Il Comune di Dronero accoglie con entusiasmo e piena convinzione la candidatura ufficiale di Cuneo a sede dell'Adunata Nazionale degli Alpini per il 2030, anno in cui verrà celebrato il 95° anniversario della Divisione Alpina Cuneense. La disponibilità di Dronero a sostenere questo percorso è totale e incondizionata. Per Dronero non si tratta di un semplice atto di solidarietà istituzionale: si tratta di qualcosa che appartiene all'identità più profonda di questa città e delle sue genti. "Dronero è stata sede del Battaglione Alpini "Dronero", inquadrato nel 2° Reggimento Alpini della Divisione Cuneense. La storia del Battaglione Alpini "Dronero" non è soltanto nei libri: è nelle pietre di questa città, nella Caserma Beltricco che ne ha ospitato gli alpini per decenni, nella piazza che ancora oggi porta il nome del Battaglione. Quando si parla di rendere onore alla Cuneense e ai suoi Caduti, Dronero non può che rispondere presente con tutto ciò che ha e con tutto ciò che è. Saremo al fianco di Cuneo e delle sezioni della Granda in ogni fase di questo percorso", commenta il sindaco di Dronero Mauro Astesano. Un legame quello di Dronero con gli Alpini segnato anche da un sacrificio immenso. Il 31 luglio 1942, il Battaglione "Dronero" partì in ferrovia per la Russia, raggiungendo il fronte del Don il 26 settembre, schierato con i reparti della Cuneense su un fronte di circa 30 chilometri. Quando nel gennaio 1943, dopo l'offensiva sovietica, la Divisione fu travolta e decimata, fu proprio il Battaglione "Dronero", l'unico ancora relativamente intatto, a guidare la disperata colonna di ripiegamento. Di tutta la Divisione Cuneense tornarono in Italia soltanto 1.300 uomini; del 2° Reggimento Alpini, appena 3 ufficiali, 10 sottufficiali e 195 tra graduati e alpini. È per questa storia, di valore, di sacrificio e di dolore, che il 95° anniversario della Divisione Cuneense non può essere solo una ricorrenza: deve essere un atto di memoria collettiva e di riconoscenza che tutta la Granda e quindi Dronero devono a quei ragazzi che non tornarono. "Chi ha indossato il cappello alpino porta con sé qualcosa che non finisce con il congedo: porta il peso di ciò che quei giovani hanno affrontato sul Don e il dovere di non lasciare che venga dimenticato. L'Adunata del 2030 a Cuneo sarebbe per me, per Dronero e per tutti i suoi cittadini un momento di grande significato, una celebrazione che ci appartiene nel profondo. E Dronero vuole esserci da protagonista", così il vicesindaco Mauro Arnaudo. L'Amministrazione comunale seguirà con attenzione e partecipazione attiva le prossime tappe del percorso di candidatura e si mette fin d'ora a disposizione della Sezione ANA di Cuneo e del Comitato Organizzatore per contribuire concretamente alla riuscita di un evento che, per storia e per valori, va ben oltre la celebrazione: l'Adunata porta con sé la memoria dei Caduti, la forza del volontariato, la presenza concreta degli alpini accanto alle comunità nei momenti più difficili. Tutto ciò che gli alpini sono stati, e continuano ad essere, ogni giorno.