CUNEO - È allarme per i fiumi in secca: “A inizio luglio siamo già in emergenza idrica”

“La siccità di quest’anno è peggiore di quella storica del 2017” avverte Giorgio Bergesio, presidente dell’associazione che riunisce i consorzi irrigui cuneesi

03/07/2021 15:41

 
“Subito un tavolo di lavoro permanente per affrontare la sempre più grave emergenza idrica e supportare gli agricoltori in sofferenza”. A chiederlo, con una lettera al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e al presidente della Provincia di Cuneo, Federico Borgna, è il presidente dell’associazione “Acque Irrigue Cuneesi” Giorgio Maria Bergesio.
 
L’associazione raggruppa i 18 consorzi irrigui comprensoriali di secondo grado della provincia di Cuneo, che racchiudono oltre 300 consorzi di primo grado, per un totale di circa 55.000 utenti ed una superficie irrigua pari a 113.000 ettari. Il presidente Bergesio, a nome di tutti i consorzi irrigui cuneesi e degli utenti, dichiara: “Tutti i consorzi di irrigazione stanno segnalando quotidianamente gravi problemi di derivazione delle acque dei fiumi. Purtroppo già ad inizio luglio sono in piena emergenza idrica, con le portate dei fiumi ai minimi storici”.
 
Portate in calo fino a - 40% ed una carenza idrica su diverse zone del Distretto Padano: è la fotografia di questo torrido mese di giugno sul Bacino del Po, con il Grande Fiume a non essere il solo in sofferenza. L’Autorità Distrettuale del Po rileva infatti come anche i sottobacini patiscano le elevate temperature delle scorse settimane, con massime di 32-34 gradi, tra 1 e 3 gradi superiori al clima degli ultimi 20 anni e locali punte giornaliere a 35-36 gradi. In Piemonte sono diverse le zone maggiormente colpite da siccità: il Biellese, l’Astigiano e tutto il Cuneese, oltre alla città di Torino.
 
“Un esempio - spiega Bergesio - è la falda acquifera dei Paschi di Beinette, al di sotto di ben quattro metri rispetto al livello del 2017. Questo dimostra che la siccità di quest'anno è ben peggiore di quella storica a noi più vicina, l’estate 2017”. Una situazione di stress idrico che è anche il risultato di scelte errate fatte in passato, sostiene l'associazione, prima fra tutte la mancata realizzazione di invasi nelle montagne che circondano la provincia di Cuneo.
 
Il presidente Bergesio sottolinea: “La preoccupazione, dei nostri utenti, è quella di poter salvare i raccolti delle aziende agricole che vivono con l'acqua irrigua portata dalla rete di canali esistenti nel Cuneese fin dal 1400. Questa situazione preannuncia una lunga estate torrida”. “Per questi motivi - aggiunge - Acque lrrigue Cuneesi chiede alla Regione Piemonte e alla Provincia di Cuneo di intervenire repentinamente mediante l'istituzione di un Tavolo di Lavoro permanente sull'emergenza ldrica che permetta una gestione oculata grazie all'impiego dei quantitativi via via disponibili in modo da garantire una corretta gestione della risorsa idrica per il mondo agricolo”.
 
Bergesio conclude: “Presumiamo che, persistendo la siccità, gli organi preposti dello Stato dovranno dichiarare lo stato di calamità per poter attingere ad un ristoro per la perdita delle colture. Occorre che il tavolo sull’emerqenza ldrica venga istituito al più presto e coordini da subito la gestione dell’emergenza e le possibili azioni al fine di evitare pesanti ricadute su tutta la produzione agricola prevedendo fin d'ora indennizzi economici che possano essere erogati agli agricoltori, a parziale risarcimento del danno subito che dalle previsione meteorologiche sembra assumere valori esponenziali”.

c.s.

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