Finiti i lavori del Pnrr, per la società cuneese dell’acqua è tempo di guardare a un futuro prossimo fatto di grandi investimenti. C’è un obiettivo prioritario, che è il contrasto ai fenomeni di intorbidimento delle acque provocati dal limo. L’incubo dei tecnici di Acda è il possibile ripetersi di quanto accadde nell’agosto 2024 alle sorgenti del Bandito. Un evento quasi inspiegabile che aveva provocato l’interruzione del servizio e stravolto i piani per l’adeguamento: tant’è che dall’idea di un trattamento della sabbia con i filtri, progetto per cui il finanziamento da 14,9 milioni era pronto nel 2023, si è passati a un intervento da 21,7 milioni che serviranno soprattutto per un nuovo impianto di microfiltrazione ad Andonno. “È cambiata la tipologia della falda sulla quale scorre l’acqua e questo crea il problema del deposito di limo” spiega il presidente di Acda Livio Quaranta. Un fenomeno collegato ai cambiamenti climatici e alla mutata tipologia di precipitazioni, secondo gli esperti, che temono possa verificarsi più spesso in futuro. La speranza di evitarlo passa per un acronimo impronunciabile, Pniissi: ovvero il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico che il governo ha finanziato con 957 milioni di euro, destinati in parte alle reti irrigue e in misura minore - circa 400 milioni - al servizio idrico. L’ammontare delle richieste da parte dei vari enti raggiungeva addirittura i 13,5 miliardi di euro. Tre anni per portare a termine i nuovi lavori Acda e Cogesi sono riuscite ad entrare nella partita, con l’adeguamento ai prezzi successivo l’importo arriva a 23,6 milioni. Per la microfiltrazione sono in preventivo 8 milioni e 350mila euro: il nuovo impianto tratterà 350 litri d’acqua al secondo, con serbatoi di accumulo per il lavaggio e il controlavaggio nel piano interrato. Il secondo lotto, da 1,8 milioni di euro, interesserà il risanamento del serbatoio alla Crocetta di Borgo San Dalmazzo, con una capacità di 5mila metri quadrati. Infine c’è il rifacimento di 11 chilometri di condotte su alcune direttrici della città di Cuneo, per 9 milioni e 350mila euro: le vie interessate sono via Crocetta, via Vecchia di Cuneo, corso Francia, viale Angeli e viale Mistral. “È un intervento importantissimo, un po’ di disagio sarà sicuramente ben ripagato rispetto al servizio” prevede l’assessore ai Lavori Pubblici Luca Serale. Anche Quaranta tiene a scusarsi a priori “per i disagi che questo creerà in città”: “Serve il rifacimento di tubature che hanno più di cent’anni”. La progettazione esecutiva è l’ultimo passaggio da espletare prima di arrivare alla gara d’appalto, entro marzo del 2027: il contratto va firmato entro il 30 giugno, dal primo luglio potranno partire i lavori che dovranno terminare entro il 30 giugno 2030. A settembre di quell’anno terminerà anche la fase di collaudo. “Ci saranno attività complementari i cui importi sono inferiori, ma che avranno una rilevanza strategica per il monitoraggio delle reti” fa sapere il direttore tecnico Fabio Monaco. Si tratta perlopiù dello sviluppo del telecontrollo e della rete virtuale, su cui molto si è già fatto con il Pnrr. Anche la riduzione delle perdite, oggi stimate intorno al 30%, è tra gli obiettivi: “Rispetto al livello già buono in cui siamo, confidiamo di scendere sotto il 30% e forse sotto al 25%. Un obiettivo raggiungibile realisticamente” dice il direttore generale Luca Ponta. Il Pnrr va in archivio (a tempo di record) Si chiude intanto il capitolo del Pnrr, ultimato a tempo di record in un anno: il finanziamento era arrivato nella terza e ultima finestra di ripescaggio, a ottobre 2024. “Abbiamo iniziato a lavorare ad aprile 2025 e siamo arrivati al 30 aprile 2026 avendo terminato tutti i lavori e servizi” sottolinea il responsabile degli appalti. In questo frangente, aggiunge Monaco, “per quanto riguarda Cuneo abbiamo realizzato cinque distretti su 400 km di rete con 21 misuratori di portata e riduttori di pressione. Abbiamo sostituto 7.500 metri di condotte e riparato oltre 300 perdite, installando 9300 contatori smart”. Grazie a questi nuovi contatori, ora Acda è in grado di ottenere ogni anno 150 milioni di letture: “Un incremento esponenziale di dati che permette di intervenire dove e quando serve”. “Spesso - conclude l’ingegnere - pensiamo che le opere pubbliche più importanti siano quelle che si vedono di più: nel nostro caso sono quelle che stanno sotto i piedi e che non si vedono nelle fotografie, ma che sono strategiche perché permettono a tutto il resto di funzionare”.