Il Comune di Cuneo conferma il proprio impegno nella promozione dei diritti, della dignità del lavoro e della coesione sociale, contribuendo alla costruzione di un modello nazionale che sappia far fronte ai bisogni specifici dei territori. Cuneo è infatti uno dei dieci Comuni della rete SAI individuati da ANCI per partecipare alla sperimentazione nazionale che ha lo scopo di definire modelli innovativi di presa in carico rivolti ai cittadini stranieri titolari di permesso di soggiorno ai sensi dell’articolo 18-ter del Testo Unico sull’Immigrazione, vale a dire rilasciato a vittime di intermediazione illecita e sfruttamento lavorativo. Per questo la sindaca Patrizia Manassero, insieme a due tecnici dell’Ufficio Nuove Cittadinanze e Inclusione Sociale Ivan Biga e Francesco Luciano, ha partecipato lunedì 9 giugno, nella sede nazionale di ANCI a Roma, all’incontro di lancio del progetto “Emersione dello sfruttamento lavorativo e presa in carico delle vittime: la sperimentazione nazionale di ANCI con i Comuni della rete SAI”, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con ANCI e Fondazione Cittalia. La Sindaca ha preso parte alla tavola rotonda dedicata al confronto tra amministrazioni centrali e locali sulle sfide e le opportunità legate alla tutela delle vittime di sfruttamento lavorativo e alla promozione di percorsi di inclusione sociale e lavorativa. Il Comune ha sottoscritto con ANCI la convenzione per la realizzazione del progetto, che prevede un finanziamento complessivo di 160.000 euro per lo sviluppo delle attività sul territorio fino al 30 dicembre 2027. Le risorse serviranno a realizzare interventi finalizzati all’emersione delle situazioni di sfruttamento e all’attivazione di programmi individuali di assistenza orientati alla formazione, all’inserimento sociale e lavorativo e al raggiungimento dell’autonomia personale delle vittime. “Questa sperimentazione rappresenta un’opportunità importante per rafforzare una governance multilivello capace di mettere in relazione istituzioni nazionali, enti locali e soggetti territoriali competenti nella costruzione di risposte efficaci a fenomeni complessi come lo sfruttamento lavorativo – spiega la sindaca Patrizia Manassero –. La sfida è passare da una logica prevalentemente emergenziale a una logica programmatoria, in grado di consolidare strumenti, competenze e relazioni istituzionali. Allo stesso tempo, è fondamentale che ciò che oggi nasce come sperimentazione possa evolvere verso una progressiva sistematizzazione degli interventi, affinché le buone pratiche sviluppate diventino patrimonio stabile delle politiche pubbliche. Il Comune ha il compito di facilitare le dinamiche territoriali, valorizzando la filiera composta da tutti i soggetti competenti, Prefettura, Questura, Servizi sociali e sanitari, Centri per l’impiego, organizzazioni sindacali, enti del Terzo settore e sistema dell’accoglienza, mantenendo la propria identità e la conoscenza delle specificità locali anche all’interno di un quadro nazionale condiviso. Contrastare lo sfruttamento lavorativo significa affrontare le diverse vulnerabilità che spesso si sovrappongono: il diritto a una casa dignitosa, alla tutela della salute, alla regolarità documentale, a un lavoro sicuro e alla possibilità di apprendere la lingua. All’indomani di notizie drammatiche che arrivano dal territorio nazionale su fatti che riaccendono la luce sulla piaga dello sfruttamento dei lavoratori stranieri, vale ancora di più l’imperativo della necessità di attivare percorsi integrati con cui possiamo rendere concretamente esigibili questi diritti e accompagnare le persone verso una reale autonomia e inclusione sociale”. Il progetto elaborato dal Comune valorizza le esperienze e le collaborazioni già consolidate sul territorio provinciale, caratterizzato da una significativa presenza di lavoratori migranti impiegati soprattutto nei settori agricolo e agroalimentare. Da oltre vent’anni il territorio cuneese sviluppa azioni di accoglienza e di contrasto alle situazioni di vulnerabilità, anche attraverso specifici protocolli d’intesa promossi dalla Prefettura di Cuneo con il coinvolgimento di enti pubblici, organizzazioni sindacali, associazioni datoriali e soggetti del Terzo settore. La sperimentazione sarà realizzata attraverso un modello integrato che metterà a sistema il Sai Cuneo, il progetto Common Ground, il Polo .Meet e la rete dei servizi territoriali. Le attività prevedono percorsi personalizzati di orientamento professionale, formazione linguistica e professionale, accompagnamento all’inserimento lavorativo, attivazione di tirocini e borse lavoro, misure di sostegno all’abitare, assistenza legale, mediazione linguistico-culturale e supporto nell’accesso ai servizi sociali e sanitari. Secondo le stime contenute nella proposta progettuale, sul territorio provinciale sono già stati individuati 35 potenziali beneficiari, alcuni dei quali intercettati nell’ambito delle attività del SAI Cuneo e del progetto Common Ground, a conferma della necessità di consolidare strumenti di protezione e inclusione dedicati alle vittime di sfruttamento lavorativo.