CUNEO - Cathy La Torre a Cuneo per celebrare la Resistenza: "Se ci toccano la Costituzione, ci incazziamo"

L'avvocata e attivista ha dedicato la sua orazione al ruolo delle donne nella Liberazione: "Ottant'anni dopo la nascita della Repubblica siamo di nuovo davanti a uno stesso bivio"

Andrea Dalmasso 25/04/2026 07:00

Noi non siamo nati in un Paese libero, siamo nati in un Paese liberato. Chi non accetta questo non è degno di stare dentro la nostra democrazia. Chi detesta la nostra Costituzione, lo fa perché l'unica forza esclusa dalla scrittura di quel testo fu quella fascista. Ecco perché non la considerano la loro Costituzione. La disprezzano in mille modi diversi, e lo abbiamo visto”. Con queste parole, le più applaudite, Cathy La Torre ha chiuso il suo discorso ieri sera, venerdì 24 aprile, di fronte al monumento del Parco della Resistenza. All’avvocata e attivista è affidata dal Comune di Cuneo, quest’anno, l’orazione ufficiale delle celebrazioni per la Festa della Liberazione.  Un intervento, quello tenuto di fronte a diverse centinaia di persone, dedicato al tema della donne impegnate prima nella Resistenza e poi nella stesura della Costituzione, con particolare spazio per le ventuno (su 556) che entrarono nel primo Parlamento della Repubblica Italiana. Ad aprire la serata era stato il direttore dell’Istituto Storico della Resistenza Gigi Garelli, seguito dalla sindaca Patrizia Manassero: “Oggi siamo qui per rinnovare e mantenere l'impegno di chi, combattendo qui e nelle nostre valli, ci diede la democrazia e la libertà. Questa è la festa dell'Italia tutta. Oggi soffiano di nuovo venti di guerra, ma noi non abbiamo la cultura della guerra: noi vogliamo la pace. Si fermino questi conflitti che ci stanno facendo diventare tutti più poveri, un dramma per chi è già fragile”. Poi gli interventi del presidente provinciale dell’Anpi Paolo Allemano e di Claudia Bergia, referente dell’associazione Ignazio Vian, prima dell’orazione ufficiale, che La Torre ha aperto citando Umberto Eco: “Lui diceva che quando il fascismo tornerà, non dirà ‘sono il fascismo’, dirà ‘sono la libertà’. O un decreto sicurezza, fate voi”, ha detto l’avvocata e attivista, con riferimento alle nuove leggi approvate in questi giorni. L'orazione di Cathy La Torre Tanti i riferimenti all’attualità e al recente referendum sulla giustizia (“Anche al Governo hanno capito che la Costituzione non ce la devono toccare, perché se ce la toccano ci incazziamo”), ma l’orazione, come detto, è stata dedicata in particolare al ruolo delle donne negli anni della Resistenza e in quelli immediatamente successivi: “Furono 35 mila le partigiane combattenti riconosciute, 70 mila quelle organizzate in gruppi di difesa della donna, oltre 400 mila quelle arrestate e torturate, 200 mila quelle fucilate, impiccate e cadute in combattimento: solo 19 di loro divennero medaglia d’oro al valore militare. E poi c’erano le staffette, a cui era affidato quel ruolo perchè per i fascisti, come oggi, le donne erano invisibili”. La Torre ha citato i nomi di alcune donne protagoniste di quegli anni: in primis le parlamentari, ma non solo: da Nilde Iotti a Lidia Beccaria Rolfi, da Irma Bandiera a Teresa Mattei, passando per Lina Merlin, Ada Gobetti e Joyce Lussu. “Sfruttarono quello che ancora oggi è un punto di forza delle donne, ovvero l’essere sottovalutate”. Poi le riflessioni sull’attualità, con un attacco diretto alla destra italiana e alle forze di Governo: "Ottant'anni dopo la nascita della Repubblica siamo di nuovo davanti a uno stesso bivio. Il fascismo di oggi ha parole nuove, ma si basa sugli stessi concetti. Razza, etnia, donne che devono stare a casa a fare figli. Quando un Ministro parla di sostituzione etnica, vi rendete conto di cosa sta sdoganando? Che si svegliassero: viviamo già in una società multiculturale. Oggi ci sono forze che vogliono farci dimenticare il prezzo che abbiamo pagato per i diritti, farci credere che l'uguaglianza sia una moda passeggera, la libertà un capriccio, la dignità del lavoro un costo da tagliare”. Un’orazione, quella di La Torre, accolta da tantissimi applausi, seguita dalla tradizionale fiaccolata lungo corso Dante e corso Nizza, fino a piazza Galimberti, che è stata accompagnata dalla banda cittadina intitolata proprio all’eroe della Resistenza. In largo Audiffredi, poi, la chiusura della serata con il concerto live con Tiorà e Cucoma Combo.