Riceviamo e pubblichiamo l'appello firmato da un gruppo di peveragnesi, che chiedono di ripensare il progetto per il nuovo polo scolastico cittadino.
A pochi giorni dalle prossime elezioni amministrative, a Peveragno si riaccende l’appello di molti cittadini a ripensare il progetto del nuovo polo scolastico. L’incontro con la popolazione avvenuto a marzo di quest’anno non è stato il momento di confronto che i firmatari della petizione del 2022, e non solo, si aspettavano perché si è unicamente presentato l’iter decisionale che ha portato l’attuale Amministrazione a scegliere il progetto di realizzazione ex novo del polo scolastico, senza oltretutto entrare nei dettagli di come saranno organizzati gli spazi sia interni che esterni. Nel corso dell’incontro è emerso come, dal 2022 ad oggi, alla popolazione sia stata del tutto esclusa la possibilità di intervento sullo stesso, definito ‘la scelta migliore’ dall’Amministrazione, in un processo dichiaratamente unilaterale.
Tutto ciò nonostante i maggiori costi di realizzazione (più di 11 milioni di Euro per il nuovo polo contro gli 8 circa per la ristrutturazione degli edifici esistenti) e nonostante non siano ancora stati presentati e approvati nè il progetto di fattibilità tecnico-economica del nuovo polo scolastico né il progetto e il computo economico della riqualificazione dell’area dell’attuale scuola primaria e secondaria del capoluogo, se gli
edifici fossero demoliti come previsto dall’attuale Amministrazione. Non c’è nemmeno la certezza che i costi complessivi siano ancora attendibili perché gli 11 milioni di Euro erano già stati indicati nella conferenza stampa del 2022 come il costo complessivo presunto, mentre in
questi ultimi quattro anni gli aggravi ci sono stati sicuramente e non è noto a quanto potrebbero ammontare. La motivazione principale della scelta del nuovo polo è stata la certezza di raggiungere, con la costruzione di nuovi edifici, un indice di sicurezza sismica (ovvero, in estrema sintesi, la capacità di un edificio di resistere ai terremoti più intensi) pari al 100% mentre con la ristrutturazione si arriverebbe al 60%.
Tuttavia, dall’Amministrazione non è mai stata presa in considerazione la possibilità di demolire e ricostruire in loco le scuole primarie di Peveragno e di San Lorenzo e la scuola secondaria di I grado di Peveragno, opzione che avrebbe garantito comunque un indice di sicurezza sismica massimo senza dover incorrere nell’acquisto dei terreni e nel futuro costo di riqualificazione delle aree dismesse. Nel corso della serata di presentazione del progetto tenutasi a marzo, è stato fatto cenno alla scarsità di superficie dell’area su cui attualmente sorgono le scuole primaria e secondaria di I grado del capoluogo, fattore che avrebbe precluso la possibilità di realizzare in loco le nuove scuole, ma non è stato dichiarato quale sia, a norma del D.M. del 18 dicembre 1975 sul dimensionamento scolastico, la superficie minima sulla base degli studenti peveragnesi, che sono ovviamente in calo come da trend demografico nazionale.
Rimane incerta anche la tempistica di realizzazione del polo: nel 2022, infatti, era stato indicato un periodo di 2/4 anni, ma oggi, quattro anni dopo, sono stati solo acquisiti da parte dell’Amministrazione i terreni ed è in fase di ultimazione il progetto ( non ancora approvato in Giunta) che dovrà poi essere candidato a un bando regionale per la ristrutturazione degli edifici scolastici che presumibilmente uscirà nel 2026 e i cui
vincitori potrebbero essere confermati fino a 3 anni dopo la scadenza per la presentazione delle candidature, in caso di ripescaggio. Inoltre il progetto non potrà rientrare nel PNRR in quanto i bandi per la riqualificazione delle scuole sono stati emessi prevalentemente nel 2022 e quindi sono tutti ormai scaduti: un’occasione mancata per il Comune di Peveragno in quanto questi bandi avrebbero coperto il 100% della spesa, contro l’80% o il 90% che finanzierebbero i bandi regionali in corso di pubblicazione. Il PNRR inoltre avrebbe permesso di vedere
almeno parte delle nuove scuole (non potendo finanziare interventi su diversi edifici) complete e funzionanti entro il 31 dicembre 2026, secondo le tempistiche dettate proprio dal PNRR stesso. Il “problema” di collocare temporaneamente gli studenti in classi temporanee all’interno di moduli abitativi, elencato tra i fattori che hanno portato l’Amministrazione a escludere la possibilità di ristrutturare o rifare in loco le scuole, sarebbe stato limitato quindi a 4 anni al massimo, contro gli 8 anni presentati dall’Amministrazione durante l’incontro di marzo. Si sarebbe quindi potuto avere almeno le scuole primaria e secondaria del capoluogo ricostruite in loco con i massimi standard di sicurezza entro la fine di quest’anno. Quale sarà la reale copertura finanziaria dei nuovi bandi regionali e quali saranno le tempistiche effettive, non è dato saperlo e questo rende ancora più incerta la decantata convenienza di creare un nuovo polo scolastico.
I costi che non saranno coperti dai bandi saranno coperti da altri finanziamenti, anch’essi soggetti a incertezza, e da mutui accesi appositamente dal Comune e di cui non si può prevedere ad oggi la cifra, ma che di sicuro graveranno sul bilancio. L’incertezza è tale che si è anche valutata la possibilità di interrompere i lavori o di procedere per gradi lasciando indietro la costruzione dell’edificio della palestra, qualora i fondi regionali non fossero sufficienti.
I costi non sono l’unico problema, rimangono anche i problemi legati alla viabilità risolta con un senso unico che funzionerà sulla carta, ma le cui conseguenze sono incerte all’entrata e all’uscita degli alunni. Rimangono irrisolti l’impatto che il decentramento della scuola avrebbe sulla frazione di San Lorenzo e sull’organizzazione scolastica oltre che sulle attività del territorio e l’impatto anche economico della cementificazione sul turismo, soprattutto per i piccoli centri rurali come Peveragno che hanno nel paesaggio una delle loro più grandi ricchezze. Sono tutti temi che avrebbero dovuto essere affrontati per tempo con il coinvolgimento dei cittadini, delle famiglie, del personale scolastico, dei commercianti per trovare la scelta migliore alla luce delle necessità dei peveragnesi. Il progetto può ancora essere fermato e rivisto in un’ottica più condivisa per il bene di Peveragno e di tutti i peveragnesi. Pertanto rinnoviamo il nostro appello non solo a nome dei 710 firmatari della petizione del 2022, ma anche a nome dei molti peveragnesi che in questi quattro anni hanno manifestato le loro perplessità, non risolte nell’incontro con la popolazione.
Lettera firmata