CUNEO - Avvocati in sciopero per una settimana contro la riforma della prescrizione

Anche a Cuneo le toghe si asterranno dalle udienze fino al 6 dicembre. Nel mirino la norma voluta dai 5 Stelle: ‘È un errore, avremo processi infiniti’

Andrea Cascioli 02/12/2019 15:29

Non si arresta la levata di scudi degli avvocati contro l’imminente riforma della prescrizione, contenuta nella legge ‘Spazzacorrotti’. Dopo l'astensione dalle udienze indetta dall’8 al 12 luglio scorso, l’Unione delle Camere Penali ha proclamato una nuova settimana di ‘sciopero’ fino al 6 dicembre.
 
Anche a Cuneo l’adesione si annuncia massiccia e si prevede il rinvio di decine di processi. Al centro della protesta c’è la norma che impone lo stop alla prescrizione dopo la sentenza di primo grado, sia essa di condanna o di assoluzione. Una novità fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle e approvata lo scorso anno dal governo gialloverde, che entrerà in vigore a partire dal prossimo 1 gennaio.
 
La riforma trova però l’opposizione di tutte le altre forze politiche, compresi gli attuali alleati di governo dei grillini che invocano a gran voce una proroga. Ieri sera Matteo Renzi, ospite di ‘Non è l’Arena’ su La7, ha detto di vedere con favore la proposta di legge formulata dal forzista monregalese Enrico Costa per abrogare la norma ‘blocca prescrizioni’: il ddl verrà presentato in parlamento domani, martedì 3 dicembre, e potrebbe trattarsi di un grosso banco di prova per il governo nel caso in cui Pd e Italia Viva puntino davvero a un’intesa con il centrodestra per isolare il M5S.
 
L’avvocato Dora Bissoni, presidente della sezione di Cuneo della Camera Penale ‘Vittorio Chiusano’ del Piemonte occidentale, vede nella legge varata dal ministro Bonafede un pericolo per i principi del giusto processo: “Lo stop alle prescrizioni determinerà un allungamento indefinito dei tempi processuali, a prescindere dalla gravità delle imputazioni. Con un effetto paradossale, perché rischiano di beneficiarne proprio i delinquenti abituali che vedranno sfumare l’eventualità di una condanna definitiva”.
 
All’opposto chi si trova imputato per reati lievi potrebbe trovarsi sotto processo per troppi anni, con le limitazioni che ne derivano come ad esempio il divieto di partecipare a concorsi e gare pubbliche: “È un danno anche per le persone offese, perché passerà un tempo sempre più lungo prima che possano ricevere il risarcimento che gli è dovuto”. Bisognerebbe inoltre sfatare la persistente credenza che i principali colpevoli delle lungaggini della giustizia siano i difensori degli imputati, aggiunge l’avvocato Bissoni, osservando come “dai dati emerge che oltre il 70% delle prescrizioni non maturano durante il processo ma nel corso delle indagini preliminari, cioè proprio nella fase in cui i legali non possono intervenire”.
 
Oltre ad astenersi dalle udienze, alcuni avvocati cuneesi esprimeranno la loro adesione alla protesta partecipando insieme ai colleghi di tutta Italia all’inedita ‘maratona oratoria’ indetta davanti alla sede della Corte di Cassazione a Roma.

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