CUNEO - Agromafie, in Coldiretti a Cuneo il "summit della legalità": "La dignità del lavoro non si negozia"

Mondo produttivo, associazioni e istituzioni a confronto nel convegno organizzato in collaborazione con l’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare

26/02/2026 14:14

Le agromafie hanno assunto una dimensione sempre più internazionale, con collegamenti strutturati a livello europeo e sovranazionale. A fronte di una presenza diffusa delle infiltrazioni criminali in diversi Paesi, emergono però forti differenze nella capacità di rilevazione e contrasto, infatti in molti contesti mancano strumenti normativi e apparati investigativi dedicati, con il rischio che condotte riconducibili alle agromafie non vengano riconosciute come tali. È uno dei passaggi centrali emersi nel corso del convegno “Coltivare legalità: contrastare le minacce e promuovere le buone pratiche”, promosso da Coldiretti Cuneo e dall’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, con il contributo della Camera di Commercio di Cuneo. L’evento, ospitato nella sede provinciale di Coldiretti, ha posto particolare attenzione alla direttiva europea contro le pratiche commerciali sleali e al fenomeno del caporalato. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Patrizia Manassero, Sindaca di Cuneo, Luca Crosetto, Presidente della Camera di Commercio di Cuneo, Luca Robaldo, Presidente della Provincia di Cuneo e Mariano Savastano, Prefetto di Cuneo. È stato inoltre trasmesso un contributo video del magistrato Gian Carlo Caselli, Presidente del Comitato scientifico della Fondazione Osservatorio Agromafie. Nel corso della mattinata, moderata da Massimo Mathis, Direttore de La Stampa edizione Cuneo, sono intervenuti Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo, che ha illustrato il quadro economico della provincia. Stefano Liberti, giornalista di inchiesta, che ha approfondito le minacce per il patrimonio agroalimentare con focus su caporalato e pratiche commerciali sleali. Filippo Dispenza, già Prefetto e componente del Comitato scientifico della Fondazione Osservatorio Agromafie, che ha delineato le strategie di legalità nel settore. Maria Grazia Piangerelli, Dirigente dell’Ufficio ICQRF Nord Ovest, che ha illustrato il ruolo dell’Ispettorato nella tutela delle pratiche commerciali leali. Il Colonnello Andrea Alba, Comandante provinciale della Guardia di Finanza di Cuneo e il Tenente Colonnello Raffaello Ciliento, Comandante dei Carabinieri per la Tutela Agroalimentare Italia Nord Ovest, che hanno approfondito l’attività di contrasto agli illeciti nel comparto agroalimentare e alcune operazioni condotte sul territorio. Dal Rapporto della Fondazione Osservatorio Agromafie è emerso come le infiltrazioni non si limitino ai campi, ma attraversino l’intera filiera agroalimentare, quali mercati all’ingrosso, trasporti, piattaforme logistiche, assumendo una dimensione sistemica che penalizza le imprese che operano nel rispetto delle regole. Le nuove forme di caporalato risultano oggi più sofisticate e meno visibili rispetto al passato, con modalità operative che rendono più complessa l’attività di controllo. “Il confronto di oggi conferma che il fenomeno si evolve rapidamente e richiede strumenti altrettanto evoluti - ha sottolineato Enrico Nada, presidente provinciale di Coldiretti Cuneo -. Occorre prevenire, rafforzare i controlli lungo tutta la filiera e garantire condizioni di concorrenza leale. Le imprese agricole non possono essere lasciate sole di fronte a chi altera il mercato comprimendo i costi del lavoro e aggirando le normative, fenomeno che danneggia anche loro”. “Il tema di oggi ci ricorda che la legalità non è soltanto un principio etico, ma anche uno strumento essenziale per valorizzare e difendere il nostro settore agroalimentare - commenta Gian Carlo Caselli, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Osservatorio Agromafie -. La legalità ci conviene, ci fa del bene. Nel contrasto alle agromafie è essenziale che istituzioni e produttori operino in sinergia per garantire che le leggi siano rispettate e applicate”. “Un titolo davvero azzeccato quello del convegno al quale ho partecipato oggi, perché la legalità non va soltanto scritta nelle leggi, è necessario praticarla quotidianamente. I primi a doverlo fare siamo noi istituzioni, ma a seguire tutti i cittadini e tutte le imprese. Da giornate come questa, nascono spunti di riflessione e proposte che i tavoli competenti, presso il mio ufficio e presso le altre amministrazioni ed enti, potranno valutare e tradurre in azioni concrete”, evidenzia il prefetto di Cuneo Mariano Savastano. “Una bellissima mattinata di attenzione al mondo agricolo da parte di autorità militari e civili e ospiti di altissimo livello - sottolinea Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo -. La legalità si difende senza sconti e la dignità del lavoro non si negozia. L’agricoltura cuneese è fatta di famiglie, imprese responsabili e collaborazione istituzionale. Ed è su questo patrimonio che dobbiamo continuare a costruire il nostro futuro”.

c.s.