Nuovo pomeriggio di mobilitazione per la galassia di associazioni e comitati del coordinamento Cuneo per Gaza. In corteo dal parco della Resistenza a piazza Europa, i manifestanti si radunano sotto lo slogan “non pagheremo le vostre guerre”. Circa 350 i partecipanti secondo la Questura, cinquecento per gli organizzatori. La manifestazione si apre con un messaggio del coordinamento dedicato ai critici: “Scendiamo di nuovo in piazza e chi ci critica, chi ci guarda con fastidio dice che dovremmo ‘andare a lavorare’ e che dovremmo ‘manifestare per gli italiani’, non per i palestinesi, gli iraniani, i libanesi o chissà quale altro popolo lontano. Non sanno o fanno finta di non sapere che scendiamo in piazza da sempre anche per i nostri lavori mal pagati, per la casa, per i diritti, per le guerre degli altri che in realtà ci riguardano da molto vicino e anche per spegnere il fuoco della repressione che questo governo sta alimentando giorno per giorno in modo sempre più becero”. “Scendiamo di nuovo in piazza con la consapevolezza che tutte le lotte si tengono insieme” ribadiscono i pro pal: “Siamo di fronte a un’economia di guerra che soffoca lo stato sociale, che ci nega una sanità pubblica e gratuita funzionante, che distrae le risorse degli Stati dalle scuole, dal lavoro, dalle pensioni. Il riarmo europeo, la Nato di Trump, il sostegno alle guerre sanguinarie che gli Stati Uniti e Israele continuano a portare avanti lo dimostrano in modo esemplare”. In Italia “la criminalizzazione del movimento antisionista raggiunge il culmine con il ddl Romeo in via di approvazione: tutto questo fa parte di un disegno più ampio, il disegno dei nuovi fascismi al potere”. Si cita il caso di Ahmad Salem, palestinese 24enne condannato a quattro anni di carcere dal tribunale di Campobasso, questa settimana, “per il semplice fatto di avere nel suo telefono cellulare dei video della resistenza palestinese”. In chiusura un appello legato all’imminente celebrazione del 25 aprile: “Il 25 aprile non può limitarsi a mera rievocazione storica di un passato lontano. L’attualità della resistenza deve vivere in tutte le resistenze a partire da quella dei popoli oppressi”.