CUNEO - Cuneo, il mondo dello sport scende in piazza: ''Il movimento è salute, ingiusto fermarci''

La manifestazione contro il Dpcm del Governo ha radunato un centinaio di persone, che hanno protestato a facendo attività a corpo libero

s.m. 30/10/2020 17:10

“Il movimento è salute, non fermate lo sport”. Con tanto di maglietta a tema i rappresentanti delle società sportive del Cuneese si sono riversati nel pomeriggio di oggi, venerdì 30 ottobre, in piazza Galimberti per protestare contro le decisioni del Decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte di chiudere le palestre, le piscine e sospendere gli sport di contatto con lo scopo di ridurre il rischio dei contagi da Coronavirus. La manifestazione, svoltasi con la pratica di esercizi a corpo libero, ha seguito quella di due giorni fa di baristi, ristoratori e albergatori anch’essi penalizzati dall’ultimo decreto. All’ombra della statua di Giuseppe Barbaroux si sono trovati un centinaio di rappresentanti di ogni disciplina, dal calcio alla ginnastica, dal basket alla pallavolo, passando per pilates, yoga, scherma e altri ancora.
 
“Due anni fa il ministero della Salute aveva lanciato una campagna stampa a favore del movimento, ma oggi il Governo trasmette un messaggio che va nella direzione opposta - spiega Lorenza Viotto dello studio FlowPilates di Carrù, una delle ideatrici della manifestazione. “Siamo consapevoli della gravità della situazione, ma dopo tutto quello che abbiamo investito per praticare l’attività in sicurezza è ingiusto fermarci”.
 
Critiche anche per le tempistiche, in quanto fino alla scorsa settimana si poteva fare tutto. “Se da un giorno all’altro ci dicono che fare attività fisica non è indispensabile ci sentiamo colpiti - spiega Giuseppe Bonfiglio dello Studio Mar&Go di Cristiana Marengo, in piazza Europa -. Lo sport è curativo e fa stare bene, non c’è medico che dica il contrario”.
 
La mancanza di preavviso ha colpito tutti, in particolare i gestori delle piscine della provincia, come quella di Piasco, dove lavora Gianfranco Chiavassa: “Ci hanno chiuso senza programmazione - spiega l’istruttore di Idrosport - Ci siamo trovati da lavorare al sabato ad essere senza lavoro il lunedì. La gente che ci chiede quando possono tornare e noi non sappiamo rispondere”.
 
“Sussidi? Qualcosa è arrivato - continua Chiavassa -, ma gli aiuti non ci danno da mangiare, vogliamo lavorare". Il Governo ha assicurato il sostegno a tutte le imprese sportive (si parla di due miliardi di euro per tutta Italia) e la cassa integrazione per tutti i dipendenti per sui settimane, cioè fino alla scadenza del Dpcm che è il 24 novembre, ma per molti i danni sono incalcolabili.
 
Una situazione grave, che secondo alcuni meriterebbe una presa di posizione più decisa. “Mi aspettavo più partecipazione - commenta il presidente dell’Olmo 84 Riccardo Andreis -. Fermare lo sport è assurdo”. Claudio Adinolfi, presidente della CuneoGinnastica, intervenuto a titolo personale, lancia un appello finale: “Abbiamo lavorato per mesi con i protocolli: lo sport deve continuare perché è salute, non possiamo fermarlo - spiega -. Vogliamo andare avanti, controllateci, fate le ispezioni, ma lo sport deve essere una valvola di sfogo: non siamo quelli che infettano, ma quelli che cercano di prevenire”.

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