CUNEO - Bivacchi al Movicentro, il tema torna in Consiglio comunale. ''Situazione disumana e intollerabile''

Secondo il consigliere Sturlese il problema persiste (in misura ridotta) anche in inverno: "Quali iniziative per contrastare il fenomeno?''

s.m. 04/02/2021 09:09

Il dibattito della scorsa estate è stato monopolizzato dal Movicentro. In molti ricorderanno le polemiche che si sono susseguite dopo l’emissione - da parte del sindaco di Cuneo - di un’ordinanza antibivacco e le scintille tra alcune associazioni del terzo settore e l’ex Questore Emanuele Ricifari. Il bivacco di decine di persone nell’area tra la stazione e l’ospedale rappresenta un pericolo sanitario e, secondo l’opinione di alcuni, anche un problema di ordine pubblico.

Prima che la problematica torni alla ribalta delle cronache con l’inizio della stagione della frutta, il consigliere di Cuneo per i Beni Comuni Ugo Sturlese ha deciso di presentare un’interrogazione per chiedere al Sindaco e alla Giunta quali iniziative sono intenzionati ad assumere o hanno già assunto per “contrastare il fenomeno in atto onde garantire la salute degli interessati e porre fine ad una situazione disumana e intollerabile che contraddice il senso di solidarietà e accoglienza della città e dei suoi abitanti”.

Secondo il leader della sinistra cittadina anche quest’anno si ripeterà quanto già visto nel 2020. “L’aumento del numero dei migranti, per lo più lavoratori del settore orto-frutticolo, nuovamente metterà in crisi le strutture di accoglienza pubbliche e private anche nella loro configurazione più estesa (come avvenuto lo scorso anno malgrado la sistemazione di un  tendone da 20 posti nella sede CRI) e si renderà indispensabile la disponibilità di nuove strutture fisse e/o di moduli ad utilizzo temporaneo, così come occorrerà preventivamente attraverso il tavolo istituzionale incrementare le forme di accoglienza da parte dei datori di lavoro”.
 
Da parte dell’ex primario del Santa Croce di Cuneo anche un riferimento a chi non vuole saperne di strutture di accoglienza e affini. “Quali iniziative si intendono assumere  nei riguardi dei soggetti marginali che (per scelta, per paura di essere rimpatriati, per diffidenza o per ignoranza) non usufruiscono dei servizi ad essi preposti? Trattandosi di soggetti vulnerabili e a rischio devianza, non si ritiene utile pensare alla loro presa in carico da parte di un’apposita équipe multi disciplinare in grado di rispondere ai bisogni complessi da essi manifestati?”.

Dalle informazioni in possesso di Sturlese risulta che, anche nel periodo invernale in corso, in cui si registrano temperatura notturne ben al di sotto dello zero, una quindicina di stranieri senza fissa dimora hanno continuato a utilizzare come riparo per la notte i locali della cosiddetta ‘Casa del Diavolo’, nei pressi del deposito ferroviario di Cuneo. “Almeno fino a 12 giorni fa - spiega - quando sarebbero stati allontanati dall’edificio dalle forze dell’ordine”. Altre persone (circa 8) continuerebbero a pernottare nel portico del Movicentro.

“Nei confronti di questi soggetti non sono state adottate strategie e azioni di accoglienza finalizzate a garantire loro un ricovero sicuro e attrezzato, al riparo dalle intemperie e dai rigori invernali, né altri interventi di tipo socio assistenziale per rispondere ai bisogni complessi che la loro condizione sociale, economica e psicologica manifesta”, conclude. Nel prossimo Consiglio comunale, in programma il 22-23 febbraio, le risposte dell’amministrazione.

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