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<p>Per&ograve; &egrave; una parola che evolve, perch&eacute;&nbsp;<em>travaj</em> nel tempo diventa travaglio e cio&egrave; quel momento che precede il parto, fatto di tribolazione e di sofferenza ma anche dell&rsquo;orgoglio di &ldquo;mettere al mondo&rdquo;: &ldquo;L&rsquo;augurio pi&ugrave; bello del mondo del lavoro &egrave; fare qualcosa che ti somigli il pi&ugrave; possibile&rdquo;. Ma il <em>travaj</em> &egrave; anche un modo per definire un lavoro difficile: un <em>travaj del pentu</em> prevede una grandissima sofferenza a fronte di una scarsa resa. L&rsquo;espressione arriva dalla valle Maira, quando i <em>cavj&egrave;</em> e i <em>pellassiers</em> preparavano le parrucche per la migliore nobilt&agrave; d&rsquo;Europa. Se la domanda era troppa rispetto alle possibilit&agrave;, si cercava appunto di fare &ldquo;il lavoro del pettine&rdquo;, cio&egrave; industriarsi con i pochi capelli rimasti per fare nuove parrucche.</p>
<p>&ldquo;Beica che t&rsquo;ei mac fa &lsquo;l to travaj&rdquo; era la risposta dei genitori piemontesi di un tempo allo scolaro che mostrava un bel voto: ovvero &ldquo;guarda che hai solo fatto il tuo lavoro&rdquo;. Un monito che riflette il carattere riservato e laborioso dei piemontesi, tratteggiato in modo eccezionale da&nbsp;<strong>Giovanni Arpino</strong>: &ldquo;I piemontesi continuano a produrre pi&ugrave; di quanto consumano, seguitano a credere che lavorare bisogna, obbediscono a un codice morale che parla di fedelt&agrave;, di puntiglio, di sacrificio nel presente perch&eacute; questo presente &egrave; il crogiuolo del domani, dei figli, delle cose&rdquo;.</p>
<p>Confindustria ha aperto con questo messaggio un&rsquo;assemblea tutta dedicata alla celebrazione dell&rsquo;&ldquo;industria che fa la storia&rdquo;, della piemontesit&agrave; operosa, orgogliosa ma modesta, comunque attenta a non fare mai il passo pi&ugrave; lungo della gamba. Forse anche perch&eacute;, come ricorda ancora Tibaldi, &ldquo;la storia dell&rsquo;industria piemontese parte dalle campagne, in quella sapienza del lavoro che sa plasmare il paesaggio, un linguaggio, una mentalit&agrave;&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122926/small_151387.jpg" alt="L'assemblea di Confindustria" loading="lazy"></p>
<h2>&ldquo;La nostra forza va difesa ogni giorno&rdquo;</h2>
<p>&ldquo;Cuneo non &egrave; soltanto una terra di eccellenze riconosciute&rdquo; dice il presidente degli industriali cuneesi <strong>Mariano Costamagna</strong>: &ldquo;&Egrave; una delle aree pi&ugrave; produttive e pi&ugrave; solide del Paese. Lo dicono il valore del suo Pil, il peso dell&rsquo;industria, la forza dell&rsquo;agricoltura, la capacit&agrave; di esportare meccanica e componentistica, l&rsquo;alimentare e il vino. Sono numeri molto importanti ma prima, prima ancora, sono la fotografia di una provincia che produce, che ha fatto del made in Italy il suo mantra&rdquo;.</p>
<p>Se anche dopo la pandemia il territorio &ldquo;ha mostrato una capacit&agrave; di reazione che non possiamo dare per scontata&rdquo;, continua Costamagna, pure non va sottovalutato che &ldquo;il primo trimestre 2026 presenta luci ed ombre, il totale dell&rsquo;export provinciale segna una flessione rispetto allo stesso periodo dell&rsquo;anno precedente: &egrave; un segnale che dobbiamo cogliere. La nostra forza va difesa ogni giorno con investimenti, competenza e capacit&agrave; di adattamento&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122926/small_151388.jpg" alt="L'assemblea di Confindustria" loading="lazy"></p>
<h2>La Granda fra le prime 15 province del made in Italy</h2>
<p>Esageruma nen, come si dice. Anche se i numeri confortano, ancor pi&ugrave; di quanto non si dica di solito, l&rsquo;immagine di una provincia che sa fare: l&rsquo;economista <strong>Marco Fortis</strong> sottolinea che la Granda ha la prima posizione, tra le province italiane, come export pro capite di prodotti alimentari vari, prodotti da forno, articoli in gomma e prodotti per l&rsquo;alimentazione animale. Il settore bevande la vede al secondo posto dopo Verona, con un quinto posto per produzione di vini dop stimata in migliaia di ettolitri.</p>
<p>Tra tutte le province italiane, nel decennio 2014-2023 Cuneo si &egrave; piazzata fra le prime quindici province per crescita del Pil a valori correnti, con un pi&ugrave; 35,9%. I dati dell&rsquo;export, in linea con quelli del Piemonte, vedono una difficolt&agrave; nell&rsquo;ultimo anno non disgiunta per&ograve; dalla forte tenuta di alcuni settori: per quanto concerne le vendite sui mercati extra Ue il contributo della regione Piemonte copre il 7,1% dell&rsquo;export europeo totale e la provincia di Cuneo &egrave; all&rsquo;1,6%. Nelle esportazioni vitivinicole i dato sale al 2,1% per la Granda.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122926/small_151389.jpg" alt="L'assemblea di Confindustria" loading="lazy"></p>
<h2>Solo gli Usa crescono pi&ugrave; dell&rsquo;Italia nel G7</h2>
<p>E l&rsquo;Italia? Anche qui i numeri raccontano una realt&agrave; di lavoro e competenze che non sempre emerge nel dibattito pubblico. &ldquo;L&rsquo;Italia era l&rsquo;ottavo esportatore mondiale, oggi siamo il quinto escludendo i Paesi di puro transito come l&rsquo;Olanda e Hong Kong&rdquo; osserva l&rsquo;economista, direttore della Fondazione Edison: &ldquo;Da maggio 2025 ad aprile 2026 l&rsquo;Italia ha superato il Giappone ed &egrave; diventato il quarto esportatore. A fine anno - avverte - non sar&agrave; pi&ugrave; cos&igrave;, ma solo perch&eacute; Taipei e Corea del Sud stanno esportando quantitativi enormi di microchip per alimentare la bolla dell&rsquo;intelligenza artificiale: molte vengono fatte tre o quattro volte&rdquo;.</p>
<p>Una dinamica interessante &egrave; quella della crescita del Pil pro capite: l&rsquo;Italia l&rsquo;unico grande Paese oltre alla Cina che abbia incrementato il suo surplus commerciale ed &egrave; seconda nel G7 per crescita dietro agli Stati Uniti, con l&rsquo;8,4% in pi&ugrave; dal 2020 al 2025 contro il +10,9%. Nel caso degli Usa, peraltro, questa crescita &egrave; finanziata dall&rsquo;incremento del debito pubblico per altri settemila miliardi di dollari. &ldquo;Ci sono Paesi, - aggiunge Fortis - come la Gran Bretagna e il Canada, il cui Pil complessivo cresce solo perch&eacute; cresce la popolazione. La crescita della Spagna, che sembra fortissima, in termini pro capite vale la met&agrave; del Pil&rdquo;. A proposito di confronti tra &ldquo;cugini&rdquo;, &ldquo;abbiamo 10mila imprese esportatrici medio-grandi che da sole esportano pi&ugrave; dell&rsquo;intera Spagna: le piccole fanno comunque pi&ugrave; di 50 miliardi in esportazioni&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122926/small_151390.jpg" alt="L'assemblea di Confindustria" loading="lazy"></p>
<h2>Il debito pubblico? Mai stati pecore nere</h2>
<p>Resta la &ldquo;bestia nera&rdquo; del debito, che in realt&agrave; &egrave; soprattutto un tema di interessi. &ldquo;L&rsquo;Italia - conferma la relazione - &egrave; in avanzo statale primario gi&agrave; dal 2024 e lo siamo gi&agrave; stati dal 1992 al Covid: siamo il Paese pi&ugrave; frugale del mondo, restiamo in rosso solo per colpa degli interessi. L&rsquo;Italia &egrave; anche creditore netto verso il mondo con 385 miliardi, pur avendo 1000 miliardi di debito pubblico in mani straniere: Francia e Spagna hanno invece stock di posizione patrimoniale sull&rsquo;estero negativi&rdquo;. Gli Usa, si prevede, supereranno il nostro rapporto debito/Pil nel 2030, la Francia fra i 2030 e il 2035 e probabilmente anche la Cina: &ldquo;Tra dieci anni tutti i paradigmi del passato saranno spazzati via e l&rsquo;Italia non sar&agrave; pi&ugrave; la pecora nera del debito pubblico mondiale che in realt&agrave; non &egrave; mai stata. Anche perch&eacute; il debito rapportato non al Pil ma alla ricchezza finanziaria privata &egrave; molto pi&ugrave; basso rispetto alla Francia, alla Spagna e a molti altri. Senn&ograve; non si spiegherebbe perch&eacute; abbiamo 450 miliardi di debito pubblico detenuto da famiglie e imprese&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La vera sfida - conclude Fortis - sar&agrave; come far crescere il Pil dopo i superbonus edilizi e il Pnrr. Serviranno dopo il 2027 35 miliardi di investimenti per evitare che il Pil freni: serve soprattutto sbloccare le autorizzazioni per le energie rinnovabili e gli investimenti per le infrastrutture&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:55:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[La Spiga d'Oro 2026 di Cia Cuneo a Claudio Conterno]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/alba-e-langhe/la-spiga-d-oro-2026-di-cia-cuneo-a-claudio-conterno_122766.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/alba-e-langhe/la-spiga-d-oro-2026-di-cia-cuneo-a-claudio-conterno_122766.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122766/151134.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Claudio Conterno, 64 anni, di Monforte d&rsquo;Alba, vitivinicoltore tra i pi&ugrave; quotati a livello nazionale, gi&agrave; presidente provinciale di Cia Cuneo, oltre che da sempre figura di primo piano della stessa Organizzazione agricola, ieri sera ha ricevuto dalle mani del direttore provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo, Igor Varrone, la Spiga d&rsquo;oro 2026, il prestigioso riconoscimento conferito a personalit&agrave; che hanno dimostrato particolare capacit&agrave; di interpretazione e promozione dei valori della civilt&agrave; contadina.</p>
<p>La consegna del Premio &egrave; avvenuta a Villa Tiboldi, a Canale d&rsquo;Alba, nel corso della riunione per l&rsquo;approvazione del bilancio di Cia Cuneo, alla presenza del vicepresidente nazionale di Cia Agricoltori italiani Gianmichele Passarini, del direttore nazionale Maurizio Scaccia, del presidente regionale di Cia Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta Gabriele Carenini e del presidente provinciale di Cia Cuneo, Marco Bozzolo.</p>
<p>L&rsquo;anno scorso il Premio Spiga d&rsquo;oro era andato al cantautore Simone Cristicchi, prima ancora lo avevano ricevuto Roberto Ercole (gi&agrave; presidente regionale Cia Piemonte), Gianmario Marabotto (funzionario Cia Piemonte), Maurizio Scaccia (gi&agrave; direttore Caf Cia nazionale, ora direttore nazionale Cia), Roberto Damonte (gi&agrave; presidente provinciale Cia Cuneo), Rossana Zambelli (gi&agrave; direttore nazionale Cia), Lodovico Actis Perinetto (gi&agrave; presidente regionale Cia Piemonte) e Gianfranco Falco (gi&agrave; presidente provinciale Cia Cuneo).</p>
<p>Nel complimentarsi con Conterno e con la dirigenza per i risultati del bilancio di Cia Cuneo, il vicepresidente nazionale Gianmichele Passarini ha sottolineato l&rsquo;importanza a tutti i livelli della rappresentanza agricola, nella consapevolezza che il primo testimonial dell&rsquo;Organizzazione &egrave; il personale che tutti i giorni accoglie i soci e si occupa delle loro esigenze: "Dobbiamo prendere coscienza del fatto che il futuro non sar&agrave; lo stesso, diminuiscono le aziende agricole, in generale si avverte una disaffezione dei giovani verso l&rsquo;agricoltura. Cambieranno dinamiche e obiettivi, il sistema &egrave; fortemente condizionato dal cambiamento climatico, dobbiamo lavorare affinch&egrave; il Paese garantisca un orizzonte di prospettiva per il settore primario, alla politica chiediamo seriet&agrave;".</p>
<p>Secondo il direttore nazionale Maurizio Scaccia, l&rsquo;esempio delle Langhe e del Roero dimostra come qui l&rsquo;agricoltore abbia saputo trasformarsi in un imprenditore a tutto tondo, comprendendo come il suo lavoro non si concluda con la produzione, ma con la commercializzazione del prodotto.</p>
<p>"Cia Agricoltori italiani &ndash; ha detto Scaccia &ndash; &egrave; diventata il punto di riferimento delle imprese che vogliono fare il salto di qualit&agrave;, il suo sistema &egrave; forte perch&eacute; ha la capacit&agrave; di ascoltare la base associativa".</p>
<p>Anche il presidente regionale Gabriele Carenini ha richiamato il &ldquo;lavoro certosino che quotidianamente l&rsquo;Organizzazione svolge su tutti i tavoli istituzionali, partendo dall&rsquo;imperativo di ascoltare tutti, senza lasciare indietro nessuno&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 24 Jun 2026 14:11:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["La Regione nega la crisi climatica, a farne le spese per primi sono gli agricoltori"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-regione-nega-la-crisi-climatica-a-farne-le-spese-per-primi-sono-gli-agricoltori_122705.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-regione-nega-la-crisi-climatica-a-farne-le-spese-per-primi-sono-gli-agricoltori_122705.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122705/151012.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Oggi Fratelli d&rsquo;Italia &egrave; nuovamente partita all&rsquo;attacco dei fiumi, con un ordine del giorno del consigliere Sacchetto che afferma che la siccit&agrave; &egrave; un'emergenza straordinaria e che, per salvare l'agricoltura, bisogna derogare al deflusso ecologico dei fiumi&rdquo;. Lo scrive in un comunicato stampa il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale, apertamente critico nei confronti del documento presentato da Sacchetto.</p>
<p>Di seguito l&rsquo;intervento completo: "Fratelli d&rsquo;Italia fa finta di dimenticare che la Regione arriva da una sonora bocciatura proprio su questo tema. Nella legge di riordino approvata lo scorso anno, infatti, la destra aveva inserito una norma che consentiva di derogare al deflusso ecologico, cio&egrave; alla quantit&agrave; minima di acqua che deve rimanere nei fiumi e nei torrenti per garantire la sopravvivenza degli ecosistemi fluviali. Abbiamo contestato questa scelta fin dall'inizio perch&eacute; affrontava la scarsit&agrave; d'acqua aumentando la pressione su fiumi e torrenti gi&agrave; in sofferenza, che secondo Arpa sono per oltre met&agrave; in stato critico. Avevamo ragione: il Governo infatti ha impugnato la norma e, nel mese di aprile, la Corte Costituzionale l'ha definitivamente bocciata, perch&eacute; riduce il livello di tutela ambientale e di mitigazione degli effetti della crisi climatica. Non si pu&ograve; derogare al prelievo dai fiumi per favorire momentaneamente le colture, perch&eacute; ci&ograve; rischia di mandare in crisi irreversibile l&rsquo;intero sistema dei corpi idrici regionali. Dopo una sentenza cos&igrave; netta, la Regione avrebbe dovuto aprire una riflessione su come adattare il sistema agricolo e la gestione dell'acqua a un clima che sta cambiando. Invece no, continua a usare i fiumi come un bancomat di acqua, peggiorando con ci&ograve; la situazione e danneggiando anche i settori che poi dice di voler aiutare. Le temperature aumentano, le precipitazioni diventano sempre pi&ugrave; irregolari e la disponibilit&agrave; d'acqua diminuisce anno dopo anno, ma si continua a rispondere con misure eccezionali ad un problema strutturale, senza alcun riguardo per gli ecosistemi fluviali e alimentando il circolo vizioso per cui non si vuole cambiare nulla del modello che genera un problema e, per tamponarne gli effetti, continuiamo a consumare ancora di pi&ugrave; le risorse naturali da cui dipendiamo. Non si tratta di colpevolizzare il mondo agricolo, n&eacute; di negare il valore di saperi, pratiche e competenze tramandate per generazioni. Molti agricoltori hanno lavorato per tutta la vita seguendo metodi appresi in famiglia, in un contesto climatico, economico e normativo profondamente diverso da quello attuale. Oggi, per&ograve;, il cambiamento climatico, la scarsit&agrave; idrica, la fragilit&agrave; dei suoli e la necessit&agrave; di ridurre l&rsquo;impatto ambientale impongono una trasformazione dei modelli produttivi. Questa trasformazione non pu&ograve; essere lasciata sulle spalle dei singoli agricoltori, soprattutto delle aziende pi&ugrave; piccole o meno strutturate. Serve una Regione capace di anticipare i problemi, non solo di rincorrerli; una Regione che investa in formazione, consulenza tecnica, incentivi, semplificazione amministrativa e strumenti economici adeguati per accompagnare il passaggio verso pratiche agricole pi&ugrave; sostenibili e compatibili con le nuove condizioni ambientali. La transizione agricola deve essere guidata, sostenuta e condivisa: valorizzando l&rsquo;esperienza di chi lavora la terra da decenni e allo stesso tempo offrendo strumenti concreti per affrontare un futuro che non sar&agrave; pi&ugrave; uguale al passato. Possiamo certo discutere di invasi, bacini di accumulo e infrastrutture idriche. Ma davvero pensiamo che basti aumentare la capacit&agrave; di stoccaggio dell'acqua mentre il clima cambia e i suoli agricoli perdono sostanza organica, fertilit&agrave; e capacit&agrave; di trattenere l'acqua? &nbsp;Tanto per fare un esempio, ad oggi molti campi di mais sono ancora irrigati per scorrimento. Quanta di quell'acqua viene davvero trattenuta dal terreno? Quanta evapora o scorre via? Questo metodo prevede la dispersione del 50% circa dell&rsquo;acqua utilizzata. Possiamo continuare a prelevare acqua dai fiumi senza interrogarci seriamente sui sistemi irrigui, sulle pratiche agricole e sulla gestione del suolo? Terreni trattati con tecniche innovative ed efficienti aiutano a regolare il clima, a trattenere l'acqua, assorbire anidride carbonica, limitare gli eventi alluvionali. La Regione dovrebbe guidare una grande pianificazione per accompagnare agricoltori e agricoltrici verso un modello pi&ugrave; resiliente, capace di produrre reddito consumando meno acqua, rigenerando i suoli e adattandosi al cambiamento climatico. Invece di fatto nega la crisi climatica, chiedendo ancora cinque minuti di applicazione di un modello vecchio prelevando anche l&rsquo;ultima goccia di acqua disponibile: un modello di cui a fare le spese per primi sono peraltro proprio gli agricoltori, che pagano a caro prezzo il cambiamento climatico&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 16:46:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[A Monterosso Grana le ripetizioni di matematica sono gratuite]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/a-monterosso-grana-le-ripetizioni-di-matematica-sono-gratuite_122681.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/a-monterosso-grana-le-ripetizioni-di-matematica-sono-gratuite_122681.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122681/150973.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Solestrel &ndash; Ospitalit&agrave; di Valle, in collaborazione con il Comune di Monterosso Grana e con il sostegno del GAL Tradizione delle Terre Occitane, promuove a luglio due pomeriggi gratuiti dedicati al recupero scolastico per gli studenti della valle Grana.</p>
<p>L'iniziativa &egrave; rivolta ai ragazzi delle scuole medie e superiori che desiderano consolidare le proprie competenze in matematica durante la pausa estiva, attraverso incontri di ripetizione organizzati in un clima informale e di supporto.</p>
<p>Sono previsti due appuntamenti. Il primo, sabato 4 luglio dalle 16 alle 18, &egrave; dedicato agli studenti delle scuole medie, mentre il secondo, sabato 18 luglio, sempre dalle 16 alle 18, &egrave; pensato per gli studenti delle scuole superiori.</p>
<p>Le attivit&agrave; si svolgeranno nei locali dell'ex oratorio presso l'Area del Campo di Monterosso Grana, in via Vecchia Valgrana.&nbsp;Le lezioni saranno incentrate sulla matematica e sono aperte agli studenti della valle Grana.&nbsp;</p>
<p>I posti disponibili sono limitati ed &egrave; pertanto necessaria la prenotazione: per iscriversi &egrave; possibile inviare un messaggio WhatsApp al numero 340 8658757, contattando Andrea "Cantun".</p>
<p>L'iniziativa rappresenta una novit&agrave; sul panorama locale e si propone come un'opportunit&agrave; concreta di sostegno allo studio durante l'estate, mettendo a disposizione dei ragazzi ripetizioni gratuite all'insegna della passione, della disponibilit&agrave; e dell'aiuto reciproco.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122681/small_150974.jpg" alt="La locandina del recupero scolastico a Monterosso Grana" loading="lazy"></p>
<p>Proprio dal principio di <strong>aiuto reciproco</strong> nasce questo progetto. <strong>Andrea</strong> ed <strong>Elisa</strong> sono i gestori di <strong>Solestrel</strong>, una realt&agrave; nata recentemente in borgata Cantun, frutto di una scelta di vita che li porter&agrave; a lasciare il Roero per trasferirsi in questo &ldquo;cantun" di montagna, un angolo della valle Grana. Qui hanno dato forma a un'iniziativa che unisce ospitalit&agrave;, valorizzazione delle tradizioni locali e innovazione sociale.</p>
<p>In questo periodo hanno trovato grande disponibilit&agrave; e sostegno, sia da parte dell'amministrazione comunale sia da parte dei residenti: un'accoglienza che hanno voluto ricambiare con un gesto concreto rivolto alla comunit&agrave;, mettendo gratuitamente a disposizione tempo e competenze a favore dei giovani del territorio. Le giornate di recupero scolastico rappresentano quindi una forma di restituzione, con l'auspicio che possano essere soltanto l'inizio di un percorso pi&ugrave; ampio di collaborazione e crescita condivisa.</p>]]></description><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 12:06:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Claudio Sacchetto (FdI): “Dall’Europa segnali positivi per il futuro dell’agricoltura italiana”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/claudio-sacchetto-fdi-dalleuropa-segnali-positivi-per-il-futuro-dellagricoltura-italiana_122592.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/claudio-sacchetto-fdi-dalleuropa-segnali-positivi-per-il-futuro-dellagricoltura-italiana_122592.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122592/150829.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In questi giorni &egrave; arrivato il via libera del Parlamento europeo alle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), mentre non &egrave; stato trovato un accordo sul pacchetto Omnibus food and feed, nel quale era inclusa anche la discussione sulle modifiche al Regolamento 1107/2009 che norma i processi di approvazione e ri-approvazione dei prodotti fitosanitari. Riceviamo e pubblichiamo una lettera del consigliere regionale di Fratelli d&rsquo;Italia Claudio Sacchetto sul tema:&nbsp;</p>
<p>&ldquo;Egregio direttore,</p>
<p>negli ultimi giorni dall'Europa sono arrivati due segnali importanti per il futuro dell'agricoltura italiana. Due decisioni che vanno nella stessa direzione: sostenere l'innovazione, difendere la competitivit&agrave; delle imprese agricole tutelando l&rsquo;ambiente.</p>
<p>Il primo elemento riguarda il via libera del Parlamento europeo alle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), un passaggio storico per il settore agricolo e per il mondo della ricerca. Le TEA consentono di sviluppare variet&agrave; vegetali pi&ugrave; resistenti alle malattie e agli effetti dei cambiamenti climatici, riducendo l'utilizzo di fitofarmaci e migliorando la sostenibilit&agrave; delle produzioni senza compromettere la qualit&agrave; delle nostre eccellenze agroalimentari.</p>
<p>Si tratta di un risultato che il Governo guidato da Giorgia Meloni e la delegazione di Fratelli d'Italia nel gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR) hanno sostenuto con coerenza e determinazione fin dall'inizio della legislatura europea. Una battaglia portata avanti nella convinzione che la sostenibilit&agrave; non possa essere costruita contro gli agricoltori, ma insieme agli agricoltori, valorizzando la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica.</p>
<p>Anche in Piemonte abbiamo creduto fin da subito nelle potenzialit&agrave; delle TEA. Per questo, alcuni mesi fa, avevo depositato un Ordine del Giorno, approvato dal Consiglio Regionale, che impegnava il Piemonte a sostenere la ricerca e la sperimentazione su queste nuove tecnologie. Oggi quella scelta trova una conferma importante a livello europeo.</p>
<p>Il secondo segnale positivo arriva dal mancato accordo sul pacchetto Omnibus food and feed, nel quale era inclusa anche la discussione sulle modifiche al Regolamento 1107/2009 che norma i processi di approvazione e ri-approvazione dei prodotti fitosanitari, siccome il testo non accoglieva la richiesta dell&rsquo;Italia e di altri Stati di ridurre i tempi ed i costi per poter avere molecole sempre adeguate ai tempi, &egrave; stata respinta la proposta che non offriva adeguate garanzie rispetto alle esigenze del mondo produttivo e che rischiava di introdurre ulteriori vincoli senza riconoscere il ruolo fondamentale dell'innovazione e delle nuove tecnologie applicate all'agricoltura.</p>
<p>Anche in questo caso &egrave; stata determinante la posizione italiana, sostenuta dal Governo Meloni, che ha saputo interpretare le richieste provenienti dal comparto agricolo, dalle organizzazioni professionali e dal mondo cooperativo. Nei prossimi mesi continueranno i negoziati per arrivare a soluzioni soddisfacenti. La sostenibilit&agrave; ambientale resta un obiettivo imprescindibile, ma deve essere accompagnata dalla sostenibilit&agrave; economica delle imprese agricole e dalla capacit&agrave; dell'Europa di garantire la propria sicurezza e sovranit&agrave; alimentare.</p>
<p>Le aziende agricole europee stanno affrontando sfide senza precedenti: cambiamenti climatici, emergenze fitosanitarie, aumento dei costi di produzione e concorrenza internazionale spesso soggetta a regole meno stringenti. In questo contesto servono strumenti innovativi, procedure pi&ugrave; efficienti e una normativa che premi chi investe in tecnologia e qualit&agrave;.</p>
<p>Il voto sulle TEA e il mancato accordo sul pacchetto Omnibus rappresentano dunque due facce della stessa medaglia: il superamento di un approccio ideologico che negli ultimi anni ha spesso caratterizzato il dibattito agricolo europeo. L'Europa deve tornare a essere alleata di chi produce, investe e crea valore nei territori&rdquo;.</p>
<p><strong>Claudio Sacchetto, consigliere regionale, presidente Commissione agricoltura, Fratelli d&rsquo;Italia</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:16:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Si aprono le candidature per gli Oscar Green di Coldiretti Giovani Impresa]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/si-aprono-le-candidature-per-gli-oscar-green-di-coldiretti-giovani-impresa_122489.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/si-aprono-le-candidature-per-gli-oscar-green-di-coldiretti-giovani-impresa_122489.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122489/150656.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Pi&ugrave; di tre giovani imprenditori agricoli su quattro (77%) con laurea o diploma universitario hanno seguito corsi di studio diversi da quello agrario, dalle lettere all&rsquo;ingegneria, per poi scegliere di costruirsi un futuro in campagna. Ad affermarlo &egrave; un&rsquo;analisi della Coldiretti su dati ISTAT diffusi in occasione del via alle iscrizioni all&rsquo;Oscar Green, il premio di Coldiretti Giovani Impresa ad aziende e start up che generano sviluppo e lavoro. Da chi ha preso in mano l&rsquo;azienda di famiglia a chi &egrave; agricoltore di prima generazione, le nuove generazioni nei campi sono diventate sempre pi&ugrave; un motore della crescita e dello sviluppo del settore agroalimentare italiano.<br><br>L&rsquo;edizione di quest&rsquo;anno, intitolata &ldquo;Giovani Oggi&rdquo;, vede in lizza quattro categorie di concorso: Campagna Amica, Impresa Digitale e Sostenibile, Coltiviamo Insieme e +Impresa, oltre a due premi speciali nazionali: &ldquo;Agri-influencer&rdquo; e "Scuole di oggi, agricoltori del domani". &nbsp;Le domande di partecipazione vanno presentate entro il 29 giugno 2026, direttamente sulla <a href="https://giovanimpresa.coldiretti.it/oscar-green/iscrizione/" target="_blank" rel="nofollow">pagina web</a> oppure presso le Federazioni Provinciali Coldiretti.<br><br>&ldquo;Campagna Amica&rdquo; premia i progetti che valorizzano i prodotti dell&rsquo;agroalimentare italiano attraverso la filiera corta, i mercati contadini, il turismo rurale e le attivit&agrave; ricettive delle aziende agricole. &ldquo;Impresa Digitale e Sostenibile&rdquo; &egrave; dedicata alle imprese che innovano grazie alla digitalizzazione e alla sostenibilit&agrave;, puntando su economia circolare, recupero degli scarti, produzione di energia e risparmio delle risorse naturali. &ldquo;Coltiviamo Insieme&rdquo; valorizza i partenariati tra agricoltura, inclusione sociale e territorio, coinvolgendo enti pubblici, scuole, universit&agrave; e aziende agricole impegnate in servizi socio-sanitari, educativi e di inserimento lavorativo per persone svantaggiate o con disabilit&agrave;. &ldquo;+Impresa&rdquo; premia invece le aziende agricole capaci di affrontare un mercato sempre pi&ugrave; competitivo e internazionale grazie alla visione imprenditoriale.<br><br>Tra i premi speciali c&rsquo;&egrave; &ldquo;Agri-Influencer&rdquo;, rivolto alle imprese che raccontano l&rsquo;agricoltura attraverso social, eventi e nuovi canali di comunicazione, creando attorno al settore una grande community. &ldquo;Scuole di oggi, agricoltori del domani&rdquo; &egrave; dedicato agli istituti tecnici e professionali agrari che si distinguono per progetti legati alla biodiversit&agrave;, all&rsquo;innovazione agroalimentare e alla valorizzazione del patrimonio italiano. Tra le novit&agrave; di quest&rsquo;anno anche il &ldquo;Premio del Pubblico&rdquo; e il &ldquo;Premio della Stampa&rdquo;, assegnati ai progetti finalisti pi&ugrave; apprezzati.<br>&ldquo;<em>Oscar Green rappresenta un&rsquo;importante occasione per i giovani agricoltori che con le loro imprese pongono al centro valori come l&rsquo;innovazione tecnologica e la tutela del territorio. Le imprese che corrono per l&rsquo;Oscar Green sono rappresentative di un modello di innovazione sostenibile in agricoltura che affonda le sue radici nella terra e nelle comunit&agrave;</em> &ndash; evidenzia Marco Bernardi delegato provinciale Giovani Impresa &ndash;. <em>Abbiamo, nella Granda, varie storie di giovani che sono i protagonisti della nostra agricoltura ed &egrave; questo il momento di far venire a galla tutto questo patrimonio</em>&rdquo;.<br><br>"<em>I giovani rappresentano il presente economico e sociale del nostro Paese, per questo Oscar Green vuole valorizzare la capacit&agrave; delle nuove generazioni di innovare in agricoltura e costruire il futuro del settore agroalimentare attraverso talento, idee e multifunzionalit&agrave;</em>&rdquo;, concludono Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo, e Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Sun, 21 Jun 2026 15:12:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Coldiretti Cuneo: "Le fattorie didattiche alternativa sempre più popolare per le vacanze"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/coldiretti-cuneo-le-fattorie-didattiche-alternativa-sempre-piu-popolare-per-le-vacanze_122471.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/coldiretti-cuneo-le-fattorie-didattiche-alternativa-sempre-piu-popolare-per-le-vacanze_122471.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122471/150788.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Per oltre una famiglia italiana su tre (36%) &egrave; tempo di trovare attivit&agrave; post scuola per i propri figli. Tra giugno e luglio, infatti, molti genitori sono ancora impegnati al lavoro e devono trovare soluzioni per conciliare gli impegni professionali con la gestione dei bambini durante la lunga pausa estiva. &Egrave; il dato che emerge dall&rsquo;indagine Coldiretti/Ix&egrave;, diffusa nella settimana che ha sancito lo stop alle lezioni su tutto il territorio nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella scelta delle strutture, il mare si piazza al primo posto, seguito dalla campagna, grazie soprattutto alla crescita del fenomeno delle fattorie didattiche che nei mesi di scuola ospitano gli alunni per lezioni di educazione alimentare e che in quelli estivi si organizzano con &ldquo;camp&rdquo; all&rsquo;insegna del divertimento, dello sport e della sana alimentazione. Una soluzione che offre maggior riparo anche dalle alte temperature che soffocano le citt&agrave;.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Nella provincia di Cuneo abbiamo pi&ugrave; di 30 fattorie didattiche accreditate dalla Regione, con proposte che spaziano dall&rsquo;educazione ambientale ai laboratori pratici, offrendo a bambini, famiglie e scuole occasioni di apprendimento a contatto con la natura ed il mondo agricolo</em> &ndash; spiega Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo &ndash;. <em>Tra le attivit&agrave; pi&ugrave; diffuse ci sono quelle dedicate alla trasformazione dei prodotti, come la preparazione di pane e pasta, la produzione di formaggi e del miele, affiancate da percorsi nell&rsquo;orto e sulla stagionalit&agrave; delle coltivazioni. Ampio spazio &egrave; riservato anche agli animali della fattoria, con attivit&agrave; educative, momenti di accudimento e percorsi esperienziali che permettono di conoscere da vicino la vita rurale. Non mancano iniziative all&rsquo;aria aperta tra giochi, laboratori creativi, escursioni, picnic, spettacoli e attivit&agrave; dedicate alla sostenibilit&agrave;. Molte realt&agrave; promuovono inoltre progetti inclusivi e sociali, coinvolgendo persone con disabilit&agrave; in percorsi educativi, relazionali e di avvicinamento alle attivit&agrave; agricole</em>&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>L&rsquo;obiettivo &egrave; quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell&rsquo;agricoltura con il cibo che si porta in tavola ogni giorno</em>&rdquo;, aggiunge Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Sun, 21 Jun 2026 12:12:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Confagricoltura Cuneo premia ”O.R.A. Società Agricola” di Cherasco con l’Orgoglio Agricolo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/confagricoltura-cuneo-premia-ora-societa-agricola-di-cherasco-con-lorgoglio-agricolo_122530.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/confagricoltura-cuneo-premia-ora-societa-agricola-di-cherasco-con-lorgoglio-agricolo_122530.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122530/150731.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Uno dei momenti celebrativi pi&ugrave; attesi degli eventi per gli 80 anni di fondazione di Confagricoltura Cuneo, tenutisi venerd&igrave; 19 giugno a Cuneo, &egrave; stata la consegna dell&rsquo;&rdquo;Orgoglio agricolo&rdquo; all&rsquo;azienda &ldquo;O.R.A. Societ&agrave; Agricola&rdquo; di Roreto di Cherasco. Il premio, istituito per valorizzare una realt&agrave; simbolo del territorio che si &egrave; distinta per capacit&agrave; innovativa, impegno e contributo allo sviluppo del tessuto economico e sociale, &egrave; stato consegnato dal presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ad Aldo Barale, amministratore delegato O.R.A. Societ&agrave; Agricola, Franco Ambrogio, direttore commerciale, e Oreste Massimino. Durante il pomeriggio &egrave; stato presentato anche il libro, &ldquo;Agricoltura &egrave; impresa. Storie di persone aziende e territori&ldquo;, che racconta l&rsquo;evoluzione dell&rsquo;agricoltura cuneese negli ultimi decenni attraverso fatti, interviste, contributi e testimonianze istituzionali. Grande emozione, infine, per il video realizzato in occasione degli ottant&rsquo;anni di Confagricoltura Cuneo in cui tre aziende del territorio raccontano l&rsquo;evoluzione dell&rsquo;agricoltura dal dopoguerra ad oggi, attraverso le voci di tre generazioni: nonni, genitori e figli.</p>
<p>Da sempre associata a Confagricoltura Cuneo, O.R.A. Societ&agrave; Agricola ha costruito negli anni una filiera avicola agricola completa, che comprende riproduttori, incubatoio, allevamento, macellazione, confezionamento e commercializzazione. Nata nel 2007 dall&rsquo;esperienza della Famaarco Agricola, attiva dal 1971, e dall&rsquo;intuizione del suo fondatore Gian Carlo Simoni, la O.R.A. rappresenta un esempio concreto di come l&rsquo;agricoltura possa crescere, innovarsi e creare valore per il territorio senza perdere il legame con le proprie radici. Un percorso di crescita costante che ha portato la O.R.A. a diventare la pi&ugrave; grande azienda agricola del Piemonte per numero di dipendenti e giornate lavorative. Una crescita resa possibile non solo dagli investimenti e dall&rsquo;innovazione, ma anche dalla costante attenzione alle persone. Nel 2007 la O.R.A. fu protagonista della sottoscrizione del primo contratto di lavoro agricolo aziendale della provincia di Cuneo, anticipando un modello organizzativo innovativo orientato alla valorizzazione del lavoro. Oggi la O.R.A. continua a guardare al futuro, investendo nella tutela delle persone, nello sviluppo della filiera locale, nel benessere animale e nell&rsquo;espansione verso mercati internazionali.</p>
<p>Il volume &ldquo;Agricoltura &egrave; impresa. Storie di persone, aziende e territori&ldquo;, ripercorre ottant&rsquo;anni di storia, impegno e rappresentanza al servizio dell&rsquo;agricoltura provinciale. Attraverso contributi istituzionali, approfondimenti storici, analisi delle politiche agricole e testimonianze dirette, la pubblicazione racconta l&rsquo;evoluzione di un settore che ha saputo trasformarsi profondamente mantenendo saldo il legame con il territorio. Il libro ricorda, anzitutto, le tappe fondamentali della crescita di Confagricoltura Cuneo, dalla fondazione l&rsquo;11 marzo 1946 ai giorni nostri, evidenziando in particolare iniziative e attivit&agrave; svolte negli ultimi 20 anni per accompagnare gli imprenditori agricoli della provincia nell&rsquo;affrontare cambiamenti normativi, sfide economiche e trasformazioni sociali. Ampio spazio &egrave; dedicato, inoltre, alle specificit&agrave; delle diverse aree territoriali della Granda e alle storie di tre aziende associate raccontate da nonni, genitori e figli. Tra memoria e prospettive future, la pubblicazione offre una riflessione sul valore dell&rsquo;impresa agricola come motore di crescita economica, presidio delle comunit&agrave; e laboratorio del futuro. Un racconto corale che rende omaggio a chi ha contribuito, e continua tuttora, a costruire l&rsquo;agricoltura cuneese.</p>
<p>Un video celebrativo, infine, ha raccontato ottant&rsquo;anni di evoluzione, cambiamento e progresso attraverso le storie di tre generazioni, ripercorrendo l&rsquo;evoluzione di un intero territorio agricolo grazie alle voci dell&rsquo;azienda frutticola Angaramo di Saluzzo, dell&rsquo;azienda zootecnica Gastaldi di Vottignasco e dell&rsquo;azienda vitivinicola Vietto di Novello.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 07:48:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Ottant'anni di Confagricoltura Cuneo: "Celebriamo il traguardo in un momento complesso"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/ottant-anni-di-confagricoltura-cuneo-celebriamo-il-traguardo-in-un-momento-complesso_122528.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/ottant-anni-di-confagricoltura-cuneo-celebriamo-il-traguardo-in-un-momento-complesso_122528.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122528/150727.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Ottant&rsquo;anni fa, l&rsquo;11 marzo 1946, nasceva l&rsquo;Associazione Provinciale Agricoltori, oggi Confagricoltura Cuneo. Da allora, generazioni di presidenti, dirigenti, collaboratori e associati hanno contribuito a costruire una realt&agrave; solida e autorevole, punto di riferimento per l&rsquo;agricoltura del territorio. A tutti loro va il nostro ringraziamento. Celebriamo questo importante traguardo in un momento complesso, segnato da sfide globali ma anche da criticit&agrave; che viviamo ogni giorno sul territorio, dalla Peste Suina Africana alle difficolt&agrave; dei comparti vino e latte, fino alla crisi idrica legata ai cambiamenti climatici. Guardando al futuro, sar&agrave; fondamentale continuare a creare valore attraverso la multifunzionalit&agrave;, l&rsquo;innovazione e le nuove opportunit&agrave; offerte da agroenergie, turismo rurale e trasformazione aziendale. Al tempo stesso dovremo investire sui giovani, perch&eacute; il futuro dell&rsquo;agricoltura dipende dalla loro capacit&agrave; di portare competenze, idee ed energie nuove. Con lo stesso spirito che ci ha guidati fin qui, continueremo a sostenere le nostre imprese e a guardare lontano&rdquo;. Con queste parole Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo ha dato il via agli eventi per gli 80 anni di fondazione dell&rsquo;associazione, aprendo il convegno &ldquo;L&rsquo;importanza di aggregarsi in un mondo poco sostenibile e poco governabile&rdquo; svoltosi venerd&igrave; 19 giugno a Cuneo. Gli interventi di Vittorio Emanuele Parsi, professore ordinario di Relazioni Internazionali all&rsquo;Universit&agrave; Cattolica di Milano, Andrea Malaguti, direttore del quotidiano La Stampa, e Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura e del Copa, condotti dalla presentatrice Rai, Elisa Isoardi, sono stati occasione di riflessione e confronto sui grandi temi di attualit&agrave; che influenzano il settore.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122528/small_150728.jpg" alt="Foto" loading="lazy"></p>
<p>Prima dell&rsquo;inizio del convegno, il governatore Alberto Cirio ha premiato la Confagricoltura di Cuneo con un riconoscimento da parte della Regione per gli 80 anni di lavoro e di impegno a favore del territorio. Sul palco dell&rsquo;evento, poi, hanno portato i saluti la sindaca di Cuneo, Patrizia Manassero, il senatore Giorgio Bergesio, il consigliere di Fondazione CRC, Mauro Bernardi, il presidente della Camera di Commercio, Luca Crosetto e l&rsquo;assessore regionale all&rsquo;Agricoltura Paolo Bongioanni, che ha letto un contributo del ministro dell&rsquo;Agricoltura e della sovranit&agrave; alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida.</p>
<p>Ha dunque preso il via il convegno con Vittorio Emanuele Parsi che ha riflettuto sul clima di instabilit&agrave; che caratterizza il contesto internazionale contemporaneo, spiegando come incertezza e volatilit&agrave; siano ormai diventate una condizione strutturale con cui istituzioni, imprese e cittadini devono imparare a confrontarsi. In un mondo segnato da conflitti, tensioni geopolitiche e guerre commerciali, secondo il professore diventa fondamentale rafforzare la capacit&agrave; di cooperazione e di risposta dell&rsquo;Europa. Parsi ha inoltre evidenziato come l&rsquo;agricoltura sia tornata a rivestire un ruolo strategico, non solo economico, ma anche geopolitico, poich&eacute; la sicurezza alimentare rappresenta un elemento essenziale per la stabilit&agrave; dei Paesi. Guardando al futuro, ha messo in guardia dal rischio di chiusure e individualismi, sottolineando invece il valore dell&rsquo;aggregazione e della collaborazione come strumenti indispensabili per affrontare le sfide globali e costruire soluzioni durature.</p>
<p>A seguire, Andrea Malaguti, direttore del quotidiano La Stampa, ha affrontato il tema dell&rsquo;informazione in un&rsquo;epoca caratterizzata dalla rapidit&agrave; della comunicazione e dalla diffusione dei social media, soffermandosi sui rischi legati alla disinformazione e alle fake news anche per il settore agricolo. Il direttore ha evidenziato il ruolo centrale di un&rsquo;informazione autorevole e verificata per aiutare i cittadini a orientarsi tra notizie spesso frammentarie o semplificate. Ha inoltre sottolineato la responsabilit&agrave; della stampa nel mantenere un rapporto di fiducia tra produttori e consumatori, favorendo una conoscenza pi&ugrave; approfondita delle dinamiche che caratterizzano il mondo agricolo e contribuendo a contrastare narrazioni distorte o prive di fondamento.</p>
<p>Infine, Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura e del Copa ha richiamato l&rsquo;attenzione sul profondo cambiamento che sta attraversando il contesto internazionale, caratterizzato da tensioni geopolitiche, crisi energetiche e crescente fragilit&agrave; delle catene di approvvigionamento. In questo scenario, ha sottolineato come l&rsquo;agricoltura debba essere considerata un asset strategico per garantire sicurezza alimentare, stabilit&agrave; economica e coesione sociale. Secondo il presidente di Confagricoltura, le parole d&rsquo;ordine sono competizione, un&rsquo;identit&agrave; forte e sostenibilit&agrave; come leva strategica da utilizzare a vantaggio competitivo e non come limite di un mercato globale. Tanto pi&ugrave; per un Paese come l&rsquo;Italia che rappresenta lo 0,006% della superficie agricola mondiale ma ha un rapporto unico al mondo in termini di valore aggiunto, in cui per ogni euro prodotto il moltiplicatore &egrave; 180.</p>
<p>Al termine degli interventi degli ospiti, spazio ai festeggiamenti degli ottant&rsquo;anni di storia di Confagricoltura Cuneo. Sul palco, insieme al presidente Allasia, il direttore provinciale, Roberto Abellonio, che ha accompagnato il pubblico in un percorso tra memoria, testimonianze e prospettive future: &ldquo;Negli ultimi 20 anni Confagricoltura Cuneo &egrave; cresciuta ed &egrave; arrivata, oggi, ad essere un&rsquo;organizzazione agricola di riferimento, pronta per affrontare le sfide future del comparto; il merito &egrave; senza dubbio del gran lavoro di squadra tra aziende, collaboratori e i Consigli direttivi che si sono succeduti, senza la giusta sinergia tra queste tre componenti non avremmo potuto tagliare i traguardi che abbiamo raggiunto. Proseguiremo con la stessa immutata passione per affrontare le sfide e continuare a coltivare il futuro&hellip; perch&eacute; l&rsquo;agricoltura &egrave; impresa, come recita il titolo della nostra pubblicazione&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 07:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Percorso dermochirurgico: l'approccio multidisciplinare che fa del Santa Croce un modello di riferimento]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/percorso-dermochirurgico-l-approccio-multidisciplinare-che-fa-del-santa-croce-un-modello-di-riferimento_122407.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/percorso-dermochirurgico-l-approccio-multidisciplinare-che-fa-del-santa-croce-un-modello-di-riferimento_122407.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/150525.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Con l'estate alle porte e l'aumento delle occasioni di esposizione al sole, parlare di prevenzione dei tumori cutanei significa inevitabilmente parlare di creme solari, nei sospetti e controlli dermatologici. La serata "<strong>Occhio alla pelle</strong>", organizzata dall'associazione<strong> L'Albero dell'Amicizia ETS </strong>presso il Circolo 'L Caprissi di Cuneo lo scorso mercoled&igrave; 10 giugno, ha scelto per&ograve; di andare oltre: accompagnare il pubblico in un vero e proprio viaggio all'interno del percorso che porta dalla prevenzione alla diagnosi e, quando necessario, alla cura.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150527.jpg" alt="Il pubblico in sala" loading="lazy"></p>
<p>Un percorso che coinvolge dermatologi, chirurghi, oncologi, medici di famiglia, anatomopatologi e associazioni di volontariato e che rappresenta oggi uno dei modelli organizzativi pi&ugrave; significativi sviluppati all'interno dell'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle.</p>
<p>Ad aprire l'incontro &egrave; stato il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo <strong>Franco Ripa</strong>&nbsp;che ha sottolineato <strong>il valore della collaborazione tra ospedale, territorio e associazionismo</strong>. Nel suo discorso il dottor&nbsp;Ripa ha ribadito l&rsquo;importanza di una prevenzione che passi innanzitutto dalla diffusione della conoscenza.&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150528.jpg" alt="Franco Ripa" loading="lazy"></p>
<p>A fargli seguito, il direttore sanitario <strong>Giuseppe Lauria</strong> ha posto l'accento sul concetto che ha poi attraversato l'intera serata: le patologie complesse non possono essere affrontate da una singola specialit&agrave;. &ldquo;Vogliamo rappresentare un modello che vede nella multispecialit&agrave;, nella convergenza dei saperi e nella comunione delle competenze lo strumento per dare una risposta ai bisogni dei pazienti&rdquo;, ha spiegato.</p>
<p>Un concetto che trova una delle sue applicazioni pi&ugrave; concrete proprio nel caso dei tumori cutanei.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150529.jpg" alt="Giuseppe Lauria" loading="lazy"></p>
<h2>La prevenzione &egrave; una responsabilit&agrave; collettiva</h2>
<p>L'intervento di <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, presidente della Commissione Sanit&agrave; della Regione Piemonte, ha fornito la cornice istituzionale, collocando il tema del melanoma e dei tumori cutanei all'interno di una riflessione pi&ugrave; ampia sulla sanit&agrave; pubblica. Il punto di partenza sono stati i numeri: in Italia si registrano quasi 13 mila nuovi casi di melanoma ogni anno e l'incidenza continua a crescere. Pur rappresentando una quota relativamente ridotta dei tumori della pelle, il melanoma resta una delle forme pi&ugrave; aggressive quando viene diagnosticato tardivamente, mentre una diagnosi precoce &egrave; in grado di modificare radicalmente le prospettive di cura.</p>
<p>Icardi ha ricordato come negli ultimi decenni la ricerca abbia cambiato profondamente l'approccio alle patologie cutanee, passando dall'osservazione clinica tradizionale alla biologia molecolare, al sequenziamento genetico e a strumenti diagnostici sempre pi&ugrave; precoci e accurati. Un'evoluzione che ha permesso lo sviluppo di terapie innovative e sempre pi&ugrave; personalizzate, ma che richiede allo stesso tempo una forte organizzazione del sistema sanitario.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150533.jpg" alt="Luigi Genesio Icardi" loading="lazy"></p>
<p>Ampio spazio &egrave; stato dedicato al ruolo delle campagne di sensibilizzazione, a partire da Euromelanoma, che da oltre vent'anni promuove in tutta Europa una corretta informazione sui rischi dell'esposizione ai raggi ultravioletti, sull'importanza dei controlli dermatologici per soggetti a rischio e sulla necessit&agrave; di contrastare false convinzioni ancora molto diffuse riguardo all'abbronzatura, alle lampade solari e all'uso delle protezioni.</p>
<p>La lotta ai tumori della pelle, ha sottolineato Icardi, significa anche costruire reti cliniche efficienti, garantire l'accesso alle prestazioni appropriate, sostenere la ricerca e favorire percorsi multidisciplinari in grado di accompagnare il paziente lungo tutto il percorso diagnostico e terapeutico. In questo senso, la Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d'Aosta rappresenta uno strumento fondamentale per assicurare standard elevati di cura e ridurre le disuguaglianze territoriali.</p>
<p>Il messaggio emerso &egrave; stato che la prevenzione &egrave; un investimento sulla salute individuale, ma anche uno strumento di equit&agrave; sociale: riportarla al centro della medicina significa costruire un sistema sanitario capace non solo di curare le malattie, ma di intercettarle prima che diventino un problema.</p>
<h2>Dalla prevenzione alla cura: un percorso costruito tappa dopo tappa</h2>
<p>A introdurre gli intervendi dei medici &egrave; stato <strong>Giorgio Giraudo</strong>, responsabile della SSD Day e Week Surgery e promotore dell'iniziativa, che ha definito l'incontro come un "viaggio all'interno della dermochirurgia". Un viaggio che si &egrave; sviluppato tappa dopo tappa: la panoramica delle principali patologie cutanee, come prevenire, quando si tratta di tumore e come &egrave; strutturato il percorso dermochirurgico. A conclusione, una tavola rotonda tra specialisti ha affrontato la tematica dai vari punti di vista.&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150530.jpg" alt="Giorgio Giraudo" loading="lazy"></p>
<p>La prima tappa &egrave; stata affidata alla dermatologa <strong>Veronica Arese</strong>, che ha affrontato un tema tanto semplice quanto cruciale: riconoscere le patologie cutanee e capire quando sia davvero necessario rivolgersi allo specialista.</p>
<p>Un messaggio emerso con forza riguarda infatti un equivoco molto diffuso. La prevenzione nel campo dei tumori della pelle non consiste nel sottoporre indiscriminatamente la popolazione a controlli continui e a effettuare screening di massa.</p>
<p>L'<strong>obiettivo &egrave; invece individuare i soggetti maggiormente a rischio e diffondere maggior consapevolezza</strong> per aiutare a riconoscere le lesioni sospette che meritino attenzione specialistica.</p>
<p>La visita dermatologica comprende attivit&agrave; molto diverse tra loro: screening dei pazienti a rischio, diagnosi di lesioni sospette, controlli periodici, trattamenti ambulatoriali e indicazione ai percorsi chirurgici quando necessari. Al centro c'&egrave; il concetto di appropriatezza.</p>
<p>Arese ha illustrato il ruolo della dermatoscopia e della videodermatoscopia, comunemente nota come mappatura dei nei, chiarendo come quest'ultima non rappresenti un esame da proporre indistintamente a tutti ma uno strumento da utilizzare nei pazienti che presentano specifici fattori di rischio.</p>
<p>Tra questi figurano la presenza di numerosi nevi, la familiarit&agrave; per melanoma, alcune sindromi genetiche, particolari condizioni di immunodepressione e un'esposizione significativa ai raggi ultravioletti.</p>
<p>Particolarmente utile per il pubblico &egrave; stato il richiamo alla regola dell'ABCDE e al criterio del "brutto anatroccolo": il segnale pi&ugrave; importante non &egrave; tanto la presenza di un neo, quanto il suo cambiamento nel tempo o la comparsa di una lesione diversa dalle altre.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150534.jpg" alt="Veronica Arese" loading="lazy"></p>
<h2>La prevenzione comincia molto prima della visita</h2>
<p>Se Arese ha spiegato come riconoscere i segnali che meritano attenzione, la dottoressa <strong>Eleonora Bongiovanni </strong>ha affrontato il tema della prevenzione primaria, cio&egrave; tutto ci&ograve; che si pu&ograve; fare prima ancora che una malattia compaia.</p>
<p>Il suo intervento si &egrave; trasformato in una sorta di guida pratica alla protezione della pelle.</p>
<p>Dall'importanza di limitare l'esposizione nelle ore centrali della giornata all'utilizzo corretto delle creme solari ad ampio spettro, fino al ruolo dell'abbigliamento protettivo, il messaggio &egrave; stato chiaro: la prevenzione non si esaurisce in una visita specialistica, ma si costruisce attraverso comportamenti quotidiani.</p>
<p>Particolare attenzione &egrave; stata dedicata ai bambini. Le evidenze scientifiche mostrano infatti come le scottature e l'intensa esposizione ai raggi UV durante l'infanzia e l'adolescenza aumentino significativamente il rischio di sviluppare tumori cutanei in et&agrave; adulta.</p>
<p>Bongiovanni ha inoltre sfatato alcuni luoghi comuni ancora molto diffusi, tra questi quello relativo alla vitamina D. L'uso delle protezioni solari, ha chiarito Bongiovanni, non impedisce una corretta produzione di vitamina D: per la sua sintesi sono infatti sufficienti circa 15-30 minuti di esposizione quotidiana al sole, senza la necessit&agrave; di esporsi in modo prolungato o non protetto.</p>
<p>Netta anche la posizione sulle lampade abbronzanti, considerate dall'Organizzazione mondiale della sanit&agrave; tra i cancerogeni certi e associate a un aumento significativo del rischio di melanoma e altri tumori della pelle.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150535.jpg" alt="Eleonora Bongiovanni" loading="lazy"></p>
<h2>Quando il tumore c'&egrave;: una rete di specialisti intorno al paziente</h2>
<p>La domanda pi&ugrave; delicata della serata &egrave; arrivata con l'intervento delle oncologhe <strong>Marcella Occelli</strong> e <strong>Michela Milanesio</strong>: cosa succede quando una lesione cutanea si rivela effettivamente un tumore?</p>
<p>La risposta &egrave; stata chiara: non esiste un percorso standard valido per tutti.</p>
<p>Dopo la diagnosi istologica, ogni caso viene valutato tenendo conto del tipo di tumore, delle sue caratteristiche biologiche, della sede anatomica, dell'et&agrave; del paziente e delle sue condizioni generali.</p>
<p>Che si tratti di un carcinoma basocellulare, di un carcinoma squamocellulare, di un melanoma o di forme pi&ugrave; rare come il carcinoma a cellule di Merkel, il principio resta sempre lo stesso: costruire il trattamento pi&ugrave; appropriato per quella persona.</p>
<p><strong>Questo approccio &ldquo;su misura, sartoriale&rdquo; &egrave; reso possibile grazie alla multidisciplinariet&agrave;</strong>.&nbsp;Attorno al paziente si attiva infatti una rete che coinvolge dermatologi, oncologi, chirurghi, radioterapisti, anatomopatologi, infermieri specializzati e personale dedicato alla presa in carico. A seconda delle necessit&agrave; possono entrare nel percorso anche radiologi, medici nucleari, psicologi, dietologi, palliativisti e biologi molecolari.</p>
<p>La chirurgia rappresenta spesso il primo passaggio terapeutico, ma raramente &egrave; l'unico. Ogni decisione viene discussa collegialmente con l'obiettivo di evitare sia ritardi nelle cure sia trattamenti eccessivi.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150536.jpg" alt="Marcella Occelli e Michela Milanesio" loading="lazy"></p>
<h2>Il percorso dermochirurgico: quando l'organizzazione diventa cura</h2>
<p>La relazione della dottoressa <strong>Stefania Martina</strong> ha mostrato come questa filosofia si traduca concretamente nell'organizzazione ospedaliera.</p>
<p>Il percorso dermochirurgico del Santa Croce si fonda su tre pilastri: prevenzione, diagnosi e cura, lavoro di squadra.</p>
<p>Il cittadino entra nel sistema attraverso il medico di famiglia o la visita specialistica; da quel momento il percorso si sviluppa attraverso una continua interazione tra dermatologo e chirurgo, che condividono informazioni e decisioni.</p>
<p><strong>La scelta del trattamento dipende da molte variabili</strong>: tipo di lesione, dimensioni, sede anatomica, risultato oncologico atteso, impatto funzionale ed estetico.</p>
<p>Per questo non esiste un unico setting assistenziale. Alcuni pazienti vengono trattati in ambulatorio semplice, altri in ambulatorio complesso, altri ancora in day surgery o con ricovero breve.</p>
<p>Ogni passaggio &egrave; pensato per garantire il massimo risultato con il minimo impatto possibile sulla persona.</p>
<p>Una volta effettuato l'intervento entra in gioco l'anatomia patologica, che attraverso sistemi di tracciabilit&agrave; avanzati accompagna il campione fino alla definizione della diagnosi definitiva. Se necessario, si attiva immediatamente il confronto multidisciplinare per programmare ulteriori trattamenti.</p>
<p>In altre parole, il paziente non viene mai lasciato solo a orientarsi tra specialit&agrave; diverse: &egrave; il sistema a costruire attorno a lui il percorso pi&ugrave; appropriato.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150537.jpg" alt="Stefania Martina" loading="lazy"></p>
<h2>Il segreto del modello cuneese: non solo multidisciplinariet&agrave;, ma rapporto umano</h2>
<p>Se la parola pi&ugrave; pronunciata durante la serata &egrave; stata "multidisciplinariet&agrave;", il concetto pi&ugrave; interessante emerso &egrave; forse un altro.</p>
<p>A sottolinearlo sono stati praticamente tutti i relatori della tavola rotonda finale. Quando si parla di percorso dermochirurgico, infatti, non si fa riferimento soltanto alla presenza di molte specialit&agrave; coinvolte: molti ospedali, infatti, dispongono di dermatologi, chirurghi, oncologi e anatomopatologi.</p>
<p>La differenza, nel caso del Santa Croce, sembra risiedere soprattutto nel modo in cui queste professionalit&agrave; collaborano.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150538.jpg" alt="La tavola rotonda" loading="lazy"></p>
<p><strong>Filippo Rivarossa</strong>, dirigente medico della Chirurgia Plastica, lo ha spiegato con grande chiarezza: &ldquo;<strong>il percorso funziona perch&eacute; esiste un rapporto umano forte tra le persone che ne fanno parte</strong>&rdquo;.</p>
<p>I pazienti vengono indirizzati da uno specialista all'altro senza resistenze, senza compartimenti stagni, con l'obiettivo condiviso di trovare la soluzione migliore.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150539.jpg" alt="Filippo Rivarossa" loading="lazy"></p>
<p>Lo stesso concetto &egrave; stato ripreso da <strong>Giraudo</strong>, che ha raccontato il lavoro svolto negli ultimi cinque anni per strutturare il percorso. &ldquo;In realt&agrave; il percorso c'era gi&agrave;. Si &egrave; trattato di far dialogare le persone&rdquo; ha spiegato.</p>
<p>Una frase apparentemente semplice ma che racconta bene il valore aggiunto di questo modello: competenze elevate, ma anche fiducia reciproca, confronto continuo e capacit&agrave; di lavorare come un'unica squadra.</p>
<p>&Egrave; anche grazie a questa collaborazione che il Santa Croce &egrave; riuscito a raggiungere risultati organizzativi significativi, arrivando a garantire in molti casi l'accesso all'intervento chirurgico entro 10-15 giorni dalla diagnosi, tempi che gli stessi specialisti definiscono difficilmente replicabili in molte altre realt&agrave; italiane.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150540.jpg" alt="Giorgio Giraudo" loading="lazy"></p>
<h2>Prevenzione non significa visitare tutti</h2>
<p>La tavola rotonda finale ha affrontato anche un tema delicato ma centrale: come conciliare la crescente attenzione verso la prevenzione con la disponibilit&agrave; limitata di specialisti.</p>
<p>Il direttore della Dermatologia, <strong>Massimo Chiarpenello</strong>, ha ricordato come sia impossibile offrire controlli dermatologici sistematici a tutta la popolazione: considerando il numero di cittadini della provincia, ci vorrebbero oltre 20 dermatologi impegnati a tempo pieno e dedicati esclusivamente a questo tipo di servizio, tralasciando tutto il resto del loro lavoro. Per una prevenzione efficace, invece, le risorse devono essere indirizzate verso chi presenta reali fattori di rischio o lesioni sospette.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150541.jpg" alt="Massimo Chiarpenello" loading="lazy"></p>
<p>Un concetto ripreso anche da <strong>Elvio Russi</strong>, vicepresidente della LILT Cuneo, che ha invitato a distinguere tra screening e visite di controllo mirate.</p>
<p>Lo screening viene proposto indiscriminatamente a tutta una popolazione e ha dimostrato di ridurre mortalit&agrave; e incidenza di una malattia, ma nel caso dei tumori cutanei non &egrave; il tipo di prevenzione indicato: il valore maggiore risiede nell'identificare correttamente le persone a rischio e garantire loro percorsi rapidi di valutazione.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150542.jpg" alt="Elvio Russi" loading="lazy"></p>
<p>In questo contesto il ruolo dei medici di famiglia diventa fondamentale. Come ha spiegato <strong>Carla Mandrile</strong>, sono loro le prime sentinelle del sistema sanitario: devono saper tranquillizzare quando non esistono segnali di allarme, ma anche riconoscere rapidamente le situazioni che richiedono un approfondimento specialistico.</p>
<p>Sedare l'ansia del paziente non significa minimizzare il problema. Significa utilizzare correttamente le risorse disponibili affinch&eacute; chi ha davvero bisogno di cure possa riceverle in tempi adeguati.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150543.jpg" alt="Carla Mandrile" loading="lazy"></p>
<p>Ed &egrave; proprio qui che incontri come "<strong>Occhio alla pelle</strong>" assumono il loro significato pi&ugrave; profondo. Non sono semplici occasioni divulgative, ma strumenti di prevenzione a tutti gli effetti: aiutano i cittadini a conoscere i fattori di rischio, a riconoscere i segnali importanti e a comprendere quando sia davvero necessario rivolgersi a uno specialista.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150544.jpg" alt="Associazione L'Albero dell'Amicizia" loading="lazy"></p>
<p>In fondo, come ha ricordato <strong>Giorgio Giraudo</strong> citando uno dei principi della campagna internazionale <strong>Choosing Wisely</strong>, il vero obiettivo della medicina moderna &egrave; uno soltanto: "<strong>Fare il pi&ugrave; possibile per il paziente, facendo il meno possibile al paziente</strong>".</p>
<p>Una frase che sintetizza perfettamente lo spirito dell'intera serata e, forse, anche il segreto del percorso dermochirurgico cuneese.</p>
<p>Qui sotto &egrave; possibile rivedere il video integrale della serata, suddiviso in capitoli.</p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[“L’agricoltura biologica può rappresentare una vera e propria svolta imprenditoriale”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/lagricoltura-biologica-puo-rappresentare-una-vera-e-propria-svolta-imprenditoriale_122445.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/lagricoltura-biologica-puo-rappresentare-una-vera-e-propria-svolta-imprenditoriale_122445.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122445/150581.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;L&rsquo;agricoltura biologica nella provincia di Cuneo, con i suoi 19.000 ettari coltivati con metodo biologico e oltre e 1000 operatori certificati biologici, rappresenta una risorsa importante e con ampio spazio di crescita. Inoltre, per le aree montane e collinari meno competitive sul piano della produzione pura, pu&ograve; rappresentare una vera e propria svolta aziendale&rdquo;, afferma Coldiretti Cuneo.</p>
<p>&Egrave; questo il contesto da cui nasce la giornata dimostrativa in campo sperimentale biologico del 17 giugno, organizzata da Coldiretti in collaborazione con il Distretto del Cibo Monregalese Cebano e Terramica presso i campi della SSA Palazzo Rosso di Camerana, dove sono state presentate 10 variet&agrave; di frumento tenero, moderne ed antiche. Durante la mattinata, che ha coinvolto 50 imprenditori agricoli e i mulini del territorio, i tecnici dell&rsquo;Agenzia 4A hanno presentato i punti di forza e di debolezza delle singole variet&agrave;, le possibilit&agrave; di utilizzo e l&rsquo;analisi della gestione agronomica, oltre alla normativa del biologico e le opportunit&agrave; rappresentate dall&rsquo;adesione ai contratti di filiera del comparto cerealicolo. Il campo ha mostrato concretamente le potenzialit&agrave; del metodo biologico e la fattibilit&agrave; anche di questa coltivazione dal punto di vista agronomico ed economico.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122445/small_150582.jpg" loading="lazy"></p>
<p>&ldquo;Giornate come questa rappresentano un&rsquo;opportunit&agrave; importante di apprendimento e di scambio per i nostri imprenditori biologici e per il territorio dell&rsquo;alta langa cebana &ndash; commenta Renato Suria, presidente di zona Ceva e presidente del Distretto del cibo Monregalese Cebano &ndash; questo &egrave; infatti un territorio particolarmente vocato all&rsquo;agricoltura biologica, grazie alla sua biodiversit&agrave; unica, rappresentata dalla convivenza tra un mosaico di piccoli appezzamenti agricoli e parcelle boschive, e grazie alle caratteristiche ambientali e paesaggistiche dell'area, che agevolano la coesistenza delle produzioni biologiche e la corretta gestione dei diversi modelli agricoli presenti sul territorio&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Il Cebano &egrave; il principale polo dell&rsquo;agricoltura biologica della nostra provincia, con aziende che da anni investono in un&rsquo;agricoltura fondata sulla sostenibilit&agrave; ambientale, economica e sociale. Il biologico diventa un tassello importante per rilanciare un&rsquo;agricoltura che si sviluppa in un contesto difficile, caratterizzato da importanti sfide legate alla morfologia del territorio, dalla fauna selvatica ed alle condizioni operative delle aree collinari e montane. Il Biologico rappresenta anche una forza &ldquo;multifunzionale&rdquo; per l&rsquo;azienda, attraverso l&rsquo;ulteriore valorizzazione del comparto zootecnico e dei prodotti trasformati. Per questo &egrave; necessario continuare a sostenere e promuovere le nostre valli, rafforzandone l&rsquo;attrattivit&agrave; turistica e coinvolgendo le aziende agricole nei percorsi di sviluppo e valorizzazione del territorio&rdquo; concludono Daniele Caffaro, segretario di zona Ceva, e Riccardo Abellonio, vice segretario di zona Ceva.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122445/small_150583.jpg" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 07:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Nuovo capitolo al comizio agrario di Mondovì: Bartolomeo Bovetti eletto presidente]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/nuovo-capitolo-al-comizio-agrario-di-mondovi-bartolomeo-bovetti-eletto-presidente_122309.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/nuovo-capitolo-al-comizio-agrario-di-mondovi-bartolomeo-bovetti-eletto-presidente_122309.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122309/150372.jpg" title="Bartolomeo Bovetti" alt="Bartolomeo Bovetti" /><br /><p>Il comizio agrario di Mondov&igrave; rinnova i suoi vertici nel segno della continuit&agrave; e dell'esperienza. Nel corso della riunione del consiglio direttivo, svoltasi luned&igrave; sera 8 giugno, l'ente ha eletto all'unanimit&agrave; Bartolomeo Bovetti come nuovo presidente. Bovetti, che nell'ultimo mandato ha ricoperto la carica di vicepresidente, succede a Guido Viale.</p>
<p>Quest'ultimo, come gi&agrave; annunciato all'inizio del suo mandato, ha lasciato la massima carica dopo un biennio, ma rimarr&agrave; attivamente nel direttivo assumendo il ruolo di vice, una carica in cui sar&agrave; affiancato dal confermato Antonello Bertone.</p>
<p>Il neopresidente, dal canto suo, vanta un legame storico e profondo con l'istituzione monregalese, dove ha iniziato la sua attivit&agrave; nel lontano 1970. Agronomo di professione e figura stimata nel panorama del settore primario locale, Bovetti ha diretto l'Associazione Provinciale Allevatori per ben quarant'anni, portando oggi al comizio agrario un bagaglio di competenze di altissimo livello.</p>
<p>&ldquo;Ringrazio tutti per la fiducia &ndash; sottolinea Bovetti &ndash;. L&rsquo;obiettivo &egrave; dare continuit&agrave; al lavoro svolto insieme al direttore del comizio agrario, Attilio Ianniello&rdquo;.</p>
<h2>La storia del comizio agrario di Mondov&igrave;</h2>
<p>Fondato nel 1867, il comizio agrario di Mondov&igrave; rappresenta una realt&agrave; unica nel suo genere, essendo l'ultimo ente di questo tipo ancora attivo in tutta Italia. Da oltre un secolo e mezzo l'istituzione scrive pagine fondamentali per lo sviluppo rurale, mantenendo intatta la propria missione originale: promuovere, sostenere e innovare l'agricoltura del territorio, senza mai dimenticare la custodia del prezioso patrimonio storico e culturale che ha ereditato.</p>
<p>Proprio lo scorso maggio l'ente ha varcato la soglia dei suoi 160 anni di ininterrotta attivit&agrave;, un traguardo storico che il direttivo ha intenzione di celebrare nei prossimi mesi con una ricca serie di iniziative e appuntamenti dedicati.</p>
<p>Con le ultime nomine si &egrave; definita anche la squadra che guider&agrave; l'ente verso le sfide future. Accanto al presidente Bartolomeo Bovetti e ai vicepresidenti Antonello Bertone e Guido Viale, l'organo direttivo vede la presenza dei consiglieri Vincenzo Marsupino, Lorenzo Viara, Giancarlo Prato, Delia Revelli, Andrea Giaccardi, Germano Giraudo e Marcello Gatto.</p>
<p>La gestione operativa resta saldamente nelle mani del direttore Attilio Ianniello, mentre l'organo di controllo dei revisori dei conti &egrave; affidato ad Aldo Fraire e Giovanni Mancardi.</p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 13:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Riforma Ocm, Sacchetto: "Dal Parlamento Europeo un segnale chiaro a tutela delle produzioni agricole"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/riforma-ocm-sacchetto-dal-parlamento-europeo-un-segnale-chiaro-a-tutela-delle-produzioni-agricole_122348.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/riforma-ocm-sacchetto-dal-parlamento-europeo-un-segnale-chiaro-a-tutela-delle-produzioni-agricole_122348.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122348/150429.jpg" title="Claudio Sacchetto" alt="Claudio Sacchetto" /><br /><p>Il Parlamento Europeo ha approvato la riforma dell'Organizzazione comune dei mercati agricoli (Ocm) con l'obiettivo di rafforzare la posizione degli agricoltori nella filiera agroalimentare e garantire una maggiore trasparenza per i consumatori. Tra le principali novit&agrave;, la definizione ufficiale del termine "carne" come "parti commestibili di animali". In base alla nuova normativa, diciture quali 'bistecca', 'filetto' o 'costolette' potranno essere utilizzate soltanto per prodotti realmente a base di carne animale, escludendo quelli coltivati in laboratorio o di origine vegetale, fatta eccezione per i "veggie burger".</p>
<p>La riforma introduce inoltre l'obbligatoriet&agrave; dei contratti scritti tra agricoltori e acquirenti, con una specifica clausola di revisione per permettere adeguamenti secondo le variazioni di mercato, i costi e le condizioni economiche. Gli Stati membri dovranno pubblicare online i criteri di riferimento nei contratti, prevedendo inoltre forme di sostegno alle Organizzazioni di Produttori (OP) nell&rsquo;ambito della PAC.</p>
<p>Il consigliere regionale Claudio Sacchetto ha espresso grande soddisfazione per il risultato ottenuto in sede europea, sottolineando come questa riforma risponda alle richieste avanzate dall&rsquo;Italia e dal gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei &ndash; Fratelli d&rsquo;Italia (Ecr-Fdi). "La scelta di riservare denominazioni specifiche solo ai prodotti di origine animale &ndash; ha dichiarato &ndash; rappresenta un importante passo avanti nella difesa della trasparenza verso i consumatori e nella valorizzazione del lavoro degli agricoltori. Si tratta di una svolta che rafforza la tutela delle aziende agricole, spesso anello debole della filiera, sostenendo un orientamento gi&agrave; perseguito dal Governo italiano guidato da Giorgia Meloni".</p>
<p>Sacchetto ha inoltre evidenziato l&rsquo;impegno degli europarlamentari Ecr-Fdi nel sostenere la necessit&agrave; di contrastare fenomeni di "meat sounding" e ogni forma di comunicazione fuorviante per i consumatori, migliorando la tracciabilit&agrave; e la trasparenza della filiera alimentare.</p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:39:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[L'Ordine dei Medici di Cuneo presenta una guida sulla prevenzione dei tumori della pelle]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/l-ordine-dei-medici-di-cuneo-presenta-una-guida-sulla-prevenzione-dei-tumori-della-pelle_122339.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/l-ordine-dei-medici-di-cuneo-presenta-una-guida-sulla-prevenzione-dei-tumori-della-pelle_122339.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122339/150417.jpg" title="La dottoressa Veronica Arese" alt="La dottoressa Veronica Arese" /><br /><p>La prevenzione dei tumori della pelle non passa necessariamente attraverso controlli indiscriminati su tutta la popolazione, ma attraverso l'individuazione delle persone che presentano un rischio maggiore di sviluppare queste patologie.</p>
<p>&Egrave; questo uno dei messaggi principali contenuti nella guida pubblicata dall'<strong>Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Cuneo</strong>. L'approfondimento si basa sulla relazione della dottoressa <strong>Veronica Arese</strong>, intervenuta lo scorso mercoled&igrave; 10 giugno nell&rsquo;evento dedicato ai cittadini dal titolo &ldquo;Occhio alla pelle&rdquo;, organizzato dall&rsquo;associazione <strong>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia ETS</strong> presso il Circolo &lsquo;L Caprissi.</p>
<p>Secondo gli specialisti, strumenti avanzati come la videodermoscopia e la mappatura digitale dei nei risultano particolarmente utili nei pazienti selezionati, ma non sono indicati come screening di massa. L'obiettivo &egrave; concentrare l'attivit&agrave; di sorveglianza sui soggetti pi&ugrave; esposti, come chi presenta numerosi nei, ha casi di melanoma in famiglia, ha gi&agrave; avuto un tumore cutaneo, possiede un fototipo chiaro oppure svolge attivit&agrave; lavorative con una prolungata esposizione al sole.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122339/small_150420.jpg" alt="Fototipi" loading="lazy"></p>
<p>La guida richiama inoltre l'attenzione su alcuni segnali che meritano una valutazione specialistica, come la comparsa di una lesione diversa da tutte le altre presenti sulla pelle &ndash; il cosiddetto "brutto anatroccolo" &ndash; o le modificazioni di forma, colore e dimensione di un neo nel tempo.</p>
<p>Viene infine sottolineata l'importanza di riconoscere anche altre patologie cutanee di origine oncologica, come il carcinoma basocellulare, il carcinoma squamocellulare e le cheratosi attiniche, spesso legate ai danni provocati dall'esposizione cronica ai raggi ultravioletti.</p>
<p><a href="https://www.omceocn.it/2026/breve-guida-alla-prevenzione-dei-tumori-della-pelle/" target="_blank" rel="nofollow">L'approfondimento dell&rsquo;Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Cuneo &egrave; consultabile a questo LINK.</a></p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Apre a luglio il nuovo campo per l’accoglienza dei lavoratori stagionali a Savigliano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/apre-a-luglio-il-nuovo-campo-per-laccoglienza-dei-lavoratori-stagionali-a-savigliano_122324.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/apre-a-luglio-il-nuovo-campo-per-laccoglienza-dei-lavoratori-stagionali-a-savigliano_122324.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122324/150399.jpg" title="" alt="" /><br /><p>A Savigliano il sopralluogo di controllo al campo di accoglienza dei lavoratori stagionali effettuato da Invitalia, della struttura del Pnrr e del Ministero del lavoro ha avuto esito positivo.</p>
<p>Il campo &ndash; situato nell&rsquo;area retrostante di via Torre de Cavalli, in via Bosco delle Orche angolo via Melarea &ndash; &egrave; stato realizzato grazie ai fondi del Pnrr destinati dal Ministero del Lavoro all&rsquo;area del saluzzese, di cui fa parte anche la citt&agrave; di Savigliano, per un investimento complessivo di circa 262mila euro.</p>
<p>L&rsquo;intervento nasce nell&rsquo;ambito del protocollo di accoglienza diffusa promosso dalla Prefettura di Cuneo e condiviso dai Comuni del territorio, con l&rsquo;obiettivo di garantire ai lavoratori stagionali impiegati nel settore agricolo una sistemazione dignitosa, sicura e adeguata durante il periodo di lavoro, contrastando situazioni di precariet&agrave; abitativa e sfruttamento.</p>
<p>Il complesso di accoglienza &egrave; composto da alcuni moduli prefabbricati coibentati dotati di climatizzazione, illuminazione, bagni, spazi docce e soprattutto da una nuova struttura in legno adibita a cucina e spazio di ristoro e convivialit&agrave; comune. Con una capacit&agrave; di ospitalit&agrave; fino a 18 lavoratori stagionali. L'area aprir&agrave; nel mese di luglio, e sar&agrave; gestita dalla Cooperativa Proposta 80.&nbsp;</p>
<p>I funzionari in visita, accompagnati dal sindaco Antonello Portera, da alcuni membri della Giunta e dal personale dell'Ufficio Tecnico-Lavori pubblici (che ha gestito il progetto e la sua realizzazione) hanno visitato il campo e le diverse parti dell'area, dimostrando apprezzamento per l'allestimento realizzato.</p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Stagionali, nel Saluzzese la rete di accoglienza diffusa passa a 254 a 303 posti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saluzzese/stagionali-nel-saluzzese-la-rete-di-accoglienza-diffusa-passa-a-254-a-303-posti_122315.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saluzzese/stagionali-nel-saluzzese-la-rete-di-accoglienza-diffusa-passa-a-254-a-303-posti_122315.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122315/150378.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Su oltre 200 milioni di euro stanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per il superamento&nbsp;degli insediamenti abitativi informali dei lavoratori agricoli stagionali, a livello nazionale risultano&nbsp;effettivamente utilizzati poco pi&ugrave; di 26 milioni di euro, pari a circa il 13 per cento delle risorse&nbsp;disponibili.&nbsp;Di questi, quasi 1,7 milioni di euro sono stati destinati al sistema di accoglienza diffusa del distretto&nbsp;frutticolo del Saluzzese, coordinato attraverso il Protocollo della Prefettura di Cuneo.&nbsp;Si tratta di una quota pari a circa l'1 per cento dell'intero stanziamento nazionale, concentrata in un&nbsp;unico territorio che rappresenta oggi uno dei pochi esempi concreti di attuazione della misura prevista&nbsp;dal Pnrr. In molte altre aree del Paese, infatti, i finanziamenti destinati al contrasto del degrado&nbsp;abitativo dei lavoratori stagionali non hanno ancora prodotto risultati tangibili.</p>
<p>Nel Saluzzese le risorse assegnate sono state trasformate in interventi reali, con cantieri avviati e&nbsp;opere in corso secondo il cronoprogramma previsto. Il termine dei lavori &egrave; fissato al 30 giugno 2026&nbsp;e le strutture entreranno progressivamente in funzione nelle settimane successive, secondo il&nbsp;calendario definito dalla Prefettura di Cuneo.&nbsp;Grazie agli interventi finanziati dal Pnrr, la capacit&agrave; complessiva della rete di accoglienza passer&agrave; da&nbsp;254 a 303 posti, con un incremento di 52 posti pari a circa il 19 per cento rispetto alla disponibilit&agrave;&nbsp;precedente.</p>
<p>Il Comune di Saluzzo, individuato dal Governo come soggetto coordinatore dell'intervento, ha seguito&nbsp;in questi mesi tutte le procedure tecniche e amministrative relative sia alle opere realizzate in citt&agrave; sia&nbsp;a quelle avviate negli altri Comuni della rete. Come previsto dal Protocollo sottoscritto dagli enti&nbsp;territoriali della provincia di Cuneo, possono accedere alle strutture i lavoratori gi&agrave; in possesso di un<br>contratto o che abbiano ricevuto concrete garanzie di impiego.&nbsp;In queste settimane, complice l'anticipo della stagione dovuto alle elevate temperature, &egrave; entrata nel&nbsp;vivo la raccolta di mirtilli e piccoli frutti in numerose aziende del territorio. Nei giorni scorsi l'intera&nbsp;rete di accoglienza diffusa del distretto frutticolo cuneese &egrave; stata visitata da funzionari e dirigenti del&nbsp;Ministero del Lavoro, della struttura nazionale del Pnrr e di Invitalia, nell'ambito delle attivit&agrave; di&nbsp;monitoraggio e verifica degli interventi finanziati.&nbsp;L'esperienza del Saluzzese conferma come una collaborazione stabile tra Comuni, Prefettura,&nbsp;istituzioni, sindacati, cooperative e mondo agricolo possa trasformare le risorse europee in opere<br>concrete e servizi utili al territorio, diventando un modello riconosciuto anche a livello nazionale.</p>
<p>"Il dato pi&ugrave; significativo &ndash; dice il sindaco di Saluzzo Franco Demaria - &egrave; che il nostro territorio &egrave; oggi&nbsp;tra i pochissimi in Italia ad aver trasformato un finanziamento Pnrr in cantieri, interventi e realizzazioni concrete. Non era un risultato scontato. I nostri uffici hanno lavorato insieme ai Comuni&nbsp;della rete per rispettare tempi e obiettivi. Oggi possiamo dire che le risorse assegnate stanno&nbsp;producendo effetti reali: aumentiamo i posti disponibili, miglioriamo le strutture esistenti e&nbsp;rafforziamo un sistema che negli anni ha dimostrato di funzionare. &Egrave; un lavoro che non risolve da&nbsp;solo tutte le criticit&agrave; legate alla mobilit&agrave; dei lavoratori stagionali, ma rappresenta una risposta concreta&nbsp;e responsabile a un'esigenza reale del territorio. Il comparto frutticolo continua crescere. I recenti dati&nbsp;confermano che nel distretto saluzzese, secondo comparto frutticolo in Italia, nel 2025 sono stati&nbsp;registrati 15 mila contratti di cui oltre 10 mila in capo a lavoratori stranieri di origine subsahariana.&nbsp;Questi dati portano a stimare una presenza di circa 7500/8000 lavoratori, alcuni con pi&ugrave; ingaggi. Oltre&nbsp;il 99,5 per cento con contratto o promessa di contratto trova una collocazione abitativa presso le&nbsp;aziende o nelle accoglienze diffuse degli 11 Comuni volenterosi. Rimane la frangia della fascia pi&ugrave;&nbsp;debole, in parte accolta dalla Caritas (45 posti letto) che ringraziamo per il costante supporto.&nbsp;Continueremo a lavorare con lo stesso metodo: collaborazione e attenzione sia alle persone sia alle&nbsp;necessit&agrave; delle aziende agricole".</p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 08:34:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA["I produttori attendono dieci mesi prima di essere pagati": l'allarme di Coldiretti per il comparto frutticolo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/i-produttori-attendono-dieci-mesi-prima-di-essere-pagati-l-allarme-di-coldiretti-per-il-comparto-frutticolo_122277.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/i-produttori-attendono-dieci-mesi-prima-di-essere-pagati-l-allarme-di-coldiretti-per-il-comparto-frutticolo_122277.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122277/150294.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Tempi biblici per i pagamenti, con i produttori che si ritrovano a dover attendere anche dieci mesi dopo il raccolto prima di essere remmunerati. La denuncia arriva da Coldiretti Cuneo, che lancia l'allarme sul comparto frutticolo piemontese, gi&agrave; in difficolt&agrave; a causa dei costi di produzione saliti esponenzialmente.</p>
<p>&ldquo;Come abbiamo gi&agrave; pi&ugrave; volte denunciato, la frutticoltura piemontese vive la grossa problematica delle tempistiche dei pagamenti con liquidazioni finali che arrivano anche 8-10 mesi dopo la fine della raccolta. Anche quest&rsquo;anno vediamo un forte ritardo, ad esempio, per la liquidazione delle mele e delle susine &ndash; fa notare Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo &ndash;. Una situazione non pi&ugrave; sostenibile, aggravata dalla grande distribuzione che continua ad applicare il suo strapotere acquistando e vendendo a prezzi che non coprono neanche i costi di produzione&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Alla luce di questa situazione, sul nostro territorio serve una vera e concreta aggregazione degli attori della filiera per rafforzarla e costruire un modello competitivo fondato su qualit&agrave;, trasparenza e giusta remunerazione per le imprese agricole. Oggi pi&ugrave; che mai il comparto frutticolo &egrave; chiamato a misurarsi con una doppia sfida cruciale: sostenibilit&agrave; e innovazione, condizioni di competitivit&agrave; e sopravvivenza economica&rdquo;, aggiunge Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 13:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Cia Cuneo: “Bene la proroga delle autorizzazioni all’impianto dei vigneti”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cia-cuneo-bene-la-proroga-delle-autorizzazioni-allimpianto-dei-vigneti_122257.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cia-cuneo-bene-la-proroga-delle-autorizzazioni-allimpianto-dei-vigneti_122257.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122257/150256.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="p1"><span class="s1">Il &ldquo;Pacchetto vino&rdquo; ha introdotto all&rsquo;interno del nuovo quadro normativo europeo la proroga delle autorizzazioni all&rsquo;impianto dei vigneti. Si tratta di una novit&agrave; che vede l&rsquo;ampliamento dei tempi che le aziende hanno a propria disposizione per realizzare gli impianti e programmare gli investimenti nel settore vitivinicolo.</span></p>
<p>A evidenziarne la portata &egrave; Silvio Chionetti, vice direttore vicario e responsabile provinciale del Settore tecnico di Cia Agricoltori Italiani di Cuneo: &ldquo;La proroga delle autorizzazioni - dichiara Chionetti - rappresenta una misura importante per le imprese vitivinicole, che potranno contare su tempistiche pi&ugrave; ampie per completare gli interventi programmati. In una fase caratterizzata da incertezze economiche, costi elevati e variabili climatiche sempre pi&ugrave; difficili da prevedere, disporre di un orizzonte temporale pi&ugrave; lungo significa poter pianificare gli investimenti con maggiore serenit&agrave; e ridurre il rischio di incorrere nelle sanzioni previste per il mancato utilizzo delle autorizzazioni&rdquo;.</p>
<p>La Regione Piemonte ha infatti comunicato l&rsquo;applicazione delle novit&agrave; introdotte dal Regolamento (UE) 2026/471, che modifica la durata delle autorizzazioni all&rsquo;impianto. In particolare, le autorizzazioni per nuovi impianti saranno valide fino all&rsquo;ultimo giorno della terza campagna vitivinicola successiva a quella in cui sono state concesse, mentre le autorizzazioni di reimpianto valide al 18 marzo 2026 e quelle rilasciate successivamente saranno valide fino all&rsquo;ultimo giorno dell&rsquo;ottava campagna vitivinicola successiva alla campagna di concessione.</p>
<p>Le autorizzazioni da conversione diritti sono valide fino all&rsquo;ultimo giorno dell'ultima campagna vitivinicola del loro periodo di validit&agrave;.</p>
<p>Le autorizzazioni rilasciate il 30 settembre 2021, precedentemente in scadenza il 30 settembre 2027, sono state prorogate al 31 luglio 2028. Quelle rilasciate il 28 luglio 2022, con scadenza originaria il 28 luglio 2028, sono anch&rsquo;esse valide fino al 31 luglio 2028. Le autorizzazioni del 27 luglio 2023 passano dal 27 luglio 2026 al 31 luglio 2026. Per quelle concesse il 22 agosto 2024 la scadenza slitta dal 22 agosto 2027 al 31 luglio 2028, mentre le autorizzazioni rilasciate il 14 agosto 2025 vengono prorogate dal 14 agosto 2028 al 31 luglio 2029.</p>
<p>Per quanto riguarda le autorizzazioni di reimpianto, la proroga interessa esclusivamente quelle ancora valide alla data del 18 marzo 2026; restano pertanto escluse le autorizzazioni gi&agrave; scadute prima di tale termine. Le autorizzazioni derivanti dalla conversione dei diritti d&rsquo;impianto sono invece prorogate fino al 31 luglio 2026.</p>
<p>&ldquo;&Egrave; importante che tutte le aziende verifichino attentamente le nuove scadenze applicabili alle proprie autorizzazioni &ndash; osserva Agnese Genero, referente dell&rsquo;Ufficio tecnico di Cia Cuneo ad Alba &ndash; poich&eacute; resta fermo l&rsquo;obbligo di utilizzare le superfici autorizzate entro i termini previsti. Il mancato utilizzo, totale o parziale, continua infatti a comportare le sanzioni previste dalla normativa nazionale&rdquo;.</p>
<p>La comunicazione regionale introduce inoltre la possibilit&agrave; di rinunciare senza penalit&agrave; alle autorizzazioni per nuovi impianti rilasciate nelle annualit&agrave; 2021, 2022, 2023 e 2024. La rinuncia dovr&agrave; essere presentata prima della scadenza dell&rsquo;autorizzazione e comunque non oltre il 31 dicembre 2026.</p>
<p>&ldquo;Anche questa opportunit&agrave; va letta come uno strumento di flessibilit&agrave; a favore delle imprese &ndash; aggiunge Genero &ndash; perch&eacute; consente a chi ha modificato i propri programmi aziendali di rinunciare all&rsquo;autorizzazione senza conseguenze economiche&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 09:55:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Le fragole di Peveragno e l’ortofrutta biologica di Fossano protagoniste su Rai 3]]></title><link>https://www.cuneodice.it/curiosita/cuneo-e-valli/le-fragole-di-peveragno-e-lortofrutta-biologica-di-fossano-protagoniste-su-rai-3_122074.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/curiosita/cuneo-e-valli/le-fragole-di-peveragno-e-lortofrutta-biologica-di-fossano-protagoniste-su-rai-3_122074.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122074/149926.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Agricoltura cuneese protagonista questa mattina a Buongiorno Regione, su Raitre, con le sorelle Garro di Peveragno, produttrici di fragole, e il coltivatore fossanese Andrea Giaccardi, produttore di ortaggi e frutta biologici.</p>
<p>Grazie al servizio del giornalista Vanni Caratto, sono stati messi in luce gli aspetti non soltanto produttivi e di mercato dei due settori, ma anche le peculiarit&agrave; storiche e le metodologie agroecologiche legate alle singole coltivazioni.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122074/small_149928.jpg" loading="lazy"></p>
<p>&ldquo;Si tratta di due esperienze che rappresentano al meglio l'eccellenza dell'agricoltura cuneese &ndash; commenta Igor Varrone, direttore provinciale di Cia Agricoltori Italiani di Cuneo &ndash;. Da un lato la fragolicoltura, che affonda le proprie radici in una lunga tradizione territoriale e continua a distinguersi per qualit&agrave;, innovazione e capacit&agrave; di rispondere alle richieste del mercato; dall'altro la produzione biologica di ortaggi e frutta, che testimonia un approccio agricolo sempre pi&ugrave; attento alla sostenibilit&agrave; e alla tutela delle risorse naturali&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122074/small_149929.jpg" loading="lazy"></p>
<p>&ldquo;Le realt&agrave; raccontate nel servizio &ndash; prosegue Varrone &ndash; dimostrano come sia possibile coniugare redditivit&agrave;, qualit&agrave; delle produzioni e rispetto dell'ambiente. In particolare, l'agroecologia rappresenta una strada concreta e lungimirante per il futuro del settore primario: valorizza la biodiversit&agrave;, favorisce la fertilit&agrave; dei suoli, riduce l'impatto ambientale delle coltivazioni e rafforza il legame tra agricoltura e territorio&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122074/small_149930.jpg" loading="lazy"></p>
<p>&ldquo;&Egrave; una pratica che dimostra come un'altra agricoltura sia possibile &ndash; conclude Varrone &ndash;, capace di produrre cibo sano e di qualit&agrave; nel pieno rispetto della natura e degli ecosistemi. Per questo &egrave; importante dare visibilit&agrave; a imprenditori agricoli che ogni giorno investono in modelli produttivi innovativi e sostenibili, contribuendo a costruire un futuro pi&ugrave; equilibrato per l'agricoltura e per le comunit&agrave; locali&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122074/small_149931.jpg" loading="lazy"></p>
<p>A completare la panoramica sulla situazione agricola piemontese, nella stessa trasmissione &egrave; intervenuto in diretta il presidente regionale di Cia Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta, Gabriele Carenini.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122074/small_149932.jpg" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Fri, 12 Jun 2026 15:56:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“Antichi trattori sotto il Monviso”: tradizioni e sapori del territorio protagonisti a Moretta]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/saluzzese/antichi-trattori-sotto-il-monviso-tradizioni-e-sapori-del-territorio-protagonisti-a-moretta_122068.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/saluzzese/antichi-trattori-sotto-il-monviso-tradizioni-e-sapori-del-territorio-protagonisti-a-moretta_122068.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122068/149914.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Per il terzo anno consecutivo, Moretta ospita una manifestazione che, nata da una progettualit&agrave; transfrontaliera, riesce a raccontare e valorizzare tradizioni, sapori e produzioni del territorio, offrendo al contempo un&rsquo;autentica occasione di festa popolare. Il Comune di Moretta, Agenform, l&rsquo;associazione Trattori e Trattoristi di Murello e Com.Art &ndash; l&rsquo;associazione dei Commercianti e Artigiani del Comune di Moretta &ndash; con il coordinamento e l&rsquo;organizzazione della Fondazione Amleto Bertoni di Saluzzo, rinnovano l&rsquo;appuntamento con quella che &egrave; diventata una vera e propria &ldquo;festa d&rsquo;estate&rdquo;. Un evento che, gi&agrave; nella scorsa edizione, ha saputo coniugare innovazione e tradizione, coinvolgendo giovani, istituzioni europee e appassionati di trattori d&rsquo;epoca in un percorso condiviso di valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze.</p>
<h2>L&rsquo;anteprima</h2>
<p>Gioved&igrave; 11 giugno, presso sede Agenform Moretta, si alzer&agrave; il sipario sull&rsquo;inaugurazione del nuovo caseificio didattico. La struttura &egrave; stata realizzata nell&rsquo;ambito del progetto Interreg Alcotra Transformation di cui il Comune di Moretta &egrave; partner. Sar&agrave; presente una rappresentanza di trattori d&rsquo;epoca in anteprima alla manifestazione</p>
<h2>Il weekend</h2>
<p>Ecco allora due giornate che vogliono offrire momenti di intrattenimento e momenti di confronto, di gusto e di festa. Al sabato assembramento di trattori, quindi l&rsquo;area food, i laboratori ideati e organizzati da associazione Com.Art., l&rsquo;area gioco per bambini e famiglie con giostrine e gonfiabili, la novit&agrave; 2026, il mercatino di pezzi di ricambio e del modellismo agricolo, e, ovviamente, lo street food di territorio.</p>
<p>In orario aperitivo una prima sfilata &ldquo;quasi notturna&rdquo; per le vie di Moretta. A seguire cena e serata danzante con l'Orchestra Loris Gallo.</p>
<p>Domenica il via lo d&agrave; l&rsquo;Europa. Mentre in piazza arriveranno ancora nuovi e bellissimi mezzi storici, il progetto Transformation - Rete per la Formazione, che volge al termine, &nbsp;inaugura con una visita e un grande pranzo domenicale la nuova struttura per la trasformazione. &ldquo;L&rsquo;Europa dei Giovani&rdquo; sar&agrave; questa volta un grande pranzo che vedr&agrave; protagonisti ex alunni, partner e collaboratori di questi anni di lavoro.</p>
<p>Il raduno organizzato da &ldquo;Trattori e Trattoristi - Amici dei veicoli storici&rdquo;, l'associazione di Murello che lega decine di amanti dei trattori storici e che con questa idea prova a dare lustro alla tradizione della meccanizzazione agricola piemontese, domenica dar&agrave; il via alle 8.30 al grande raduno e alle 9.30 dar&agrave; il via alla sfilata dei trattori storici per le vie di Moretta con la passerella in piazza Umberto I.&nbsp;</p>
<p>A seguire Moretta sar&agrave; accesa dalla grande festa di San Giovanni a cura della Pro Loco Moretta.</p>
<p>Per chiudere, ovviamente, non mancher&agrave; la premiazione degli &nbsp;espositori.</p>
<h2>Il programma</h2>
<p><em>Sabato 13 giugno</em></p>
<p>Ore 10 - apertura manifestazione.</p>
<p>Per tutta la giornata in collaborazione con associazione Com.Art., laboratori creativi ed esposizioni di opere<br>pittoriche e fotografiche, arti e mestieri i laboratori Com.Art.<br>- mani in pasta - panificazione a cura di &ldquo;al castello bakery&rdquo;;<br>- la casa delle api - scopriamo l&rsquo;arnia con &ldquo;le api di Andrea&rdquo;;<br>- torte da favola - torte con le nonne del centro anziani;<br>- piccoli coltivatori - orto in cassetta con i nonni del centro anziani;<br>- dal latte al formaggio - laboratorio di caseificazione a cura degli allievi Agenform.<br>Per info e prenotazioni: IG: comart_moretta oppure al numero di telefono +39 327 096 9468.</p>
<p>Area gioco per bambini e famiglie con giostrine e gonfiabili. Come novit&agrave; arriva il mercatino di pezzi di ricambio e del modellismo agricolo.</p>
<p>Esposizione trattori d&rsquo;epoca dalle ore 11.30 e per tutto il giorno</p>
<p>Street Food con D-Vision Events - primi, carne alla piastra, panini e dolci, Oasi dei gonfiabili - crepes e zucchero filato, Gelateria Albergolo, Bar a cura di Proloco Moretta.</p>
<p>Ore 17 - Raduno dei trattori storici aperto a tutti.</p>
<p>Ore 18 - Sfilata dei trattori storici per le vie della Citt&agrave; con passerella in piazza Umberto I.</p>
<p>Ore 21 - Serata danzante con la musica dell&rsquo;orchestra Loris Gallo</p>
<p><em>Domenica 14 giugno</em></p>
<p>Ore 8.30 - Raduno dei trattori storici aperto a tutti.</p>
<p>Ore 9.30 - Sfilata dei trattori storici per le vie della Citt&agrave; con passerella in piazza Umberto I accompagnata da un momento istituzionale</p>
<p>Ore 10 - Apertura manifestazione</p>
<p>Per tutta la giornata Area gioco per bambini e famiglie con giostrine e gonfiabili.</p>
<p>Esposizione trattori d&rsquo;epoca dalle ore 10.30 e per tutto il giorno.</p>
<p>Battesimo della sella e spettacoli equestri a cura del circolo ippico l&rsquo;andalusia.</p>
<p>Ore 11 presso il caseificio AGENFORM - Ritrovo degli ex allievi AGENFORM per la consegna dei diplomi. A seguire ritorno all&rsquo;area della manifestazione.</p>
<p>Dalle ore 11.30 e per tutto il giorno Sreet Food con D-Vision Events - primi, carne alla piastra, panini e dolci, Oasi dei gonfiabili - crepes e zucchero filato, Gelateria Albergolo e Bar a cura di Proloco Moretta.</p>
<p>Ore 12.30 - Pranzo degli ex allievi e operatori Agenform. Il pranzo &egrave; aperto al pubblico previa prenotazione obbligatoria. Posti limitati. Per info e prenotazioni scrivere un whatsapp al numero 0172.93564</p>
<p>Ore 18 - Chiusura manifestazione.</p>
<p>Per informazioni: <a href="https://fondazionebertoni.it/" target="_blank" rel="nofollow">fondazionebertoni.it</a>.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122068/small_149915.jpg" loading="lazy"><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122068/small_149916.jpg" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Fri, 12 Jun 2026 15:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
