CUNEO - Dalla Regione oltre 500mila euro di fondi per le scuole di montagna

I contributi, fino a 18mila euro per istituto, serviranno a coprire i costi per il personale. Altri finanziamenti sono previsti per le realtà pluriclasse

27/07/2019 12:29


Nella seduta della Giunta regionale del 26 luglio, su proposta del vicepresidente e assessore alla Montagna, Fabio Carosso, in accordo con l’assessore al Bilancio, Andrea Tronzano, e all’Istruzione, Elena Chiorino, sono stati stanziati 528 mila euro per il mantenimento e lo sviluppo dei servizi scolastici statali nel territori montani per l’anno scolastico 2019-2020.

A partecipare ai bandi che verranno predisposti dagli uffici regionali per accedere ai fondi saranno le Unità montane, in accordo con gli istituti scolastici di riferimento. Due le finalità per cui il contributo potrà essere utilizzato. Il primo è la copertura dei costi sostenuti per l’impiego di personale nella scuola dell’infanzia, in quella primaria e in quella secondaria, con l’obiettivo del mantenimento dei plessi in situazione di sofferenza, per un importo massimo di 18 mila euro per istituto. Il secondo è la razionalità di particolari realtà pluriclasse per un importo massimo di 5 mila euro ciascuna per le scuole primarie e di 8 mila euro per le scuole secondarie.

“Il Piemonte - ha commentato l’assessore Carosso - ha un territorio che per il 53 per cento è montano e per la Giunta regionale è prioritario la cura e il rilancio di queste aree, spesso in difficoltà, attraverso azioni mirate e finalizzate a superare il gap che le separa dalla pianura. Perché questo accada è necessario che le popolazioni locali tornino a occupare e presidiare il territorio. Il raggiungimento di questo obiettivo è strettamente legato alla presenza di servizi, tra cui fondamentali sono le scuole. Per questo, tra gli interventi che intendiamo attuare a tutela delle comunità montane, abbiamo deciso di investire sull’istruzione, che è un presidio per riequilibrare le condizioni di vita delle popolazioni montane e di valorizzarne le risorse umane e culturali”.

c.s.

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