CUNEO - Cuneo è il capoluogo italiano con più giovani assunti nella pubblica amministrazione

Secondo i dati della fondazione Openpolis nella Granda solo Caprauna e Niella Belbo hanno il 100% di personale under 35

Micol Maccario 15/10/2023 13:50

In 4.384 comuni italiani non risultano assunti giovani all’interno degli enti locali. In generale, la presenza giovanile nelle amministrazioni di tutta Italia appare molto ridotta, anche per questo all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) sono previsti investimenti finalizzati all’assunzione di persone giovani, magari fresche di studi, che sappiano portare innovazione e una nuova visione nel settore. Questo è il quadro che emerge dai dati pubblicati dalla fondazione Openpolis e consultabili gratuitamente sul loro sito. 
 
Secondo i dati della banca dati amministrazioni pubbliche (OpenBDAP) riportati da Openpolis, “i lavoratori nel settore pubblico con meno di trent’anni sono circa il 4,7% del totale, mentre quelli tra i trenta e trentanove solo il 13,3%. La fascia con più assunti è quella tra i cinquanta e i cinquantanove anni, che compongono poco meno del 40% dei lavoratori nella pubblica amministrazione. Sono dinamiche che si possono rivedere anche all’interno degli enti locali, ovvero chi lavora nelle province e nei comuni”. Infatti, il gruppo di occupati maggiore all’interno degli enti locali è composto da lavoratori e lavoratrici tra i cinquanta e i cinquantanove anni. 
 
Gli under trenta sono molti meno, a livello italiano appena uno su cento. Nel capoluogo della Granda però la situazione sembrerebbe essere migliore: Cuneo è il capoluogo con più giovani assunti a livello italiano, gli under trentacinque rappresentano quasi l’11% di tutto il personale. Al secondo posto si collocano a parimerito Sondrio e Catanzaro, con il 10%. Numerosi quelli in cui la percentuale invece si ferma a 0%, tra i principali Rieti, Caserta, Salerno, Foggia, Andria, Brindisi, Cosenza e Reggio di Calabria. 
 
A livello provinciale, considerando i comuni di cui sono disponibili i dati, al primo posto si collocano Caprauna, un piccolo borgo di 86 abitanti al confine con la Liguria, e Niella Belbo, tra le Langhe e la regione ligure, che hanno il 100% del personale under trentacinque. Se si analizzano i dati di tutta la regione, sono solo dodici i comuni che conquistano il 100%. Di questi, oltre a quelli del cuneese, tre si trovano in provincia di Torino, tre di Vercelli, due di Asti e due in quella di Alessandria.
 
Tornando alla situazione provinciale, dopo Caprauna e Niella Belbo, ci sono tre paesi con il 50% di lavoratori sotto i trentacinque anni: Casteldelfino, Montezemolo e Pietraporzio. Nove sono i luoghi in cui la percentuale si attesta al 33%: Bossolasco, Lequio Tanaro, Mango, Novello, Rodello, Sambuco, Sinio, Torre San Giorgio e Vottignasco.
 
Molte sono le zone del cuneese in cui la situazione è decisamente peggiore. Sono ben 147 i comuni in cui la percentuale di lavoratori under trentacinque è pari allo 0%. Appena sopra a questo dato si collocano Racconigi e Borgo San Dalmazzo, entrambe con il 2%. Molte delle città più importanti a livello commerciale e abitativo in provincia si collocano tra il 3% e il 4%. A Barge, Bra e Boves i giovani rappresentano il 3% del totale dei lavoratori. Questa quota sale al 4% a Savigliano, Saluzzo, Limone Piemonte, Busca e Alba.     
     
D’altronde è bene anche considerare che in appena vent’anni il Piemonte ha perso il 23,9% dei suoi giovani. Nel 2002 nella nostra regione c’erano 914.194 residenti tra i diciotto e i trentaquattro anni. Quel numero nel 2022 è sceso a 695.909. Certamente incide su questo dato la denatalità, ma anche la scarsa attrattività di molti territori, in particolare montani, ha un peso rilevante sulla scelta di molti giovani cuneesi. 
 

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