CUNEO - Caldo e sovraffollamento nelle carceri piemontesi: “Cirio dichiari subito lo stato di emergenza”

Le consigliere regionali di Avs Marro e Ravinale chiedono di convocare con urgenza una cabina di crisi: “Piena trasparenza sui fondi statali già distribuiti”

14/07/2026 08:47

Le consigliere regionali di Alleanza Verdi Sinistra Giulia Marro e Alice Ravinale sono intervenute con una nuova interrogazione sul tema del sovraffollamento e del caldo nelle carceri piemontesi: “Il presidente Alberto Cirio dichiari immediatamente lo stato di emergenza regionale per la situazione di emergenza dovuta all’ondata di calore nelle carceri piemontesi, utilizzando la norma approvata nelle scorse settimane e attivi un piano straordinario a tutela delle persone detenute e di chi lavora nelle carceri”. La richiesta è stata avanzata anche per avere evidenza dell’utilizzo dei fondi arrivati da Roma. “Nelle tredici carceri piemontesi sono ospitate circa 4.500 persone, a fronte di una capienza regolamentare di 3.900 posti. Il caldo si abbatte su strutture sovraffollate, spesso prive di un adeguato isolamento termico, con celle senza doccia, ventilazione insufficiente e cortili in cemento scarsamente ombreggiati. Nelle stesse condizioni lavorano per ore agenti della Polizia penitenziaria, operatori sanitari, educatori e personale amministrativo”. Marro e Ravinale chiedono la convocazione urgente di una cabina di crisi alla quale partecipino Regione Piemonte, aziende sanitarie, Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria, direzioni degli istituti, Garanti delle persone private della libertà e rappresentanze del personale. “La Regione ha competenze dirette sulla sanità penitenziaria e ha già attivato strumenti per proteggere la popolazione fragile dagli effetti del caldo. Le persone recluse e i lavoratori nelle carceri devono essere inclusi immediatamente in questi interventi. Servono distribuzione continua di acqua fresca, maggiore accesso alle docce, ventilatori e apparecchiature refrigeranti adeguate, rimodulazione delle attività nelle ore meno calde, controlli sanitari sulle persone più fragili e spazi di riposo salubri per il personale”. Il Ministero della Giustizia ha comunicato di avere già distribuito ai Provveditorati regionali circa 800.000 euro per l’acquisto di frigoriferi, pozzetti refrigerati e ventilatori. “Cirio chieda immediatamente al Provveditorato e renda pubblico quanto è stato assegnato al Piemonte, che cosa è stato acquistato, dove sono state consegnate le dotazioni e quali carceri ne sono ancora prive. Troppo spesso persino un ventilatore è dipeso dalle famiglie, dalle associazioni o dalla generosità di enti religiosi e fondazioni. Nel 2024, al Lorusso e Cutugno di Torino, 80 ventilatori arrivarono grazie a una donazione della CEI. La Caritas Diocesana di Alessandria ha donato ventilatori al carcere Don Soria, a quello di Cuneo pochi giorni fa ne sono stati consegnati 40 grazie al Banco Azzoaglio. Questi gesti di fondamentale solidarietà però non possono essere la prassi, una dotazione essenziale non può continuare a essere affidata alla beneficenza”. “Da oggi Cirio non può sostenere di non conoscere il rischio. La Regione ha competenze dirette sulla tutela sanitaria delle persone detenute e dispone di strumenti per coordinare una risposta straordinaria. Le celle sovraffollate stanno diventando forni e i reparti penitenziari luoghi di lavoro insalubri. Ogni giorno di inerzia espone persone detenute e lavoratori a rischi sanitari e di sicurezza. Il presidente Cirio ha oggi uno strumento regionale appena approvato: lo utilizzi e assuma la responsabilità di coordinare una risposta immediata”.

c.s.