CUNEO - Affidata la gestione dell'acqua ad un'unica società, consortile e pubblica

Approvato ieri in Provincia, dopo anni di discussioni, l’affidamento trentennale alla Cogesi di tutto il ciclo idrico

28/03/2019 12:34

L’Autorità  d’ambito dell’acqua (Ato) della provincia di Cuneo ha approvato mercoledì 27 marzo l’affidamento trentennale della gestione dell’acqua a una società unica, in house e pubblica che si occuperà di tutto il ciclo idrico, dalla captazione alla distribuzione e  fino allo smaltimento delle acque per 247 Comuni, pari a quasi 600 mila abitanti, 70 mila imprese, su tutto il territorio  della Granda. Un  passaggio  importante che mette fine ad anni di discussioni, spaccature e ricorsi ancora pendenti.
 
L’affidamento  è stato assegnato alla società consortile Co.ge.si.,  raggruppamento delle quattro società pubbliche presenti fino ad oggi: Acda (raggruppa 104 Comuni compreso Cuneo e copre la metà del territorio provinciale), Calso, Sisi e Infernotto Acque. Dal 1° luglio  2019 saranno 153 i Comuni che passeranno a gestione pubblica e poi, a fasi successive ed entro il 2021, entreranno a far parte della società anche tutti gli altri Comuni.
 
Alla Conferenza d’Ambito, che si è svolta in Provincia a Cuneo sotto la guida della presidente Bruna Sibille, erano presenti 22 rappresentanti dei territori e Unioni montane. Per la Provincia c’era il consigliere provinciale delegato Giorgio Lerda. Dopo due ore di dibattito la delibera è stata approvata con il 76,41% dei votanti, contrari Monregalese e Roero oltre alle Unioni montane del Mondolè e Montis Regalis, astenuto il Saviglianese. L’affidamento alla Cogesi includerà  tutta  la  provincia escluso per ora il  Monregalese,  la cui scadenza è nel 2021. La situazione più complessa riguarda le zone di Savigliano, Saluzzo e Fossano dove c’è la società mista Alpiacque: entro luglio si deve valutare se trasformarla in società pubblica o liquidarla.
 
In questi ultimi mesi ci sono stati cinque ricorsi, presentati da Comuni e società private, al Tribunale superiore delle acque pubbliche di Roma e al Tar Piemonte, ma non è mai  stata  ottenuta  la  so-spensiva dei provvedimenti dell’Autorità d’ambito. Quello dell’acqua è un settore strategico, con un fatturato di 80 milioni di euro all’anno in cui gli investimenti (acquedotto ha 10 mila km di rete) sono ripagati dalla bolletta di famiglie e imprese. Il piano d’ambito prevede ricavi per 2,4 miliardi di euro fino al 2048 ed investimenti per 722 milioni di euro, il doppio rispetto al passato.


c.s.

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