CUNEO - CBD: i suoi benefici contro ansia e stress

Un toccasana per il benessere mentale: andiamo a scoprire come

Redazione 30/03/2023 13:00

L’ansia e lo stress sono due condizioni con le quali, purtroppo, oggi abbiamo sempre più a che fare. Viviamo in un mondo che ci chiede tantissimo dal punto di vista performativo, siamo perennemente tesi verso modelli di vita inarrivabili e abbiamo poco tempo per ascoltarci e ascoltare chi ci sta attorno. 
 
Questo porta, di riflesso, a vivere condizioni di malessere interiore molto profonde. Per evitare che queste ultime impattino eccessivamente sulla conduzione di una quotidianità serena, si possono prendere come punto di riferimento diversi rimedi naturali. La popolarità di questi ultimi, negli ultimi anni, è letteralmente esplosa. Il motivo principale è legato alla ricerca di soluzioni per stare meglio senza il rischio di incorrere in effetti collaterali.
 
Il CBD rappresenta un’opzione molto apprezzata nei casi citati nelle righe precedenti. Come mai fa bene contro ansia, stress e altre condizioni che impattano sul benessere interiore? Scopriamolo assieme nelle prossime righe.
 
CBD: un toccasana per il benessere mentale
Il CBD, fitocannabinoide isolato per la prima volta all’inizio degli anni ‘40, impatta sul benessere interiore in diversi modi. Prima di tutto, è in grado di interagire con il sistema serotoninergico, ossia quello che ruota attorno alla serotonina, il neurotrasmettitore principale quando si parla di tono dell’umore.
 
Inoltre, è in grado di ridurre i livelli di cortisolo nel sangue. L’ormone appena menzionato, come ben si sa, è correlato alla condizione di stress. Chi pensa che non valga la pena assumere CBD per controllare il cortisolo in quanto un livello minimo di stress fa parte, ormai, della quotidianità, dovrebbe cambiare idea.
 
L’ormone cortisolo, quando è presente a livelli eccessivi, provoca un aumento del grasso addominale, il più difficile da mandare via. Gli effetti dello stress sul benessere generale vanno ben oltre l’equilibrio mentale e vanno, per diversi motivi, prevenuti.
 
Il CBD, che ha anche il potere di interagire con il recettore CB2 del sistema endocannabinoide umano, è al centro di diversi studi che stanno indagando sulla sua capacità di migliorare la sintomatologia del disturbo post traumatico da stress.
 
Il CBD provoca dipendenza?
Nonostante il CBD faccia parte della nostra quotidianità ormai da anni, sono ancora tanti gli interrogativi che lo riguardano. C’è chi, per esempio, si chiede se causi o meno dipendenza. La risposta è negativa: il CBD non causa dipendenza. 
 
In questo aspetto risiede una delle principali differenze con il THC, il cannabinoide più famoso in assoluto. Il CBD, inoltre, non provoca effetti psicoattivi. Chi lo assume, mantiene una presenza mentale perfetta nel corso del tempo ed è in grado di gestire senza alcuna difficoltà le attività di ogni giorno.
 
Cosa dice la scienza?
Come accennato nelle righe precedenti, il CBD è al centro di un forte fervore scientifico. Cercare una svolta da questo punto di vista vuol dire chiamare in causa il 2017, anno in cui l’OMS ha dichiarato il cannabidiolo come non appartenente al novero delle cosiddette sostanze controllate.
 
Si potrebbero scrivere pagine e pagine con gli studi che hanno approfondito gli effetti del CBD sul benessere mentale. Tra queste testimonianze, se si guarda agli anni più recenti, è possibile citare uno studio, pubblicato nel 2020, condotto da esperti di realtà internazionali italiane, olandesi e inglesi (nel caso dell’Italia, si parla dell’Università di Verona).
 
Partendo da una certezza che vede lo stress come fattore di rischio dello sviluppo di psicosi, gli studiosi hanno analizzato gli effetti antipsicotici e ansiolitici del cannabidiolo. Nello specifico, si sono soffermati sulla capacità del fitocannabinoide di normalizzare la risposta endocrina allo stress in soggetti a rischio di psicosi.
 
Trentadue soggetti con questa diagnosi e 26 sani sono stati assegnati a un gruppo sperimentale che prevedeva l’assunzione di CBD e a uno di controllo che assumeva placebo.
 
Al follow up, nei soggetti annoverati nel gruppo di controllo è stato possibile notare effetti maggiormente significativi sulla reattività del cortisolo.
 
Come assumere il CBD per migliorare il benessere mentale
A questo punto, è naturale chiedersi quali siano i trucchi per assumere il CBD in modo da migliorare il proprio benessere mentale. La soluzione migliore secondo gli esperti è l’assunzione di olio. Si tratta di un’opzione vantaggiosa per diversi motivi. Comodo da utilizzare, il CBD consente di scegliere tra diversi livelli di purezza, il che è fantastico per chi si approccia da zero all’utilizzo del cannabidiolo.
 
Quando si parla di oli CBD per il benessere, è essenziale soffermarsi sulla qualità del prodotto. Se possibile, è il caso di focalizzarsi verso formulazioni made in Italy. Un esempio? Quelle proposte da aziende come Eusphera, realtà laziale attiva nel mondo della nutraceutica che ha da sempre adottato un approccio pionieristico per il settore dando vita a una divisione di ricerca e sviluppo.
 
Un altro vantaggio del CBD per il benessere mentale - e non solo - riguarda la qualità e la tipologia dell’olio vettore, ossia l’olio in cui è diluito il principio attivo. Tra le scelte più frequenti troviamo l’olio d’oliva, un alimento che fa parte da sempre della storia dell’uomo e che, grazie ai suoi composti antiossidanti, è in grado di proteggere le cellule del cervello dai processi di ossidazione.
 
Quando si parla di utilizzo intelligente del CBD per il miglioramento del benessere della mente, è doveroso aprire la parentesi del dosaggio. Non ci sono indicazioni univoche da questo punto di vista. La cosa migliore da fare, se si è alle prime armi, è scegliere un olio di CBD molto diluito - 5/10% di purezza - e partire con poche gocce al giorno. Monitorando le reazioni del corpo, sarà poi possibile trovare la quadra e il dosaggio più adatto alle proprie esigenze, che sono diverse da quelle di qualsiasi altra persona. 

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