BRA - Chiude l'Arena Boglione di Bra, Fratelli d'Italia attacca il Comune

La nota del circolo cittadino del partito: "Se non sono cambiate le norme, come si spiega che sia cambiato l’atteggiamento?"

26/02/2026 10:59

Riceviamo e pubblichiamo. "Dopo un mese di estenuanti tiri e molla, ostinata volontà di comprensione, confronti accurati, disparate consulenze, rassicurazioni istituzionali e schizofreniche virate di rotta, ci arrendiamo. L’Arena Boglione chiude". Questo, in sintesi, il lungo messaggio apparso sulla pagina Facebook e scritto dai titolari dell’Antico Caffè Boglione, lo storico locale di via Cavour che ha accolto, nel tempo, generazioni di braidesi, e che da 17 anni, nella stagione invernale, è stato palcoscenico, nella parte interrata, di numerosi eventi e spettacoli di musica e teatro. Dopo la tragedia di Crans Montana in Svizzera, il Prefetto di Cuneo, durante una riunione con sindaci, rappresentanti delle Forze dell’Ordine, associazioni e Pro Loco, ha invitato i convocati, alla necessità e all’importanza di una "organizzazione sicura e conforme alle normative di sicurezza e antincendio per garantire l’incolumità degli avventori e degli operatori dei locali pubblici". Le nuove norme avrebbero visto il Comune vietare una serata di lettura di poesie di poeti palestinesi con la raccolta di fondi da destinare a Medici senza Frontiere.  Il Comune, in una nota stampa, ha precisato che non c’è stato da parte sua nessun provvedimento che abbia impedito o vietato manifestazioni, serate danzanti o altre iniziative messe in atto da titolari di pubblici esercizi per integrare il loro ordinario lavoro anche con attività accessorie. Questo precisato, ha evidenziato che eventuali richieste devono essere presentate con le tempistiche previste dalle normative, corredate da documenti e dichiarazioni che devono contenere la tipologia di intrattenimento, durata e indicazione degli spazi interessati. Gli uffici comunali competenti devono quindi valutare la documentazione, chiedere eventuali integrazioni e, sulla base della normativa vigente, autorizzare o vietare lo svolgimento della manifestazione. "Con grande serenità", ha dichiarato il vicesindaco e assessore alla cultura Biagio Conterno, "dico che il Comune non ha modificato o rielaborato le regole dopo i tragici fatti in Svizzera. Abbiamo sempre detto che siamo disponibili a prendere in considerazione le richieste dei locali: alcuni hanno caratteristiche che permettono di realizzare determinate iniziative, altri no. È sempre stato così". Domanda spontanea: ma se non sono cambiate le norme, come si spiega che sia cambiato l’atteggiamento?  Più che un caso da cronaca locale sembra una faida interna alla sinistra braidese sempre più consapevole della sterilità e stanchezza dell’azione amministrativa di questa Giunta che fortunatamente volgerà al termine. Non si elencheranno qui le opportunità importanti (infrastrutturali, sportive, culturali, in ambito di sicurezza) che purtroppo si stanno via via perdendo, avremo modo di farlo in maniera accurata. Qui non ci rimane che dire che chi è causa del suo mal pianga se stesso…con l’auspicio che dopo una serena autocritica ci sia la volontà di confrontarsi e di operare per tornare ad avere una Bra più dinamica, più sicura, più intraprendente e attrattiva. Fratelli d'Italia
Circolo di Bra

c.s.