CHERASCO - Dopo il decreto tensioni nelle fabbriche del Piemonte: proclamato uno sciopero alla Mtm-Brc di Cherasco

I lavoratori denunciano l'assenza di misure di sicurezza contro il contagio da coronavirus. Frizioni (risolte) anche alla Valeo di Mondovì

12/03/2020 18:04

La scelta del Governo di lasciare aperte le fabbriche ha creato tensioni in molte province del Piemonte, dove sono in corso fermate e scioperi con adesioni importanti. In provincia di Cuneo si sono registrate turbolenze alla Mtm-Brc di Cherasco, dove è stato proclamato un giorno e mezzo di sciopero, e alla Valeo di Mondovì, dove nel pomeriggio si è raggiunto un accordo con i sindacati volto a soddisfare le richieste di sicurezza dei lavoratori. ”In queste ore nelle fabbriche si stanno determinando confusione e panico anche perché si registrano i primi casi di contagio che, talvolta, non vengono resi pubblici dalle aziende" spiega il segretario generale della Fiom Cgil Piemonte, Vittoria De Martino. Tensioni si sono verificate anche nelle province di Asti e Vercelli.
 
Nella Granda, come detto, la situazione più tesa è alla Mtm-Brc di Cherasco. Domenico Calabrese, segretario provinciale della Fiom-Cigl, ha spiegato: “Agli operai non sono state distribuite le mascherine protettive e sulle linee di produzione non è possibile rispettare il metro di distanza previsto: per questo motivo abbiamo scelto di fermarci”. L’agitazione di oltre 400 dipendenti, prosegue Calabrese, è motivata da un diniego ricevuto alle proposte del sindacato per mettere in sicurezza i lavoratori. ”Abbiamo chiesto alla direzione se fosse possibile beneficiare di due giorni di ferie per riorganizzare il lavoro, ci è stato detto di no, inoltre i lavoratori che volevano usufruire delle ferie volontarie perché non si sentivano di andare in fabbrica si sono sentiti rispondere che la produzione deve andare avanti”.
 
Nelle prossime ore i vertici industriali dovranno decidere come agire. Altri stabilimenti hanno optato per altre soluzioni, ritenute dal sindacato più rispettose nei confronti dei lavoratori: “L’Alstom ha deciso autonomamente di sospendere la produzione per mettere in sicurezza gli ambienti, mentre un altro esempio positivo viene dalla SNAM di Cherasco, che ha adottato tutte le misure richieste, incentivando il telelavoro dove possibile, distribuendo le mascherine protettive e facendo rispettare la distanza di sicurezza ai lavoratori che non possono effettuare smart working”.
 
Intanto è di questa mattina, giovedì 12 marzo, la richiesta di incontro urgente con il prefetto Giovanni Russo fatta dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil provinciali. “Il monitoraggio della situazione sanitaria delle aziende del nostro territorio evidenzia che in alcune realtà esiste una difficoltà concreta all’attuazione delle disposizioni previste dagli ultimi provvedimenti legislativi (con conseguente rischio per i dipendenti n.d.r.) – affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Davide MaseraEnrico Solavagione e Armando Dagna - La necessità di salvaguardare la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori è primaria. È fondamentale a questo punto una convocazione urgente”.
 
 
 
 

Samuele Mattio

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