CUNEO - Cuneo aspetta il nuovo ospedale, ma che succederà al “vecchio” Santa Croce?

L’attuale struttura è fuori dalla progettazione - e dai fondi - dell’Inail. La sindaca: “Chiederemo alla Regione di tenere un tavolo aperto”

Andrea Cascioli 25/03/2026 11:54

Non è ancora un tema all’ordine del giorno, ma il riavvio dell’iter per la progettazione del nuovo ospedale unico a Confreria impone una riflessione anche sul futuro dell’attuale Santa Croce. Se n’è parlato in Consiglio comunale, dopo il “vertice” di inizio mese con l’assessore Riboldi, il commissario uscente Tranchida e il direttore entrante Ripa. Venerdì scorso, il 20 marzo, è stata bandita la gara per l’affidamento della progettazione. Ci sarà tempo fino al 7 maggio per presentare le candidature, poi seguiranno la valutazione della commissione e un periodo di 270 giorni per la produzione del progetto. Per avere la progettazione esecutiva sono previsti ulteriori 300 giorni: “Un tempo che però può e deve essere utilizzato - avvisa la sindaca Patrizia Manassero - per tutte le operazioni a complemento: dalla viabilità al tema della gestione dei posti letto durante la realizzazione”. Temi sollecitati dall’opposizione di sinistra che pure non rinuncia a contestare la scelta della collocazione del nuovo ospedale, nell’area dell’attuale Carle: “La questione della sede è la questione fondamentale” ribadisce Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni). “Non è vero che sia necessario costruire a Confreria - aggiunge - ed è possibile invece realizzare un ampliamento e una rimodulazione del Santa Croce attuale, per evitare una serie di conseguenze negative anche dal punto di vista urbanistico-sociale”. “Un dato fondamentale è che per costruire a Confreria occorre acquisire i terreni” osserva Claudio Bongiovanni di Cuneo Mia: “Tranchida ha dato una risposta che ci ha lasciati interdetti, dicendo di voler affrontare l’argomento dopo la progettazione. Ma occorre fare esattamente il contrario”. Manca una risposta, aggiunge, anche sulle modalità di gestione dei posti letto attuali, una volta che il vecchio Carle sarà demolito: “Saranno spostati al Santa Croce o realizzati altrove come era previsto dal PPP? Bisogna dare indicazioni ben precise ai progettisti, in esse sarebbe stato fondamentale inserire anche ciò che si farà dell’area del vecchio ospedale: almeno prevedere i costi di demolizione parziale”. Il Santa Croce da tutto questo rimane fuori perché, ricorda la sindaca, il contratto con Inail prevede che i fondi possano essere utilizzati solo per la realizzazione dell’ospedale: “Questo è il limite delle risorse Inail”. Il futuro dell’attuale ospedale di via Coppino è quindi tutto da inventare, così come bisognerà cercare risorse per finanziarne la demolizione e la riqualificazione. Su questo, precisa la prima cittadina, c’è la volontà di chiedere alla Regione di “tenere un tavolo aperto sulla struttura del Santa Croce, sia per la gestione d’uso che per eventuali abbattimenti”. Lo spostamento a Confreria è rivendicato dall’amministrazione anche in base a questioni ambientali: “Pensiamo sia contrario alla qualità dell’ambiente concentrare l’arrivo di auto sulla città in un quartiere già fortemente compromesso dall’intensità del traffico. Se non vogliamo la concentrazione di auto in corso Giolitti e corso Nizza, non possiamo immaginare di intasare l’area dell’attuale ospedale, del Movicentro e della stazione con un traffico che diventerebbe esponenziale”.