MONTEROSSO GRANA - A Monterosso Grana il sindaco impedisce ai bambini di cantare “Bella Ciao”: “È censura”

"Non c'è una legge che obbliga a cantarla" si difende il primo cittadino. Le maestre: "Siamo lontani dalla libertà di espressione che vogliamo insegnare ai nostri ragazzi"

Monica Fissore 25/04/2026 15:06

Questa mattina, 25 aprile, come ogni anno si sono svolte le celebrazioni per il 25 aprile. Il programma a Monterosso Grana era lo stesso ripetuto negli ultimi anni e vedeva il coinvolgimento di una rappresentanza di bambini della quinta elementare della Scuola di Valle del paese. Le insegnanti si sono impegnate come ogni anno per preparare i ragazzi a questo importante momento, lavorando per giorni sul tema. “Abbiamo letto insieme il libro ‘Lo zaino del partigiano’, abbiamo simbolicamente allestito uno zaino e parlato degli oggetti che c’erano dentro agli zaini dei partigiani, che riflettevano quella che era la loro vita e cosa fosse importante” spiegano le maestre: “Tra questi oggetti spesso c’erano strumenti musicali, perchè la musica era un elemento fondamentale. Nel libro c’era il riferimento alle due canzoni simbolo della lotta partigiana: ‘Bella Ciao’ e ‘Fischia il vento’. Ci siamo concentrati sulla prima delle due, i ragazzi di quinta si sono preparati tutta la settimana, l’hanno provata anche con Sergio Berardo, ed erano pronti ad esibirsi, come hanno fatto i loro compagni gli scorsi anni”. La rappresentanza della classe quinta e le insegnanti si sono così presentati stamattina alla cerimonia convinti di esibirsi con due brani della musica occitana e con ‘Bella Ciao’, ma, sul posto, è stato riferito loro che quest’ultima non poteva essere cantata perché “divisiva”. “Il Sindaco ci ha detto che questa canzone era strumentalizzata dalla politica, abbiamo sostenuto con forza che i bambini sono e dovono rimanere al di fuori delle dinamiche politiche” raccontano le maestre: “Dopo il confronto ci è stato detto che se proprio volevamo, l'avremmo potuta fare alla fine, ma dopo gli altri due brani il Sindaco ha detto che iniziava la messa, così la gente è andata via”. Si difende da queste accuse Stefano Isaia: “Da quando sono Sindaco il 25 aprile abbiamo sempre cantato Bella Ciao, anzi, sono stato proprio io a volere che fosse cantata gli scorsi anni mentre prima non si cantava, perché ho sempre ritenuto questa canzone uno strumento per unirci. Quest’anno però, dopo l’uso improprio di questi ultimi giorni e la strumentalizzazione che ne è stata fatta, ho consigliato di valutare se cantarla o meno per evitare polemiche”. Isaia fa riferimento a quanto accaduto in aula alla Camera dei Deputati ieri 24 aprile, quando le opposizioni hanno intonato “Bella Ciao” in piedi, accompagnando il canto con il battito delle mani, sia all'inizio della seduta che poco prima del voto finale sul Decreto Sicurezza. “Non ho comunque impedito a nessuno di cantare” sottolinea Isaia: “il mio è stato un consiglio”. Nessun revisionismo storico, nessun negazionismo quindi alla base della scelta del primo cittadino, che della memoria fa un suo cavallo di battaglia: “Ho personalmente presentato tre faldoni a Roma, ricchi di prove e testimonianze storiche, per candidare Monterosso Grana al ricevimento della Medaglia d'Oro al Valor Civile, cosa che mi auspico accadrà il prossimo anno”. E sulla cerimonia di oggi difende il proprio intento. “Abbiamo coinvolto, come ogni anno, i ragazzi della Scuola di Valle perché riteniamo importante tramandare alle nuove generazioni il valore della memoria” racconta Isaia. “Non mi risulti sia obbligatorio per legge cantare ‘Bella Ciao’: abbiamo cantato l’Inno d’Italia e poi dato grandissimo risalto alle testimonianze commosse di familiari di partigiani. L’obiettivo è stato quello di unirci, tutti, nel ricordo di chi ha permesso la nostra libertà”. È questo, secondo il primo cittadino della valle Grana, ciò che più conta in questa commemorazione: “Non cantare o meno una canzone, ma essere uniti, per davvero, nel ricordo. Un ricordo che non si deve limitare al 25 aprile: invito tutti a visitare il Monumento alla Levata, mi impegno tutto l’anno affinchè sia sempre pulito e in ordine, come deve essere anche il cimitero e tutti i luoghi dove si commemora chi ci ha permesso di essere qui oggi”. Alla narrazione di “Bella Ciao” come canzone divisiva, però, non ci stanno le insegnanti: “Cantare questa canzone il 25 aprile non c’entra nulla con la politica - sostengono - anzi, la politica stessa non deve entrare in merito alle celebrazioni del 25 aprile, che è una festa di tutti gli italiani”. Con grande amarezza, spiegano quanto sia difficile per loro insegnare ai ragazzi la lotta partigiana affinché ogni italiano fosse libero di esprimere la propria opinione, se poi loro stessi vengono “censurati”: “Lunedì saremo in classe e quando i ragazzi ci chiederanno perché non hanno potuto cantare la canzone che hanno provato per una settimana, come faremo a spiegare loro che l’articolo 21 della nostra Costituzione, su cui abbiamo tanto lavorato insieme, in realtà non è ancora stato raggiunto per niente?”.