Richieste di interventi concreti e tempestivi sul recupero dei castagneti da frutto abbandonati, sostegno alle aziende agricole di montagna e rafforzamento delle politiche di tutela territoriale sono state avanzate ieri da CIA Agricoltori Italiani di Cuneo durante un incontro con l’assessore regionale alla Montagna, Marco Gallo. Il presidente provinciale della CIA Cuneo, Marco Bozzolo, ha evidenziato come diverse aziende segnalano la necessità di misure urgenti per il ripristino dei castagneti abbandonati, con benefici significativi sia per la sicurezza idrogeologica sia per la tutela delle aree marginali. “Il recupero dei castagneti rappresenta un pilastro per rafforzare la resilienza delle aziende montane e mantenere gli equilibri ecosistemici” ha dichiarato Bozzolo. Gli interventi richiesti riguardano operazioni agronomiche come la potatura, il rinnovo delle piante, il risanamento delle chiome, la messa a dimora di nuovi alberi e la riqualificazione di aree invase dal bosco, oltre al miglioramento delle opere idraulico-forestali indispensabili per prevenire erosione e instabilità dei versanti. Igor Varrone, direttore provinciale dell'associazione, ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare gli strumenti già esistenti: il recente bando per il recupero dei terrazzamenti montani storici ha escluso molte aziende a causa della formula “a sportello”. Vista l’elevata domanda, la CIA chiede rifinanziamento della misura e scorrimento delle graduatorie. Un ulteriore tema di rilievo è la gestione della lana sucida degli allevatori ovini, ora classificata come rifiuto speciale, con costi onerosi di smaltimento. Il progetto 'Pura Lana Piemontese', lanciato dalla Regione nel 2023, non ha avuto i risultati sperati e si chiede una soluzione efficace e sostenibile. L’associazione ha anche presentato proposte per migliorare la viabilità forestale, il supporto ai consorzi stradali, la revisione dell’assegnazione del gasolio agricolo per tenere conto delle difficoltà in montagna e l’aumento degli incentivi agli investimenti in energie rinnovabili, con particolare attenzione al fotovoltaico in ambito agricolo. Bozzolo ha affermato la necessità di valorizzare le produzioni locali con criteri premiali per l’uso di materiali del territorio e di semplificare le normative sui bandi per la gestione dei castagneti e sull’uso dell’acqua nei processi di trasformazione. Altre richieste riguardano il riconoscimento dei crediti di carbonio nei castagneti, incentivi alle aziende che offrono servizi ecosistemici e maggiore supporto alla multifunzionalità e turismo di montagna. “Oggi molte attività connesse sono eccessivamente vincolate, frenando lo sviluppo agricolo rispetto ad altri Paesi europei” ha aggiunto Varrone. Fondamentale per CIA Cuneo è anche rendere operative le associazioni fondiarie per rilanciare l’economia montana e trovare soluzioni alla gestione del sottobosco, promuovendo deroghe controllate per l’abbruciamento dei residui vegetali durante periodi a basso rischio incendi. L’organizzazione sottolinea infine la necessità di reintegrare il castagneto da frutto nelle politiche regionali e nel Programma di sviluppo rurale: “La situazione attuale favorisce l’abbandono dei terreni, l’ingresso di prodotto estero e il depauperamento delle aree montane. Serve un impegno concreto e immediato delle istituzioni per tutelare queste colture strategiche e il territorio” concludono Bozzolo e Varrone.