GRINZANE CAVOUR - Mattarella frena sulla grazia a Mario Roggero

“La facoltà è riservata al presidente” dice una nota del Quirinale diretta al ministro della Giustizia Nordio, che aveva avviato l’iter per il provvedimento

Redazione 16/07/2026 19:43

La concessione della grazia è “facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica, come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006”. In una breve nota il Quirinale frena sull’iter per il provvedimento di clemenza nei confronti di Mario Roggero che il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha fatto partire in giornata, all’indomani della condanna a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due rapinatori a Grinzane Cavour. La nota del colle è stata diramata all’esito di un incontro fra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e lo stesso Nordio, allo scopo di “puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia”. Sono molteplici le richieste giunte in queste ore, a fronte della prevista incarcerazione del gioielliere lamorrese: il suo avvocato fa sapere che per ora Roggero non si è ancora costituito. A Montecitorio il capogruppo della Lega, Riccardo Molinari, ha annunciato di voler avviare una raccolta di firme tra i parlamentari per sollecitare il guardasigilli. Anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio si è mosso presentando un ordine del giorno in Consiglio regionale: “Mario Roggero - ha detto - è un cittadino piemontese, il Piemonte non lo lascia da solo ed è al fianco suo e della sua famiglia se vorranno avviare il percorso di richiesta della grazia”. Nelle istruttorie sui procedimenti di grazia il ministro della Giustizia ha il compito di acquisire gli atti processuali, i pareri della magistratura di sorveglianza, le informazioni sulla condotta del condannato e sulla sua situazione personale e familiare. Al termine, il fascicolo viene trasmesso al Quirinale con il parere del ministro. Spetta però al capo dello Stato l’ultima parola, come si è ricordato di recente in occasione della contestata grazia concessa a Nicole Minetti. Nel caso di Roggero un elemento a sfavore è il mancato riconoscimento della responsabilità: il gioielliere si è sempre proclamato innocente, invocando la legittima difesa. La grazia però non è l’unico strumento a disposizione. Il presidente ha facoltà di condonare una parte della pena o di commutarla in una diversa fattispecie. È ciò che è accaduto più spesso nel secondo mandato di Mattarella: ventidue dei 36 provvedimenti adottati hanno riguardato pene detentive temporanee e nove sono state le grazie parziali, cioè le riduzioni di pena.