemonte, Federico Riboldi.</p>]]></description><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 15:55:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Aggressione presso la Guardia Medica, servizio sospeso a Savigliano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/saviglianese/aggressione-presso-la-guardia-medica-servizio-sospeso-a-savigliano_122255.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/saviglianese/aggressione-presso-la-guardia-medica-servizio-sospeso-a-savigliano_122255.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122255/150253.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Una violenta aggressione si &egrave; verificata domenica 14 giugno presso la sede della Guardia Medica di Savigliano. L&rsquo;episodio &egrave; avvenuto in pieno giorno, mentre una delle dottoresse in servizio stava prestando assistenza a un paziente, che ha improvvisamente assunto un comportamento aggressivo, provocando danni agli arredi e ferendosi lui stesso. Solo l&rsquo;intervento di una seconda collega, che ha immediatamente allertato il personale della sicurezza, ha impedito che la situazione degenerasse e che ci fossero conseguenze pi&ugrave; gravi.&nbsp;</p>
<p>In un comunicato il segretario provinciale della Fimmg di Cuneo Lorenzo Marino ha espresso solidariet&agrave; alle colleghe. A seguito dell&rsquo;accaduto - si legge nello stesso comunicato - la postazione &egrave; stata ritenuta non pi&ugrave; idonea a garantire le condizioni di sicurezza per gli utenti e per i medici, rendendo necessaria la sospensione del servizio e l&rsquo;individuazione urgente di una diversa collocazione per assicurarne la prosecuzione.</p>
<p>&ldquo;Fimmg Cuneo denuncia da tempo le condizioni di rischio in cui i medici del servizio di Continuit&agrave; Assistenziale sono quotidianamente costretti a operare e che, ancora una volta, hanno trovato conferma alla prova dei fatti&rdquo;, dice il dottor Marino.</p>
<p>In particolare, il sindacato dei medici di medicina generale ricorda che &ldquo;nella maggior parte delle sedi, soprattutto nelle ore notturne, il medico &egrave; completamente solo nello svolgimento della propria attivit&agrave;&rdquo;: &ldquo;Il medico &egrave; chiamato a prestare assistenza a soggetti con i quali non esiste rapporto fiduciario e la cui identificazione pu&ograve; risultare facilmente alterabile durante la registrazione telefonica attraverso il numero unico 116117. Numerose sedi si trovano in strutture isolate, nelle quali risulta impossibile ottenere un supporto tempestivo in caso di emergenza, specialmente nelle ore notturne&rdquo;.</p>
<p>Queste criticit&agrave; - prosegue Marino - &ldquo;rischiano di assumere una rilevanza ancora maggiore alla luce della collocazione di molte nuove Case di Comunit&agrave; in strutture autonome nelle quali, durante la notte, non &egrave; presente alcun operatore oltre al medico di turno&rdquo;: &ldquo;In un periodo storico nel quale le aggressioni al personale sanitario sono all&rsquo;ordine del giorno, Fimmg Cuneo sottolinea l&rsquo;importanza dell&rsquo;adozione delle misure di sicurezza stabilite negli accordi stipulati con l&rsquo;Asl CN1, ad oggi solo parzialmente applicate e realizzate&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Il sindacato si rivolge alla Direzione Generale dell&rsquo;Asl CN1 per chiedere &ldquo;interventi concreti ed efficaci a garanzia della sicurezza dei medici operanti nelle sedi di Continuit&agrave; Assistenziale-Guardia Medica e nelle Case di Comunit&agrave;, tenendo conto delle peculiarit&agrave; di un servizio notturno svolto ancora oggi in condizioni di solitudine e isolamento e senza la possibilit&agrave; di accedere preventivamente ai dati e alle informazioni del paziente&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 09:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[La maratona del plasma macina record: a Cuneo, Savigliano e Mondovì +13% rispetto al 2025]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-maratona-del-plasma-macina-record-a-cuneo-savigliano-e-mondovi-13-rispetto-al-2025_122191.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-maratona-del-plasma-macina-record-a-cuneo-savigliano-e-mondovi-13-rispetto-al-2025_122191.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122191/150147.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Grande successo per la 24 Ore del Plasma, a cui hanno preso parte, per l'area dell'Asl CN1, gli ospedali di Mondov&igrave; e Savigliano, oltre al "Santa Croce" di Cuneo. Durante l'iniziativa sono state raccolte complessivamente 159 unit&agrave; di plasma (72 a Mondov&igrave; e 87 a Savigliano) in Asl e 102 al "Santa Croce": 29 in pi&ugrave; complessivamente, con un incremento in ciascun ospedale, rispetto al 2025.</p>
<p>L&rsquo;idea &egrave; nata tre anni fa in relazione alla necessit&agrave;, in occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, di promuovere la donazione di plasma, per la sua importanza strategica per la sanit&agrave;.</p>
<p>La maratona ha coinvolto i donatori venerdi 12 giugno dalle ore 8 alle 24 e sabato dalle 8 alle 16. Un impegno importante per tutti: i promotori Asl CN1 e Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle con i loro Centri trasfusionali, Societ&agrave; Solidale ETS (Centro Servizi per il volontariato della provincia di Cuneo); donatori, associazioni dei donatori del territorio (FIDAS, AVIS, SOS Sangue, Gruppo Autonomo Sangue Mombracco e il Gruppo Donatori Sangue della Croce Rossa Italiana) che hanno collaborato fattivamente.</p>
<p>In occasione dell&rsquo;evento le Fondazioni degli ospedali di Cuneo, Mondov&igrave;-Ceva e Savigliano-Fossano-Saluzzo hanno distribuito un omaggio a tutti i donatori.</p>
<p>&ldquo;<em>La solidariet&agrave; dei nostri donatori continua</em> - affermano Paola Manzini direttore della struttura complessa interaziendale e Silvia Tavera, responsabile della struttura semplice dell&rsquo;Asl CN1 - <em>e continua a macinare record: quest&rsquo;anno un ulteriore incremento di circa il 13% rispetto al 2025. &nbsp;A beneficiare di questa catena di solidariet&agrave; saranno i tanti nostri pazienti che quotidianamente necessitano delle immunoglobuline, farmaco salvavita per molte patologie. Ringraziamo tutti: donatori, associazioni di volontari, il CSV, le Fondazioni degli ospedali</em>&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 11:35:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Edilizia sanitaria, Sacchetto: “Dalla Regione una politica lungimirante”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/edilizia-sanitaria-sacchetto-dalla-regione-una-politica-lungimirante_122175.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/edilizia-sanitaria-sacchetto-dalla-regione-una-politica-lungimirante_122175.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122175/150123.jpg" title="Claudio Sacchetto" alt="Claudio Sacchetto" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo un <strong>lettera</strong> del consigliere regionale di Fratelli d&rsquo;Italia <strong>Claudio Sacchetto&nbsp;</strong>sul tema dell&rsquo;edilizia sanitaria, nella quale pone l&rsquo;accento sull'iter dei nuovi ospedali di Cuneo e Savigliano:</p>
<p>"Egregio direttore,</p>
<p>negli ultimi anni il dibattito sulla sanit&agrave; piemontese si &egrave; spesso concentrato sulle criticit&agrave; del sistema, sulle carenze di personale e sulle difficolt&agrave; quotidiane che cittadini e operatori affrontano. Meno attenzione viene invece riservata a un tema decisivo per il futuro: l'edilizia sanitaria. Per questo ritengo doveroso riconoscere il lavoro svolto dall'assessore regionale alla Sanit&agrave; del Piemonte, Federico Riboldi, e dall'intera Giunta regionale guidata da Alberto Cirio, che hanno impresso una significativa accelerazione all'iter dei nuovi ospedali di Cuneo e Savigliano, inserendoli in una pi&ugrave; ampia strategia di rilancio dell'edilizia sanitaria piemontese.</p>
<p>Oggi il Piemonte pu&ograve; contare su un programma di investimenti tra i pi&ugrave; rilevanti della sua storia, nel giugno 2025 Regione e Inail hanno infatti sottoscritto un'intesa operativa da oltre 2 miliardi di euro per la realizzazione di sette nuovi ospedali, tra cui quelli di Cuneo e Savigliano. &nbsp;Per quanto riguarda il nuovo ospedale di Cuneo, la Regione ha garantito la copertura delle attivit&agrave; progettuali e ha definito un percorso amministrativo che ha consentito di superare gli ostacoli burocratici accumulatisi negli anni. L'investimento previsto attraverso Inail ammonta a circa 410 milioni di euro e rappresenta uno degli interventi pi&ugrave; importanti mai programmati per la sanit&agrave; della provincia.</p>
<p>Anche il nuovo ospedale unico dell'area Savigliano-Saluzzo-Fossano sta avanzando concretamente. La struttura sorger&agrave; in una posizione baricentrica per il territorio e sar&agrave; dotata di 325 posti letto, 8 sale operatorie, 19 sale diagnostiche, 2 sale di emodinamica e cardiologia interventistica, 4 sale parto e 34 ambulatori.</p>
<p>Questi risultati non sono frutto del caso, la scelta della Regione di anticipare le risorse necessarie alle progettazioni, in attesa del finanziamento definitivo da parte di Inail, ha consentito di evitare ulteriori ritardi e di trasformare programmi teorici in procedure concrete.</p>
<p>Va inoltre ricordato che i nuovi Ospedali non rappresentano interventi isolati, ma si inseriscono in una riorganizzazione complessiva della rete sanitaria provinciale e regionale, integrata con Case di Comunit&agrave;, Ospedali di Comunit&agrave; e Centrali Operative Territoriali. Gi&agrave; gli studi preliminari avevano evidenziato come il nuovo ospedale di Cuneo dovesse svilupparsi su circa 696 posti letto e quello di Savigliano su 325 posti letto, in un sistema capace di rispondere alle esigenze future della popolazione e all'evoluzione delle cure.</p>
<p>Naturalmente nessuno sostiene che tutti i problemi della sanit&agrave; piemontese sono risolti, restano aperte questioni importanti, dal reperimento del personale all&rsquo;ulteriore riduzione delle liste d'attesa. Tuttavia, sarebbe ingeneroso non riconoscere che sul fronte infrastrutturale &egrave; stato compiuto un salto di qualit&agrave; significativo. La costruzione di ospedali moderni, tecnologicamente avanzati, sicuri dal punto di vista energetico e adeguati agli standard sanitari contemporanei richiede visione politica e capacit&agrave; amministrativa, anche grazie al lavoro che quotidianamente svolgono gli operatori del settore".<br>&nbsp;<br><strong>Claudio Sacchetto, consigliere regionale Fratelli d&rsquo;Italia</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:03:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Nuovo ospedale di pianura: "Serve un’accelerazione sull’adeguamento della provinciale 662"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/nuovo-ospedale-di-pianura-serve-unaccelerazione-sulladeguamento-della-provinciale-662_122157.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/nuovo-ospedale-di-pianura-serve-unaccelerazione-sulladeguamento-della-provinciale-662_122157.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122157/150093.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel dibattito relativo alla realizzazione del nuovo ospedale di pianura, la Rete Civica della Granda, in un comunicato, chiede un&rsquo;accelerazione decisiva sull&rsquo;adeguamento della strada provinciale 662. "Serve garantire i tempi di percorrenza per chi arriva dalle valli e dalle parti pi&ugrave; periferiche dell'area vasta", si legge nella nota, che pubblichiamo integralmente di seguito.</p>
<p>"Rete Civica guarda con favore gli importanti passi avanti verso la realizzazione del nuovo ospedale unico di pianura (destinato a servire il quadrante di Savigliano, Saluzzo e Fossano), la cui progettazione integrata procede spedita in attesa del via libera definitivo dell'Inail. Tuttavia una struttura sanitaria complessa d'eccellenza non pu&ograve; funzionare senza una rete viaria moderna, sicura e all'altezza. In totale sintonia con le forti preoccupazioni espresse in sede di presentazione dal sindaco di Saluzzo, Franco Demaria, Rete Civica ribadisce che la realizzazione del nuovo ospedale sar&agrave; un successo solo se verr&agrave; garantito il diritto a raggiungere il nosocomio in tempi rapidi e certi da tutto il territorio, valli comprese.</p>
<p>Condividiamo e rilanciamo il monito del sindaco Demaria. I tempi della sanit&agrave; e dei soccorsi si misurano in minuti, e i minuti salvano le vite. Se l'orizzonte per il nuovo ospedale parla del completamento entro il 2030, la programmazione delle infrastrutture stradali deve viaggiare alla&nbsp;medesima velocit&agrave;, se non in anticipo.</p>
<p>Rete Civica individua come priorit&agrave; assoluta e non pi&ugrave; procrastinabile, chiedendo alla Regione Piemonte, alla Provincia e ad Anas un impegno vincolante per l'adeguamento e il raddoppio della Strada Statale 662. La tratta che collega Saluzzo a Savigliano &egrave; gi&agrave; oggi satura, congestionata dal traffico pesante e inadeguata a sopportare il flusso d'emergenza delle ambulanze e dei cittadini diretti al nuovo polo sanitario. Rete Civica chiede che lo stanziamento dei fondi per la viabilit&agrave; corra in parallelo con l'iter dell'Inail per il nosocomio. La salute dei cittadini non pu&ograve; attendere in coda sulla Statale".</p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 08:34:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Bergesio: “Tuteliamo il diritto alla salute per gli italiani nel mondo”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/bergesio-tuteliamo-il-diritto-alla-salute-per-gli-italiani-nel-mondo_121886.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/bergesio-tuteliamo-il-diritto-alla-salute-per-gli-italiani-nel-mondo_121886.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121886/149607.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>Passiamo dalle parole ai fatti. Con l'approvazione definitiva del ddl sanit&agrave;, la Lega cancella una storica ingiustizia. Da oggi, oltre 3 milioni di italiani iscritti all'AIRE e residenti in Paesi extra UE ed extra EFTA non saranno pi&ugrave; invisibili, ma potranno curarsi in Italia in modo chiaro, dignitoso e accessibile</em>&rdquo;. Lo dichiara in una nota il senatore Giorgio Maria Bergesio (Lega), commentando il via libera del Senato al disegno di legge che introduce l'iscrizione volontaria al SSN durante i soggiorni in Italia, a fronte di un contributo annuale di 2mila euro, con tutela estesa ai minori.</p>
<p>&ldquo;<em>Si tratta di una misura equilibrata e volontaria, che non introduce nuovi oneri a carico della collettivit&agrave;, ma offre una risposta concreta a chi desidera mantenere un legame effettivo con la propria terra d'origine - commenta Bergesio -. La nuova disciplina stabilisce l'iscrizione presso l'Asl territoriale e prevede l'esenzione dal contributo per i minori e per i pensionati che versano le imposte alla fonte in Italia</em>&rdquo;.</p>
<p>Il senatore Bergesio conclude: &ldquo;<em>La Lega ha sempre sostenuto la necessit&agrave; di rafforzare il rapporto con le comunit&agrave; italiane all'estero. I nostri connazionali non sono un bacino elettorale da ricordare solo a ridosso delle urne, ma una risorsa straordinaria che merita rispetto. Questo disegno di legge si inserisce coerentemente nell&rsquo;azione del Governo di centrodestra per offrire risposte pragmatiche a bisogni reali, mettendo in rete Ministeri, regioni e territori. Non &egrave; una misura simbolica, ma un atto di giustizia che amplia le tutele per chi continua a mantenere forte il legame con la propria Nazione</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 10 Jun 2026 11:51:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Il nuovo Ospedale di Savigliano, Saluzzo e Fossano attende l’approvazione dell’Inail]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/il-nuovo-ospedale-di-savigliano-saluzzo-e-fossano-attende-lapprovazione-dellinail_121881.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/il-nuovo-ospedale-di-savigliano-saluzzo-e-fossano-attende-lapprovazione-dellinail_121881.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121881/149602.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>La Regione ha fatto la sua parte: ora l&rsquo;Inail completer&agrave; l&rsquo;iter di verifica e di validazione del progetto. Nel caso di approvazione del progetto da parte di Inail entro la fine dell&rsquo;anno, il nuovo ospedale vedr&agrave; la luce nel 2030</em>&rdquo;. Questo, in sintesi, il messaggio lanciato dall&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; della Regione Piemonte Federico Riboldi all&rsquo;incontro per fare il punto sul nuovo ospedale di territorio organizzato dalla Fondazione Ospedale Savigliano Saluzzo Fossano ieri sera &ndash; marted&igrave; 9 giugno &ndash; presso il Monastero della Stella di Saluzzo. All&rsquo;evento, che ha visto una grande e qualificata partecipazione da parte di sindaci, imprenditori, amministratori, medici e addetti ai lavori, sono intervenuti anche il direttore generale dell&rsquo;Asl CN1 Giuseppe Guerra, il sindaco di Saluzzo Franco Demaria, il sindaco di Savigliano Antonello Portera e l&rsquo;assessore regionale Marco Gallo, gi&agrave; sindaco di Busca, uno dei centri interessati dalla nuova struttura ospedaliera.</p>
<p>&ldquo;<em>Oggi abbiamo fatto il punto sul nuovo ospedale di pianura, un&rsquo;opera attesa da anni che finalmente verr&agrave; realizzata</em> &ndash; ha commentato l&rsquo;assessore Federico Riboldi -.<em> Il progetto prevede la costruzione di un edificio di circa 61 mila metri quadrati distribuiti su quattro piani con 390 posti letto, di cui 287 destinati alla degenza ordinaria, oltre a 80 letti tecnici, otto sale operatorie e tre sale parto. Una configurazione che concentra in un&rsquo;unica sede reparti e servizi oggi dislocati in pi&ugrave; strutture, dando risposta a un bacino d&rsquo;utenza che attende da tempo un&rsquo;infrastruttura moderna e funzionale. Grande attenzione &egrave; stata posta anche al tema della sostenibilit&agrave;: tecnologie a basso impatto, metodologie costruttive orientate all&rsquo;efficienza e soluzioni capaci di ridurre consumi e sprechi</em>&rdquo;.</p>
<p>Il direttore generale dell&rsquo;Asl CN1 Giuseppe Guerra, invece, si &egrave; soffermato sugli interventi finanziati dal PNRR, che rappresenteranno un valore aggiunto per la Sanit&agrave; territoriale: &ldquo;<em>Abbiamo completato ed attivato le 4 Centrali Operative Territoriali, mentre stiamo stringendo i tempi per chiudere al pi&ugrave; presto i lavori per la realizzazione dei 3 Ospedali della Comunit&agrave; e delle 9 Case della Comunit&agrave;. Sull&rsquo;area Nord entro un mese attiveremo l&rsquo;ospedale della Comunit&agrave; di Saluzzo oltrech&eacute; le Case della Comunit&agrave; di Saluzzo e Savigliano. Le altre strutture saranno attivate a seguire e anche su Mondov&igrave;, dove c&rsquo;&egrave; l&rsquo;unico intervento in overbooking, chiuderemo il cantiere di via Torino entro novembre</em>&rdquo;. Anche sul personale l&rsquo;Asl CN1 sta lavorando sulle soluzioni possibili per garantire il contenuto insieme al contenitore&rdquo;.</p>
<p>Il sindaco di Saluzzo, Franco Demaria, ha sottolineato come sia importante porre attenzione su quello che c&rsquo;&egrave; gi&agrave; e che sta funzionando in attesa della realizzazione del nuovo ospedale di territorio, invitando a guardare al modello di alba e Bra per la futura riqualificazione degli ospedali esistenti. Il primo cittadino di Savigliano, Antonello Portera, ha esteso a tutti e 56 i sindaci del quadrante Nord Ovest il merito di essere riusciti a fare quadrato sullo stesso progetto in tempi rapidi, invitando tutti i Comuni del territorio a continuare ad affrontare tutte le questioni ancora sul tappeto in modo compatto.</p>]]></description><pubDate>Wed, 10 Jun 2026 11:19:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[La dottoressa Folgori dal 15 giugno diventa pediatra titolare a Savigliano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/saviglianese/la-dottoressa-folgori-dal-15-giugno-diventa-pediatra-titolare-a-savigliano_121873.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/saviglianese/la-dottoressa-folgori-dal-15-giugno-diventa-pediatra-titolare-a-savigliano_121873.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121873/149593.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si comunica che in data 14 giugno la dottoressa Giulia Folgori terminer&agrave; l&rsquo;incarico provvisorio nel comune di Savigliano e dal 15 giugno inizier&agrave; l&rsquo;attivit&agrave; in qualit&agrave; di Pediatra di Libera Scelta titolare a tempo indeterminato nel medesimo comune e nello stesso ambulatorio in via Torino n. 91.</p>
<p>Gli orari dell&rsquo;ambulatorio (su appuntamento) saranno i seguenti:</p>
<ul>
<li>luned&igrave;: dalle ore 9.30 alle ore 13.30;</li>
<li>marted&igrave;: dalle ore 9.30 alle ore 13.30;</li>
<li>mercoled&igrave;: dalle ore 14 alle ore 17;</li>
<li>gioved&igrave;: dalle ore 9.30 alle ore 12.30;</li>
<li>venerd&igrave;: dalle ore 14 alle ore 17.</li>
</ul>
<p>Si precisa che gli assistiti in carico alla dottoressa Folgori al 15 giugno saranno automaticamente riassegnati alla stessa dottoressa, ferma restando la possibilit&agrave;, nel rispetto del principio della libera scelta, di optare per un altro pediatra tra quelli disponibili.</p>
<p>La scelta pu&ograve; essere effettuata secondo le seguenti modalit&agrave;:</p>
<ul>
<li>online attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico e l&rsquo;applicazione &ldquo;Il mio medico&rdquo; sul portale &ldquo;Salute Piemonte&rdquo; (<a href="https://pua.salutepiemonte.it/pua" target="_blank" rel="nofollow">https://salutepiemonte.it</a>), accessibile con SPID, CIE o TS-CNS;</li>
<li>presso gli sportelli multifunzionali, muniti della tessera sanitaria e codice fiscale o, nel caso in cui non possa presentarsi il diretto interessato, della delega firmata e corredata da copia del documento di identit&agrave; del delegante, nelle seguenti sedi:
<ul>
<li>Savigliano: c/o Presidio Ospedaliero SS. Annunziata, dal luned&igrave; al venerd&igrave; dalle ore 8 alle ore 17;</li>
<li>Fossano: via Ospedale n. 23, dal luned&igrave; al venerd&igrave; dalle ore 8 alle ore 17;</li>
<li>Racconigi: via Ospedale n. 4, dal luned&igrave; al venerd&igrave; dalle ore 8 alle ore 16.</li>
</ul>
</li>
</ul>]]></description><pubDate>Wed, 10 Jun 2026 09:44:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[In Piemonte ogni pediatra segue 1.126 bambini, ma il limite di legge è mille]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-piemonte-ogni-pediatra-segue-1126-bambini-ma-il-limite-di-legge-e-mille_121853.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-piemonte-ogni-pediatra-segue-1126-bambini-ma-il-limite-di-legge-e-mille_121853.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121853/149569.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In Piemonte ogni pediatra segue in media 1.126 bambini, contro la media italiana di 917 assistiti, ma soprattutto oltre la soglia di 1.000 stabilita dalla legge. Il poco invidiabile quadro, basato sulle rilevazioni della Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (SISAC) aggiornate all&rsquo;inizio del 2025, pone la nostra regione all&rsquo;ultimo posto a livello nazionale ed emerge dal rapporto pubblicato dalla Fondazione Gimbe.&nbsp;</p>
<p>Chi ha figli lo sa bene: in molte aree del Paese, Piemonte compreso, trovare un pediatra disponibile sta insomma diventando sempre pi&ugrave; difficile, quando non impossibile. E il problema non riguarda pi&ugrave; soltanto le zone montane o marginali, ma anche molte grandi citt&agrave;. In Piemonte solo il 78,7% della popolazione nella fascia 6-13 anni &egrave; in carico a un pediatra di libera scelta. Un dato, anche questo, inferiore alla media nazionale dell&rsquo;82,9% e tra i peggiori per quanto riguarda le regioni del nord. Va ricordato che fino al compimento del sesto anno di et&agrave; i bambini devono essere obbligatoriamente assistiti da un pediatra di libera scelta, mentre tra i 6 e i 13 anni compresi i genitori possono invece scegliere tra il pediatra e il medico di medicina generale.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121853/small_149568.jpg" alt="Tabella" loading="lazy"></p>
<p>Secondo quanto riportato dalla Fondazione Gimbe, realt&agrave; attiva dal 1996 nel campo della ricerca e dell&rsquo;informazione scientifica, in Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e quasi l&rsquo;80% delle carenze si concentra nelle tre grandi regioni del nord: Lombardia, Piemonte e Veneto. Un problema destinato a peggiorare, se si considera che entro il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri (in Piemonte sono 45) e non c&rsquo;&egrave; alcuna certezza sul ricambio generazionale.</p>
<p>&ldquo;<em>Una situazione che crea disagi e rischia di compromettere la continuit&agrave; dell&rsquo;assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini pi&ugrave; piccoli e quelli pi&ugrave; fragili</em>&rdquo;, dice Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121853/small_149571.jpg" alt="Tabella" loading="lazy"></p>
<p>Il numero di borse di studio per la scuola di specializzazione in pediatria, stabile per un decennio, &egrave; aumentato in maniera significativa negli ultimi sei anni: da 496 borse nell&rsquo;anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, con un picco di 973 nell&rsquo;anno accademico 2020-2021.</p>
<p>&ldquo;<em>Tuttavia</em> &ndash; osserva Cartabellotta &ndash; <em>non &egrave; possibile prevedere quanti specialisti in pediatria sceglieranno la pediatria di famiglia anzich&eacute; quella ospedaliera. Per questo non possiamo sapere se le nuove leve saranno sufficienti a garantire un ricambio generazionale adeguato e omogeneo tra le Regioni, n&eacute; a colmare le carenze gi&agrave; oggi presenti</em>&rdquo;.</p>
<h2>&nbsp;</h2>
<h2>Cosa dice la legge</h2>
<p>L&rsquo;ultimo Accordo Collettivo Nazionale (ACN), in vigore dal 18 marzo 2026, ha confermato il limite massimo di mille assistiti per ciascun pediatra di libera scelta, gi&agrave; stabilito dal precedente accordo. Le deroghe sono consentite solo temporaneamente e in presenza di particolari criticit&agrave; organizzative o carenze territoriali. Oltre i mille assistiti, l&rsquo;unica eccezione ammessa riguarda l&rsquo;iscrizione dei fratelli di bambini gi&agrave; in carico allo stesso pediatra. &ldquo;<em>Il vero nodo</em> &ndash; sottolinea Cartabellotta &ndash;<em> &egrave; che con la grave carenza di oltre 5.700 medici di famiglia, gi&agrave; evidenziata da una nostra precedente analisi, molti ragazzi che escono dall&rsquo;assistenza pediatrica al raggiungimento dei 14 anni rischiano di non trovare un medico disponibile. Di conseguenza, le deroghe ai massimali diventano sempre pi&ugrave; frequenti, alimentando un circolo vizioso che aumenta il sovraccarico dei pediatri, riducendo qualit&agrave; e accessibilit&agrave; dell&rsquo;assistenza pediatrica</em>&rdquo;.</p>
<h2>&nbsp;</h2>
<h2>Le stime della Fondazione Gimbe</h2>
<p>Secondo i dati della SISAC, al 1&deg; gennaio 2025 risultavano attivi in Italia 6.284 pediatri, con quasi 5,8 milioni di assistiti: il 41,9% nella fascia 0-5 anni (2,42 milioni) e il 58,1% nella fascia 6-13 anni (3,35 milioni). In termini assoluti, la media nazionale &egrave; come detto di 917 assistiti per ogni professionista: superano il massimale, oltre al Piemonte che guadagna la &ldquo;maglia nera&rdquo;, anche la Provincia Autonoma di Bolzano (1.114) e il Veneto (1.018). &ldquo;<em>Con questi livelli di saturazione</em> &ndash; spiega Cartabellotta &ndash;<em> il principio della libera scelta rimane solo sulla carta</em>&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121853/small_149570.jpg" alt="Tabella" loading="lazy"></p>
<p>Sempre scondo i dati SISAC, nel 2019 i pediatri di libera scelta in attivit&agrave; erano 7.373, ovvero 1.089 in pi&ugrave; rispetto al 1&deg; gennaio 2025. &ldquo;<em>La riduzione del 15% dei pediatri di famiglia</em> &ndash; commenta Cartabellotta &ndash; <em>supera ampiamente gli effetti del calo delle nascite</em>&rdquo;.</p>
<p>Secondo l'elaborazione della Fondazione Gimbe, in Piemonte mancano 109 pediatri, il secondo dato peggiore dopo quello della Lombardia (186), e di poco migliore rispetto a quello del Veneto (96).</p>
<h2>&nbsp;</h2>
<h2>La bozza di riforma</h2>
<p>La bozza di riordino dell&rsquo;assistenza primaria proposta dal Ministro della Salute Orazio Schillaci va a rafforzare il ruolo dei pediatri nella rete dell&rsquo;assistenza territoriale: in particolare, dovrebbero garantire almeno 6 ore settimanali, per 48 settimane l&rsquo;anno, nelle Case della Comunit&agrave;, con possibilit&agrave; per le Regioni di aumentare tale quota in relazione ai bisogni locali. La proposta interviene anche sull&rsquo;et&agrave; dell&rsquo;assistenza pediatrica: il rapporto con il pediatra verrebbe esteso fino ai 18 anni.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;<em>Nel complesso</em> &ndash; dice Cartabellotta<em> &ndash; la riforma punta a rafforzare l&rsquo;integrazione dei pediatri nella rete territoriale e a garantire maggiore continuit&agrave; assistenziale durante l&rsquo;et&agrave; evolutiva. Tuttavia, il rischio &egrave; che resti un riassetto prevalentemente organizzativo se non verr&agrave; accompagnata da risorse adeguate, criteri omogenei di attuazione tra le Regioni e indicatori di monitoraggio capaci di misurare i reali benefici per bambini, adolescenti e famiglie</em>&rdquo;. Inoltre - osserva Gimbe - mantenendo il rapporto ottimale di 850 assistiti, oggi sarebbero necessari oltre 3.500 pediatri aggiuntivi per garantire la copertura dell&rsquo;intera popolazione fino ai 18 anni.</p>
<p>&ldquo;<em>L&rsquo;ipotesi di estendere l&rsquo;assistenza pediatrica fino alla maggiore et&agrave;</em> &ndash; conclude il presidente della Fondazione Gimbe &ndash;<em> senza modificare il rapporto ottimale e il massimale di assistiti non &egrave; realistica. Per evitare un ulteriore sovraccarico lavorativo e preservare la qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza, soprattutto per i bambini pi&ugrave; piccoli, oggi servirebbero circa 4 mila pediatri in pi&ugrave;</em>&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 10 Jun 2026 07:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[Fondazione Ospedale Cuneo: giugno ricco di eventi tra sport, salute, ricerca e solidarietà]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/fondazione-ospedale-cuneo-giugno-ricco-di-eventi-tra-sport-salute-ricerca-e-solidarieta_121673.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/fondazione-ospedale-cuneo-giugno-ricco-di-eventi-tra-sport-salute-ricerca-e-solidarieta_121673.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121673/149219.jpg" title="Sala C-Lab Fondazione Ospedale Cuneo" alt="Sala C-Lab Fondazione Ospedale Cuneo" /><br /><p>Un mese di giugno all'insegna della solidariet&agrave;, della prevenzione e della promozione della salute. La <strong>Fondazione Ospedale Cuneo ETS</strong> propone infatti un fitto calendario di iniziative che coinvolgeranno cittadini, sportivi, professionisti sanitari e associazioni del territorio, con l'obiettivo di sostenere progetti di ricerca, formazione e miglioramento dei percorsi di cura.</p>
<p>Il primo appuntamento &egrave; in programma <strong>domenica 7 giugno a Saluzzo con la Pedalata Rosa</strong>, organizzata in occasione della tappa finale del Giro d'Italia Women. La Fondazione Ospedale Cuneo &egrave; partner dell'iniziativa, che sosterr&agrave; il progetto di ricerca "Repair", finalizzato a migliorare la cura delle malattie oncologiche femminili attraverso nuove strategie terapeutiche e assistenziali.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121673/small_149220.jpg" alt="Progetto Repair Pedalata Rosa" loading="lazy"></p>
<p>Sempre <strong>domenica 7 giugno, dalle ore 10, il C-Lab della Fondazione organizza al NUoVO di Cuneo i "C-Lab Summer Games"</strong>, una giornata dedicata allo sport e alla solidariet&agrave; con tornei di padel e beach volley. Il ricavato dell'evento contribuir&agrave; a sostenere i progetti della Fondazione dedicati all'umanizzazione degli ambienti ospedalieri, alla ricerca e alla formazione sanitaria.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121673/small_149221.jpg" alt="Locandina C-Lab Summer Games" loading="lazy"></p>
<p>Tra giugno e settembre prender&agrave; inoltre il via il <strong>ciclo di incontri "Tempo di benessere, tempo di lunga vita"</strong>, dedicato al tema dell'invecchiamento attivo e della longevit&agrave; in salute. Il primo appuntamento &egrave; previsto <strong>mercoled&igrave; 10 giugno alle ore 18 presso il Centro Incontri C-Lab</strong> di via Busca 3 a Cuneo. Ospite sar&agrave; la neurologa <strong>Fiorella Mondino</strong>, che interverr&agrave; sul tema "<em>Dormire bene per invecchiare meglio</em>". L'ingresso &egrave; gratuito fino a esaurimento posti; &egrave; gradita la prenotazione all'indirizzo <a href="mailto:prenotazioni@fondazioneospedalecuneo.it" target="_blank" rel="nofollow">prenotazioni@fondazioneospedalecuneo.it</a>.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121673/small_149222.jpg" alt="Calendario eventi Tempo di benessere, tempo di lunga vita" loading="lazy"></p>
<p>La solidariet&agrave; sar&agrave; protagonista anche in occasione della <strong>Giornata Mondiale del Donatore di Sangue del 14 giugno</strong>. Per promuovere la 24 ore di donazione del plasma prevista tra il 13 e il 14 giugno negli ospedali di Cuneo, Savigliano e Mondov&igrave;, le tre Fondazioni ospedaliere del territorio hanno deciso di collaborare per la prima volta in una campagna congiunta di sensibilizzazione. I donatori riceveranno un piccolo omaggio come segno di riconoscenza per il loro gesto.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121673/small_149223.jpg" alt="Locandina Plasma Con Cuore" loading="lazy"></p>
<p>A questa iniziativa partecipano le presidenti <strong>Mariangela Schellino</strong> della Fondazione Ospedali Mondov&igrave; Ceva ETS, <strong>Valeria Vanzetti </strong>della Fondazione Ospedale Savigliano Saluzzo Fossano ETS e <strong>Silvia Merlo </strong>della Fondazione Ospedale Cuneo ETS, che hanno voluto sottolineare l'importanza della collaborazione tra realt&agrave; impegnate nella tutela della salute pubblica.</p>
<p>Venerd&igrave; 13 giugno alle ore 21 nella Chiesa di San Sebastiano a Cuneo sar&agrave; la volta del <strong>concerto benefico "Cantar d'Amore" dell'Ensemble del Giglio</strong>, diretto dal maestro <strong>Livio Cavallo</strong> e con la partecipazione del fisarmonicista <strong>Ezio Ghibaudo</strong>. L'evento sosterr&agrave; il progetto di musicoterapia promosso dalla Fondazione Ospedale Cuneo a favore dei piccoli pazienti e delle loro famiglie. L'ingresso sar&agrave; gratuito.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121673/small_149224.jpg" alt="Locandina concerto Cantar d'amore dell'Ensemble del Giglio" loading="lazy"></p>
<p>Attraverso questi appuntamenti, la Fondazione Ospedale Cuneo conferma il proprio impegno nel promuovere salute, ricerca scientifica e partecipazione della comunit&agrave;, coinvolgendo il territorio in iniziative capaci di coniugare benessere, cultura e solidariet&agrave;.</p>]]></description><pubDate>Sat, 06 Jun 2026 12:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Open day emicrania: visite specialistiche gratuite all'ospedale di Savigliano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/saviglianese/open-day-emicrania-visite-specialistiche-gratuite-all-ospedale-di-savigliano_121520.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/saviglianese/open-day-emicrania-visite-specialistiche-gratuite-all-ospedale-di-savigliano_121520.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121520/148959.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il prossimo 17 giugno, la Fondazione Onda ETS organizza l&rsquo;Open Day dedicato all&rsquo;emicrania, offrendo servizi gratuiti clinico-diagnostici e informativi alla popolazione. L&rsquo;iniziativa si inserisce nell&rsquo;ambito dell&rsquo;attenzione crescente verso la salute delle donne e la prevenzione della cefalea.</p>
<p>Presso la struttura complessa di Neurologia dell&rsquo;ospedale SS Annunziata di Savigliano verr&agrave; allestito un ambulatorio aperto, riservato alle donne dai 18 anni in su che non siano gi&agrave; seguite dalla struttura per la medesima patologia. Le visite neurologiche specifiche per la cefalea si svolgeranno al piano terra, Blocco B, dalle ore 14 alle ore 15.30.</p>
<p>La partecipazione &egrave; totalmente gratuita e non richiede l&rsquo;impegnativa del Medico di Medicina Generale; &egrave; per&ograve; indispensabile prenotare chiamando il numero 0172/719326 da luned&igrave; 8 a gioved&igrave; 11 giugno, dalle ore 9 alle 12.</p>]]></description><pubDate>Sat, 06 Jun 2026 11:21:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Liste d'attesa, l'ex primario Russi: "Tema delicato, da non trascinare in contrapposizione politica sterile"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-l-ex-primario-russi-tema-delicato-da-non-trascinare-in-contrapposizione-politica-sterile_121582.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-l-ex-primario-russi-tema-delicato-da-non-trascinare-in-contrapposizione-politica-sterile_121582.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121582/149065.jpg" title="Elvio Russi" alt="Elvio Russi" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>Ho letto con attenzione gli interventi di questi giorni sulle liste d&rsquo;attesa nella sanit&agrave; cuneese. Da medico in pensione e da cittadino impegnato come volontario in diverse realt&agrave; sanitarie e civiche del territorio, credo sia importante evitare che un tema cos&igrave; delicato venga trascinato dentro una contrapposizione politica sterile.</em></p>
<p><em>&Egrave; stato giusto segnalare le criticit&agrave; del sistema utilizzato nel Cuneese. &Egrave; stato giusto che la Regione intervenisse con prudenza e chiedesse chiarezza. &Egrave; altrettanto giusto, oggi, domandarsi che cosa fare per non lasciare soli cittadini e operatori.</em></p>
<p><em>In questo senso, l&rsquo;intervento del consigliere Mauro Calderoni ha avuto il merito di riportare l&rsquo;attenzione sul punto sostanziale: un modello organizzativo poteva presentare limiti formali e comunicativi, ma al tempo stesso garantiva elementi concreti di presa in carico, come il richiamo attivo, il recupero delle disdette, il riempimento degli spazi disponibili e una continuit&agrave; organizzativa utile ai pazienti.</em></p>
<p><em>Anche la posizione della consigliera Giulia Marro, se letta senza forzature polemiche, non mi pare inconciliabile: chiede chiarezza, regole trasparenti e risposte ufficiali, ma riconosce che eliminare quel sistema senza avere gi&agrave; un&rsquo;alternativa funzionante ha aggravato le criticit&agrave;.</em></p>
<p><em>Va riconosciuto anche all&rsquo;assessore Federico Riboldi di aver mantenuto una linea prudente e istituzionale su un tema complesso, cercando di ricondurre la questione dentro un quadro regionale pi&ugrave; ordinato. La stessa scelta di affidare la Direzione generale dell&rsquo;A.O. Santa Croce e Carle al dott. Franco Ripa, con il quale diversi interlocutori del territorio hanno registrato attenzione e disponibilit&agrave; operativa, pu&ograve; essere letta come un segnale positivo verso Cuneo e verso la ricerca di soluzioni concrete.</em></p>
<p><em>Mi pare quindi pi&ugrave; utile vedere in questi interventi non una spaccatura, ma l&rsquo;avvio di un confronto pi&ugrave; maturo. Una buona politica &egrave; fatta di maggioranza e opposizione, di controlli e proposte, di prudenza e capacit&agrave; correttiva. Quando finalmente si intravede uno spiraglio di dialogo costruttivo, non vedo l&rsquo;utilit&agrave; di soffiare su un fuoco polemico che rischia di bruciare tutti, a cominciare dai cittadini.</em></p>
<p><em>Le liste d&rsquo;attesa hanno cause profonde, nazionali e regionali: carenze di personale, crescita della domanda, difficolt&agrave; organizzative, appropriatezza prescrittiva, strumenti informatici non sempre all&rsquo;altezza. Non possono essere spiegate, n&eacute; risolte, riducendo tutto alla vicenda cuneese delle prenotazioni con data non reale.</em></p>
<p><em>Le date erano certamente non reali, e dunque &ldquo;fittizie&rdquo; sul piano formale; ma non erano presentate come appuntamenti effettivi, perch&eacute; il loro carattere provvisorio veniva dichiarato al cittadino. La comunicazione andava corretta, non trasformata in una condanna preventiva.</em></p>
<p><em>Continuare a evocare il termine &ldquo;fraudolento&rdquo;, in assenza di pronunciamenti formali delle autorit&agrave; competenti, mi pare una forzatura. Da qui occorre ripartire: correggere ci&ograve; che non funzionava, senza cancellare ci&ograve; che, pur in modo imperfetto, aiutava le persone.</em></p>
<p><em>La persona zoppica perch&eacute; le manca una gamba, non perch&eacute; usa una stampella. La stampella pu&ograve; essere artigianale, imperfetta, da correggere, ma non &egrave; la causa dello zoppicare. E non si pu&ograve; lasciare ferma una persona solo perch&eacute; serve tempo per preparare una protesi migliore. Fuori dalla metafora: un sistema transitorio pu&ograve; essere imperfetto e tuttavia necessario, purch&eacute; venga reso trasparente, monitorato e inserito in regole chiare.</em></p>
<p><em>In questi mesi abbiamo visto anche il grande impegno delle associazioni di volontariato, dei comitati civici e degli sportelli che aiutano i cittadini a orientarsi tra i percorsi di tutela previsti dalla normativa. Si tratta di un contributo prezioso, che merita riconoscenza perch&eacute; nasce dalla volont&agrave; di accompagnare persone spesso disorientate e fragili.</em></p>
<p><em>Il volontariato, i comitati civici e gli sportelli di tutela svolgono un ruolo prezioso, da valorizzare in una logica di collaborazione con le istituzioni e non di contrapposizione.</em></p>
<p><em>Per questo &egrave; importante che istituzioni, operatori sanitari, associazioni e rappresentanti dei cittadini lavorino in una logica di collaborazione reciproca. Le liste d&rsquo;attesa sono un problema troppo complesso per essere affrontato attraverso contrapposizioni permanenti. Ognuno pu&ograve; offrire un contributo utile, purch&eacute; l&rsquo;obiettivo comune resti sempre la tutela della persona.</em></p>
<p><em>Ora la domanda deve essere semplice: come garantiamo, da subito, ai cittadini tempi comprensibili, informazioni chiare e percorsi di tutela effettivi?</em></p>
<p><em>Trasparenza e presa in carico non sono valori opposti. Devono stare insieme.</em></p>
<p><em>Quando si parla di salute, non servono vincitori e vinti. Servono persone capaci di parlarsi, riconoscere gli errori, correggerli e costruire soluzioni praticabili per altre persone.</em></p>
<p><strong>Dott. Elvio G. Russi</strong><br><strong>Medico in pensione, volontario in realt&agrave; sanitarie e civiche del territorio</strong><br><strong>Ex primario dell'ospedale "Santa Croce e Carle"</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 05 Jun 2026 09:03:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Tra realtà virtuale umanizzazione delle cure: l'esempio dell'Asl CN1]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/tra-realta-virtuale-umanizzazione-delle-cure-l-esempio-dell-asl-cn1_121396.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/tra-realta-virtuale-umanizzazione-delle-cure-l-esempio-dell-asl-cn1_121396.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121396/148733.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;umanizzazione delle cure in ambito chirurgico trasforma la sala operatoria da ambiente puramente tecnologico a spazio di relazione, dove l&rsquo;integrazione di tecniche innovative e supporto empatico mira a preservare la dignit&agrave; e il benessere psicofisico del paziente in un momento di massima vulnerabilit&agrave;.</p>
<p>L&rsquo;ASL CN1, nell&rsquo;ambito di un progetto di umanizzazione delle cure e miglioramento continuo della qualit&agrave;, ha avviato uno studio sull&rsquo;impiego della realt&agrave; virtuale durante l&rsquo;impianto di accessi venosi totalmente impiantati (PORT) in pazienti oncologici. L&rsquo;obiettivo &egrave; di offrire un&rsquo;esperienza multisensoriale per favorire il rilassamento e ridurre lo stress delle persone assistite sottoposte ad impianto/rimozione di catetere venoso a lungo termine.</p>
<p>Si tratta di un progetto multidisciplinare condotto da Paolo Guffanti e Agnese Pizzorno della struttura di Terapia Antalgica e Gestione Accessi Venosi Centrali, diretta da Dario Giaime. La ricerca &egrave; supportata dal Direttore Sanitario ASL CN1, Monica Rebora, ed &egrave; svolta in collaborazione con le strutture di Oncologia, diretta da Cristina Granetto, e della Direzione delle Professioni Sanitarie, diretta da Anna Maddalena Basso.</p>
<p>Allo studio hanno aderito 50 pazienti oncologici (29 donne e 21 uomini) che, firmando il consenso al posizionamento di un visore per realt&agrave; virtuale, durante la procedura di impianto, sono stati immersi in ambienti digitali immersivi. La selezione dei contenuti mirava alla distrazione cognitiva attraverso scenari differenti: vedute marine, paesaggi al crepuscolo, voli di mongolfiere e navigazione nell&rsquo;universo.</p>
<p>Direttamente in sala operatoria, sono stati rilevati i parametri vitali di questi pazienti, 5 minuti prima e 5 minuti dopo il posizionamento del visore (e comunque prima dell&rsquo;inizio dell&rsquo;intervento). In questo intervallo di tempo si &egrave; verificata una normalizzazione dei parametri: una diminuzione media della pressione sistolica e diastolica del 3% circa e una diminuzione media della frequenza cardiaca del 5% circa.</p>
<p>Oltre all&rsquo;aspetto clinico, quasi tutti i pazienti hanno giudicato positivamente l&rsquo;utilizzo della realt&agrave; virtuale durante l&rsquo;intervento: 48 pazienti hanno riferito un&rsquo;esperienza superiore in termini di comfort rispetto a precedenti procedure invasive (come ad esempio interventi odontoiatrici o di piccola chirurgia), confermando l'efficacia della realt&agrave; virtuale come strumento di distrazione non farmacologica, e 49 pazienti consiglierebbero ad altri l&rsquo;utilizzo del visore per l&rsquo;impianto di un catetere vascolare.</p>
<p>Lo studio &egrave; stato oggetto di una comunicazione orale, da parte di Agnese Pizzorno in rappresentanza di tutto il Team Accessi Venosi dell&rsquo;ASL CN1, al Congresso nazionale PICC DAY, organizzato da GAVeCeLT (Gruppo Aperto di Studio 'Gli Accessi Venosi Centrali a Lungo Termine') tenutosi a Bologna il 3 dicembre 2025.</p>
<p>L&rsquo;utilizzo della realt&agrave; virtuale non &egrave; essenziale per la riuscita dell&rsquo;intervento e non ne migliora l&rsquo;esecuzione, ma rappresenta un valore aggiunto che umanizza e migliora significativamente l&rsquo;esperienza del paziente rispetto all&rsquo;impianto dell&rsquo;accesso venoso, ultimo step prima dell&rsquo;inizio della terapia oncologica.</p>
<p>L&rsquo;integrazione delle tecnologie emergenti, con particolare riferimento alla realt&agrave; virtuale, definisce una nuova frontiera nel processo di umanizzazione delle cure all'interno dell&rsquo;ambiente chirurgico. Questo approccio, su cui l'ASL CN1 sta attivamente investendo, consente una parziale "de-medicalizzazione" dell&rsquo;esperienza vissuta dal paziente, mitigando l&rsquo;impatto dello stress del contesto operatorio e modulando attivamente la percezione del dolore e dell&rsquo;ansia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 02 Jun 2026 10:47:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
