CUNEO - Chiusi un altro mese, i locali da ballo della Granda non ci stanno: “Stiamo ancora aspettando i ristori estivi"

Federica Toselli, titolare della discoteca Evita di Cavallermaggiore: “Capiamo il momento e il rischio contagio, ma non tempi e modi"

Redazione 27/12/2021 15:33

Con il Decreto Festività, in Gazzetta Ufficiale il 24 dicembre e in vigore dal giorno di Natale, sono state sospese per ridurre le occasioni potenziali di contagio le attività di pubblico spettacolo (discoteche e sale da ballo e in genere) sino al 31 gennaio impedendo di fatto, anche a tante attività della provincia di Cuneo, di organizzare per esempio il tradizionale veglione di Capodanno. Federica Toselli, presidente Silb (Sindacato dei Locali da Ballo) Confcommercio provincia di Cuneo e membro della giunta nazionale, nonché titolare della discoteca Evita di Cavallermaggiore, ben consapevole dell’aumento dei contagi, non accetta le tempistiche scelte dal Governo nell’adottare le nuove restrizioni: “Non ne possiamo più: siamo stati nuovamente costretti a subire questa improvvisa pausa forzata. Eravamo già pronti per lavorare durante queste feste con la speranza di compensare le gravi perdite di due anni di chiusura, ma ecco che in poche ore e proprio alla Vigilia di Natale, tutto è stato nuovamente cancellato. Pensavamo che il provvedimento fosse operativo dal 30 dicembre, ma così non è stato e molti lavoratori si sono ritrovati a casa senza lavoro. Capiamo l’aumento della curva dei contagi, ma è stata scorretta la modalità con cui si è deciso di applicare la legge. Come Silb abbiamo prontamente chiesto nuovi aiuti, considerato il fatto che stiamo aspettando ancora i ristori estivi”.
 
Tra i problemi denunciati da Toselli quello dell’approvvigionamento di cibo e materiale vario comprato per le festività in arrivo e che ora rischia di non essere utilizzato, oltre al fatto che molti locali non riusciranno nuovamente a sostenere le elevate spese fisse di gestione per via della prolungata chiusura: “La nostra è una duplice beffa perché con cibo e bevande già acquistati ci ritroviamo, avendo la licenza di pubblico spettacolo, a non poter nemmeno aprire per organizzare almeno il cenone: per farlo, infatti, è necessario avere dal proprio Comune una Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) immediata come accaduto nell’ultima primavera. Ma quale Comune in questo periodo è in grado di fornirla? Questo decreto, tra l’altro, non lo permette”.
 
Solidale alle lamentele della Silb è l’Associazione albergatori ed esercenti turistici della provincia di Cuneo: “L’associazione è ben cosciente di quanto sta succedendo a seguito di questa nuova ondata di contagi – dice il presidente Giorgio Chiesa -. Pur consapevoli che con il rispetto delle nuove normative si potranno evitare danni peggiori, siamo solidali con i colleghi della Silb per i tempi e i modi con cui si è dato il via libera al Decreto, a mio avviso inaccettabili. La nostra associazione, insieme a tutta la Confcommercio, sta lavorando su più tavoli e a tutti i livelli affinchè, laddove possibile, le attività chiuse improvvisamente siano ristorate adeguatamente. Il mio, infine, vuole essere anche un invito perchè tutti si vaccinino il più in fretta possibile”.
 
Parole che fa proprie anche il presidente provinciale di Confcommercio, Luca Chiapella: “Ben consapevole che il momento è molto complicato perché la curva dei contagi sta crescendo, con prospettive purtroppo non belle, in queste ore nutro un sentimento di amarezza misto a vicinanza per la situazione che sono costrette a vivere molte nostre attività del pubblico spettacolo, ancora una volta penalizzate per i tempi e le modalità con cui si è deciso di vietare il ballo da sala: si considera o meno che quando si chiude un locale da ballo dietro ci sono famiglie che vivono di questo lavoro?”.  
 
“Confcommercio con l’aggiornamento costante e continuo delle informazioni inerenti l’emergenza Covid, riconoscendo il senso di responsabilità dei suoi associati, in particolare di tutti gli operatori del mondo dell’Horeca sottolinea che sia garantita la sicurezza nei locali, applicando tutti i protocolli. Ne va della salute di ognuno”.

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