Riceviamo e pubblichiamo.
Anaao Assomed è fortemente critica rispetto all’ingresso di Azienda Zero nella multiservizi Amos. In questi anni, per la gestione del 118 ma anche rispetto per esempio alle gare centralizzate, Azienda Zero si è rivelata un fallimento. Vale poco dire che l’avevamo detto. E scritto.
Per quanto riguarda il coordinamento del servizio di emergenza 118, Azienda Zero ha dimostrato essere un inutile carrozzone burocratico: pagamenti delle prestazioni aggiuntive differenti tra le aziende, tassazione da una parte agevolata e dall’ altra ordinaria, dirigenti medici e infermieri dipendenti che dovrebbero passare dalle ASL/AO ad Azienda Zero, forse si, forse no e comunque vanno dove vanno gli arredi (come disse Schael).
In questo contesto, l’operazione Amos ci obbliga a chiedere: se Azienda Zero non è riuscita a garantire efficienza, uniformità e chiarezza nella gestione diretta di funzioni strategiche come il 118, con quale credibilità oggi si propone come perno di un’ulteriore esternalizzazione di servizi attraverso una multiservizi?
In una situazione dove la sanità pubblica piemontese è in carenza di personale e con i conti in rosso, si pensa di farsi “salvare” da Amos, cioè con tanti servizi a basso costo, esternalizzati da Asl e ospedali. Ma così si apre la strada a un utilizzo sempre più ampio di strutture multiservizi per funzioni che dovrebbero essere svolte da personale sanitario pubblico, con il rischio di indebolire i contratti, frammentare le responsabilità e la verifica della qualità dei servizi offerti e ridurre le garanzie professionali.
Nel 2013, con l’allora Segretario Regionale Dott. Gabriele Gallone, Anaao aveva denunciato i pericolosi intrecci e i conflitti di interessi di Amos, le assunzioni facili e altre “sdrucciolevoli” adiacenze tra questa società con molti tentacoli, benedetta dall’allora Direttore Moirano, e la sanità pubblica.
A nostro parere, il giudizio negativo della Corte dei Conti, che vigila sul corretto utilizzo dei nostri soldi, dovrebbe bloccare l’operazione, che invece procede come se nulla fosse. Cosa dice la Corte dei Conti? La Corte dei Conti rileva gravi carenze motivazionali sulla necessità della partecipazione societaria rispetto ad alternative organizzative (gara, affidamento esterno).
Risulta poi insufficiente l’analisi di sostenibilità finanziaria, mancando una valutazione completa dei costi, dei rischi e dell’impatto sul bilancio di Azienda Zero. Infine, è giudicata debole anche la comparazione con il mercato, poiché non dimostrato che il modello “in house” garantisca maggiore efficienza, economicità ed efficacia rispetto alle soluzioni concorrenziali. Ma nonostante ciò si procede. Esternalizziamo perché non siamo capaci a gestire o per altri interessi?
In sintesi: cui prodest?
Dottoressa Chiara Rivetti
Segretaria Regionale Anaao Assomed Piemonte