Il settore vitivinicolo piemontese vive una fase incerta a causa della situazione geopolitica sfavoverole. "Serve identificare una soluzione a lungo termine", questo è il pensiero di Daniele Sobrero, della Lista Civica Cirio Presidente PML, in una nota a margine a margine della seduta della III Commissione dedicata alla situazione del sistema vitivinicolo a cui hanno partecipato anche il Presidente Alberto Cirio e l’Assessore Paolo Bongioanni. "Per dare un futuro all’altezza della qualità e della tradizione del settore vitivinicolo piemontese serve una grande alleanza tra tutte le componenti: risolvere oggi la situazione delle cantine piene, per esempio, con l’acetificazione è una soluzione a un problema contingente ma non interviene strutturalmente su un settore che patisce della congiuntura internazionale, da conflitti cruenti che durano da anni, e della altalenante controversia dei dazi con gli Stati Uniti. Se pensiamo che i nostri migliori mercati sono sempre stati gli USA e la Russia, è evidente che dobbiamo identificare insieme soluzioni a più lungo termine e a più ampio respiro per quelle produzioni che ne hanno maggiormente risentito: il panorama vinicolo piemontese è eterogeneo, con 19 docg e 41 doc, non tutte evidentemente penalizzate allo stesso modo da questi fattori. La Regione Piemonte sta facendo la sua parte, con un contributo importante per lo stoccaggio delle eccedenze destinate all’acetificazione, con la creazione dell’osservatorio vitivinicolo, con la razionalizzazione delle iniziative di promozione che comunque hanno prodotto un aumento delle esportazioni nell’ultimo trimestre, portandoci per la prima volta davanti alla Toscana. E’ necessario però andare oltre: serve che tutti gli attori del settore, a partire dai Consorzi e dagli enti datoriali individuino iniziative condivise che vadano in una direzione concreta e univoca: vendemmia verde, estirpazioni, riduzione generale della produzione, incremento della promozione, ricerca di nuovi mercati, sono azioni che possono avere impatto e in gran parte finanziabili a livello di Piano Vino dell’Unione Europea, ma è necessario condividere un programma e impegnarsi insieme per realizzarlo, tenendo conto delle difficoltà dei produttori vitivinicoli che in gran parte sono l’anello debole della catena. Solo lavorando insieme il Piemonte potrà tutelare uno dei suoi maggiori patrimoni, quel settore vitivinicolo che è un’eccellenza enogastronomica, ma anche un grande protagonista della nostra promozione turistica".