CUNEO - Cuneo Mia: “La giunta fa orecchie da mercante sul Piano nazionale di ripristino della natura”

Bocciato l’ordine del giorno che chiedeva al Comune di impegnarsi: “Arriverà il momento in cui non ci si potrà nascondere dietro l’ambientalismo di facciata”

Redazione 16/06/2026 18:50

Riceviamo e pubblichiamo: L’ultimo Consiglio Comunale ha respinto un nostro ordine del giorno (sottoscritto anche da Cuneo per i beni comuni e Indipendenti) che chiedeva al Comune di Cuneo di impegnarsi attivamente in merito al PNR (Piano nazionale di ripristino della natura), diretta emanazione del regolamento Ue sulla Nature Restoration Law per risanare gli ecosistemi degradati, tutelare la biodiversità ed aumentare la resilienza climatica dell’Europa. L’Italia, come ogni Stato europeo predispone un suo piano e lo presenterà entro il 1° settembre. La UE lo approverà, gli Stati lo attueranno. Quanto sarà approvato sarà vincolante e richiederà la precedenza anche sui piani regolatori dei comuni. Il Ministero dell’Ambiente con il Ministero dell’Agricoltura ha aperto, ad aprile, una consultazione perché regioni, provincie, comuni, associazioni e cittadini potessero contribuire con indicazioni, dalle più generali alle più specifiche, alla stesura del piano insieme a comitati scientifici, portatori di interesse in vari campi ed alle università. La consultazione avveniva su una piattaforma predisposta con questionari per indicazioni od osservazioni sulla bozza, già preparata, di piano per il ripristino della natura. Quando il piano entrerà in vigore, gli ecosistemi di terra, d’acqua dolce, costieri, agricoli, forestali, marini e fluviali in cattive condizioni dovranno essere ripristinati, si dovranno proteggere gli impollinatori e nelle città non ci dovrà essere nessuna perdita di verde, di alberature, si dovrà depavimentare, pianificare le energie rinnovabili. Tutto questo secondo percentuali e scadenze fissate in modo da far fronte alla crisi climatica, neutralizzare l’inquinamento, perché non sparisca la natura che conosciamo che ci ha dato cibo e riparo. Cuneo, quindi, è interessata da diversi articoli che riguardano gli ecosistemi urbani. Chiedevamo all’amministrazione di aderire alla consultazione pubblica indetta dal Mase e di farsi portavoce anche con i Comuni più piccoli e limitrofi. La bocciatura di questo ordine del giorno, con un solo consigliere di maggioranza, Carlo Garavagno, schierato davvero dalla parte del verde, dimostra ancora una volta lo scarsissimo interesse che la giunta attuale riserva all’ambiente e alla sua tutela. Eppure, nel dibattito seguito alla presentazione dell’ordine del giorno, la maggioranza, per bocca della capogruppo Carli, con toni intransigenti ci hanno lasciato stupiti, ha sostenuto che il Comune di Cuneo è molto avanti nella tutela ambientale e potrebbe addirittura fare scuola ad altri enti. Ci limitiamo a ricordare giusto tre esempi della presunta avanguardia ambientale della Giunta: primo, piazza Europa, dove il loro progetto prevedeva l’abbattimento dei dieci storici cedri dell’Atlante per una riqualificazione che altro non sarebbe stata che una colata di cemento; secondo, l’area limitrofa al campo di atletica dove sorgeranno gli ennesimi, inutili supermercati che altro non faranno se non ingolfare ancora di più il traffico della zona e danneggiare ulteriormente i piccoli negozi; terzo, l'ulteriore supermercato che sorgerà di fronte alla caserma dei vigili del fuoco, oltre al continuo tergiversare sulla revisione del piano regolatore. Sottolineiamo, inoltre, che i regolamenti Ue sono atti legislativi vincolanti e immediatamente applicabili e prescindono dalle norme urbanistiche regionali e locali. Non a caso, anche la Società italiana degli urbanisti, per bocca dei professori Enrico Formato, Paolo Pileri e Iacopo Zetti, ha recentemente annunciato il suo sostegno al PNR, definendolo “un’occasione unica per fare quelle correzioni di rotta necessarie, e pure urgenti, alle politiche di governo del territorio così da curvarle alle ragioni ecologiche al fine di non aggravare la grave crisi ambientale in cui siamo”. Eppure, la Giunta di Cuneo fa orecchie da mercante, nascondendosi dietro i problemi burocratici e affermando che, pur essendo dalla parte del verde, non può aderire perché non c’è il tempo di leggere tutta la documentazione. Ma il vero motivo della mancata adesione viene facilmente allo scoperto, per bocca della consigliera D’Ulisse che, afferma testualmente: “Il passaggio che rende irricevibile da parte nostra questo ordine del giorno è quello che recita ‘sarebbe opportuno applicare da subito il principio di precauzione sospendendo anche nuove autorizzazioni edilizie e riprogettando adeguatamente in funzione del Piano’”. E aggiunge: “Questa è pura ideologia che chi amministra non si può permettere. Ovviamente siamo tutti per il verde. Ma noi a differenza vostra dobbiamo fare i conti con il fatto di amministrare una città, voi invece potete permettervi le ideologie e i sogni”. Walt Disney diceva: “Se puoi sognarlo, puoi farlo”. E quando non vuoi farlo che il problema diventa grosso. E da queste parole sembra che per qualcuno amministrare una città significhi non perseguire l’interesse e il bene comune, come i casi sopracitati ampiamente dimostrano. In tal senso, ricordiamo alla Giunta che al PNR dovranno obbligatoriamente aderire tutti Comuni con un certo numero di abitanti e Cuneo rientra tra questi. Arriverà quindi presto il momento in cui non ci si potrà più nascondere dietro le carte e l’ambientalismo di facciata. Farlo in questo momento avrebbe significato avere veramente a cuore il futuro della città e di chi la vive, farlo quando non sarà possibile agire diversamente, continuando a difendere lo status quo fino all’ultimo, avrà tutt’altro valore.     Cuneo Mia