Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Nicolò Musso, segretario cittadino di Azione Cuneo e Giacomo Prandi, segretario provinciale di Azione Cuneo sugli interventi di riqualificazione che ritengono necessari all’interno del capoluogo della Granda: "In merito alla proposta avanzata da Vincenzo Pellegrino sulla riqualificazione della città, riteniamo che ogni intervento volto a rendere Cuneo più curata, moderna e vivibile sia positivo e meriti attenzione. Investire nella qualità degli spazi urbani significa migliorare la vita quotidiana dei cittadini ed è un obiettivo che condividiamo. Ma dobbiamo avere il coraggio di dire una verità: la riqualificazione è necessaria, ma da sola non basta. Per costruire il futuro di Cuneo, riqualificazione e sviluppo devono andare di pari passo: una città cresce quando, oltre a migliorare i propri spazi, crea opportunità, attrae investimenti e offre servizi sempre più qualificati. Se vogliamo che Cuneo possa competere con città come Novara o Alessandria, raggiungendo una dimensione di almeno 75.000 abitanti e diventando un vero polo attrattivo del Piemonte, serve una visione di sviluppo concreta, pragmatica e di lungo periodo. Una città cresce quando crea opportunità, non soltanto quando rifà piazze e marciapiedi. Negli ultimi decenni il Cuneese ha pagato un prezzo altissimo per la mancanza di infrastrutture strategiche. L’autostrada Asti-Cuneo è arrivata a completamento soltanto dopo oltre trent’anni di attesa, un ritardo che ha penalizzato imprese, lavoratori e competitività del territorio. A questo si aggiunge il collegamento internazionale del Colle di Tenda, ancora lontano dall’essere pienamente operativo, con ripercussioni sui rapporti economici e turistici con la Francia. Eppure, proprio in questo contesto, gli imprenditori cuneesi hanno dimostrato una straordinaria capacità di competere. Nonostante collegamenti insufficienti e ritardi infrastrutturali, il sistema produttivo della provincia ha continuato a crescere sui mercati internazionali. Nel 2024 l’export della provincia di Cuneo ha superato gli 11 miliardi di euro, registrando una crescita del 5,2% rispetto all’anno precedente, in netta controtendenza rispetto al dato regionale (-4,9%) e a quello nazionale (-0,4%). I principali motori delle esportazioni sono stati l’agroalimentare, la meccanica, la gomma- plastica e i mezzi di trasporto, confermando la solidità e la capacità innovativa del nostro tessuto imprenditoriale. Questo dimostra che le imprese del Cuneese non chiedono assistenza: chiedono di poter competere ad armi pari. Immaginiamo quali risultati potrebbero raggiungere se potessero contare su infrastrutture moderne, collegamenti efficienti con il resto d’Italia e dell’Europa e una strategia di sviluppo finalmente all’altezza delle loro capacità. Ma le infrastrutture sono solo il punto di partenza. Serve una strategia che favorisca l’insediamento di medie imprese innovative e manifatturiere ad alto valore aggiunto, come avvenuto in territori che hanno saputo crescere puntando su poli industriali moderni, logistica, meccanica avanzata, agroalimentare e tecnologie ambientali. Occorre creare aree produttive realmente attrattive, con procedure autorizzative rapide, collegamenti efficienti, fibra ottica diffusa e disponibilità energetica competitiva. Parallelamente bisogna investire nei servizi che rendono una città attrattiva per famiglie, giovani e professionisti: