CUNEO - Cuneo vuole l’adunata ma si divide sulla “solidarietà” agli Alpini: polemica tra i consiglieri

La condanna degli “atteggiamenti offensivi” verso le penne nere a Genova si scontra coi distinguo degli Indipendenti. Scambi di accuse davanti all’Ana

Andrea Cascioli 27/05/2026 06:55

Non è il genere di spettacolo che il Consiglio comunale sperava di offrire agli Alpini all’indomani della candidatura di Cuneo per l’adunata 2030, e nemmeno il miglior viatico per iniziare a parlarne: ma tant’è. Davanti a una rappresentanza della sezione Ana, compreso il presidente Davide Spedale, la concordia istituzionale lascia il posto a scambi di accuse reciproci fino al momento del voto. Alla fine invece di un ordine del giorno unitario se ne approvano due. Uno, quello elaborato da Centro per Cuneo e condiviso da tutta la maggioranza e dal centrodestra. L’altro, quello del gruppo Indipendenti. Pressoché identici, non essendoci differenze riguardo all’obiettivo comune di riportare l’adunata in città. Il documento condiviso tra i gruppi, però, aggiunge una condanna rispetto ad “alcuni episodi e iniziative caratterizzati da atteggiamenti offensivi e da giudizi generalizzati nei confronti del Corpo degli Alpini e dell’Associazione Nazionale Alpini”. Episodi “riconducibili a ristrette minoranze” e che, si fa notare, “non hanno compromesso, per fortuna, il grande successo organizzativo, partecipativo e umano dell’Adunata di Genova”. Il riferimento - non esplicitato - è alle contestazioni e alle accuse di molestie da parte di Non una di meno e degli anarchici nei giorni della manifestazione, proseguite in queste ore con le uscite del Liguria Pride sulle “penne in erezione” e altre dimenticabili amenità. “È importante che l’amministrazione a prescindere si allontani da determinate illazioni” osserva la consigliera di Centro per Cuneo Serena Garelli, presentando il testo in votazione. “De minimis non curat praetor” le risponde Paolo Armellini di Indipendenti, con una locuzione latina che invita a trascurare ciò che ha scarsa rilevanza: “Come è giusto che sia a proposito delle accuse di molestie rivolte agli Alpini durante l’adunata nazionale”. Armellini loda la condotta della sindaca di Genova Silvia Salis che “ha separato le responsabilità individuali, se ci sono state, dal giudizio collettivo” e conclude: “Non eleviamo alla dignità di un importante ordine del giorno come questo le accuse di molestie sessuali e sessismo, non cadiamo nella trappola del pregiudizio”. Non tutti la pensano così. Per Beppe Lauria di Futuro Nazionale “quando una funzionaria della Procura ed ex candidata di Avs si scaglia contro gli Alpini, definendo l’adunata ‘una pagliacciata’, dove ‘bevono e occupano le scuole’, è giusto prendere le distanze senza se e senza ma”. Il riferimento è a un post comparso sul profilo Facebook di Lorena Lucattini, direttrice della Procura di Genova, qualche giorno prima dell’evento. La sinistra civica tiene il profilo basso: “Invitiamo la popolazione ad esprimere un’accoglienza sentita ai nostri Alpini, senza nessuno spirito di polemica” dice Ugo Sturlese a nome di Cuneo per i Beni Comuni, esplicitando la volontà di non farsi “tirare nelle polemiche sui due ordini del giorno”. Anche Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia) elogia gli Alpini e fa presente di aver ritirato gli emendamenti proprio per non compromettere l’approvazione del documento unitario. Gli interventi si susseguono, i tentativi di convincere gli Indipendenti a ritirare l’ordine del giorno “di minoranza” vanno a vuoto. Qualche animo si scalda. Il capogruppo centrista Vincenzo Pellegrino accusa i colleghi di aver proferito “imprecisioni gravissime”, Giancarlo Boselli contrattacca: “Sta passando l’idea che l’obiettivo principale non sia fare l’adunata a Cuneo ma far vedere chi è ‘più amico degli Alpini’”. Mavy Civallero (SiAmo Cuneo) si rivolge alla platea: “Chiedo scusa agli Alpini che sono in sala, perché io mi vergogno”. Partono gli applausi e altre polemiche. “Questa discussione ci dice che il consiglio è unito” azzarda la sindaca Patrizia Manassero. Il voto ricompone i dissidi, le penne nere in sala ringraziano.