“Sono molto preoccupato perché chi non vede a Bruxelles questo aumento o è un marziano o è in malafede”. A margine dell’inaugurazione della Asti-Cuneo a Roddi, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini parla del caro energia che affligge l’Italia e l’Europa con la crisi di Hormuz: “Se non cambiano le regole europee, se non tolgono i vincoli di questo maledetto patto di stabilità che bloccano la possibilità di aiutare chi è in difficoltà, l’Italia rischia di fermarsi”. Nessun “razionamento” energetico, in ogni caso: “Non ho nessuna intenzione di fare nuovi lockdown: o Bruxelles permette al governo di usare i soldi degli italiani per aiutare gli italiani, o si blocca il Paese e faremo da soli”. Il tema è quindi la sospensione del patto di stabilità e del green deal, fino a cessata emergenza: “La crisi è tale e tanta che le vecchie regole devono essere superate, per assurdo in questo momento si può farlo solo per le spese militari: come governo potrei spendere dieci miliardi per comprare armi ma non per aiutare cittadini e imprese in difficoltà. È una follia”. Pesante il giudizio verso l’operato dell’Ue: “Non vogliamo i soldi dei francesi, dei polacchi o dei tedeschi, vogliamo usare per gli italiani i soldi degli italiani: io non chiudo l’Italia perché Bruxelles è comandata da cretini”. Salvini menziona anche l’impatto dei costi su grandi cantieri come il terzo valico: “Siamo al 95% di scavi effettuati, vogliamo chiudere entro l’anno prossimo. È chiaro che se l’aumento dei costi esplode e per colpa delle regole europee non posso aiutare le imprese a sostenerli, il rischio di fermo dei cantieri è ahimè reale”. Sulla Asti-Cuneo, comunque, si mette un punto dopo trent’anni: “Porterà lavoro, sviluppo, meno code, meno traffico, meno inquinamento, meno incidenti. Un esempio di chi non si arrende, vale anche la riapertura del Tenda, la seconda canna del Frejus, i cantieri della Tav e il terzo valico che unirà in un’ora Torino, Genova e Milano. Però - insiste - le guerre in corso stanno facendo esplodere i prezzi: o riusciamo ad aiutare i sindaci, le famiglie e le imprese o i cantieri si fermano. Se la risposta dell’Europa è spegni la luce, a me viene il nervoso”.