“Egea ha utilizzato Alba e il suo prestigio per sostenere il proprio percorso di crescita. Allo stesso tempo, le criticità legate alla gestione societaria non hanno giovato all’immagine della città e del suo sistema imprenditoriale”: a parlare è il sindaco di Alba Alberto Gatto, dopo che nel primo pomeriggio, ad Asti, si è tenuta davanti al gup l’udienza preliminare nei confronti dell’ex ad del colosso energetico Pierpaolo Carini e di tre membri del vecchio management. Nel corso dell’udienza sono state depositate dieci richieste di costituzione di parte civile, tra cui quella del Comune di Alba. Giustificata da “una valutazione di natura politica e di opportunità” portata avanti dall’amministrazione: “Alba è il socio pubblico di riferimento. Pur detenendo una quota di minoranza, la nostra partecipazione ha avuto un impatto sulla gestione del bilancio comunale e sulla situazione patrimoniale dell’ente”. Negli anni di Carini, infatti, la città delle cento torri deteneva il 5,18% delle quote azionarie. “Va inoltre considerato - aggiunge Gatto - che molte imprese e cittadini hanno purtroppo subito un danno anche economico a seguito delle difficoltà societarie: un elemento che rende ancora più necessario l’accertamento delle responsabilità. Per queste ragioni abbiamo deciso di partecipare al processo costituendoci parte civile, una decisione già condivisa con gli altri soci pubblici, al fine di contribuire a fare piena luce su quanto accaduto e di tutelare l’ente anche sotto il profilo di un eventuale risarcimento”. Le difese degli imputati, alla luce della mole di materiale presentato, hanno richiesto un termine per esaminare la documentazione e formulare eventuali repliche. Il pubblico ministero non si è opposto e il giudice ha quindi disposto il rinvio dell’udienza al prossimo 11 giugno alle ore 9,30, quando si discuterà dell’ammissione delle costituzioni di parte civile.