CUNEO - Cgil, Cisl e Uil insieme per il 1º maggio: "Il lavoro è dignità"

I tre sindacati si sono riuniti a Cuneo per la festa dei lavoratori: "Questo è un territorio pieno di contraddizioni"

Piero Coletta 01/05/2026 12:51

Il 1º maggio non è solo il primo giorno del nuovo mese. È anche la Festa dei lavoratori, una ricorrenza nata nella seconda metà dell'Ottocento e che da allora è entrata nel calendario di ogni lavoratore. Anche oggi quella data non è passata inosservata: piazza Foro Boario a Cuneo ha visto i lavoratori delle tre grandi sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil, riunirsi per commemorare la giornata, ma anche per dare voce ai diritti di ogni occupato: perché sì, il 1º maggio è una vittoria per i tanti diritti ottenuto, ma anche un memorandum per tanti altri da ottenere.  Dopo i saluti istituzionali del vicesindaco di Cuneo, Luca Serale, la parola è passata ai tre segretari generali dei sindacati di Cuneo: Armando Dagna (UIL), Enrico Solavagione (CISL) e Piertomaso Bergesio (CGIL). Il primo intervento è stato di Armando Dagna: "Oggi siamo qui in piazza a Cuneo come ogni anno, così come in tante altre piazze italiane, in una giornata di festa. Ma per noi è anche una giornata di lotta. Portiamo in piazza le aspirazioni e i bisogni di uomini e donne di questo Paese. Qui ci sono i costruttori della pace, perché crediamo che il lavoro e la dignità possano essere conquistati solo quando c'è il riconoscimento degli altri. Non si risolvono i conflitti con le armi, così si creano solo nuovi poveri. Quando si costruisce, noi siamo costruttori del nostro Paese, ma anche del mondo. Siamo abituati a costruire relazioni e a creare le condizioni per il progresso degli uomini e delle donne. Costruiamo sul lavoro, perché è il mezzo con cui facciamo progredire l'Italia, e diciamo chiaramente che deve essere un lavoro dignitoso e riconosciuto". Spazio alle dichiarazioni di Enrico Solavagione, della CISL: "Il 1º maggio è un appuntamento fondamentale per ricordare le lotte di intere generazioni di lavoratori e lavoratrici. Si tratta anche di un momento per fare il punto della situazione sul presente e sul futuro. Il tema di oggi è il lavoro dignitoso: nuove tutele e nuovi diritti in un'epoca caratterizzata da innovazioni tecnologiche sempre più rapide. La nostra provincia, pur essendo una delle più virtuose, presenta delle criticità, come il lavoro stagionale spesso accompagnato da precarietà, oppure il problema dei giovani che hanno difficoltà a trovare contratti stabili. Rimangono poi sfide aperte come l'integrazione e l'inclusività dei lavoratori stranieri. Attraverso la contrattazione possiamo garantire maggiori tutele e più diritti. Questa provincia dimostra che è possibile costruire economie locali solide e competitive, ma deve fare di più per migliorare la qualità del lavoro e la sicurezza. Il lavoro dignitoso significa, prima di tutto, avere condizioni di vita e professionali giuste".  L'ultimo a prendere la parola è stato Piertomaso Bergesio, della CGIL: "Oggi festeggiamo il lavoro, ma constatiamo anche che la strada per il lavoro dignitoso è ancora lunga. Mentre siamo qui, in altre parti del mondo si combattono partite importanti. Quello che è successo con la Flotilla ci ricorda quanto sia importante la democrazia; noi non possiamo accettare tutto questo. Non c'è lavoro dignitoso se non c'è pace, e non c'è pace se non c'è giustizia sociale. Solo ragionando sui diritti delle persone possiamo costruire un futuro di speranza che rilanci l'idea stessa di comunità. Questo è un territorio pieno di contraddizioni: le risorse non mancano, ma sono concentrate nelle mani di poche persone. Cosa fare di concreto? Come sindacato dobbiamo assumerci le nostre responsabilità su ciò che è stato fatto e su ciò che ancora manca".