CUNEO - Con il progetto MountResilience il Piemonte cerca soluzioni per ottimizzare l’uso dell’acqua in agricoltura

Uncem, Università e Politecnico di Torino, Regione, Consorzio del Pesio e Coutenza Canali Cavour protagonisti del piano per affrontare le sfide del cambiamento climatico

Micol Maccario 09/12/2023 07:01

Il tema dell’uso consapevole delle risorse idriche è sempre più centrale per il presente, ma anche e soprattutto in vista del futuro. Per questo motivo l’ottimizzazione dell’acqua in ambito agricolo e la resilienza al clima sono le protagoniste del progetto europeo MountResilience. E anche il Piemonte potrà dare il suo contributo grazie al coinvolgimento di Uncem Piemonte, dell’Università degli Studi di Torino DISAFA (Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari) e del Politecnico del capoluogo piemontese, oltre che delle realtà del territorio.
 
MountResilience si inserisce nell’ambito del programma europeo Horizon HORIZON-MISS-2022-CLIMA-01-06, coordinato dal polo UNIMONT – dell’Università degli Studi di Milano, e avrà una durata di 54 mesi per un valore totale di 18 milioni di euro. Sono coinvolti 46 partner di tredici Paesi europei e uno di questi è la Regione Piemonte. Insieme, proporranno politiche e strumenti di adattamento al cambiamento climatico sperimentando soluzioni tecnologiche al fine di sostenere l’agricoltura. La sperimentazione avverrà, tra i tanti luoghi selezionati, in due diversi territori piemontesi: uno a vocazione risicola in collaborazione con la Coutenza Canali Cavour e l’altro, frutticola, con il Consorzio del Pesio. L’obiettivo è quello di ottimizzare le risorse idriche per l’irrigazione delle colture. Partire dalla montagna è strategico perché è l’ambiente che fornisce risorse fondamentali a tutte le comunità e i suoi ecosistemi sono particolarmente vulnerabili alle conseguenze del cambiamento climatico.
 
“Il progetto è già iniziato, ci sono stati i primi incontri e le prime riunioni - dice Roberto Colombero, presidente di Uncem Piemonte -. Ci sono tanti partner importanti ed è fondamentale che tra questi ci sia anche la Regione Piemonte perché il tema della disponibilità della risorsa idrica è il tema non solo di oggi, ma già di ieri e non possiamo limitarci ad attuare unicamente piccoli interventi localizzati”. In particolare, Uncem si dedicherà all’attività di informazione e animazione. Saranno coinvolte nel progetto aziende agricole, istituti scolastici, amministrazioni locali e della cittadinanza per approfondire le trasformazioni in corso e individuare le varie soluzioni disponibili”.
 
Insieme al Piemonte, altre cinque regioni europee contribuiranno a progettare le strategie di adattamento al cambiamento climatico. Sono luoghi dislocati in diverse aree montane dell’Europa per sperimentare le soluzioni in zone territoriali con caratteristiche diverse tra loro. Si tratta delle aree pilota del Tirolo (Austria), Gabrovo (Bulgaria), Râu Sadului (Romania), Vallese (Svizzera) e Lapponia (Finlandia), mentre i metodi e gli strumenti saranno poi riproposti successivamente da quattro comunità (Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Catalunya – Spagna, Primorje-Gorski Kotar County – Croazia e Podkarpackie - Polonia) al fine di replicare le lezioni apprese dalle regioni dimostrative. L’obiettivo è infatti quello di trovare soluzioni che siano riutilizzabili anche in luoghi differenti.   
 
Il tema dell’acqua torna ripetutamente sulla scena in particolare in questo periodo ed è importante, secondo Colombero, che “vada affrontato in modo integrato, a 360 gradi, non a compartimenti stagni”. Partire proprio da questi luoghi può essere una strategia per affrontare alla radice il problema di come utilizzare meno acqua in agricoltura e come valorizzare la risorsa disponibile: “Il primo passo per ottimizzare è utilizzarne in meno possibile e con la massima efficacia. Per questo il percorso di MountResilience è fondamentale”.
 
È un tema che tocca la vita di tutti e che sarà sempre più invasivo nella quotidianità di ciascuno. Non si esaurirà nel giro di poco tempo, al contrario “come i territori si adattano ai cambiamenti climatici in atto sarà il tema delle strategie politiche future perché, che piaccia o no, non basterà parlarne ma sarà necessario anche mettere in campo strategie efficaci”. I soldi investiti in questo progetto sono tanti, il nodo starà nel come verranno utilizzati: “Auspichiamo che gli effetti degli studi, della ricerca e della sperimentazione siano poi veramente possibilità di capire come rispondere a dei cambiamenti che sono in essere e che non riguardano solo altre generazioni del futuro, ma toccano da vicino soprattutto la nostra”.

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