CUNEO - Coldiretti plaude alla nuova legge regionale sulla Caccia

Aperto uno spiraglio alla legittima difesa. Rivarossa: 'La possibilità di intervenire è una richiesta che portiamo avanti da anni e che risponde al diritto di tutelare il lavoro dalle incursioni della fauna selvatica'

13/06/2018 15:55

“Un primo passo nella direzione auspicata, come chiediamo da tempo”. Così i vertici di Coldiretti Cuneo commentano la nuova legge sulla Caccia approvata dal Consiglio Regionale, che apre finalmente qualche spiraglio alla legittima difesa, riconoscendo un ruolo attivo agli imprenditori dei fondi danneggiati dai selvatici. 
Particolarmente innovativi gli articoli 19 e 20 del testo di legge. L’articolo 19 relativo al controllo della fauna selvatica prevede che per l’attuazione dei piani di controllo, le province e le città metropolitane possano coinvolgere attivamente proprietari e conduttori di fondi ricompresi nelle aree interessate, muniti di licenza di esercizio venatorio. Inoltre, l’articolo 20 nel considerare le misure straordinarie che potranno rendersi necessarie per il controllo dei selvatici prevede anche in questo caso che - su richiesta delle Organizzazioni professionali agricole - i proprietari e conduttori di fondi agricoli, in possesso dell’abilitazione all’esercizio dell’attività venatoria possano essere coinvolti in azioni straordinarie di abbattimentIl problema del controllo della fauna selvatica è enorme: ora molto dipenderà da come le Istituzioni saranno solerti nel rendere attuabili le opportunità che la legge contiene. 

 “La possibilità di intervenire, riconosciuta agli imprenditori agricoli in possesso di porto d’armi ad uso caccia, è una richiesta che Coldiretti porta avanti da anni e che risponde al sacrosanto diritto di tutelare il proprio lavoro dalle incursioni ormai quotidiane della fauna selvatica - afferma Bruno Rivarossa, vice Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo - La situazione, come da noi più volte denunciato, è ormai da troppo tempo fuori controllo e tale da giustificare un cambiamento di passo nelle  politiche di gestione dalla fauna dannosa alle coltivazioni”.  

Conclude Tino Arosio, direttore di Coldiretti Cuneo: “Siamo agricoltori e viviamo in prima persona le conseguenze dello sviluppo incontrollato dei selvatici nei nostri territori e nelle nostre aziende. Stiamo pagando un prezzo altissimo come imprese agricole e come cittadini: non ci sfuggono gli aspetti relativi alla sicurezza e alla incolumità delle persone. Fino ad oggi siamo stati costretti ad essere spettatori di questo scempio, d’ora in poi vigileremo con attenzione sulla corretta applicazione della normativa, affinché le venga data effettiva e completa attuazione”. 


c.s.

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