“Siamo nel 2026 e un sindaco impedisce ai bambini di cantare Bella Ciao il 25 aprile. No, non è uno scherzo”. Lo ha scritto sui suoi canali social Cathy La Torre, avvocata e attivista che venerdì sera ha tenuto a Cuneo l’orazione ufficiale nell’ambito delle celebrazioni per la Festa della Liberazione. Celebrazioni che il giorno successivo, il 25 aprile, a Monterosso Grana sono diventate un caso, a causa dell’invito rivolto dal sindaco Stefano Isaia ai bambini della quinta elementare della Scuola di Valle, ai quali è stato consigliato di non cantare “Bella Ciao” in quanto ritenuta “divisiva”.
“Quei bambini - scrive La Torre - avevano lavorato nei giorni precedenti proprio sui canti della Resistenza. Le maestre li avevano preparati. E poi, davanti al cippo dei Caduti, è arrivato il ‘suggerimento’ del sindaco: silenzio. Una canzone cantata dai partigiani che hanno liberato questo Paese dal fascismo è ‘divisiva’. Bella Ciao viene usata in tutto il mondo come canto di pace, libertà e liberazione dagli oppressori ma evidentemente a Monterosso Grana questo crea imbarazzo”.
“Le insegnanti - prosegue l’avvocata e attivista - hanno parlato di un atto di ‘censura’, sottolineando il valore didattico e storico del brano all'interno del percorso sulla Costituzione. Anche la dirigente scolastica ha espresso una posizione critica, ribadendo che escludere Bella Ciao proprio nel giorno della Liberazione contraddice i principi di espressione e democrazia. Hanno ragione loro. Mille volte. Non è ‘divisiva’ Bella Ciao. È divisivo chi ancora oggi, 81 anni dopo, ha ancora difficoltà a stare dalla parte giusta della storia. E lo fa togliendo la voce ai bambini.
Vergogna”.