Dalla vasca dei pesci rossi ai giardini della pioggia, dalle aiuole all’orto botanico, dalle memorie dell’orso Mirco agli animali “senza gabbia” - insetti impollinatori e uccellini - che, si spera, abiteranno sempre di più l’oasi urbana nel centro di Cuneo. È il progetto dei “nuovi” Giardini Fresia, finanziato con il bando forestazione urbana della Regione Piemonte grazie a fondi europei. Un progetto che il Comune aveva sottoposto ai consiglieri a gennaio dello scorso anno e che ora, forte del finanziamento ottenuto, è stato presentato in municipio alla cittadinanza. Nel pubblico anche gli studenti del Geometri con il professor Giuseppe Destefanis, che insieme alle colleghe Marcella Coscia e Luisa Barutta aveva elaborato un primo studio progettuale con gli allievi. Sono state poi le due professoresse, ricorda l’assessore al Verde pubblico Gianfranco Demichelis, a sollecitare un intervento sullo storico “polmone verde” del centro storico, caro a generazioni di cuneesi. “I Giardini Fresia - ricorda la sindaca Patrizia Manassero - oggi catalizzano alcuni bisogni importanti: guardiamo alle aree verdi con attenzione ai bisogni del futuro, quindi l’attenzione al cambiamento climatico e alle isole di calore, al tema della socialità e al bisogno di sicurezza”. “Il mio desiderio - aggiunge un emozionato Demichelis - è di portare a termine questo lavoro nel modo migliore e di poter un domani, se avrò la fortuna di diventare nonno, accompagnare i miei nipoti nel giardino botanico di Cuneo”. L’importanza di questa riqualificazione non sfugge alla Regione, il cui assessore alla Montagna Marco Gallo ricorda che “le risorse iniziali del Fesr di 8 milioni sono aumentate a 22 milioni, a fronte della presenza di progetti interessanti come quello dei Giardini Fresia”. Un giardino che si “accende” in tutte le stagioni Ad aiutare l’amministrazione in questo percorso ci sono l’associazione Art.ur e il centro di innovazione SocialFare, che si occuperanno degli aspetti legati al processo di progettazione partecipativa e alla comunicazione. La progettista è l’architetto Roberta Filippini di Roberta Studio: “Vogliamo progettare un giardino che sia resistente ai cambiamenti climatici - dice - ma anche un luogo di incontro, e soprattutto un luogo in cui la biodiversità sia padrona”. Nessuno stravolgimento della storia, assicura: “Piantiamo nuovi alberi, mantenendo gli esistenti e inserendo percorsi ad anello usufruibili da persone con le diverse disabilità”. Tra le novità c’è la creazione dei rain gardens, i giardini della pioggia: soluzioni innovative basate sulla presenza di piante in grado di sostenersi anche in assenza di acqua e di fronteggiare così i cambiamenti climatici. Allo stesso scopo sarà utile l’inserimento di una pavimentazione filtrante, con la contestuale risistemazione delle attuali superfici a ghiaia. “Il mantenimento di prati non tagliati, all’inglese, permetterà di attrarre tantissimi impollinatori. A questo scopo utilizzeremo specie autoctone e con fioriture differenti” aggiunge la progettista: “L’obiettivo è riportare la natura e aiutare le specie di coccinelle, uccelli e animali ‘senza gabbie’ che già ci sono”. La scarpata, per esempio, sarà riforestata con specie autoctone in grado di produrre bacche invernali, aiutando così gli uccelli nel periodo più difficile. Invece dei pesci rossi nella vasca, continua Filippini, “avremo piante che assorbano l’acqua in eccesso, mantenendo comunque la visuale e facendo sì che i giardini possano ‘dialogare’ di più verso l’esterno”. Per tutto l’anno potremo vedere “accendersi” la flora in parti diverse del giardino: “Questo renderà ancora più interessante la visita nei vari mesi, anche in inverno”. Il belvedere, uno dei punti più amati, verrà a sua volta valorizzato nell’ottica di una maggiore apertura paesaggistica alla cortina delle montagne. C’è spazio per la bacheca degli animali? Il Comune ha voluto mantenere aperti alcuni aspetti della progettazione, di cui si è incominciato a parlare questo pomeriggio al Rondò dei Talenti, in un laboratorio dedicato a un gruppo selezionato di portatori d’interesse tra istituzioni, associazioni e scuole. Il punto più rilevante è quello sollevato dal presidente di Pro Natura Domenico Sanino: il mantenimento della recinzione. Il giardino originario, quello creato a fine Ottocento, era aperto sulla strada, poi fu inserita la siepe e infine la rete. “Uno spazio può essere sicuro anche senza essere recintato, se ben mantenuto” risponde a questo proposito l’architetto Filippini. Da Aldo Meinero, presidente del memoriale della Divisione Cuneense, un appello a restaurare il monumento ai caduti - vincolato dalla Soprintendenza - e a non chiudere la sede del gruppo alpini “Cuneo Centro” nello spazio dell’ex Zoo Bar: “Abbiamo intitolato il fabbricato che il Comune aveva messo a disposizione a Mario Maffi e Toni Caranta, restaurandolo a nostre spese e monitorando in questi anni il luogo” ricorda Meinero. Demichelis rassicura: “Oggi nessuno manda via nessuno, dobbiamo affinare i dettagli per avere il progetto che tutti auspichiamo”. Resta in sospeso anche la possibile installazione della bacheca per gli annunci funebri degli animali domestici, proposta dalla consigliera Flavia Barbano di Centro per Cuneo. Un modo per ricordare anche la triste esistenza degli animali che qui vissero in gabbia.