CUNEO - Cuneo, i farmacisti promuovono la mossa del Comune: ‘Grande afflusso, ma non c’è caccia alla mascherina’

Nel primo giorno di vendite a prezzi calmierati non si segnala ressa: ‘Ma non sappiamo se qualcuno ha fatto il furbo, acquistandone più di due per famiglia’

a.c. 08/04/2020 13:02

 
L’’operazione mascherina’? Sta funzionando. Lo confermano i farmacisti cuneesi, a un giorno dall’entrata in vigore dell’accordo tra il Comune, l’Ordine dei Farmacisti e l’Associazione dei titolari di farmacie che ha permesso di incominciare a vendere mascherine al prezzo calmierato di un euro l’una.
 
“Ieri abbiamo avuto code fuori per tutto il giorno. Oggi un po’ meno, ma sempre molto movimento rispetto ai giorni precedenti” segnalano dalla farmacia di piazza Europa, dove la prima tranche da 500 pezzi era già esaurita alle sei del pomeriggio.
 
Ogni farmacia sul territorio comunale è stata approvvigionata di mille mascherine, da vendersi entro un limite di non più di due per ciascun nucleo familiare. Su questo punto l’amministrazione ha chiesto la collaborazione di tutti affinché alla popolazione possa essere assicurata la più ampia copertura possibile.
 
I farmacisti vigilano per quanto è in loro potere sul rispetto di questa regola: “Non essendo monitorata la dispensazione ci affidiamo al senso di responsabilità personale del cittadino” spiegano dalla farmacia del Movicentro. Insomma, nessuno è stato pizzicato a fare il furbo ma non c’è modo di sapere se qualcuno si sia presentato in più farmacie o abbia mandato altri a effettuare acquisti supplementari.
 
Stessa risposta in tutte le altre farmacie interpellate, dove comunque non si segnala ressa o particolari problemi di distribuzione. Alla clientela, semmai, si chiede un po’ di pazienza in più visto che in questa difficile situazione bisogna supplire anche alla chiusura degli ambulatori: “La gente si lamenta delle attese ma il lavoro è triplicato - osservano alla farmacia Einaudi - perché bisogna anche stampare le ricette e magari fermarsi a spiegarle agli anziani che non hanno modo di vedere i loro medici”.

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