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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Rubriche > Savigliano]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/rubriche/saviglianese/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/rubriche/saviglianese/rss2.0.xml?page=1rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Rubriche a Savigliano aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Sun, 05 Jul 2026 16:20:39 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Rubriche > Savigliano]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/rubriche/saviglianese/]]></link></image><item><title><![CDATA[Ha ancora senso considerare la siccità come un’emergenza?]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/ha-ancora-senso-considerare-la-siccita-come-unemergenza_123442.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/ha-ancora-senso-considerare-la-siccita-come-unemergenza_123442.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123442/152248.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Non si toccano ancora i livelli del 2022, quando i giorni consecutivi senza precipitazioni significative furono ben 111, ma in Piemonte il combinato disposto tra le alte temperature, il conseguente rapido scioglimento delle riserve nevose in quota e i rovesci scarsi e sporadici sta (ri)conducendo il territorio verso condizioni di siccit&agrave;, con il tema degli invasi che ritorna a farsi spazio nel dibattito pubblico, insieme alle varie altre &ldquo;ricette&rdquo; proposte per far fronte all&rsquo;emergenza idrica. A tracciare il quadro della situazione sono i <a href="https://www.arpa.piemonte.it/notizia/situazione-idrica-piemonte-fine-giugno-2026" target="_blank" rel="follow">dati pubblicati dall&rsquo;Arpa</a> al termine del mese di giugno, il <a href="https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/un-altro-2003-in-piemonte-si-e-concluso-il-secondo-giugno-piu-caldo-di-sempre_123297.html" target="_blank" rel="follow">secondo pi&ugrave; caldo</a> da quando vengono effettuate le rilevazioni, con una temperatura media superiore alla norma di ben 3,5 gradi e valori molto vicini a quelli da record registrati nel 2003.</p>
<p>L&rsquo;indice sintetico di siccit&agrave; - riporta l&rsquo;Arpa nel suo resoconto - evidenzia condizioni di siccit&agrave; moderata nel nord-est della regione e nel bacino della Dora Baltea e condizioni di siccit&agrave; severa nel sud-ovest. Si tratta di valori dell&rsquo;indice che non si osservavano dal mese di febbraio del 2022, culmine di uno dei periodi di siccit&agrave; pi&ugrave; estremi degli ultimi anni.</p>
<h2>Le precipitazioni</h2>
<p>Le precipitazioni medie del mese di giugno 2026 sul bacino del Po chiuso alla confluenza con il Ticino sono state pari a circa 62 mm, con un deficit del 36% rispetto alla media mensile storica 1991-2020. Gli scarti negativi sono diffusi su gran parte dei bacini piemontesi, generalmente compresi tra -30% e -60%, con le eccezioni dei bacini del Ticino e dello Scrivia, dove i deficit risultano pi&ugrave; contenuti. Nell&rsquo;ultimo trimestre, anche i mesi di aprile e maggio hanno fatto registrare deficit rispettivamente di -56% e -44% contribuenti ad aggravare la siccit&agrave; meteorologica in atto. Il bilancio dell&rsquo;anno idrologico resta negativo, con uno scarto complessivo pari a circa -24%.</p>
<p>A questi deficit si sommano, come detto, le alte temperature, con ondate di calore intense registrate a fine maggio e - in particolare - nella seconda met&agrave; di giugno: "Queste condizioni - scrive Arpa - hanno contribuito ad aumentare in modo deciso l&rsquo;evapotraspirazione, accentuando lo stress idrico dei suoli e della vegetazione e aggravando gli effetti della scarsit&agrave; di precipitazioni sulle portate dei corsi d&rsquo;acqua e sulla disponibilit&agrave; complessiva della risorsa idrica&rdquo;.</p>
<p>Le risorse idriche superficiali complessivamente disponibili al 30 giugno, considerando neve, invasi e lago Maggiore, ammontano a circa 681 milioni di metri cubi, con uno scarto pari a -31% rispetto alla media del periodo. I deficit maggiori si registrano nel Piemonte settentrionale, -42%, e in quello occidentale, -38%. L&rsquo;equivalente di acqua in neve (Snow Water Equivalent) regionale risulta inferiore alla media del periodo di circa -17%, ma con risorsa nivale ormai nulla o fortemente ridotta in diversi bacini meridionali e occidentali.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123442/small_152249.jpg" alt="Foto" loading="lazy"></p>
<h2>Le portate dei fiumi</h2>
<p>Sono per&ograve; i valori relativi alle portate dei corsi d&rsquo;acqua a rappresentare l&rsquo;elemento di maggiore allarme. Ad eccezione della Dora Baltea, gran parte delle sezioni idrometriche considerate presenta deficit superiori al 40% rispetto alla media storica. Alla sezione di chiusura del bacino piemontese, il Po a Isola Sant&rsquo;Antonio ha registrato una portata media mensile di 138 m&sup3;/s (metri cubi al secondo), pari a un deficit del 76% rispetto alla media storica di giugno.</p>
<p>In provincia di Cuneo a giugno 2026 lo Stura fa registrare a Gaiola un deficit del 41%, ma i valori pi&ugrave; allarmanti sono quelli del Varaita e del Tanaro, che registrano rispettivamente un -89% a Polonghera e un -79% a Farigliano.&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123442/small_152250.jpg" alt="Tabella" loading="lazy"></p>
<h2>Il confronto con il 2022</h2>
<p>&ldquo;La siccit&agrave; del 2022 fu un evento raro, esteso e progressivo, nato gi&agrave; nella seconda met&agrave; del 2021 e poi aggravato da un inverno eccezionalmente caldo e secco, con oltre cento giorni consecutivi senza precipitazioni significative. A fine giugno 2022 la situazione era pi&ugrave; strutturale e radicata sulle scale temporali medio-lunghe&rdquo;, si legge nel rapporto pubblicato dall&rsquo;Arpa.&nbsp;</p>
<p>A giugno 2022 le precipitazioni mensili furono pari a 77,9 mm, con scarto mensile quasi nella norma rispetto al riferimento allora utilizzato, ma con uno scarto dell&rsquo;anno idrologico pari a -32,3%. La portata del Po alla chiusura del bacino piemontese era di 95 m&sup3;/s. Nel 2026 il quadro appare diverso: il deficit mensile di giugno &egrave; pi&ugrave; marcato (-36%), ma gli indici a 6 e 12 mesi non mostrano, al momento, la stessa diffusione di siccit&agrave; severa o estrema osservata nel 2022.&nbsp;</p>
<p>Le portate fluviali mostrano invece un elemento di continuit&agrave; con il 2022: anche nel giugno 2026 molti corsi d&rsquo;acqua presentano deficit molto marcati. Nel 2022 le principali sezioni fluviali registravano gi&agrave; da mesi portate inferiori alla media storica, con indici SRI compresi tra molto secco ed estremamente secco; nel 2026 il Po a Isola Sant&rsquo;Antonio presenta nuovamente un deficit molto elevato e il Tanaro, il Sesia, il Toce e diversi affluenti occidentali mostrano scarti ampiamente negativi.</p>
<p>&ldquo;In sintesi - conclude l&rsquo;Arpa - la situazione di giugno 2026 non riproduce, allo stato attuale, la stessa evoluzione plurimensile e strutturale della crisi del 2022, ma presenta segnali di attenzione importanti. Il deficit delle portate, la riduzione della risorsa nivale residua, le temperature elevate e la disponibilit&agrave; superficiale inferiore alla media indicano una fase di stress idrologico che richiede un attento monitoraggio nelle prossime settimane, anche in virt&ugrave; di previsioni per il mese di luglio sempre nel solco di una estate secca e calda, ed in particolare nei bacini gi&agrave; classificati in siccit&agrave; severa e nei settori dove la risorsa nivale &egrave; ormai esaurita&rdquo;.</p>
<h2>Il dibattito e le soluzioni proposte</h2>
<p>Come sempre in questi casi, e come pi&ugrave; volte accaduto negli ultimi anni, nelle ultime settimane il tema degli invasi e delle possibili strategie per affrontare l&rsquo;emergenza idrica &egrave; tornato centrale sui giornali e nel dialogo istituzionale. Con una sostanziale differenza rispetto al passato: pi&ugrave; di qualcuno (forse tardivamente?) inizia a far notare come una situazione che si ripete ciclicamente non pu&ograve; pi&ugrave; essere considerata emergenziale, bens&igrave; strutturale. Nei giorni scorsi l&rsquo;Ato, gestore del servizio idrico provinciale, ha invitato i Comuni a sensibilizzare la popolazione sull&rsquo;uso responsabile dell&rsquo;acqua, ma &egrave; chiaro che si tratta di un palliativo che da solo non pu&ograve; bastare.</p>
<p>&ldquo;Non possiamo continuare a rincorrere l'emergenza in estate e dimenticarcene quando piove&rdquo;, ha detto la consigliera regionale Giulia Marro (AVS), che ha portato in question time la <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ridurre-i-prelievi-da-sorgenti-e-falde-per-la-regione-non-si-puo-fare-marro-manca-la-volonta-politica_123322.html" target="_blank" rel="follow">proposta di ridurre i prelievi dalle sorgenti e dalle falde</a>, almeno per il periodo estivo, per le aziende di imbottigliamento acqua. Una proposta che la Regione ha giudicato non praticabile. &ldquo;Governare non significa limitarsi a spiegare perch&eacute; qualcosa non &egrave; possibile. - ha spiegato l&rsquo;esponente di Alleanza Verdi e Sinistra - Significa chiedersi se regole scritte oltre vent'anni fa siano ancora adeguate di fronte a una crisi climatica che cambia radicalmente la disponibilit&agrave; di acqua. Nessuno pretendeva una risposta gi&agrave; pronta. Chiedevo che la Regione verificasse se esistessero margini di intervento. Se le regole attuali non lo consentono, allora &egrave; compito della politica chiedersi se siano ancora adeguate. Invece si &egrave; preferito dichiarare impossibile una soluzione ancora prima di provare a cercarla. Ancora una volta il prezzo lo pagano i cittadini. Si chiede loro di ridurre i consumi e di cambiare abitudini, mentre sulle grandi concessioni di una risorsa pubblica non si apre nemmeno una discussione. L'acqua che manca &egrave; quella nei rubinetti e nei fiumi, non quella che continua a finire nelle bottiglie di plastica&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;emergenza idrica &egrave; stata anche il tema di un <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/siccita-e-invasi-un-ordine-del-giorno-di-sacchetto-fdi-per-lo-stato-di-emergenza_122669.html" target="_blank" rel="follow">ordine del giorno</a> presentato in Regione dal gruppo di Fratelli d&rsquo;Italia. Un documento che vedeva il cuneese Claudio Sacchetto come primo firmatario e in cui si chiedevano interventi per &ldquo;difendere l&rsquo;agricoltura&rdquo;: non solo soluzioni temporanee ed emergenziali, come le deroghe al deflusso ecologico dei fiumi, ma anche piani strutturali, come gli incentivi per la realizzazione di microinvasi aziendali e interaziendali. &ldquo;L'acqua &egrave; oggi la principale infrastruttura strategica per il futuro del Piemonte. Senza acqua non esiste agricoltura, non esiste sicurezza alimentare e vengono meno migliaia di posti di lavoro. Vogliamo aprire una riflessione concreta e avanzare proposte realizzabili per dare risposte al mondo agricolo, che chiede meno burocrazia, pi&ugrave; investimenti e una visione di lungo periodo", ha detto Sacchetto.</p>
<p>A richiedere interventi strutturali anche Coldiretti Cuneo, che nei giorni scorsi ha portato il &ldquo;grido&rdquo; del Piemonte <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/emergenza-idrica-coldiretti-cuneo-porta-a-roma-il-suo-appello-serve-una-rete-di-invasi_123378.html" target="_blank" rel="follow">all&rsquo;assemblea nazionale Anbi di Roma</a>: &ldquo;Di fronte all&rsquo;avanzare della siccit&agrave; e della desertificazione non possiamo pi&ugrave; permetterci di rincorrere le emergenze. Servono scelte immediate e investimenti concreti. Le priorit&agrave; sono chiare: ammodernare una rete idrica che disperde una quantit&agrave; inaccettabile di acqua, realizzare una rete diffusa di invasi con sistemi di pompaggio per aumentare la capacit&agrave; di accumulo e garantire l&rsquo;autosufficienza idrica del settore agricolo, accelerando finalmente la cantierabilit&agrave; delle opere gi&agrave; progettate&rdquo;, ha detto &nbsp;il presidente provinciale dell&rsquo;organizzazione agricola Enrico Nada.</p>
<p>&ldquo;Siamo ancora privi di una politica finalizzata a migliorare la capacit&agrave; di stoccaggio dell&rsquo;acqua e a ridurre, parallelamente, la percentuale di dispersione, nonostante si parli di un piano di micro invasi da anni ormai&rdquo;, gli ha fatto eco il direttore provinciale Francesco Goffredo. Tanti dibattiti, tante proposte, tante parole, insomma, ma le iniziative concrete al momento latitano.</p>
<p>Il mese scorso la Regione Piemonte, dal canto suo, ha scelto di riaprire l&rsquo;Osservatorio regionale per l&rsquo;emergenza idrica, convocando anche un tavolo specifico per quanto riguarda il lago Maggiore: &ldquo;Il quadro segnalato da Arpa &egrave; chiaro: mancano le piogge, le temperature sono ben sopra la media e i nostri fiumi, a partire dal Po, e le falde stanno pagando dazio &ndash; ha detto l&rsquo;assessore regionale all&rsquo;Ambiente Matteo Marnati -. Con l&rsquo;arrivo di queste ondate di calore anomalo, la situazione idrologica &egrave; destinata a peggiorare. Per questo abbiamo scelto di essere tempestivi: riapriamo quindi l&rsquo;Osservatorio regionale per avere un monitoraggio costante e capillare dello scenario attuale e di quello che ci attende in piena estate, e attiviamo un tavolo specifico per il Lago Maggiore. La tutela della risorsa acqua e la sicurezza dei cittadini sono la nostra priorit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>Mentre si discute e ci si confronta, i fiumi cuneesi continuano a soffrire, cos&igrave; come tutto ci&ograve; che ai fiumi e all&rsquo;acqua &egrave; strettamente legato. Mentre i dibattiti sull&rsquo;emergenza idrica iniziano a diventare sinistramente ricorrenti, ripetuti e uguali a se stessi di anno in anno, si fa largo una domanda: ha ancora senso considerare la siccit&agrave; come un&rsquo;emergenza?</p>]]></description><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 15:14:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[Un esercito di 140 mila insetti per combattere la cimice asiatica]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/un-esercito-di-140-mila-insetti-per-combattere-la-cimice-asiatica_123403.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/un-esercito-di-140-mila-insetti-per-combattere-la-cimice-asiatica_123403.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123403/152194.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Continua anche nel 2026 il progetto di controllo biologico della cimice asiatica promosso da Coldiretti Cuneo attraverso i tecnici dell&rsquo;Agenzia 4A, in collaborazione con le aziende agricole del territorio. Un intervento che quest&rsquo;anno ha registrato un ulteriore ampliamento, arrivando a 556 confezioni distribuite, pari a circa 140.000 insetti utili rilasciati in campo.</p>
<p>Dopo gli oltre 100.000 esemplari distribuiti nel 2025, il progetto si &egrave; quindi rafforzato sia nei numeri sia nella diffusione territoriale, coinvolgendo oltre 130 aziende agricole situate in pi&ugrave; di 80 Comuni della provincia di Cuneo.</p>
<p>Al centro dell&rsquo;intervento c&rsquo;&egrave; la lotta biologica, ossia una forma di controllo naturale contro la cimice asiatica, insetto alieno particolarmente invasivo e dannoso per diverse colture cuneesi. Nello specifico viene utilizzato l&rsquo;Anastatus bifasciatus, una piccola vespa parassitoide che depone le proprie uova all&rsquo;interno delle ovature della cimice asiatica, impedendone lo sviluppo e contribuendo cos&igrave; a contenerne la proliferazione.</p>
<p>L&rsquo;Anastatus bifasciatus, inoltre, &egrave; in grado di parassitizzare anche le ovature di un&rsquo;altra cimice presente sul territorio e problematica per il comparto corilicolo, il Gonocero, conosciuto anche come cimice dei boschi.</p>
<p>&ldquo;Questo intervento assume un valore particolare per un comparto come quello corilicolo, che sta attraversando una fase complessa tra parassiti nuovi e storici, cambiamento climatico e cascola &ndash; dichiara Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo &ndash; Il controllo biologico permette di lavorare sull&rsquo;equilibrio naturale nei corileti e, pi&ugrave; in generale, nei frutteti, limitando il ricorso agli insetticidi e contribuendo a contenere i danni sulle produzioni&rdquo;.</p>
<p>Per la seconda annualit&agrave; consecutiva, il progetto &egrave; stato reso possibile anche grazie al fondamentale contributo della Camera di Commercio di Cuneo e, per il 2026, al sostegno della Banca Azzoaglio. Determinante &egrave; stata per&ograve; anche la risposta delle imprese agricole, che hanno scelto di aderire al progetto e di ampliare l&rsquo;areale gi&agrave; interessato nel 2025, contribuendo a rafforzare la presenza dell&rsquo;Anastatus sul territorio.</p>
<p>Nelle ultime due settimane i tecnici di Coldiretti Cuneo hanno accompagnato le aziende nei rilasci, effettuati nelle ore pi&ugrave; fresche della giornata per garantire le migliori condizioni operative.</p>
<p>&ldquo;Con la conclusione dei rilasci 2026 mettiamo un nuovo punto fermo in un percorso che Coldiretti Cuneo porta avanti da anni con la massima attenzione - sottolinea Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo &ndash;. La difesa delle produzioni locali e del reddito delle imprese agricole passa da un lavoro costante in campo: monitoraggi, frappage alle prime ore dell&rsquo;alba, lotta simbionticida e controllo biologico sono strumenti complementari di una strategia concreta contro un parassita che continua a rappresentare una minaccia per le nostre colture&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 08:33:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA["Un libro tira l'altro": ecco i libri più letti e commentati del mese di giugno]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/un-libro-tira-l-altro-ecco-i-libri-piu-letti-e-commentati-del-mese-di-giugno_123369.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/un-libro-tira-l-altro-ecco-i-libri-piu-letti-e-commentati-del-mese-di-giugno_123369.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123369/152157.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il pi&ugrave; discusso tra i titoli presenti sul nostro gruppo FB &egrave;, senza dubbio Joanna degli Incanti di Simona Lo Iacono, definito un romanzo storico profondo nei contenuti e allo stesso tempo estremamente scorrevole e coinvolgente.</p>
<p>Il caldo rovente vi ha fatto passare la voglia di leggere un buon libro? Se la risposta &egrave; no, seguiteci in giro per librerie e scoprite con noi le novit&agrave; pi&ugrave; interessanti da leggere a luglio!</p>
<p>&Egrave; tornato in libreria Uketsu, il misterioso scrittore giapponese autore di thriller che uniscono al giallo l&rsquo;elemento grafico. In Strane Case (Einaudi) l&rsquo;oggetto dell&rsquo;indagine &egrave; un singolare appartamento in vendita in citt&agrave;&hellip;</p>
<p>Ai lettori pi&ugrave; giovani segnaliamo Camillo, di Francesco Carofiglio (Garzanti), le avventure di un topino che abita in una biblioteca.</p>
<p>Allen Levi porta i suoi lettori nel sud degli Stati Uniti per raccontare una storia corale e intimista in Theo Da Golden E la Forma Della Felicit&agrave; (Salani).</p>
<p>Buone letture!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Consigli per gli acquisti</h2>
<p>Questa &egrave; la rubrica nella quale diamo spazio agli scrittori emergenti, agli editori indipendenti e ai prodotti editoriali che rimangono fuori dal circuito della grande distribuzione.</p>
<p>Torna in libreria Simona Borgatti con Coppi Del Destino (La Memoria del Mondo Editrice, 2026), un giallo leggero raccontato con toni umoristici che richiamano lo stile di &nbsp;Stefania Bertola e Andrea Vitali, una lettura adatta a chi cerchi un commedia dai risvolti &ldquo;neri&rdquo; ma sempre godibile.</p>
<p>Alfa e Omega sul Lago di Como, di Enrico Casartelli - &nbsp;Il Lago di Como diventa teatro di un thriller che intreccia mistero, tecnologia e sentimenti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Incontri con gli autori</h2>
<p>Abbiamo intervistato per voi gli autori pi&ugrave; richiesti del momento: leggete le nostre interviste a Franco Faggiani e Carmelo Sardo.</p>
<p>Per rimanere aggiornati su novit&agrave; e curiosit&agrave; dal mondo dei libri, venite a trovarci sul sito <a href="https://www.ilpassaparoladeilibri.it" target="_blank" rel="nofollow">www.ilpassaparoladeilibri.it</a>.</p>]]></description><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 14:59:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Banca di credito seleziona una persona come responsabile per le filiali di Fossano e Saluzzo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/fossanese/banca-di-credito-seleziona-una-persona-come-responsabile-per-le-filiali-di-fossano-e-saluzzo_123358.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/fossanese/banca-di-credito-seleziona-una-persona-come-responsabile-per-le-filiali-di-fossano-e-saluzzo_123358.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123358/152129.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Per conto di una nota banca di credito privata, <strong>Agenzia Piemonte Lavoro </strong>ha avviato una selezione per inserire una nuova risorsa per le sedi di Fossano e Saluzzo, nella provincia di Cuneo.</p>
<p>La figura ricercata &egrave; quella di responsabile di filiale, un ruolo chiave per il raggiungimento degli obiettivi commerciali, economici e di sviluppo della filiale.</p>
<h2>Attivit&agrave; e responsabilit&agrave; previste</h2>
<p>Tra le principali responsabilit&agrave; rientrano la gestione dei rischi operativi e creditizi, il coordinamento del team, favorendo la crescita professionale delle risorse assegnate, e lo sviluppo delle relazioni sul territorio, operando nel rispetto della normativa e degli elevati standard di qualit&agrave; del Servizio clienti aziendale.</p>
<h2>Competenze</h2>
<p>Tecniche:</p>
<ul>
<li>conoscenza dei prodotti bancari, finanziari e assicurativi;</li>
<li>conoscenza delle tecniche di analisi del credito;</li>
<li>buona conoscenza della normativa bancaria e della compliance; &bull; capacit&agrave; di lettura e analisi dei dati economico-finanziari.</li>
</ul>
<p>Trasversali:</p>
<ul>
<li>leadership e capacit&agrave; di gestione di team di lavoro;</li>
<li>orientamento al cliente e al risultato;</li>
<li>capacit&agrave; commerciali e negoziali;</li>
<li>problem solving e capacit&agrave; decisionale;</li>
<li>organizzazione e pianificazione;</li>
<li>autonomia operativa e senso di responsabilit&agrave;.</li>
</ul>
<h2>Requisiti richiesti</h2>
<p>Per candidarsi &egrave; richiesta un&rsquo;esperienza pluriennale nel <strong>settore bancario</strong>, preferibilmente nel ruolo di responsabile o vice responsabile.</p>
<p>&Egrave; un requisito preferenziale, invece, il possesso della laurea in Economia, Finanza, Giurisprudenza o corsi di laurea affini.</p>
<h2>Inserimento contrattuale</h2>
<p>L&rsquo;inserimento &egrave; previsto con <strong>contratto a tempo indeterminato</strong> (Ccnl Abi imprese creditizie, finanziarie e strumentali), con una retribuzione annua lorda compresa tra 50.000 e 60.000 euro, in base a una valutazione del profilo professionale e dell&rsquo;esperienza maturata.</p>
<h2>Sede di lavoro</h2>
<p>Fossano-Saluzzo, nel Cuneese.</p>
<h2>Come candidarsi</h2>
<p>Chi ha interesse a candidarsi pu&ograve; inviare il proprio curriculum in formato pdf, in lingua italiana, a alteprofessionalita@agenziapiemontelavoro.it indicando nell&rsquo;oggetto Responsabile di filiale bancaria, oppure consultare l&rsquo;offerta di lavoro sul <a href="https://pslp.regione.piemonte.it/pslpwcl/pslpfcweb/consulta-annunci/visualizza-annuncio-profili-ric?id=3662" target="_blank" rel="nofollow">portale regionale Piemonte Tu</a> e autenticarsi con Spid, Cie o Cns per candidarsi.</p>]]></description><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 14:02:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Ue, Coldiretti Cuneo: “Preoccupano scelte su salute e agricoltura”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ue-coldiretti-cuneo-preoccupano-scelte-su-salute-e-agricoltura_123280.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ue-coldiretti-cuneo-preoccupano-scelte-su-salute-e-agricoltura_123280.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123280/151997.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Coldiretti Cuneo, a seguito del voto delle Commissioni incaricate del Parlamento europeo sul Piano per la salute cardiovascolare e sul Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam), &egrave; intervenuta per esprime la propria preoccupazione sulle scelte su salute e agricoltura da parte dell&rsquo;Europa: &ldquo;Ancora una volta arrivano due gravi passi indietro nelle politiche di tutela della salute dei cittadini e del reddito degli agricoltori.</p>
<p>&ldquo;Sul fronte della salute cardiovascolare, il testo approvato dal Parlamento europeo rischia di indebolire alcune misure di prevenzione e di non valorizzare adeguatamente il ruolo di una corretta alimentazione nella riduzione dei rischi per il cuore e per la salute in generale &mdash; prosegue Coldiretti Cuneo &mdash;. In particolare, preoccupa il ridimensionamento degli interventi relativi alle bevande energetiche e la scarsa attenzione alle pi&ugrave; recenti evidenze scientifiche sui possibili effetti negativi di un consumo eccessivo di cibi ultra-processati, sempre pi&ugrave; diffusi soprattutto tra i giovani. A destare perplessit&agrave; &egrave; anche la riapertura del dibattito sui sistemi di etichettatura nutrizionale frontale, che in passato hanno rischiato di penalizzare prodotti simbolo della Dieta Mediterranea senza tenere conto delle quantit&agrave; consumate e dell&rsquo;equilibrio complessivo dell&rsquo;alimentazione. Un approccio che potrebbe creare confusione nei consumatori e danneggiare produzioni di eccellenza del territorio&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La prevenzione delle malattie cardiovascolari passa prima di tutto dall&rsquo;educazione alimentare e dalla promozione di stili di vita sani. Servono regole basate sulla scienza e non sistemi che finiscono per penalizzare ingiustamente prodotti di qualit&agrave; che fanno parte della Dieta Mediterranea e della nostra tradizione agricola&rdquo;, dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo.</p>
<p>&ldquo;Preoccupa anche il voto sul Cbam. Le Commissioni competenti del Parlamento europeo hanno infatti eliminato la clausola che avrebbe consentito di sospendere temporaneamente il meccanismo in caso di forti squilibri di mercato. Una decisione che rischia di lasciare agricoltori e imprese senza strumenti adeguati di tutela in una fase economica gi&agrave; molto complessa. Le aziende agricole, infatti, stanno affrontando costi sempre pi&ugrave; elevati e una concorrenza internazionale difficile. Togliere una misura di salvaguardia significa aumentare le incertezze per il settore e mettere a rischio competitivit&agrave; e reddito delle imprese&rdquo;, aggiunge Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 15:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Nuova apertura della grande distribuzione a Cuneo: si cercano addetti alle vendite, casse e scaffali]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/nuova-apertura-della-grande-distribuzione-a-cuneo-si-cercano-addetti-alle-vendite-casse-e-scaffali_123215.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/nuova-apertura-della-grande-distribuzione-a-cuneo-si-cercano-addetti-alle-vendite-casse-e-scaffali_123215.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123215/151898.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Per conto di un&rsquo;importante azienda della grande distribuzione, <strong>Agenzia Piemonte Lavoro </strong>ricerca personale per una nuova apertura a Cuneo: sono una ventina le persone da assumere.</p>
<p>La ricerca &egrave; rivolta a profili esperti e specialisti nelle differenti posizioni, in grado di assicurare il buon funzionamento dei reparti e soddisfare le esigenze del cliente.&nbsp;<br><br></p>
<h2>Figure richieste</h2>
<p>Nello specifico si ricerca:</p>
<p>Personale addetto alle vendite nei reparti:</p>
<ul>
<li><strong>gastronomia</strong>: esecuzione delle lavorazioni sul prodotto (scotennare, affettare, porzionare i formaggi, preparazioni take away);</li>
<li><strong>macelleria</strong>: preparazione, allestimento e apertura del banco, gestione del prodotto, lavorazione dei tagli e produzione take away;</li>
<li><strong>ortofrutta</strong>: preparazione, allestimento e gestione del reparto;</li>
<li><strong>pescheria</strong>: conoscenza della merceologia ed esecuzione delle lavorazioni sul prodotto;</li>
<li style="font-weight: bold;"><strong>panetteria/pasticceria.</strong></li>
</ul>
<p>Personale addetto alle <strong>casse</strong></p>
<p>Personale addetto agli <strong>scaffali</strong>.<br><br></p>
<h2>Requisiti</h2>
<p>Per candidarsi &egrave; richiesto il possesso di una qualifica o di un diploma di <strong>scuola secondaria</strong>. Costituisce titolo preferenziale l&rsquo;esperienza maturata nel settore di riferimento e nella grande distribuzione organizzata (GDO).</p>
<p>Sono inoltre richieste una buona conoscenza della merceologia dei prodotti, professionalit&agrave;, cortesia e un forte orientamento alla clientela. Completano il profilo la capacit&agrave; di lavorare in squadra, la disponibilit&agrave; a lavorare su turni anche nei giorni festivi e l&rsquo;autonomia nel raggiungere il luogo di lavoro.<br><br></p>
<h2>Sede di lavoro</h2>
<p>La sede di lavoro &egrave; <strong>Cuneo</strong>.<br><br></p>
<h2>Inserimento contrattuale</h2>
<p>L&rsquo;inserimento &egrave; previsto in part time su turni diurni, di 20 ore settimanali, con un iniziale <strong>contratto a tempo determinato</strong> (Ccnl commercio), finalizzato alla stabilizzazione. La retribuzione annua lorda &egrave; compresa indicativamente fra <strong>10 e 15 mila euro</strong>.<br><br></p>
<h2>Come candidarsi</h2>
<p>Chi ha interesse a candidarsi pu&ograve; inviare il proprio curriculum in formato pdf, in lingua italiana, a <a href="mailto:grandireclutamenti@agenziapiemontelavoro.it" target="_blank" rel="nofollow">grandireclutamenti@agenziapiemontelavoro.it</a> indicando nell&rsquo;oggetto perdsonale addetto alla vendita Cuneo, oppure <a href="https://pslp.regione.piemonte.it/pslpwcl/pslpfcweb/consulta-annunci/visualizza-annuncio-profili-ric?id=3778" target="_blank" rel="nofollow">sul portale regionale Piemonte Tu e rispondere candidandosi</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 10:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[“Rubrica Lavoro”: la nuova sezione di Cuneodice.it]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/rubrica-lavoro-la-nuova-sezione-di-cuneodiceit_123117.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/rubrica-lavoro-la-nuova-sezione-di-cuneodiceit_123117.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123117/151777.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Da oggi, 1&deg; luglio 2026, Cuneodice.it arricchisce la propria offerta informativa con una nuova sezione interamente dedicata al mondo del lavoro. Nasce la &ldquo;<strong>Rubrica Lavoro</strong>&rdquo;, uno spazio pensato per raccogliere e valorizzare le offerte di impiego presenti nella provincia di Cuneo, mettendo in contatto aziende, agenzie per il lavoro e persone alla ricerca di nuove opportunit&agrave; professionali.</p>
<p>In un contesto in continua evoluzione, il mercato del lavoro sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Da un lato, molte imprese faticano a reperire personale qualificato o semplicemente candidati disponibili per alcune mansioni; dall'altro, sono numerose le persone che desiderano cambiare occupazione, rientrare nel mondo del lavoro o cogliere occasioni di crescita professionale, ma che spesso si trovano a dover consultare decine di portali diversi per avere un quadro completo delle opportunit&agrave; disponibili.</p>
<p>La nuova<a href="https://www.cuneodice.it/news/rubriche/lavoro/" target="_blank" rel="follow"> &ldquo;Rubrica Lavoro&rdquo;</a> nasce proprio per rispondere a questa esigenza: offrire un punto di riferimento semplice, immediato e aggiornato per il territorio della Granda, dove domanda e offerta possano incontrarsi con maggiore facilit&agrave;.</p>
<p>Ogni giorno la sezione ospiter&agrave; nuove offerte di lavoro provenienti da aziende, Centri per l&rsquo;Impiego locali e agenzie per il lavoro operanti sul territorio provinciale, con annunci facilmente consultabili e organizzati per consentire ai candidati di individuare rapidamente le posizioni pi&ugrave; interessanti.</p>
<p>Per le imprese e le agenzie interinali, la rubrica rappresenta uno strumento concreto per aumentare la visibilit&agrave; delle proprie ricerche di personale. Pubblicare un'offerta su una testata giornalistica locale significa infatti intercettare un pubblico fortemente radicato sul territorio, composto non solo da chi &egrave; attivamente alla ricerca di un impiego, ma anche da lavoratori che potrebbero valutare nuove opportunit&agrave; professionali.</p>
<p>Negli ultimi anni il lavoro &egrave; diventato uno dei temi pi&ugrave; rilevanti per lo sviluppo economico e sociale della provincia. La difficolt&agrave; di reperire personale interessa numerosi settori, dall'industria all'artigianato, dall'agricoltura ai servizi, dalla logistica al commercio. Allo stesso tempo cresce la mobilit&agrave; professionale: sempre pi&ugrave; persone cercano un impiego pi&ugrave; vicino a casa, condizioni migliori o percorsi capaci di valorizzarne competenze e aspirazioni.</p>
<p>Anche per questo motivo, mettere a disposizione uno spazio dedicato esclusivamente alle opportunit&agrave; occupazionali del territorio significa offrire un servizio utile sia alle imprese sia ai cittadini, contribuendo a rendere pi&ugrave; semplice l'incontro tra chi offre lavoro e chi lo cerca.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123117/small_151818.jpg" alt="Contratto di lavoro" loading="lazy"></p>
<p><a href="https://www.cuneodice.it/news/rubriche/lavoro/" target="_blank" rel="nofollow">La &ldquo;Rubrica Lavoro" di Cuneodice.it sar&agrave; aggiornata costantemente con nuove offerte</a>, diventando un punto di riferimento per chi desidera trovare un'occupazione, cambiare lavoro o costruire il proprio futuro professionale restando nella provincia di Cuneo.</p>
<p>Se hai un&rsquo;azienda o un&rsquo;agenzia interinale scopri come pubblicare le tue offerte di lavoro contattando la mail <a href="mailto:redazione@cuneodice.it" target="_blank" rel="nofollow">redazione@cuneodice.it</a>.</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[La Granda a rapporto: l’export in calo non scuote il “modello Cuneo”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-granda-a-rapporto-lexport-in-calo-non-scuote-il-modello-cuneo_123134.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-granda-a-rapporto-lexport-in-calo-non-scuote-il-modello-cuneo_123134.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123134/151755.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Le esportazioni faticano, il &ldquo;modello Cuneo&rdquo; no. Questo in sintesi dice il rapporto Cuneo 2026 della Camera di Commercio, presentato stamane nella sede dell&rsquo;ente camerale. Si tratta anche, ricorda il presidente <strong>Luca Crosetto</strong>, del primo degli eventi legati al centenario del palazzo di via Emanuele Filiberto: uno dei pochi che vennero costruiti appositamente per ospitare la &ldquo;casa&rdquo; delle imprese locali.</p>
<p>&ldquo;Questo splendido palazzo compie un secolo ma l&rsquo;istituzione, nata nel 1862, ha radici ben pi&ugrave; profonde&rdquo; ricorda Crosetto, riepilogando i numeri principali del report sullo stato di salute dell&rsquo;economia provinciale: &ldquo;In una cornice sicuramente molto instabile la nostra provincia si &egrave; trovata esposta in prima linea, eppure laddove la superficie s&rsquo;increspa emerge la tenuta straordinaria del &lsquo;modello Cuneo&rsquo;. Il nostro Pil si &egrave; attestato a 24,6 miliardi di euro, quasi il 15% della ricchezza dei piemontesi&rdquo;. Dalle vendite all&rsquo;estero, per&ograve;, arrivano le note dolenti: &ldquo;I primi dati dell&rsquo;anno registrano un netto calo dell&rsquo;export, -4,8%, in controtendenza rispetto alla tenuta nazionale: non possiamo ignorare questo campanello d&rsquo;allarme. Questo dato non ci deve spaventare, ma dev&rsquo;essere una bussola per capire dove rimboccarci le maniche&rdquo;.</p>
<p>Per il resto, il lavoro registra numeri pi&ugrave; che incoraggianti: &ldquo;Nel 2025 il mercato del lavoro cuneese ha visto una crescita dell&rsquo;occupazione a un eccezionale 72,6%: una cifra superiore di dieci punti a quella nazionale e supportata da un tasso di disoccupazione al 3,3%. Il 2025 &egrave; stato un anno in cui abbiamo finalmente potuto cogliere i frutti del completamento della Asti Cuneo e dalla tanto attesa, seppur parziale, riapertura del colle di Tenda&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123134/small_151756.jpg" alt="Il rapporto Cuneo 2026" loading="lazy"></p>
<h2>La demografia lenta: due anziani per ogni bambino</h2>
<p>Il punto di partenza &egrave; una demografia che vede la Granda primeggiare, in Piemonte, col passo del gambero. L&rsquo;et&agrave; media dei circa 582mila residenti (583 in pi&ugrave; rispetto allo scorso anno) si attesta a 47 anni, in aumento rispetto al 2024 e in linea con la media nazionale, ma pi&ugrave; bassa di quella piemontese (48,3 anni). L&rsquo;indice di vecchiaia registra un dato di 212,6 anziani over 65 per ogni 100 individui con meno di 15 anni, anche in questo caso molto al di sotto della media regionale (248,3) e poco inferiore a quella nazionale (216,3). L&rsquo;indice di dipendenza strutturale, cio&egrave; il carico di individui non autonomi rispetto a 100 unit&agrave; di popolazione in et&agrave; attiva, si attesta a 60,7.</p>
<p>Il prodotto interno lordo ha visto nel 2025 una lieve flessione (-0,2%): nondimeno, sottolinea&nbsp;<strong>Elena Porta</strong> di Unioncamere, il valore aggiunto per abitante &egrave; cresciuto ancora e &ldquo;la provincia continua a vantare un livello di ricchezza per abitante nettamente superiore rispetto a quello piemontese e italiano&rdquo;. In termini statistici si parla di 37.775 euro a testa contro i circa 34mila della media italiana.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123134/small_151757.jpg" alt="Il rapporto Cuneo 2026" loading="lazy"></p>
<h2>Imprese che durano, 6 su 10 oltre i cinque anni</h2>
<p>Sono 80.569 le localizzazioni nel registro imprese, comprendenti sia le unit&agrave; locali che le sedi d&rsquo;impresa: tra queste 14.199 imprese femminili, 5.603 imprese straniere e 5.863 aziende guidate da giovani. Le nuove attivit&agrave; in corso d&rsquo;anno sono state 3.361, a fronte di 3.287 cessazioni, con un saldo positivo di 74 unit&agrave;.</p>
<p>Cuneo &egrave; la 27esima provincia italiana per numero di aziende registrate, pur avendo attraversato una dinamica che tra il 2000 e il 2025 ha visto le sedi d&rsquo;impresa diminuire da 76mila a 64mila: un trend in linea con quello nazionale. Un dato che distingue la provincia, semmai, riguarda la sopravvivenza delle imprese: oltre 6 imprese su 10 traguardano i primi cinque anni di attivit&agrave;.</p>
<p>&ldquo;La struttura imprenditoriale di oggi &egrave; profondamente diversa da quella di inizio millennio&rdquo; osserva l&rsquo;analista di Unioncamere: vale in particolare per le attivit&agrave; del turismo che hanno raddoppiato il proprio peso in questo frangente, passando dal 3,4% al 6,1%. Il trend positivo di consolidamento strutturale delle aziende &egrave; proseguito anche quest&rsquo;anno. Oggi il 16,1% delle imprese &egrave; una societ&agrave; di capitale, contro il 5% del 2000, mentre la quota di imprese individuali &egrave; passata dal 72% al 60,4%.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123134/small_151758.jpg" alt="Il rapporto Cuneo 2026" loading="lazy"></p>
<h2>Novemila &ldquo;scoraggiati&rdquo; dal lavoro in meno</h2>
<p>Lo stock di occupati &egrave; cresciuto di circa 7mila unit&agrave; dal 2024, con un aumento sia della componente femminile che di quella maschile. Il dato porta l&rsquo;occupazione complessiva a un ottimo 72,6%, dal 70,5% di un anno prima. In quest&rsquo;ottica va letto il leggero incremento di disoccupati, dal 2,8% al 3,3%: &ldquo;La crescita non preoccupa particolarmente, perch&eacute; gli inattivi sono diminuiti del 9%. Quello che probabilmente &egrave; accaduto - spiega Porta - &egrave; che una parte degli &lsquo;scoraggiati&rsquo; - sono 90mila, dai 99mila precedenti - ora &egrave; entrata nella forza lavoro o sta cercando di inserirsi&rdquo;.</p>
<p>Resta marcato invece uno squilibrio di cui si era gi&agrave; parlato nei report precedenti, quello tra l&rsquo;occupazione maschile al 74,8% e un&rsquo;occupazione femminile (63%) pi&ugrave; bassa di quasi 12 punti percentuali.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123134/small_151759.jpg" alt="Il rapporto Cuneo 2026" loading="lazy"></p>
<h2>Il made in Cuneo ora cerca i mercati extra Ue</h2>
<p>L&rsquo;elemento che ha contraddistinto in negativo il 2025 - si diceva - riguarda il commercio estero: le imprese hanno visto un calo in termini di valore (10 miliardi e 980 milioni, -1,4% rispetto al record degli 11 miliardi registrato nel 2024). Nello stesso periodo si registrano 6,3 miliardi di importazioni, in aumento del 15%. Il saldo di bilancio commerciale &egrave; quindi pari a 4,6 miliardi di euro e in forte flessione rispetto all&rsquo;anno 2024.</p>
<p>Le esportazioni made in Cuneo hanno &ldquo;cambiato pelle&rdquo; in particolare per quanto riguarda la destinazione: la quota verso i mercati Ue &egrave; scesa al 62,5% del totale. Francia e Germania restano i principali mercati di sbocco, dietro guadagnano quote la Spagna e gli Usa mentre diminuisce la rilevanza di Regno Unito e Belgio. A fare la parte del leone &egrave; il settore alimentare, con una quota del 42% in continua crescita, che ne fa la principale voce di esportazione all&rsquo;estero nel manifatturiero.</p>
<p>Prosegue la sua corsa anche il turismo, dove sia gli arrivi (993.982) che le presenze (2,3 milioni) hanno registrato un incremento dell&rsquo;ordine di 10,7 punti percentuali, con un +12,6% di turisti stranieri: oggi rappresentano il 45,9% del totale dei pernottamenti, in aumento dal 30% di inizio millennio.</p>]]></description><pubDate>Mon, 29 Jun 2026 18:18:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[I sabati della prevenzione: si parla di rabbia e cosa sapere prima di partire]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-sabati-della-prevenzione-si-parla-di-rabbia-e-cosa-sapere-prima-di-partire_122996.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-sabati-della-prevenzione-si-parla-di-rabbia-e-cosa-sapere-prima-di-partire_122996.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122996/151542.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Con l'arrivo dell'estate e delle vacanze aumentano anche i viaggi verso destinazioni extraeuropee. Tra gli aspetti da considerare nella preparazione di una partenza vi &egrave; anche la prevenzione sanitaria, soprattutto quando si visitano Paesi in cui sono ancora presenti malattie infettive rare o assenti in buona parte dell&rsquo;Europa.</p>
<p>Tra queste vi &egrave; la rabbia, una malattia virale che, pur essendo stata eliminata dalla maggior parte dei Paesi europei, continua a rappresentare un importante problema di salute pubblica in molte aree dell'Asia, dell'Africa e in alcuni Stati dell&rsquo;Est Europa.</p>
<h2>Una malattia quasi sempre mortale</h2>
<p>La rabbia &egrave; una zoonosi virale, cio&egrave; una malattia infettiva trasmessa dagli animali all'uomo, che colpisce il sistema nervoso e che, una volta comparsi i sintomi, risulta quasi sempre fatale sia nell'uomo sia negli animali.</p>
<p>Il virus si trasmette principalmente attraverso il morso o il graffio di un animale infetto, oppure tramite il contatto della saliva con ferite o mucose.</p>
<p>I cani sono responsabili della quasi totalit&agrave; dei casi di rabbia umana nelle aree dove la malattia &egrave; ancora endemica, ma il virus pu&ograve; essere trasmesso anche da altri mammiferi, compresi pipistrelli, scimmie, volpi e altri animali selvatici.</p>
<p>L'incubazione pu&ograve; durare da alcune settimane a diversi mesi. I sintomi iniziali comprendono febbre, malessere generale e dolore nella sede del morso. Con il progredire della malattia compaiono manifestazioni neurologiche sempre pi&ugrave; gravi che conducono alla paralisi, al coma e al decesso.</p>
<h2>I numeri della rabbia nel mondo</h2>
<p>Nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni, la rabbia continua a causare circa 60.000 decessi ogni anno nel mondo. Circa il 95% dei casi si concentra in Asia e Africa e quasi il 40% delle vittime &egrave; rappresentato da bambini e ragazzi di et&agrave; inferiore ai 15 anni.</p>
<p>Per questo motivo la rabbia continua a essere considerata una delle principali malattie infettive da tenere in considerazione quando si programmano viaggi in aree a rischio.</p>
<h2>Come prevenire il contagio</h2>
<p>La prima forma di prevenzione consiste nell'evitare qualsiasi contatto con animali sconosciuti, anche se apparentemente sani.</p>
<p>Durante i viaggi &egrave; importante&nbsp;non accarezzare cani e gatti randagi,&nbsp;evitare il contatto con scimmie e altri animali selvatici,&nbsp;non avvicinare cuccioli o animali che sembrano docili e infine&nbsp;evitare il contatto con i pipistrelli e con i luoghi in cui possono essere presenti.</p>
<p>La vaccinazione antirabbica rappresenta, inoltre, uno strumento efficace di prevenzione per alcune categorie di viaggiatori.</p>
<h2>Quando &egrave; consigliata la vaccinazione</h2>
<p>La vaccinazione preventiva pu&ograve; essere indicata per&nbsp;chi soggiorna a lungo in aree a rischio,&nbsp;chi pratica attivit&agrave; all'aperto in zone remote,&nbsp;chi viaggia in Paesi dove l'accesso alle cure pu&ograve; essere difficile, e ovviamente per&nbsp;operatori sanitari, veterinari e persone che per lavoro possono entrare in contatto con animali potenzialmente infetti.</p>
<p>Poich&eacute; il ciclo vaccinale richiede tempi specifici, &egrave; opportuno rivolgersi ai Centri di Medicina dei Viaggi con adeguato anticipo rispetto alla partenza.</p>
<h2>Cosa fare in caso di morso o graffio</h2>
<p>In presenza di un morso o di un graffio provocato da un animale sospetto &egrave; fondamentale agire immediatamente. La ferita deve essere lavata accuratamente con acqua e sapone per diversi minuti e successivamente disinfettata.</p>
<p>&Egrave; poi necessario rivolgersi il prima possibile a una struttura sanitaria per la valutazione medica e l'eventuale avvio della profilassi post-esposizione.</p>
<p>Anche chi &egrave; stato vaccinato preventivamente deve comunque sottoporsi a una valutazione medica.</p>
<h2>Informarsi prima di partire</h2>
<p>Una corretta consulenza sanitaria pre-viaggio consente di valutare i rischi specifici legati alla destinazione, verificare le vaccinazioni consigliate e adottare le misure di prevenzione pi&ugrave; appropriate.</p>
<p>Per questo motivo, quando si organizza un viaggio internazionale, &egrave; sempre opportuno informarsi con anticipo e rivolgersi ai servizi dedicati.</p>
<h2>Link utili</h2>
<p>Vaccinazioni e prevenzione:</p>
<p><a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/vaccinazioni-proteggono-tutti" target="_blank" rel="nofollow">https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/vaccinazioni-proteggono-tutti</a></p>
<p>Informazioni sanitarie e di sicurezza per i viaggiatori:</p>
<p><a href="https://www.viaggiaresicuri.it" target="_blank" rel="nofollow">https://www.viaggiaresicuri.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo fa parte del ciclo di informazione curato dalla Regione Piemonte "I sabati della prevenzione", l'appuntamento settimanale con approfondimenti e notizie sulla salute.</p>]]></description><pubDate>Sat, 27 Jun 2026 14:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Credito in agricoltura, dalla Regione Piemonte un bando da 1,85 milioni di euro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/credito-in-agricoltura-dalla-regione-piemonte-un-bando-da-185-milioni-di-euro_122991.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/credito-in-agricoltura-dalla-regione-piemonte-un-bando-da-185-milioni-di-euro_122991.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122991/151534.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Regione Piemonte ha stanziato 1 milione e 850 mila euro per sostenere le imprese agricole nell'accesso al credito destinato alla conduzione aziendale. Le risorse, previste per il 2026, serviranno a coprire parte degli interessi sui prestiti bancari contratti da imprese agricole singole, associate e cooperative per le esigenze di gestione dell'attivit&agrave;.</p>
<p>Ad annunciare il nuovo bando &egrave; l'assessore regionale all'Agricoltura <strong>Paolo Bongioanni</strong>, che sottolinea: "&Egrave; un impegno preso con le associazioni cooperative che abbiamo rispettato. Questo intervento costituisce un sostegno concreto alle nostre aziende e cooperative agricole per favorire il loro accesso al credito e aiutarle a disporre della liquidit&agrave; necessaria per conseguire il loro obiettivo primario e immediato, cio&egrave; la produzione e la conduzione aziendale".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122991/small_151535.jpg" alt="Paolo Bongioanni" loading="lazy"></p>
<p>Il contributo regionale sar&agrave; pari al 2% dell'importo del prestito per le aziende situate in pianura o collina e al 2,5% per quelle operanti in montagna.</p>
<p>L'assessore evidenzia anche i risultati ottenuti dalle precedenti edizioni del provvedimento: "Grazie ad esso, la Regione interviene sulla voce interessi con un contributo pari al 2% dell'ammontare del prestito per le imprese ubicate in zona di pianura o di collina e 2,5% per quelle ubicate in zona di montagna. Sono ben 327 le aziende agricole e cooperative agricole piemontesi che, nelle ultime edizioni dei rispettivi bandi, hanno potuto accedere a prestiti di conduzione per un importo complessivo che supera l'importante cifra di 91 milioni di euro. Sono molto orgoglioso di una misura che sostiene realmente i nostri imprenditori agricoli in un comparto quotidiano come quello del credito legato alla produzione, soggetto alle tante variabili del settore e che proprio per questo deve poter godere di tutte le certezze di liquidit&agrave;".</p>
<p>Complessivamente, grazie ai precedenti bandi, hanno beneficiato del credito di conduzione 327 aziende e cooperative agricole piemontesi, generando un volume di finanziamenti superiore ai 91 milioni di euro. Di queste, 276 sono imprese singole o forme associate con meno di cinque imprenditori agricoli, che hanno ottenuto prestiti per oltre 11 milioni di euro, mentre 51 cooperative o forme associate con almeno cinque imprenditori hanno avuto accesso a finanziamenti superiori agli 80 milioni di euro.</p>
<p>Per il nuovo bando, le imprese singole, le societ&agrave; semplici e le altre forme associate composte da meno di cinque imprenditori agricoli potranno richiedere prestiti compresi tra 5.000 e 80.000 euro. Per le cooperative agricole e le forme associate con almeno cinque imprenditori, invece, l'importo massimo finanziabile sar&agrave; determinato in base alle effettive esigenze finanziarie rilevate dal bilancio d'esercizio.</p>
<p>Le domande per il bando rivolto alle imprese singole e alle piccole forme associate potranno essere presentate fino al 4 settembre 2026, mentre quello destinato alle cooperative agricole e alle forme associate con almeno cinque imprenditori rester&agrave; aperto fino al 31 dicembre 2026.</p>
<p><a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/servizi-alle-aziende/credito-conduzione" target="_blank" rel="nofollow">Il bando &egrave; consultabile sul sito della Regione cliccando a questo LINK.</a></p>]]></description><pubDate>Sat, 27 Jun 2026 14:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[L’industria che fa la storia. Confindustria celebra il “travaj” piemontese]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/alba-e-langhe/lindustria-che-fa-la-storia-confindustria-celebra-il-travaj-piemontese_122926.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/alba-e-langhe/lindustria-che-fa-la-storia-confindustria-celebra-il-travaj-piemontese_122926.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122926/151384.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il saper fare, il lavoro. Anzi <em>&lsquo;l travaj</em>, una parola che ha un&rsquo;origine tremenda: arriva da <em>tripallium</em>, uno strumento di tortura medievale. Tre pali che trafiggevano il condannato a morte. &ldquo;Si entra nella dimensione della sofferenza, del patimento fisico e magari spirituale&rdquo; spiega l&rsquo;attore e divulgatore della lingua piemontese <strong>Paolo Tibaldi</strong>, dal palco dell&rsquo;assemblea di Confindustria Cuneo al Teatro Sociale di Alba.</p>
<p>Per&ograve; &egrave; una parola che evolve, perch&eacute;&nbsp;<em>travaj</em> nel tempo diventa travaglio e cio&egrave; quel momento che precede il parto, fatto di tribolazione e di sofferenza ma anche dell&rsquo;orgoglio di &ldquo;mettere al mondo&rdquo;: &ldquo;L&rsquo;augurio pi&ugrave; bello del mondo del lavoro &egrave; fare qualcosa che ti somigli il pi&ugrave; possibile&rdquo;. Ma il <em>travaj</em> &egrave; anche un modo per definire un lavoro difficile: un <em>travaj del pentu</em> prevede una grandissima sofferenza a fronte di una scarsa resa. L&rsquo;espressione arriva dalla valle Maira, quando i <em>cavj&egrave;</em> e i <em>pellassiers</em> preparavano le parrucche per la migliore nobilt&agrave; d&rsquo;Europa. Se la domanda era troppa rispetto alle possibilit&agrave;, si cercava appunto di fare &ldquo;il lavoro del pettine&rdquo;, cio&egrave; industriarsi con i pochi capelli rimasti per fare nuove parrucche.</p>
<p>&ldquo;Beica che t&rsquo;ei mac fa &lsquo;l to travaj&rdquo; era la risposta dei genitori piemontesi di un tempo allo scolaro che mostrava un bel voto: ovvero &ldquo;guarda che hai solo fatto il tuo lavoro&rdquo;. Un monito che riflette il carattere riservato e laborioso dei piemontesi, tratteggiato in modo eccezionale da&nbsp;<strong>Giovanni Arpino</strong>: &ldquo;I piemontesi continuano a produrre pi&ugrave; di quanto consumano, seguitano a credere che lavorare bisogna, obbediscono a un codice morale che parla di fedelt&agrave;, di puntiglio, di sacrificio nel presente perch&eacute; questo presente &egrave; il crogiuolo del domani, dei figli, delle cose&rdquo;.</p>
<p>Confindustria ha aperto con questo messaggio un&rsquo;assemblea tutta dedicata alla celebrazione dell&rsquo;&ldquo;industria che fa la storia&rdquo;, della piemontesit&agrave; operosa, orgogliosa ma modesta, comunque attenta a non fare mai il passo pi&ugrave; lungo della gamba. Forse anche perch&eacute;, come ricorda ancora Tibaldi, &ldquo;la storia dell&rsquo;industria piemontese parte dalle campagne, in quella sapienza del lavoro che sa plasmare il paesaggio, un linguaggio, una mentalit&agrave;&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122926/small_151387.jpg" alt="L'assemblea di Confindustria" loading="lazy"></p>
<h2>&ldquo;La nostra forza va difesa ogni giorno&rdquo;</h2>
<p>&ldquo;Cuneo non &egrave; soltanto una terra di eccellenze riconosciute&rdquo; dice il presidente degli industriali cuneesi <strong>Mariano Costamagna</strong>: &ldquo;&Egrave; una delle aree pi&ugrave; produttive e pi&ugrave; solide del Paese. Lo dicono il valore del suo Pil, il peso dell&rsquo;industria, la forza dell&rsquo;agricoltura, la capacit&agrave; di esportare meccanica e componentistica, l&rsquo;alimentare e il vino. Sono numeri molto importanti ma prima, prima ancora, sono la fotografia di una provincia che produce, che ha fatto del made in Italy il suo mantra&rdquo;.</p>
<p>Se anche dopo la pandemia il territorio &ldquo;ha mostrato una capacit&agrave; di reazione che non possiamo dare per scontata&rdquo;, continua Costamagna, pure non va sottovalutato che &ldquo;il primo trimestre 2026 presenta luci ed ombre, il totale dell&rsquo;export provinciale segna una flessione rispetto allo stesso periodo dell&rsquo;anno precedente: &egrave; un segnale che dobbiamo cogliere. La nostra forza va difesa ogni giorno con investimenti, competenza e capacit&agrave; di adattamento&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122926/small_151388.jpg" alt="L'assemblea di Confindustria" loading="lazy"></p>
<h2>La Granda fra le prime 15 province del made in Italy</h2>
<p><em>Esageruma nen</em>, come si dice. Anche se i numeri confortano, ancor pi&ugrave; di quanto non si dica di solito, l&rsquo;immagine di una provincia che sa fare: l&rsquo;economista <strong>Marco Fortis</strong> sottolinea che la Granda ha la prima posizione, tra le province italiane, come export pro capite di prodotti alimentari vari, prodotti da forno, articoli in gomma e prodotti per l&rsquo;alimentazione animale. Il settore bevande la vede al secondo posto dopo Verona, con un quinto posto per produzione di vini dop stimata in migliaia di ettolitri.</p>
<p>Tra tutte le province italiane, nel decennio 2014-2023 Cuneo si &egrave; piazzata quindicesima per crescita del Pil a valori correnti, con un pi&ugrave; 35,9%. I dati dell&rsquo;export, in linea con quelli del Piemonte, vedono una difficolt&agrave; nell&rsquo;ultimo anno non disgiunta per&ograve; dalla forte tenuta di alcuni settori: per quanto concerne le vendite sui mercati extra Ue il contributo della regione Piemonte copre il 7,1% dell&rsquo;export europeo totale e la provincia di Cuneo &egrave; all&rsquo;1,6%. Nelle esportazioni vitivinicole i dato sale al 2,1% per la Granda.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122926/small_151389.jpg" alt="L'assemblea di Confindustria" loading="lazy"></p>
<h2>Solo gli Usa crescono pi&ugrave; dell&rsquo;Italia nel G7</h2>
<p>E l&rsquo;Italia? Anche qui i numeri raccontano una realt&agrave; di lavoro e competenze che non sempre emerge nel dibattito pubblico. &ldquo;L&rsquo;Italia era l&rsquo;ottavo esportatore mondiale, oggi siamo il quinto escludendo i Paesi di puro transito come l&rsquo;Olanda e Hong Kong&rdquo; osserva l&rsquo;economista, direttore della Fondazione Edison: &ldquo;Da maggio 2025 ad aprile 2026 l&rsquo;Italia ha superato il Giappone ed &egrave; diventato il quarto esportatore. A fine anno - avverte - non sar&agrave; pi&ugrave; cos&igrave;, ma solo perch&eacute; Taipei e Corea del Sud stanno esportando quantitativi enormi di microchip per alimentare la bolla dell&rsquo;intelligenza artificiale: molte vengono fatte tre o quattro volte&rdquo;.</p>
<p>Una dinamica interessante &egrave; quella della crescita del Pil pro capite: l&rsquo;Italia l&rsquo;unico grande Paese oltre alla Cina che abbia incrementato il suo surplus commerciale ed &egrave; seconda nel G7 per crescita dietro agli Stati Uniti, con l&rsquo;8,4% in pi&ugrave; dal 2020 al 2025 contro il +10,9%. Nel caso degli Usa, peraltro, questa crescita &egrave; finanziata dall&rsquo;incremento del debito pubblico per altri settemila miliardi di dollari. &ldquo;Ci sono Paesi, - aggiunge Fortis - come la Gran Bretagna e il Canada, il cui Pil complessivo cresce solo perch&eacute; cresce la popolazione. La crescita della Spagna, che sembra fortissima, in termini pro capite vale la met&agrave; del Pil&rdquo;. A proposito di confronti tra &ldquo;cugini&rdquo;, &ldquo;abbiamo 10mila imprese esportatrici medio-grandi che da sole esportano pi&ugrave; dell&rsquo;intera Spagna: le piccole fanno comunque pi&ugrave; di 50 miliardi in esportazioni&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122926/small_151390.jpg" alt="L'assemblea di Confindustria" loading="lazy"></p>
<h2>Il debito pubblico? Mai stati pecore nere</h2>
<p>Resta la &ldquo;bestia nera&rdquo; del debito, che in realt&agrave; &egrave; soprattutto un tema di interessi. &ldquo;L&rsquo;Italia - conferma la relazione - &egrave; in avanzo statale primario gi&agrave; dal 2024 e lo siamo gi&agrave; stati dal 1992 al Covid: siamo il Paese pi&ugrave; frugale del mondo, restiamo in rosso solo per colpa degli interessi. L&rsquo;Italia &egrave; anche creditore netto verso il mondo con 385 miliardi, pur avendo 1000 miliardi di debito pubblico in mani straniere: Francia e Spagna hanno invece stock di posizione patrimoniale sull&rsquo;estero negativi&rdquo;. Gli Usa, si prevede, supereranno il nostro rapporto debito/Pil nel 2030, la Francia fra i 2030 e il 2035 e probabilmente anche la Cina: &ldquo;Tra dieci anni tutti i paradigmi del passato saranno spazzati via e l&rsquo;Italia non sar&agrave; pi&ugrave; la pecora nera del debito pubblico mondiale che in realt&agrave; non &egrave; mai stata. Anche perch&eacute; il debito rapportato non al Pil ma alla ricchezza finanziaria privata &egrave; molto pi&ugrave; basso rispetto alla Francia, alla Spagna e a molti altri. Senn&ograve; non si spiegherebbe perch&eacute; abbiamo 450 miliardi di debito pubblico detenuto da famiglie e imprese&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La vera sfida - conclude Fortis - sar&agrave; come far crescere il Pil dopo i superbonus edilizi e il Pnrr. Serviranno dopo il 2027 35 miliardi di investimenti per evitare che il Pil freni: serve soprattutto sbloccare le autorizzazioni per le energie rinnovabili e gli investimenti per le infrastrutture&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:55:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[La Spiga d'Oro 2026 di Cia Cuneo a Claudio Conterno]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/alba-e-langhe/la-spiga-d-oro-2026-di-cia-cuneo-a-claudio-conterno_122766.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/alba-e-langhe/la-spiga-d-oro-2026-di-cia-cuneo-a-claudio-conterno_122766.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122766/151134.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Claudio Conterno, 64 anni, di Monforte d&rsquo;Alba, vitivinicoltore tra i pi&ugrave; quotati a livello nazionale, gi&agrave; presidente provinciale di Cia Cuneo, oltre che da sempre figura di primo piano della stessa Organizzazione agricola, ieri sera ha ricevuto dalle mani del direttore provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo, Igor Varrone, la Spiga d&rsquo;oro 2026, il prestigioso riconoscimento conferito a personalit&agrave; che hanno dimostrato particolare capacit&agrave; di interpretazione e promozione dei valori della civilt&agrave; contadina.</p>
<p>La consegna del Premio &egrave; avvenuta a Villa Tiboldi, a Canale d&rsquo;Alba, nel corso della riunione per l&rsquo;approvazione del bilancio di Cia Cuneo, alla presenza del vicepresidente nazionale di Cia Agricoltori italiani Gianmichele Passarini, del direttore nazionale Maurizio Scaccia, del presidente regionale di Cia Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta Gabriele Carenini e del presidente provinciale di Cia Cuneo, Marco Bozzolo.</p>
<p>L&rsquo;anno scorso il Premio Spiga d&rsquo;oro era andato al cantautore Simone Cristicchi, prima ancora lo avevano ricevuto Roberto Ercole (gi&agrave; presidente regionale Cia Piemonte), Gianmario Marabotto (funzionario Cia Piemonte), Maurizio Scaccia (gi&agrave; direttore Caf Cia nazionale, ora direttore nazionale Cia), Roberto Damonte (gi&agrave; presidente provinciale Cia Cuneo), Rossana Zambelli (gi&agrave; direttore nazionale Cia), Lodovico Actis Perinetto (gi&agrave; presidente regionale Cia Piemonte) e Gianfranco Falco (gi&agrave; presidente provinciale Cia Cuneo).</p>
<p>Nel complimentarsi con Conterno e con la dirigenza per i risultati del bilancio di Cia Cuneo, il vicepresidente nazionale Gianmichele Passarini ha sottolineato l&rsquo;importanza a tutti i livelli della rappresentanza agricola, nella consapevolezza che il primo testimonial dell&rsquo;Organizzazione &egrave; il personale che tutti i giorni accoglie i soci e si occupa delle loro esigenze: "Dobbiamo prendere coscienza del fatto che il futuro non sar&agrave; lo stesso, diminuiscono le aziende agricole, in generale si avverte una disaffezione dei giovani verso l&rsquo;agricoltura. Cambieranno dinamiche e obiettivi, il sistema &egrave; fortemente condizionato dal cambiamento climatico, dobbiamo lavorare affinch&egrave; il Paese garantisca un orizzonte di prospettiva per il settore primario, alla politica chiediamo seriet&agrave;".</p>
<p>Secondo il direttore nazionale Maurizio Scaccia, l&rsquo;esempio delle Langhe e del Roero dimostra come qui l&rsquo;agricoltore abbia saputo trasformarsi in un imprenditore a tutto tondo, comprendendo come il suo lavoro non si concluda con la produzione, ma con la commercializzazione del prodotto.</p>
<p>"Cia Agricoltori italiani &ndash; ha detto Scaccia &ndash; &egrave; diventata il punto di riferimento delle imprese che vogliono fare il salto di qualit&agrave;, il suo sistema &egrave; forte perch&eacute; ha la capacit&agrave; di ascoltare la base associativa".</p>
<p>Anche il presidente regionale Gabriele Carenini ha richiamato il &ldquo;lavoro certosino che quotidianamente l&rsquo;Organizzazione svolge su tutti i tavoli istituzionali, partendo dall&rsquo;imperativo di ascoltare tutti, senza lasciare indietro nessuno&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 24 Jun 2026 14:11:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["La Regione nega la crisi climatica, a farne le spese per primi sono gli agricoltori"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-regione-nega-la-crisi-climatica-a-farne-le-spese-per-primi-sono-gli-agricoltori_122705.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-regione-nega-la-crisi-climatica-a-farne-le-spese-per-primi-sono-gli-agricoltori_122705.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122705/151012.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Oggi Fratelli d&rsquo;Italia &egrave; nuovamente partita all&rsquo;attacco dei fiumi, con un ordine del giorno del consigliere Sacchetto che afferma che la siccit&agrave; &egrave; un'emergenza straordinaria e che, per salvare l'agricoltura, bisogna derogare al deflusso ecologico dei fiumi&rdquo;. Lo scrive in un comunicato stampa il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale, apertamente critico nei confronti del documento presentato da Sacchetto.</p>
<p>Di seguito l&rsquo;intervento completo: "Fratelli d&rsquo;Italia fa finta di dimenticare che la Regione arriva da una sonora bocciatura proprio su questo tema. Nella legge di riordino approvata lo scorso anno, infatti, la destra aveva inserito una norma che consentiva di derogare al deflusso ecologico, cio&egrave; alla quantit&agrave; minima di acqua che deve rimanere nei fiumi e nei torrenti per garantire la sopravvivenza degli ecosistemi fluviali. Abbiamo contestato questa scelta fin dall'inizio perch&eacute; affrontava la scarsit&agrave; d'acqua aumentando la pressione su fiumi e torrenti gi&agrave; in sofferenza, che secondo Arpa sono per oltre met&agrave; in stato critico. Avevamo ragione: il Governo infatti ha impugnato la norma e, nel mese di aprile, la Corte Costituzionale l'ha definitivamente bocciata, perch&eacute; riduce il livello di tutela ambientale e di mitigazione degli effetti della crisi climatica. Non si pu&ograve; derogare al prelievo dai fiumi per favorire momentaneamente le colture, perch&eacute; ci&ograve; rischia di mandare in crisi irreversibile l&rsquo;intero sistema dei corpi idrici regionali. Dopo una sentenza cos&igrave; netta, la Regione avrebbe dovuto aprire una riflessione su come adattare il sistema agricolo e la gestione dell'acqua a un clima che sta cambiando. Invece no, continua a usare i fiumi come un bancomat di acqua, peggiorando con ci&ograve; la situazione e danneggiando anche i settori che poi dice di voler aiutare. Le temperature aumentano, le precipitazioni diventano sempre pi&ugrave; irregolari e la disponibilit&agrave; d'acqua diminuisce anno dopo anno, ma si continua a rispondere con misure eccezionali ad un problema strutturale, senza alcun riguardo per gli ecosistemi fluviali e alimentando il circolo vizioso per cui non si vuole cambiare nulla del modello che genera un problema e, per tamponarne gli effetti, continuiamo a consumare ancora di pi&ugrave; le risorse naturali da cui dipendiamo. Non si tratta di colpevolizzare il mondo agricolo, n&eacute; di negare il valore di saperi, pratiche e competenze tramandate per generazioni. Molti agricoltori hanno lavorato per tutta la vita seguendo metodi appresi in famiglia, in un contesto climatico, economico e normativo profondamente diverso da quello attuale. Oggi, per&ograve;, il cambiamento climatico, la scarsit&agrave; idrica, la fragilit&agrave; dei suoli e la necessit&agrave; di ridurre l&rsquo;impatto ambientale impongono una trasformazione dei modelli produttivi. Questa trasformazione non pu&ograve; essere lasciata sulle spalle dei singoli agricoltori, soprattutto delle aziende pi&ugrave; piccole o meno strutturate. Serve una Regione capace di anticipare i problemi, non solo di rincorrerli; una Regione che investa in formazione, consulenza tecnica, incentivi, semplificazione amministrativa e strumenti economici adeguati per accompagnare il passaggio verso pratiche agricole pi&ugrave; sostenibili e compatibili con le nuove condizioni ambientali. La transizione agricola deve essere guidata, sostenuta e condivisa: valorizzando l&rsquo;esperienza di chi lavora la terra da decenni e allo stesso tempo offrendo strumenti concreti per affrontare un futuro che non sar&agrave; pi&ugrave; uguale al passato. Possiamo certo discutere di invasi, bacini di accumulo e infrastrutture idriche. Ma davvero pensiamo che basti aumentare la capacit&agrave; di stoccaggio dell'acqua mentre il clima cambia e i suoli agricoli perdono sostanza organica, fertilit&agrave; e capacit&agrave; di trattenere l'acqua? &nbsp;Tanto per fare un esempio, ad oggi molti campi di mais sono ancora irrigati per scorrimento. Quanta di quell'acqua viene davvero trattenuta dal terreno? Quanta evapora o scorre via? Questo metodo prevede la dispersione del 50% circa dell&rsquo;acqua utilizzata. Possiamo continuare a prelevare acqua dai fiumi senza interrogarci seriamente sui sistemi irrigui, sulle pratiche agricole e sulla gestione del suolo? Terreni trattati con tecniche innovative ed efficienti aiutano a regolare il clima, a trattenere l'acqua, assorbire anidride carbonica, limitare gli eventi alluvionali. La Regione dovrebbe guidare una grande pianificazione per accompagnare agricoltori e agricoltrici verso un modello pi&ugrave; resiliente, capace di produrre reddito consumando meno acqua, rigenerando i suoli e adattandosi al cambiamento climatico. Invece di fatto nega la crisi climatica, chiedendo ancora cinque minuti di applicazione di un modello vecchio prelevando anche l&rsquo;ultima goccia di acqua disponibile: un modello di cui a fare le spese per primi sono peraltro proprio gli agricoltori, che pagano a caro prezzo il cambiamento climatico&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 16:46:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Claudio Sacchetto (FdI): “Dall’Europa segnali positivi per il futuro dell’agricoltura italiana”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/claudio-sacchetto-fdi-dalleuropa-segnali-positivi-per-il-futuro-dellagricoltura-italiana_122592.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/claudio-sacchetto-fdi-dalleuropa-segnali-positivi-per-il-futuro-dellagricoltura-italiana_122592.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122592/150829.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In questi giorni &egrave; arrivato il via libera del Parlamento europeo alle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), mentre non &egrave; stato trovato un accordo sul pacchetto Omnibus food and feed, nel quale era inclusa anche la discussione sulle modifiche al Regolamento 1107/2009 che norma i processi di approvazione e ri-approvazione dei prodotti fitosanitari. Riceviamo e pubblichiamo una lettera del consigliere regionale di Fratelli d&rsquo;Italia Claudio Sacchetto sul tema:&nbsp;</p>
<p>&ldquo;Egregio direttore,</p>
<p>negli ultimi giorni dall'Europa sono arrivati due segnali importanti per il futuro dell'agricoltura italiana. Due decisioni che vanno nella stessa direzione: sostenere l'innovazione, difendere la competitivit&agrave; delle imprese agricole tutelando l&rsquo;ambiente.</p>
<p>Il primo elemento riguarda il via libera del Parlamento europeo alle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), un passaggio storico per il settore agricolo e per il mondo della ricerca. Le TEA consentono di sviluppare variet&agrave; vegetali pi&ugrave; resistenti alle malattie e agli effetti dei cambiamenti climatici, riducendo l'utilizzo di fitofarmaci e migliorando la sostenibilit&agrave; delle produzioni senza compromettere la qualit&agrave; delle nostre eccellenze agroalimentari.</p>
<p>Si tratta di un risultato che il Governo guidato da Giorgia Meloni e la delegazione di Fratelli d'Italia nel gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR) hanno sostenuto con coerenza e determinazione fin dall'inizio della legislatura europea. Una battaglia portata avanti nella convinzione che la sostenibilit&agrave; non possa essere costruita contro gli agricoltori, ma insieme agli agricoltori, valorizzando la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica.</p>
<p>Anche in Piemonte abbiamo creduto fin da subito nelle potenzialit&agrave; delle TEA. Per questo, alcuni mesi fa, avevo depositato un Ordine del Giorno, approvato dal Consiglio Regionale, che impegnava il Piemonte a sostenere la ricerca e la sperimentazione su queste nuove tecnologie. Oggi quella scelta trova una conferma importante a livello europeo.</p>
<p>Il secondo segnale positivo arriva dal mancato accordo sul pacchetto Omnibus food and feed, nel quale era inclusa anche la discussione sulle modifiche al Regolamento 1107/2009 che norma i processi di approvazione e ri-approvazione dei prodotti fitosanitari, siccome il testo non accoglieva la richiesta dell&rsquo;Italia e di altri Stati di ridurre i tempi ed i costi per poter avere molecole sempre adeguate ai tempi, &egrave; stata respinta la proposta che non offriva adeguate garanzie rispetto alle esigenze del mondo produttivo e che rischiava di introdurre ulteriori vincoli senza riconoscere il ruolo fondamentale dell'innovazione e delle nuove tecnologie applicate all'agricoltura.</p>
<p>Anche in questo caso &egrave; stata determinante la posizione italiana, sostenuta dal Governo Meloni, che ha saputo interpretare le richieste provenienti dal comparto agricolo, dalle organizzazioni professionali e dal mondo cooperativo. Nei prossimi mesi continueranno i negoziati per arrivare a soluzioni soddisfacenti. La sostenibilit&agrave; ambientale resta un obiettivo imprescindibile, ma deve essere accompagnata dalla sostenibilit&agrave; economica delle imprese agricole e dalla capacit&agrave; dell'Europa di garantire la propria sicurezza e sovranit&agrave; alimentare.</p>
<p>Le aziende agricole europee stanno affrontando sfide senza precedenti: cambiamenti climatici, emergenze fitosanitarie, aumento dei costi di produzione e concorrenza internazionale spesso soggetta a regole meno stringenti. In questo contesto servono strumenti innovativi, procedure pi&ugrave; efficienti e una normativa che premi chi investe in tecnologia e qualit&agrave;.</p>
<p>Il voto sulle TEA e il mancato accordo sul pacchetto Omnibus rappresentano dunque due facce della stessa medaglia: il superamento di un approccio ideologico che negli ultimi anni ha spesso caratterizzato il dibattito agricolo europeo. L'Europa deve tornare a essere alleata di chi produce, investe e crea valore nei territori&rdquo;.</p>
<p><strong>Claudio Sacchetto, consigliere regionale, presidente Commissione agricoltura, Fratelli d&rsquo;Italia</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:16:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Si aprono le candidature per gli Oscar Green di Coldiretti Giovani Impresa]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/si-aprono-le-candidature-per-gli-oscar-green-di-coldiretti-giovani-impresa_122489.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/si-aprono-le-candidature-per-gli-oscar-green-di-coldiretti-giovani-impresa_122489.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122489/150656.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Pi&ugrave; di tre giovani imprenditori agricoli su quattro (77%) con laurea o diploma universitario hanno seguito corsi di studio diversi da quello agrario, dalle lettere all&rsquo;ingegneria, per poi scegliere di costruirsi un futuro in campagna. Ad affermarlo &egrave; un&rsquo;analisi della Coldiretti su dati ISTAT diffusi in occasione del via alle iscrizioni all&rsquo;Oscar Green, il premio di Coldiretti Giovani Impresa ad aziende e start up che generano sviluppo e lavoro. Da chi ha preso in mano l&rsquo;azienda di famiglia a chi &egrave; agricoltore di prima generazione, le nuove generazioni nei campi sono diventate sempre pi&ugrave; un motore della crescita e dello sviluppo del settore agroalimentare italiano.<br><br>L&rsquo;edizione di quest&rsquo;anno, intitolata &ldquo;Giovani Oggi&rdquo;, vede in lizza quattro categorie di concorso: Campagna Amica, Impresa Digitale e Sostenibile, Coltiviamo Insieme e +Impresa, oltre a due premi speciali nazionali: &ldquo;Agri-influencer&rdquo; e "Scuole di oggi, agricoltori del domani". &nbsp;Le domande di partecipazione vanno presentate entro il 29 giugno 2026, direttamente sulla <a href="https://giovanimpresa.coldiretti.it/oscar-green/iscrizione/" target="_blank" rel="nofollow">pagina web</a> oppure presso le Federazioni Provinciali Coldiretti.<br><br>&ldquo;Campagna Amica&rdquo; premia i progetti che valorizzano i prodotti dell&rsquo;agroalimentare italiano attraverso la filiera corta, i mercati contadini, il turismo rurale e le attivit&agrave; ricettive delle aziende agricole. &ldquo;Impresa Digitale e Sostenibile&rdquo; &egrave; dedicata alle imprese che innovano grazie alla digitalizzazione e alla sostenibilit&agrave;, puntando su economia circolare, recupero degli scarti, produzione di energia e risparmio delle risorse naturali. &ldquo;Coltiviamo Insieme&rdquo; valorizza i partenariati tra agricoltura, inclusione sociale e territorio, coinvolgendo enti pubblici, scuole, universit&agrave; e aziende agricole impegnate in servizi socio-sanitari, educativi e di inserimento lavorativo per persone svantaggiate o con disabilit&agrave;. &ldquo;+Impresa&rdquo; premia invece le aziende agricole capaci di affrontare un mercato sempre pi&ugrave; competitivo e internazionale grazie alla visione imprenditoriale.<br><br>Tra i premi speciali c&rsquo;&egrave; &ldquo;Agri-Influencer&rdquo;, rivolto alle imprese che raccontano l&rsquo;agricoltura attraverso social, eventi e nuovi canali di comunicazione, creando attorno al settore una grande community. &ldquo;Scuole di oggi, agricoltori del domani&rdquo; &egrave; dedicato agli istituti tecnici e professionali agrari che si distinguono per progetti legati alla biodiversit&agrave;, all&rsquo;innovazione agroalimentare e alla valorizzazione del patrimonio italiano. Tra le novit&agrave; di quest&rsquo;anno anche il &ldquo;Premio del Pubblico&rdquo; e il &ldquo;Premio della Stampa&rdquo;, assegnati ai progetti finalisti pi&ugrave; apprezzati.<br>&ldquo;<em>Oscar Green rappresenta un&rsquo;importante occasione per i giovani agricoltori che con le loro imprese pongono al centro valori come l&rsquo;innovazione tecnologica e la tutela del territorio. Le imprese che corrono per l&rsquo;Oscar Green sono rappresentative di un modello di innovazione sostenibile in agricoltura che affonda le sue radici nella terra e nelle comunit&agrave;</em> &ndash; evidenzia Marco Bernardi delegato provinciale Giovani Impresa &ndash;. <em>Abbiamo, nella Granda, varie storie di giovani che sono i protagonisti della nostra agricoltura ed &egrave; questo il momento di far venire a galla tutto questo patrimonio</em>&rdquo;.<br><br>"<em>I giovani rappresentano il presente economico e sociale del nostro Paese, per questo Oscar Green vuole valorizzare la capacit&agrave; delle nuove generazioni di innovare in agricoltura e costruire il futuro del settore agroalimentare attraverso talento, idee e multifunzionalit&agrave;</em>&rdquo;, concludono Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo, e Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Sun, 21 Jun 2026 15:12:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Coldiretti Cuneo: "Le fattorie didattiche alternativa sempre più popolare per le vacanze"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/coldiretti-cuneo-le-fattorie-didattiche-alternativa-sempre-piu-popolare-per-le-vacanze_122471.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/coldiretti-cuneo-le-fattorie-didattiche-alternativa-sempre-piu-popolare-per-le-vacanze_122471.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122471/150788.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Per oltre una famiglia italiana su tre (36%) &egrave; tempo di trovare attivit&agrave; post scuola per i propri figli. Tra giugno e luglio, infatti, molti genitori sono ancora impegnati al lavoro e devono trovare soluzioni per conciliare gli impegni professionali con la gestione dei bambini durante la lunga pausa estiva. &Egrave; il dato che emerge dall&rsquo;indagine Coldiretti/Ix&egrave;, diffusa nella settimana che ha sancito lo stop alle lezioni su tutto il territorio nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella scelta delle strutture, il mare si piazza al primo posto, seguito dalla campagna, grazie soprattutto alla crescita del fenomeno delle fattorie didattiche che nei mesi di scuola ospitano gli alunni per lezioni di educazione alimentare e che in quelli estivi si organizzano con &ldquo;camp&rdquo; all&rsquo;insegna del divertimento, dello sport e della sana alimentazione. Una soluzione che offre maggior riparo anche dalle alte temperature che soffocano le citt&agrave;.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Nella provincia di Cuneo abbiamo pi&ugrave; di 30 fattorie didattiche accreditate dalla Regione, con proposte che spaziano dall&rsquo;educazione ambientale ai laboratori pratici, offrendo a bambini, famiglie e scuole occasioni di apprendimento a contatto con la natura ed il mondo agricolo</em> &ndash; spiega Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo &ndash;. <em>Tra le attivit&agrave; pi&ugrave; diffuse ci sono quelle dedicate alla trasformazione dei prodotti, come la preparazione di pane e pasta, la produzione di formaggi e del miele, affiancate da percorsi nell&rsquo;orto e sulla stagionalit&agrave; delle coltivazioni. Ampio spazio &egrave; riservato anche agli animali della fattoria, con attivit&agrave; educative, momenti di accudimento e percorsi esperienziali che permettono di conoscere da vicino la vita rurale. Non mancano iniziative all&rsquo;aria aperta tra giochi, laboratori creativi, escursioni, picnic, spettacoli e attivit&agrave; dedicate alla sostenibilit&agrave;. Molte realt&agrave; promuovono inoltre progetti inclusivi e sociali, coinvolgendo persone con disabilit&agrave; in percorsi educativi, relazionali e di avvicinamento alle attivit&agrave; agricole</em>&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>L&rsquo;obiettivo &egrave; quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell&rsquo;agricoltura con il cibo che si porta in tavola ogni giorno</em>&rdquo;, aggiunge Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Sun, 21 Jun 2026 12:12:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Ottant'anni di Confagricoltura Cuneo: "Celebriamo il traguardo in un momento complesso"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/ottant-anni-di-confagricoltura-cuneo-celebriamo-il-traguardo-in-un-momento-complesso_122528.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/ottant-anni-di-confagricoltura-cuneo-celebriamo-il-traguardo-in-un-momento-complesso_122528.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122528/150727.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Ottant&rsquo;anni fa, l&rsquo;11 marzo 1946, nasceva l&rsquo;Associazione Provinciale Agricoltori, oggi Confagricoltura Cuneo. Da allora, generazioni di presidenti, dirigenti, collaboratori e associati hanno contribuito a costruire una realt&agrave; solida e autorevole, punto di riferimento per l&rsquo;agricoltura del territorio. A tutti loro va il nostro ringraziamento. Celebriamo questo importante traguardo in un momento complesso, segnato da sfide globali ma anche da criticit&agrave; che viviamo ogni giorno sul territorio, dalla Peste Suina Africana alle difficolt&agrave; dei comparti vino e latte, fino alla crisi idrica legata ai cambiamenti climatici. Guardando al futuro, sar&agrave; fondamentale continuare a creare valore attraverso la multifunzionalit&agrave;, l&rsquo;innovazione e le nuove opportunit&agrave; offerte da agroenergie, turismo rurale e trasformazione aziendale. Al tempo stesso dovremo investire sui giovani, perch&eacute; il futuro dell&rsquo;agricoltura dipende dalla loro capacit&agrave; di portare competenze, idee ed energie nuove. Con lo stesso spirito che ci ha guidati fin qui, continueremo a sostenere le nostre imprese e a guardare lontano&rdquo;. Con queste parole Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo ha dato il via agli eventi per gli 80 anni di fondazione dell&rsquo;associazione, aprendo il convegno &ldquo;L&rsquo;importanza di aggregarsi in un mondo poco sostenibile e poco governabile&rdquo; svoltosi venerd&igrave; 19 giugno a Cuneo. Gli interventi di Vittorio Emanuele Parsi, professore ordinario di Relazioni Internazionali all&rsquo;Universit&agrave; Cattolica di Milano, Andrea Malaguti, direttore del quotidiano La Stampa, e Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura e del Copa, condotti dalla presentatrice Rai, Elisa Isoardi, sono stati occasione di riflessione e confronto sui grandi temi di attualit&agrave; che influenzano il settore.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122528/small_150728.jpg" alt="Foto" loading="lazy"></p>
<p>Prima dell&rsquo;inizio del convegno, il governatore Alberto Cirio ha premiato la Confagricoltura di Cuneo con un riconoscimento da parte della Regione per gli 80 anni di lavoro e di impegno a favore del territorio. Sul palco dell&rsquo;evento, poi, hanno portato i saluti la sindaca di Cuneo, Patrizia Manassero, il senatore Giorgio Bergesio, il consigliere di Fondazione CRC, Mauro Bernardi, il presidente della Camera di Commercio, Luca Crosetto e l&rsquo;assessore regionale all&rsquo;Agricoltura Paolo Bongioanni, che ha letto un contributo del ministro dell&rsquo;Agricoltura e della sovranit&agrave; alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida.</p>
<p>Ha dunque preso il via il convegno con Vittorio Emanuele Parsi che ha riflettuto sul clima di instabilit&agrave; che caratterizza il contesto internazionale contemporaneo, spiegando come incertezza e volatilit&agrave; siano ormai diventate una condizione strutturale con cui istituzioni, imprese e cittadini devono imparare a confrontarsi. In un mondo segnato da conflitti, tensioni geopolitiche e guerre commerciali, secondo il professore diventa fondamentale rafforzare la capacit&agrave; di cooperazione e di risposta dell&rsquo;Europa. Parsi ha inoltre evidenziato come l&rsquo;agricoltura sia tornata a rivestire un ruolo strategico, non solo economico, ma anche geopolitico, poich&eacute; la sicurezza alimentare rappresenta un elemento essenziale per la stabilit&agrave; dei Paesi. Guardando al futuro, ha messo in guardia dal rischio di chiusure e individualismi, sottolineando invece il valore dell&rsquo;aggregazione e della collaborazione come strumenti indispensabili per affrontare le sfide globali e costruire soluzioni durature.</p>
<p>A seguire, Andrea Malaguti, direttore del quotidiano La Stampa, ha affrontato il tema dell&rsquo;informazione in un&rsquo;epoca caratterizzata dalla rapidit&agrave; della comunicazione e dalla diffusione dei social media, soffermandosi sui rischi legati alla disinformazione e alle fake news anche per il settore agricolo. Il direttore ha evidenziato il ruolo centrale di un&rsquo;informazione autorevole e verificata per aiutare i cittadini a orientarsi tra notizie spesso frammentarie o semplificate. Ha inoltre sottolineato la responsabilit&agrave; della stampa nel mantenere un rapporto di fiducia tra produttori e consumatori, favorendo una conoscenza pi&ugrave; approfondita delle dinamiche che caratterizzano il mondo agricolo e contribuendo a contrastare narrazioni distorte o prive di fondamento.</p>
<p>Infine, Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura e del Copa ha richiamato l&rsquo;attenzione sul profondo cambiamento che sta attraversando il contesto internazionale, caratterizzato da tensioni geopolitiche, crisi energetiche e crescente fragilit&agrave; delle catene di approvvigionamento. In questo scenario, ha sottolineato come l&rsquo;agricoltura debba essere considerata un asset strategico per garantire sicurezza alimentare, stabilit&agrave; economica e coesione sociale. Secondo il presidente di Confagricoltura, le parole d&rsquo;ordine sono competizione, un&rsquo;identit&agrave; forte e sostenibilit&agrave; come leva strategica da utilizzare a vantaggio competitivo e non come limite di un mercato globale. Tanto pi&ugrave; per un Paese come l&rsquo;Italia che rappresenta lo 0,006% della superficie agricola mondiale ma ha un rapporto unico al mondo in termini di valore aggiunto, in cui per ogni euro prodotto il moltiplicatore &egrave; 180.</p>
<p>Al termine degli interventi degli ospiti, spazio ai festeggiamenti degli ottant&rsquo;anni di storia di Confagricoltura Cuneo. Sul palco, insieme al presidente Allasia, il direttore provinciale, Roberto Abellonio, che ha accompagnato il pubblico in un percorso tra memoria, testimonianze e prospettive future: &ldquo;Negli ultimi 20 anni Confagricoltura Cuneo &egrave; cresciuta ed &egrave; arrivata, oggi, ad essere un&rsquo;organizzazione agricola di riferimento, pronta per affrontare le sfide future del comparto; il merito &egrave; senza dubbio del gran lavoro di squadra tra aziende, collaboratori e i Consigli direttivi che si sono succeduti, senza la giusta sinergia tra queste tre componenti non avremmo potuto tagliare i traguardi che abbiamo raggiunto. Proseguiremo con la stessa immutata passione per affrontare le sfide e continuare a coltivare il futuro&hellip; perch&eacute; l&rsquo;agricoltura &egrave; impresa, come recita il titolo della nostra pubblicazione&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 07:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Percorso dermochirurgico: l'approccio multidisciplinare che fa del Santa Croce un modello di riferimento]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/percorso-dermochirurgico-l-approccio-multidisciplinare-che-fa-del-santa-croce-un-modello-di-riferimento_122407.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/percorso-dermochirurgico-l-approccio-multidisciplinare-che-fa-del-santa-croce-un-modello-di-riferimento_122407.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/150525.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Con l'estate alle porte e l'aumento delle occasioni di esposizione al sole, parlare di prevenzione dei tumori cutanei significa inevitabilmente parlare di creme solari, nei sospetti e controlli dermatologici. La serata "<strong>Occhio alla pelle</strong>", organizzata dall'associazione<strong> L'Albero dell'Amicizia ETS </strong>presso il Circolo 'L Caprissi di Cuneo lo scorso mercoled&igrave; 10 giugno, ha scelto per&ograve; di andare oltre: accompagnare il pubblico in un vero e proprio viaggio all'interno del percorso che porta dalla prevenzione alla diagnosi e, quando necessario, alla cura.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150527.jpg" alt="Il pubblico in sala" loading="lazy"></p>
<p>Un percorso che coinvolge dermatologi, chirurghi, oncologi, medici di famiglia, anatomopatologi e associazioni di volontariato e che rappresenta oggi uno dei modelli organizzativi pi&ugrave; significativi sviluppati all'interno dell'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle.</p>
<p>Ad aprire l'incontro &egrave; stato il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo <strong>Franco Ripa</strong>&nbsp;che ha sottolineato <strong>il valore della collaborazione tra ospedale, territorio e associazionismo</strong>. Nel suo discorso il dottor&nbsp;Ripa ha ribadito l&rsquo;importanza di una prevenzione che passi innanzitutto dalla diffusione della conoscenza.&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150528.jpg" alt="Franco Ripa" loading="lazy"></p>
<p>A fargli seguito, il direttore sanitario <strong>Giuseppe Lauria</strong> ha posto l'accento sul concetto che ha poi attraversato l'intera serata: le patologie complesse non possono essere affrontate da una singola specialit&agrave;. &ldquo;Vogliamo rappresentare un modello che vede nella multispecialit&agrave;, nella convergenza dei saperi e nella comunione delle competenze lo strumento per dare una risposta ai bisogni dei pazienti&rdquo;, ha spiegato.</p>
<p>Un concetto che trova una delle sue applicazioni pi&ugrave; concrete proprio nel caso dei tumori cutanei.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150529.jpg" alt="Giuseppe Lauria" loading="lazy"></p>
<h2>La prevenzione &egrave; una responsabilit&agrave; collettiva</h2>
<p>L'intervento di <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, presidente della Commissione Sanit&agrave; della Regione Piemonte, ha fornito la cornice istituzionale, collocando il tema del melanoma e dei tumori cutanei all'interno di una riflessione pi&ugrave; ampia sulla sanit&agrave; pubblica. Il punto di partenza sono stati i numeri: in Italia si registrano quasi 13 mila nuovi casi di melanoma ogni anno e l'incidenza continua a crescere. Pur rappresentando una quota relativamente ridotta dei tumori della pelle, il melanoma resta una delle forme pi&ugrave; aggressive quando viene diagnosticato tardivamente, mentre una diagnosi precoce &egrave; in grado di modificare radicalmente le prospettive di cura.</p>
<p>Icardi ha ricordato come negli ultimi decenni la ricerca abbia cambiato profondamente l'approccio alle patologie cutanee, passando dall'osservazione clinica tradizionale alla biologia molecolare, al sequenziamento genetico e a strumenti diagnostici sempre pi&ugrave; precoci e accurati. Un'evoluzione che ha permesso lo sviluppo di terapie innovative e sempre pi&ugrave; personalizzate, ma che richiede allo stesso tempo una forte organizzazione del sistema sanitario.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150533.jpg" alt="Luigi Genesio Icardi" loading="lazy"></p>
<p>Ampio spazio &egrave; stato dedicato al ruolo delle campagne di sensibilizzazione, a partire da Euromelanoma, che da oltre vent'anni promuove in tutta Europa una corretta informazione sui rischi dell'esposizione ai raggi ultravioletti, sull'importanza dei controlli dermatologici per soggetti a rischio e sulla necessit&agrave; di contrastare false convinzioni ancora molto diffuse riguardo all'abbronzatura, alle lampade solari e all'uso delle protezioni.</p>
<p>La lotta ai tumori della pelle, ha sottolineato Icardi, significa anche costruire reti cliniche efficienti, garantire l'accesso alle prestazioni appropriate, sostenere la ricerca e favorire percorsi multidisciplinari in grado di accompagnare il paziente lungo tutto il percorso diagnostico e terapeutico. In questo senso, la Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d'Aosta rappresenta uno strumento fondamentale per assicurare standard elevati di cura e ridurre le disuguaglianze territoriali.</p>
<p>Il messaggio emerso &egrave; stato che la prevenzione &egrave; un investimento sulla salute individuale, ma anche uno strumento di equit&agrave; sociale: riportarla al centro della medicina significa costruire un sistema sanitario capace non solo di curare le malattie, ma di intercettarle prima che diventino un problema.</p>
<h2>Dalla prevenzione alla cura: un percorso costruito tappa dopo tappa</h2>
<p>A introdurre gli intervendi dei medici &egrave; stato <strong>Giorgio Giraudo</strong>, responsabile della SSD Day e Week Surgery e promotore dell'iniziativa, che ha definito l'incontro come un "viaggio all'interno della dermochirurgia". Un viaggio che si &egrave; sviluppato tappa dopo tappa: la panoramica delle principali patologie cutanee, come prevenire, quando si tratta di tumore e come &egrave; strutturato il percorso dermochirurgico. A conclusione, una tavola rotonda tra specialisti ha affrontato la tematica dai vari punti di vista.&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150530.jpg" alt="Giorgio Giraudo" loading="lazy"></p>
<p>La prima tappa &egrave; stata affidata alla dermatologa <strong>Veronica Arese</strong>, che ha affrontato un tema tanto semplice quanto cruciale: riconoscere le patologie cutanee e capire quando sia davvero necessario rivolgersi allo specialista.</p>
<p>Un messaggio emerso con forza riguarda infatti un equivoco molto diffuso. La prevenzione nel campo dei tumori della pelle non consiste nel sottoporre indiscriminatamente la popolazione a controlli continui e a effettuare screening di massa.</p>
<p>L'<strong>obiettivo &egrave; invece individuare i soggetti maggiormente a rischio e diffondere maggior consapevolezza</strong> per aiutare a riconoscere le lesioni sospette che meritino attenzione specialistica.</p>
<p>La visita dermatologica comprende attivit&agrave; molto diverse tra loro: screening dei pazienti a rischio, diagnosi di lesioni sospette, controlli periodici, trattamenti ambulatoriali e indicazione ai percorsi chirurgici quando necessari. Al centro c'&egrave; il concetto di appropriatezza.</p>
<p>Arese ha illustrato il ruolo della dermatoscopia e della videodermatoscopia, comunemente nota come mappatura dei nei, chiarendo come quest'ultima non rappresenti un esame da proporre indistintamente a tutti ma uno strumento da utilizzare nei pazienti che presentano specifici fattori di rischio.</p>
<p>Tra questi figurano la presenza di numerosi nevi, la familiarit&agrave; per melanoma, alcune sindromi genetiche, particolari condizioni di immunodepressione e un'esposizione significativa ai raggi ultravioletti.</p>
<p>Particolarmente utile per il pubblico &egrave; stato il richiamo alla regola dell'ABCDE e al criterio del "brutto anatroccolo": il segnale pi&ugrave; importante non &egrave; tanto la presenza di un neo, quanto il suo cambiamento nel tempo o la comparsa di una lesione diversa dalle altre.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150534.jpg" alt="Veronica Arese" loading="lazy"></p>
<h2>La prevenzione comincia molto prima della visita</h2>
<p>Se Arese ha spiegato come riconoscere i segnali che meritano attenzione, la dottoressa <strong>Eleonora Bongiovanni </strong>ha affrontato il tema della prevenzione primaria, cio&egrave; tutto ci&ograve; che si pu&ograve; fare prima ancora che una malattia compaia.</p>
<p>Il suo intervento si &egrave; trasformato in una sorta di guida pratica alla protezione della pelle.</p>
<p>Dall'importanza di limitare l'esposizione nelle ore centrali della giornata all'utilizzo corretto delle creme solari ad ampio spettro, fino al ruolo dell'abbigliamento protettivo, il messaggio &egrave; stato chiaro: la prevenzione non si esaurisce in una visita specialistica, ma si costruisce attraverso comportamenti quotidiani.</p>
<p>Particolare attenzione &egrave; stata dedicata ai bambini. Le evidenze scientifiche mostrano infatti come le scottature e l'intensa esposizione ai raggi UV durante l'infanzia e l'adolescenza aumentino significativamente il rischio di sviluppare tumori cutanei in et&agrave; adulta.</p>
<p>Bongiovanni ha inoltre sfatato alcuni luoghi comuni ancora molto diffusi, tra questi quello relativo alla vitamina D. L'uso delle protezioni solari, ha chiarito Bongiovanni, non impedisce una corretta produzione di vitamina D: per la sua sintesi sono infatti sufficienti circa 15-30 minuti di esposizione quotidiana al sole, senza la necessit&agrave; di esporsi in modo prolungato o non protetto.</p>
<p>Netta anche la posizione sulle lampade abbronzanti, considerate dall'Organizzazione mondiale della sanit&agrave; tra i cancerogeni certi e associate a un aumento significativo del rischio di melanoma e altri tumori della pelle.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150535.jpg" alt="Eleonora Bongiovanni" loading="lazy"></p>
<h2>Quando il tumore c'&egrave;: una rete di specialisti intorno al paziente</h2>
<p>La domanda pi&ugrave; delicata della serata &egrave; arrivata con l'intervento delle oncologhe <strong>Marcella Occelli</strong> e <strong>Michela Milanesio</strong>: cosa succede quando una lesione cutanea si rivela effettivamente un tumore?</p>
<p>La risposta &egrave; stata chiara: non esiste un percorso standard valido per tutti.</p>
<p>Dopo la diagnosi istologica, ogni caso viene valutato tenendo conto del tipo di tumore, delle sue caratteristiche biologiche, della sede anatomica, dell'et&agrave; del paziente e delle sue condizioni generali.</p>
<p>Che si tratti di un carcinoma basocellulare, di un carcinoma squamocellulare, di un melanoma o di forme pi&ugrave; rare come il carcinoma a cellule di Merkel, il principio resta sempre lo stesso: costruire il trattamento pi&ugrave; appropriato per quella persona.</p>
<p><strong>Questo approccio &ldquo;su misura, sartoriale&rdquo; &egrave; reso possibile grazie alla multidisciplinariet&agrave;</strong>.&nbsp;Attorno al paziente si attiva infatti una rete che coinvolge dermatologi, oncologi, chirurghi, radioterapisti, anatomopatologi, infermieri specializzati e personale dedicato alla presa in carico. A seconda delle necessit&agrave; possono entrare nel percorso anche radiologi, medici nucleari, psicologi, dietologi, palliativisti e biologi molecolari.</p>
<p>La chirurgia rappresenta spesso il primo passaggio terapeutico, ma raramente &egrave; l'unico. Ogni decisione viene discussa collegialmente con l'obiettivo di evitare sia ritardi nelle cure sia trattamenti eccessivi.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150536.jpg" alt="Marcella Occelli e Michela Milanesio" loading="lazy"></p>
<h2>Il percorso dermochirurgico: quando l'organizzazione diventa cura</h2>
<p>La relazione della dottoressa <strong>Stefania Martina</strong> ha mostrato come questa filosofia si traduca concretamente nell'organizzazione ospedaliera.</p>
<p>Il percorso dermochirurgico del Santa Croce si fonda su tre pilastri: prevenzione, diagnosi e cura, lavoro di squadra.</p>
<p>Il cittadino entra nel sistema attraverso il medico di famiglia o la visita specialistica; da quel momento il percorso si sviluppa attraverso una continua interazione tra dermatologo e chirurgo, che condividono informazioni e decisioni.</p>
<p><strong>La scelta del trattamento dipende da molte variabili</strong>: tipo di lesione, dimensioni, sede anatomica, risultato oncologico atteso, impatto funzionale ed estetico.</p>
<p>Per questo non esiste un unico setting assistenziale. Alcuni pazienti vengono trattati in ambulatorio semplice, altri in ambulatorio complesso, altri ancora in day surgery o con ricovero breve.</p>
<p>Ogni passaggio &egrave; pensato per garantire il massimo risultato con il minimo impatto possibile sulla persona.</p>
<p>Una volta effettuato l'intervento entra in gioco l'anatomia patologica, che attraverso sistemi di tracciabilit&agrave; avanzati accompagna il campione fino alla definizione della diagnosi definitiva. Se necessario, si attiva immediatamente il confronto multidisciplinare per programmare ulteriori trattamenti.</p>
<p>In altre parole, il paziente non viene mai lasciato solo a orientarsi tra specialit&agrave; diverse: &egrave; il sistema a costruire attorno a lui il percorso pi&ugrave; appropriato.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150537.jpg" alt="Stefania Martina" loading="lazy"></p>
<h2>Il segreto del modello cuneese: non solo multidisciplinariet&agrave;, ma rapporto umano</h2>
<p>Se la parola pi&ugrave; pronunciata durante la serata &egrave; stata "multidisciplinariet&agrave;", il concetto pi&ugrave; interessante emerso &egrave; forse un altro.</p>
<p>A sottolinearlo sono stati praticamente tutti i relatori della tavola rotonda finale. Quando si parla di percorso dermochirurgico, infatti, non si fa riferimento soltanto alla presenza di molte specialit&agrave; coinvolte: molti ospedali, infatti, dispongono di dermatologi, chirurghi, oncologi e anatomopatologi.</p>
<p>La differenza, nel caso del Santa Croce, sembra risiedere soprattutto nel modo in cui queste professionalit&agrave; collaborano.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150538.jpg" alt="La tavola rotonda" loading="lazy"></p>
<p><strong>Filippo Rivarossa</strong>, dirigente medico della Chirurgia Plastica, lo ha spiegato con grande chiarezza: &ldquo;<strong>il percorso funziona perch&eacute; esiste un rapporto umano forte tra le persone che ne fanno parte</strong>&rdquo;.</p>
<p>I pazienti vengono indirizzati da uno specialista all'altro senza resistenze, senza compartimenti stagni, con l'obiettivo condiviso di trovare la soluzione migliore.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150539.jpg" alt="Filippo Rivarossa" loading="lazy"></p>
<p>Lo stesso concetto &egrave; stato ripreso da <strong>Giraudo</strong>, che ha raccontato il lavoro svolto negli ultimi cinque anni per strutturare il percorso. &ldquo;In realt&agrave; il percorso c'era gi&agrave;. Si &egrave; trattato di far dialogare le persone&rdquo; ha spiegato.</p>
<p>Una frase apparentemente semplice ma che racconta bene il valore aggiunto di questo modello: competenze elevate, ma anche fiducia reciproca, confronto continuo e capacit&agrave; di lavorare come un'unica squadra.</p>
<p>&Egrave; anche grazie a questa collaborazione che il Santa Croce &egrave; riuscito a raggiungere risultati organizzativi significativi, arrivando a garantire in molti casi l'accesso all'intervento chirurgico entro 10-15 giorni dalla diagnosi, tempi che gli stessi specialisti definiscono difficilmente replicabili in molte altre realt&agrave; italiane.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150540.jpg" alt="Giorgio Giraudo" loading="lazy"></p>
<h2>Prevenzione non significa visitare tutti</h2>
<p>La tavola rotonda finale ha affrontato anche un tema delicato ma centrale: come conciliare la crescente attenzione verso la prevenzione con la disponibilit&agrave; limitata di specialisti.</p>
<p>Il direttore della Dermatologia, <strong>Massimo Chiarpenello</strong>, ha ricordato come sia impossibile offrire controlli dermatologici sistematici a tutta la popolazione: considerando il numero di cittadini della provincia, ci vorrebbero oltre 20 dermatologi impegnati a tempo pieno e dedicati esclusivamente a questo tipo di servizio, tralasciando tutto il resto del loro lavoro. Per una prevenzione efficace, invece, le risorse devono essere indirizzate verso chi presenta reali fattori di rischio o lesioni sospette.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150541.jpg" alt="Massimo Chiarpenello" loading="lazy"></p>
<p>Un concetto ripreso anche da <strong>Elvio Russi</strong>, vicepresidente della LILT Cuneo, che ha invitato a distinguere tra screening e visite di controllo mirate.</p>
<p>Lo screening viene proposto indiscriminatamente a tutta una popolazione e ha dimostrato di ridurre mortalit&agrave; e incidenza di una malattia, ma nel caso dei tumori cutanei non &egrave; il tipo di prevenzione indicato: il valore maggiore risiede nell'identificare correttamente le persone a rischio e garantire loro percorsi rapidi di valutazione.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150542.jpg" alt="Elvio Russi" loading="lazy"></p>
<p>In questo contesto il ruolo dei medici di famiglia diventa fondamentale. Come ha spiegato <strong>Carla Mandrile</strong>, sono loro le prime sentinelle del sistema sanitario: devono saper tranquillizzare quando non esistono segnali di allarme, ma anche riconoscere rapidamente le situazioni che richiedono un approfondimento specialistico.</p>
<p>Sedare l'ansia del paziente non significa minimizzare il problema. Significa utilizzare correttamente le risorse disponibili affinch&eacute; chi ha davvero bisogno di cure possa riceverle in tempi adeguati.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150543.jpg" alt="Carla Mandrile" loading="lazy"></p>
<p>Ed &egrave; proprio qui che incontri come "<strong>Occhio alla pelle</strong>" assumono il loro significato pi&ugrave; profondo. Non sono semplici occasioni divulgative, ma strumenti di prevenzione a tutti gli effetti: aiutano i cittadini a conoscere i fattori di rischio, a riconoscere i segnali importanti e a comprendere quando sia davvero necessario rivolgersi a uno specialista.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150544.jpg" alt="Associazione L'Albero dell'Amicizia" loading="lazy"></p>
<p>In fondo, come ha ricordato <strong>Giorgio Giraudo</strong> citando uno dei principi della campagna internazionale <strong>Choosing Wisely</strong>, il vero obiettivo della medicina moderna &egrave; uno soltanto: "<strong>Fare il pi&ugrave; possibile per il paziente, facendo il meno possibile al paziente</strong>".</p>
<p>Una frase che sintetizza perfettamente lo spirito dell'intera serata e, forse, anche il segreto del percorso dermochirurgico cuneese.</p>
<p>Qui sotto &egrave; possibile rivedere il video integrale della serata, suddiviso in capitoli.</p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[“L’agricoltura biologica può rappresentare una vera e propria svolta imprenditoriale”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/lagricoltura-biologica-puo-rappresentare-una-vera-e-propria-svolta-imprenditoriale_122445.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/lagricoltura-biologica-puo-rappresentare-una-vera-e-propria-svolta-imprenditoriale_122445.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122445/150581.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;L&rsquo;agricoltura biologica nella provincia di Cuneo, con i suoi 19.000 ettari coltivati con metodo biologico e oltre e 1000 operatori certificati biologici, rappresenta una risorsa importante e con ampio spazio di crescita. Inoltre, per le aree montane e collinari meno competitive sul piano della produzione pura, pu&ograve; rappresentare una vera e propria svolta aziendale&rdquo;, afferma Coldiretti Cuneo.</p>
<p>&Egrave; questo il contesto da cui nasce la giornata dimostrativa in campo sperimentale biologico del 17 giugno, organizzata da Coldiretti in collaborazione con il Distretto del Cibo Monregalese Cebano e Terramica presso i campi della SSA Palazzo Rosso di Camerana, dove sono state presentate 10 variet&agrave; di frumento tenero, moderne ed antiche. Durante la mattinata, che ha coinvolto 50 imprenditori agricoli e i mulini del territorio, i tecnici dell&rsquo;Agenzia 4A hanno presentato i punti di forza e di debolezza delle singole variet&agrave;, le possibilit&agrave; di utilizzo e l&rsquo;analisi della gestione agronomica, oltre alla normativa del biologico e le opportunit&agrave; rappresentate dall&rsquo;adesione ai contratti di filiera del comparto cerealicolo. Il campo ha mostrato concretamente le potenzialit&agrave; del metodo biologico e la fattibilit&agrave; anche di questa coltivazione dal punto di vista agronomico ed economico.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122445/small_150582.jpg" loading="lazy"></p>
<p>&ldquo;Giornate come questa rappresentano un&rsquo;opportunit&agrave; importante di apprendimento e di scambio per i nostri imprenditori biologici e per il territorio dell&rsquo;alta langa cebana &ndash; commenta Renato Suria, presidente di zona Ceva e presidente del Distretto del cibo Monregalese Cebano &ndash; questo &egrave; infatti un territorio particolarmente vocato all&rsquo;agricoltura biologica, grazie alla sua biodiversit&agrave; unica, rappresentata dalla convivenza tra un mosaico di piccoli appezzamenti agricoli e parcelle boschive, e grazie alle caratteristiche ambientali e paesaggistiche dell'area, che agevolano la coesistenza delle produzioni biologiche e la corretta gestione dei diversi modelli agricoli presenti sul territorio&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Il Cebano &egrave; il principale polo dell&rsquo;agricoltura biologica della nostra provincia, con aziende che da anni investono in un&rsquo;agricoltura fondata sulla sostenibilit&agrave; ambientale, economica e sociale. Il biologico diventa un tassello importante per rilanciare un&rsquo;agricoltura che si sviluppa in un contesto difficile, caratterizzato da importanti sfide legate alla morfologia del territorio, dalla fauna selvatica ed alle condizioni operative delle aree collinari e montane. Il Biologico rappresenta anche una forza &ldquo;multifunzionale&rdquo; per l&rsquo;azienda, attraverso l&rsquo;ulteriore valorizzazione del comparto zootecnico e dei prodotti trasformati. Per questo &egrave; necessario continuare a sostenere e promuovere le nostre valli, rafforzandone l&rsquo;attrattivit&agrave; turistica e coinvolgendo le aziende agricole nei percorsi di sviluppo e valorizzazione del territorio&rdquo; concludono Daniele Caffaro, segretario di zona Ceva, e Riccardo Abellonio, vice segretario di zona Ceva.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122445/small_150583.jpg" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 07:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Riforma Ocm, Sacchetto: "Dal Parlamento Europeo un segnale chiaro a tutela delle produzioni agricole"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/riforma-ocm-sacchetto-dal-parlamento-europeo-un-segnale-chiaro-a-tutela-delle-produzioni-agricole_122348.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/riforma-ocm-sacchetto-dal-parlamento-europeo-un-segnale-chiaro-a-tutela-delle-produzioni-agricole_122348.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122348/150429.jpg" title="Claudio Sacchetto" alt="Claudio Sacchetto" /><br /><p>Il Parlamento Europeo ha approvato la riforma dell'Organizzazione comune dei mercati agricoli (Ocm) con l'obiettivo di rafforzare la posizione degli agricoltori nella filiera agroalimentare e garantire una maggiore trasparenza per i consumatori. Tra le principali novit&agrave;, la definizione ufficiale del termine "carne" come "parti commestibili di animali". In base alla nuova normativa, diciture quali 'bistecca', 'filetto' o 'costolette' potranno essere utilizzate soltanto per prodotti realmente a base di carne animale, escludendo quelli coltivati in laboratorio o di origine vegetale, fatta eccezione per i "veggie burger".</p>
<p>La riforma introduce inoltre l'obbligatoriet&agrave; dei contratti scritti tra agricoltori e acquirenti, con una specifica clausola di revisione per permettere adeguamenti secondo le variazioni di mercato, i costi e le condizioni economiche. Gli Stati membri dovranno pubblicare online i criteri di riferimento nei contratti, prevedendo inoltre forme di sostegno alle Organizzazioni di Produttori (OP) nell&rsquo;ambito della PAC.</p>
<p>Il consigliere regionale Claudio Sacchetto ha espresso grande soddisfazione per il risultato ottenuto in sede europea, sottolineando come questa riforma risponda alle richieste avanzate dall&rsquo;Italia e dal gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei &ndash; Fratelli d&rsquo;Italia (Ecr-Fdi). "La scelta di riservare denominazioni specifiche solo ai prodotti di origine animale &ndash; ha dichiarato &ndash; rappresenta un importante passo avanti nella difesa della trasparenza verso i consumatori e nella valorizzazione del lavoro degli agricoltori. Si tratta di una svolta che rafforza la tutela delle aziende agricole, spesso anello debole della filiera, sostenendo un orientamento gi&agrave; perseguito dal Governo italiano guidato da Giorgia Meloni".</p>
<p>Sacchetto ha inoltre evidenziato l&rsquo;impegno degli europarlamentari Ecr-Fdi nel sostenere la necessit&agrave; di contrastare fenomeni di "meat sounding" e ogni forma di comunicazione fuorviante per i consumatori, migliorando la tracciabilit&agrave; e la trasparenza della filiera alimentare.</p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:39:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item></channel></rss>
