CUNEO - A rischio la presenza degli allevatori negli alpeggi: “Non si può difendere il lupo e non i vitelli e le pecore”

A lanciare questo grido di allarme sono la Presidente e il Direttore di Coldiretti Cuneo

09/08/2017 08:29

Prendiamo atto del lavoro e dei numeri resi noti da “Life Wolf Alps” sulla presenza di lupi nella provincia di Cuneo, degli attacchi e delle conseguenze sugli allevamenti, ma c’è qualcosa che non torna se sono molti gli allevatori che pensano che la loro presenza negli alpeggi sia fortemente messa a rischio.  
A lanciare questo grido di allarme sono la Presidente e il Direttore di Coldiretti Cuneo, Delia Revelli e Tino Arosio. “Qualcosa non torna se, solo nell’ultimo periodo, abbiamo notizia di più di 20 attacchi e di circa 50 capi tra morti e dispersi tra bovini e ovini nelle sole valli Po e Varaita. Questi dati e i fatti più recenti dicono che il problema è ancora molto presente, nonostante gli sforzi che gli allevatori hanno compiuto negli anni per proteggere gli animali, attraverso la realizzazione delle recinzioni, la presenza costante di personale che segue le mandrie e le greggi, supportati dalla presenza dei cani, ecc. Gli allevatori pur di difendere vitelli e pecore si sono trasformati in esperti di logistica con grandissime difficoltà. Spostare le recinzioni di volta in volta seguendo gli animali al pascolo non è semplice, lasciare uomini a controllare senza sosta manze e pecore è praticamente impossibile e molto costoso, usare i cani capaci di contrastare i lupi rischia di essere pericoloso per gli escursionisti che passano sui sentieri”.
Difendersi dai lupi sta diventando ormai la prima preoccupazione degli allevatori che trascorrono giorno e notte, senza soluzione di continuità, a controllare le mandrie per paura dell’arrivo dei lupi. Come si può vivere così! Se non si interviene con misure preventive e strutturali allontanando i lupi dai pascoli, la vita negli alpeggi prima o poi finirà con una perdita per tutti. 
La difesa del lupo – aggiungono Revelli e Arosio - non può non andare di pari passo con la difesa di vitelli, manze e pecore e soprattutto non può portare come ultima irreversibile conseguenza all’abbandono degli alpeggi, lasciando che diventino terra di conquista solo per boschi impenetrabili e lupi e non luogo vivibile per gli allevatori e i cittadini”.

c.s.

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