VERDUNO - "Asti-Cuneo: a che punto siamo per il lotto tra Verduno e Cherasco?"

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di alcuni esponenti dell'Osservatorio per la tutela del paesaggio di Langhe e Roero

14/07/2023 14:41

Riceviamo e pubblichiamo.
 
Apprendiamo da La Stampa che a fine settembre sarebbe stata convocata dal Ministero dell’Infrastrutture una “conferenza di localizzazione” per definire “gli ultimi dettagli operativi” del lotto 2.6.a della Asti-Cuneo, da Verduno a Cherasco. Il fatto è una novità assoluta perché non si capisce proprio cosa ci sia ancora da “localizzare”: il titolare dell’approvazione del progetto esecutivo non è il Ministero dell’infrastruttura, ma il Ministero dell’Ambiente (MASE), che opera di concerto con il Ministero della Cultura (MiC). L’iniziativa pare fuori luogo e da ascriversi al probabile desiderio di Salvini di poter mettere anche lui il cappello sul completamento della A33. 
 
L’articolo serve tuttavia a chiarire alcuni punti, ossia che i lavori inizieranno probabilmente oltre l’autunno e che il termine di fine 2024 per la loro conclusione, secondo l’amministratore delegato della Società Concessionaria, è un obiettivo “ambizioso”, tenuto anche conto dei problemi irrisolti sulla tangenziale, smentendo così il Presidente Cirio che pochi giorni fa dava l’opera conclusa a maggio 2024, in concomitanza con le elezioni regionali.  
 
In effetti, al di là delle sparate propagandistiche dell’una o dell’altra parte, a che punto siamo con l’annosa vicenda del Lotto 2.6.a?
 
Il 19 aprile il MASE e il MIC hanno emesso un decreto con parere favorevole alla compatibilità ambientale dell’opera, condizionato però al rigoroso rispetto di ben 39 prescrizioni: la maggior parte ante operam, altre in corso d’opera ed altre ancora post operam. Prescrizioni che hanno tenuto conto in una qualche misura delle considerazioni svolte dall’Osservatorio per la Tutela del Paesaggio di Langhe e Roero e di altre associazioni ambientaliste e che porterebbero, se rispettate, ad un miglioramento del progetto assolutamente non scontato. In particolare quelle che suggeriscono la realizzazione di due tratti in galleria artificiale lungo il tracciato e la pista ciclabile di collegamento tra le due buffer zone dei siti Unesco.
 
Le riassumiamo sinteticamente:  
a) Valutare la possibilità che, partendo da una attenta valutazione delle quote altimetriche del tracciato, il tratto in rilevato prospicente l’Ex Tenuta Reale di Pollenzo, compresi i due tratti in trincea già previsti, possano essere sostituiti con tratti di galleria artificiale (metodo “Milano”), allo scopo di ridurre la frammentazione fondiaria, massimizzando il ripristino, mediante il riporto di terreno e piantumazione di vegetazione autoctona, della continuità morfologica ed ecologica dei territori; 
b) Per il viadotto di Verduno sia operato, in condivisione con l’Ufficio del MIC, un ulteriore perfezionamento della soluzione progettuale di dettaglio;
c) In riferimento alla compensazione connessa all’impatto generale dell’opera, si richiede che in fase di progettazione esecutiva siano previste e preventivamente condivise con l’Ufficio del MIC specifiche opere di compensazione, ed in particolare: 
creazione in zona Mulino Ruggeri di un’area di sosta attrezzata e corredata di info Point, con la predisposizione di idonee strutture illustrative e di geo-orientamento; 
il potenziamento della pista ciclabile lungo il Tanaro e la realizzazione di un percorso ciclo-pedonale ad hoc, che metta in comunicazione la buffer zone del Sito Unesco dei “Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe Roero e Monferrato” con il Sito Unesco “Residenze Sabaude - Complesso Carlo-albertino di Pollenzo”, se possibile attraverso la realizzazione di un percorso ciclo-pedonale a passerella che utilizzi le strutture residue del Ponte carlo-albertino;
la realizzazione di idonea armonizzazione e qualificazione estetica delle porzioni di terreno sottostanti il viadotto, anche valutando la creazione di un percorso coperto e adeguatamente allestito integrato alla sentieristica locale, al di sotto del piano autostradale;
d) Siano eseguite le indagini archeologiche in estensione in corrispondenza delle aree in cui sono emersi elementi di interesse archeologico. Sia eseguito il controllo archeologico continuativo alle opere di scavo nelle aree sopra descritte in cui è da ritenersi probabile la presenza di attività di frequentazione in epoca pre-protostorica e romana;
e) Sia in generale garantita la continuità dei percorsi rurali storicamente consolidati;
f) Infine:
dovranno essere approfonditi i materiali e/o i trattamenti cromatici previsti per il paramento esterno delle opere murarie e dei vari manufatti; 
dovrà essere impiegato asfalto drenante; 
dovrà essere effettuata la verifica sistematica e puntuale delle zone di impianto vegetazionale mitigativo ed è obbligatoriamente operata a carico del gestore autostradale la verifica di attecchimento degli interventi mitigativi vegetazionali a 5 anni, con reintegro di esemplari deceduti a spese del proponente;
dovrà essere valutata la riforestazione di aree degradate o dismesse precedentemente.
 
Al momento sul sito del MASE non risultano pubblicati i documenti del Progetto Esecutivo del Lotto in oggetto e quindi non è verificabile il rispetto delle prescrizioni ante operam. La scadenza per la presentazione del progetto esecutivo da parte del concessionario è prevista per il 18 luglio, salvo proroghe delle quali non si hanno, al momento, notizie.
 
Non è chiaro se la Conferenza dei Servizi tradizionale verrà sostituita dalla “conferenza di localizzazione”: la domanda è infatti se verrà fatta una convocazione formale, “tradizionale”, oppure si convocherà in forma “semplificata” e in modalità "asincrona", ossia senza riunione, mediante la semplice trasmissione per via telematica, tra le amministrazioni partecipanti, delle comunicazioni, delle istanze con le relative documentazioni e delle determinazioni. Questa seconda ipotesi permetterebbe di aggirare qualsivoglia ostacolo. Che cosa c’entri poi la “semplificazione” con la “localizzazione” è un mistero.    
 
Quello che è certo è che fin quando non verrà approvato il progetto esecutivo, i lavori non potranno iniziare. Ben che vada se ne parla oltre l’autunno, come finalmente iniziano ad ammettere i responsabili dell’intervento. 
 
Terremo gli occhi aperti e vi terremo informati.
 
Guido Chiesa, Cesare Cuniberto, Silvio Veglio per conto del Direttivo dell’Osservatorio per la tutela del paesaggio di Langhe e Roero 
 

c.s.

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