CUNEO - Caro Energia, parla Cirio: "L'Europa è in ritardo, l'intervento non è più rimandabile"

L’appello da Praga dove è in corso un incontro del Comitato europeo delle Regioni in occasione della presidenza ceca del Consiglio dell’Ue

Redazione 16/09/2022 13:44

Lo scorporo del costo dell’energia è un segnale, ma non basta. Servono un tetto al prezzo del gas e fondi europei per sostenere le imprese, che senza un sostegno concreto rischiano lo stop di ogni attività.
 
È l’appello che i Presidenti di Piemonte, Alberto Cirio, e Abruzzo, Marco Marsilio, lanciano da Praga, dove è in corso un incontro del Comitato europeo delle Regioni in occasione del semestre di presidenza del Consiglio dell’Ue da parte della Repubblica Ceca.
 
Focus dell’incontro, a cui sta prendendo parte anche il Coordinatore delle Città dell’Ucraina, è la grave situazione che il conflitto bellico sta causando alla popolazione ucraina e le conseguenze sull’equilibrio economico e sociale dell’Unione europea.
 
Il Presidente del Piemonte, nel suo ruolo di capo della delegazione italiana del Comitato delle Regioni, e il governatore dell’Abruzzo, presidente del Gruppo conservatori e riformisti europei del CdR, hanno espresso la loro vicinanza e solidarietà alla popolazione ucraina, la prima a pagare il prezzo più alto dell’aggressione russa.
 
I governatori hanno anche sottolineato come il protrarsi del conflitto stia avendo un pesante impatto sull’equilibrio economico dei Paesi europei e la necessità di un intervento urgente da parte della Commissione Ue, che su questo tema ha però un ritardo ormai insostenibile.
 
"L’intervento sul caro energia - spiega Cirio -, non è più rimandabile. Il Premier italiano già a marzo ne aveva segnalato l’urgenza alla Commissione europea. Da allora l’Europa non ha ancora dato risposte concrete. Il disaccoppiamento del costo dell’energia è sicuramente un segnale, ma non è sufficiente. È necessario intervenire direttamente con i fondi europei. Serve un nuovo Recovery, allentando anche le maglie stringenti delle risorse già in pancia alle Regioni, affinché possano essere destinate immediatamente ad aziende e imprese, che altrimenti rischiano di fallire. Così come non è pensabile lasciare sole le famiglie ad affrontare l’inverno in questa situazione".

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