CUNEO - Cuneo è tra i capoluoghi peggiori d’Italia per la presenza di polveri sottili nell’aria

Secondo il rapporto Ecosistema urbano redatto da Legambiente e Sole 24 ore il capoluogo della Granda si trova al 33° posto per performance ambientali. Una posizione peggiore rispetto agli ultimi tre anni

Micol Maccario 25/10/2023 07:30

Ecosistema urbano è il rapporto, giunto quest’anno alla sua trentesima edizione, sulle performance ambientali dei comuni capoluogo di provincia italiani in collaborazione tra Legambiente e il Sole 24 ore. Esce tutti gli anni, è consultabile gratuitamente online, e offre una panoramica generale dell’andamento delle città tenendo in considerazione alcuni fattori, come il verde, l’uso delle automobili, la qualità dell’aria e il sistema dei mezzi pubblici. Nella classifica di quest’anno, i cui dati si riferiscono all’anno precedente, Cuneo si trova al 33esimo posto in Italia, un dato buono rispetto ad altre città, ma peggiore se paragonato agli ultimi tre anni. Nel 2022, infatti, aveva conquistato la 16esima posizione, la 14esima nel 2021 e la 15esima nel 2020.
 
Per stilare la classifica delle performance ambientali il rapporto tiene conto di 19 parametri, ognuno dei quali prevede l’assegnazione di un punteggio massimo di 100 punti. I punteggi indicano il tasso di sostenibilità dei vari comuni e riguardano principalmente aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. A livello nazionale, guidano la classifica Trento con un punteggio di 85,86%, Mantova con l’82% e Pordenone con l’81,41%. Cuneo, invece, si trova appena dopo Siena e prima di Padova e totalizza un punteggio pari al 62,42%.
 
Tra i fattori più interessanti relativi al capoluogo della Granda il primo è l’alta presenza di polveri sottili (PM 2,5), a causa di cui, insieme a Oristano, Teramo, Catania, Cesena, Isernia, Latina, Lucca, Messina, Nuoro, Pistoia, Potenza e Siena, si colloca tra le peggiori in Italia. Male anche il dato che analizza la quantità di acqua che si perde a causa delle tubature vecchie, un problema che in generale riguarda tutta la penisola. Una perdita del 10-15% è considerata fisiologica, ma Cuneo si trova - insieme alla maggior parte dei capoluoghi - nel gruppo delle città che sprecano oltre il 25%, con ben il 31% dell’acqua dispersa e quindi inutilizzabile. Non va meglio la qualità dell’aria, collegata alla presenza di polveri sottili (come il PM 2,5 ma anche la quantità di PM 10 è elevata). Il capoluogo della Granda rientra tra le città la cui qualità dell’aria che si respira è giudicata dal report “scarsa”.
 
Cuneo non si trova nei primi posti in nessuna delle categorie prese in considerazione dal report. Ci sono però alcuni fattori tendenzialmente positivi, come la raccolta differenziata, che tocca il 67%, collocando Cuneo nel gruppo delle città più virtuose della penisola e il verde totale urbano, per cui ottiene l’undicesimo posto. 
 
Nell’era della lotta al cambiamento climatico analizzare le performance ambientali delle città è fondamentale per avere un quadro chiaro e per poter intervenire prontamente sui fattori che devono essere migliorati. “Il cambiamento, per molte ragioni, non potrà non passare dalle città. Non si potrà, infatti, vincere la sfida ambientale e climatica senza una vera e propria rivoluzione delle aree urbane, non solo perché sono i luoghi dove tra pochi decenni vivrà la maggioranza della popolazione, ma anche perché è in questi territori che si amplificano le crisi ambientali, sociali ed economiche”, si legge nel rapporto. Solo conoscendo da vicino le carenze e i punti deboli - ma continuando a puntare anche sulle eccellenze - sarà possibile entrare nell’ottica di una vera riconversione ecologica e garantire una realtà vivibile alle generazioni di oggi, ma soprattutto a quelle che verranno.

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