ALBA - Inceneritore in valle Bormida, Calderoni: “Superiamo l'obbligo del ciclo chiuso regionale”

Il consigliere regionale del Pd: “Il Piano di gestione dei rifiuti deve individuare una programmazione coerente con gli scenari attuali”

Mauro Calderoni

27/07/2026 08:50

Nell’ambito della Festa dell’Unità di Cortemilia si è tenuto un confronto pubblico dedicato al progetto dell’inceneritore in valle Bormida. All’incontro sono intervenuti la deputata Chiara Gribaudo, i consiglieri regionali Mauro Calderoni (Piemonte) e Roberto Arboscello (Liguria), il sindaco di Alba Alberto Gatto e Maria Grazia Arnaldo dell’associazione Rinascita Valle Bormida. A coordinare il dibattito è stato Gianni Arbocco. Nel suo intervento, il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni ha affermato: “Quello dei rifiuti è un tema complesso che richiede capacità di programmazione e una visione strategica. Purtroppo, nella mia esperienza in Consiglio regionale, ho constatato che questa visione oggi manca. E quando c’è, è ancorata a un quadro normativo ormai datato”. Calderoni ha ricordato come il Testo Unico Ambientale risalga al 2006 e come il principio dell’autosufficienza e della prossimità, recepito nel 2010 dalla normativa nazionale, sia stato definito in un contesto profondamente diverso da quello attuale. “In vent’anni sono cambiati il sistema industriale, le infrastrutture, la distribuzione della popolazione e soprattutto le tecnologie disponibili per il trattamento dei rifiuti. È evidente che non possiamo affrontare le sfide di oggi con strumenti pensati per il Paese di vent’anni fa”. Per questo, secondo il consigliere regionale del PD, occorrono due iniziative parallele. “La prima è l’aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti, che deve fotografare la situazione reale e individuare una programmazione coerente con gli scenari attuali. La seconda è aprire una riflessione nazionale per modificare il quadro normativo che impone di chiudere il ciclo dei rifiuti su base regionale, superando un’impostazione ormai non più adeguata e guardando invece a una pianificazione su scala nazionale”. Calderoni ha inoltre sottolineato il comportamento responsabile delle istituzioni locali. “Il territorio si è mosso con equilibrio e senso delle istituzioni. Lo hanno fatto i Comitati del No Inceneritore, l’Unione Montana Alta Langa, la Provincia di Cuneo e noi consiglieri regionali, che abbiamo sollecitato la Regione Piemonte ad affrontare la questione”. Infine, il consigliere regionale ha espresso apprezzamento per la proposta avanzata dall’ex sindaco di Cortemilia ed ex consigliere provinciale Roberto Bodrito. “È una proposta che condivido. Sostenere il movimento di opinione nato attorno ai Comitati del No Inceneritore e promuovere un’iniziativa politico-istituzionale per modificare il quadro normativo rappresenta oggi l’unica strada concreta per riaprire la discussione sul progetto e verificare soluzioni più coerenti con le esigenze del territorio e con l’evoluzione delle politiche ambientali”.

c.s.