CUNEO - Ddl Valditara, Casa Pride: "Non accettiamo che il nostro Paese arretri ancora"

La presa di posizione dell'associazione: "L'Italia reale va in una direzione opposta rispetto al Governo, che sceglie di sposare un’agenda fuori dal tempo"

Redazione 09/06/2026 09:10

Non si placano le polemiche relative all'approvazione del Ddl Valditara, soprattutto per quanto riguarda l'educazione all'affettività e alla sessualità nelle scuole. Di seguito la presa di posizione di Casa Pride APS. Il DDL Valditara sul consenso informato è diventato legge. Da oggi, nelle scuole secondarie di primo e secondo grado sarà obbligatorio acquisire il consenso scritto dei genitori – o di studenti e studentesse se maggiorenni – prima di avviare attività o progetti relativi all'affettività e alla sessualità. Nelle scuole dell'infanzia e primarie, invece, questi temi vengono di fatto esclusi dai percorsi educativi. L'argomentazione utilizzata dal Governo è sempre la stessa: l'educazione affettiva e sessuale è una prerogativa esclusiva delle famiglie, ed è necessario proteggere le nuove generazioni dalla presunta "ideologia gender". Peccato che l'ideologia gender sia un concetto privo di consistenza scientifica, come ha ribadito, tra gli altri, l'Associazione Italiana di Psicologia già nel 2015. A esistere davvero, invece, sono i dati che raccontano quanto sia urgente introdurre la formazione su questi temi nelle scuole:
• Il 91% delle famiglie è d'accordo con l'utilità di istituire l'educazione sessuale e affettiva come materia obbligatoria.
• L'82% di chi a scuola ha partecipato a corsi su questi argomenti li considera utili e arricchenti.
• Più di una persona su quattro tra i 14 e i 18 anni pensa sia frequente subire o assistere a discriminazioni legate all'orientamento o all'identità di genere. Il 35% a episodi di bodyshaming
(fonte: Save The Children con Ipsos) L'Italia reale, quindi, va in una direzione opposta rispetto al Governo, che sceglie di sposare un’agenda fuori dal tempo. Questo mentre enti come ONU, UNICEF e Consiglio d'Europa raccomandano da anni l'introduzione dell'educazione sessuo-affettiva per la tutela della salute e la prevenzione di diseguaglianze e violenza. Gli stessi obiettivi sono richiamati dall'Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. In gran parte dell'Europa questi programmi sono presenti da decenni: in Svezia l'educazione all’affettività è obbligatoria dal 1955, in Germania dal 1968 e in Francia dal 2001. La domanda è semplice: dove cercheranno risposte le giovani generazioni? Oggi quasi una persona adolescente su quattro considera la pornografia una rappresentazione realistica dell'atto sessuale. Per oltre la metà delle persone giovani, informazioni sulle pratiche sessuali vengono apprese attraverso il confronto con gli amici (fonte: Save The Children con Ipsos). "Vogliamo esprimere con chiarezza cosa succede quando si tolgono questi strumenti dalla scuola", dichiara il Presidente di Casa Pride APS Davide Fissore. "Giovani e adolescenti continueranno ad avere dubbi, desideri, paure. Solo che non troveranno chi possa ascoltare le loro domande in modo competente e sicuro. Chi subisce violenza rischierà non avere le parole per riconoscerla. Che chi cresce con un'identità LGBTQIA+ si ritroverà ancora una volta invisibile, in un'istituzione che dovrebbe rappresentare ogni individualità". Per chi vive in contesti familiari fragili o disfunzionali, la scuola resta uno dei pochi spazi in cui acquisire strumenti su consenso e affettività. Come possiamo contrastare la violenza di genere, il bullismo, le discriminazioni e l'odio se ogni tentativo di educazione e prevenzione viene ostacolato? Non accettiamo che il nostro Paese arretri ancora. L’Italia è già pronta: è questo governo a non esserlo. Casa Pride APS