CUNEO - ‘Cosa è stato fatto a Cuneo per prevenire gli eventuali rischi della tecnologia 5G?’

Il consigliere Beppe Lauria torna alla carica dopo l’ordine del giorno approvato mesi fa: ‘In molte città un taglio sconsiderato di alberi perché intralciano le onde’

a.c. 07/04/2020 13:51

 
Non si sa ancora se e quando il Consiglio comunale di Cuneo tornerà a riunirsi: in settimana, stando a quanto annunciato dal presidente Alessandro Spedale, si dovrebbe decidere sull’eventuale convocazione in streaming dell’assemblea civica, che ha già saltato l’appuntamento di marzo.
 
È scontato supporre che l’emergenza coronavirus terrà banco, ma sappiamo fin d’ora che non sarà l’unico argomento di discussione. Dall’opposizione infatti si torna a parlare di un tema che già alcuni mesi fa era stato al centro di un ordine del giorno presentato da Beppe Lauria, ovvero lo sviluppo della tecnologia 5G.
 
È lo stesso consigliere ad annunciare un’interrogazione per chiedere al sindaco se a quel provvedimento, approvato all’unanimità dal Consiglio dopo l’emendamento di maggioranza, sia stato dato un seguito.
 
L’ordine del giorno originario impegnava la giunta ad adottare una ‘moratoria’, a mezzo di ordinanza contingibile e urgente, per sospendere la sperimentazione del 5G sul territorio comunale “in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’International Agency for Research on Cancer, applicando il principio precauzionale sancito dall’Unione Europea”. L’invito era quello di esprimere parere negativo riguardo all’estensione della nuova tecnologia “promuovendo allo stesso tempo soluzioni tecnologiche sicure e a basso impatto ambientale e sanitario, quali il cablaggio al posto del pericoloso wireless” e di astenersi dall’autorizzare nuovi interventi in tal senso.
 
Oltre a sollecitare l’attivazione di un tavolo tecnico con esperti sanitari e ambientali e il coinvolgimento degli enti competenti (a cominciare da Asl e Arpa), Lauria invita soprattutto a “monitorare il taglio sconsiderato di alberi ad alto fusto decimati in quanto impedirebbero alle onde 5G di passare, cosa che sta già avvenendo in molte città compresa la città di Cuneo che è sempre stata considerata una città giardino, ma che ha visto proprio negli ultimi mesi un taglio indiscriminato e senza motivazione di piante sane”.
 
Nel corso del dibattito anche Ugo Sturlese, esponente della sinistra civica di Cuneo per i Beni Comuni, era intervenuto per ricordare che il confronto scientifico circa i possibili effetti cancerogeni delle radiofrequenze e determinate alterazioni del sistema nervoso centrale è tuttora aperto: “Si tratta di una questione estremamente seria: non è una faccenda di scie chimiche o terrapiattismo”.
 
Già smentita da tutte le fonti scientifiche è invece la teoria, circolata in queste settimane sui social, che esista un collegamento tra la diffusione della tecnologia 5G e il contagio da coronavirus.

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