CUNEO - “Enel smobilita”: anche nella Granda lo sciopero contro i tagli

Dopo la chiusura della sede saluzzese di e-distribuzione, i sindacati temono l’abbandono del piano di assunzioni: “Troppi appalti, il servizio elettrico è a rischio”

Redazione 24/02/2024 08:10

Anche nella Granda i sindacati si preparano a mobilitarsi in occasione dello sciopero generale indetto da Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uiltec-Uil, il prossimo 8 marzo, e dello sciopero degli straordinari dal 24 febbraio al 24 marzo.
 
Uniti nello slogan “Enel smobilita, il sindacato si mobilita”, i dipendenti dell’azienda elettrica rivendicano maggiore attenzione per le assunzioni e la qualità del lavoro: “Tre anni fa abbiamo già assistito alla chiusura della sede di Saluzzo di e-distribuzione e con l’avvento del nuovo gruppo dirigente nazionale, si va verso a ulteriori tagli che rischiano di mettere in crisi il servizio elettrico, in particolare nelle zone rurali, montane e nelle città della nostra provincia” avverte Diego Genre, delegato RSU-RLSA di Enel.
 
“Enel - spiega il sindacalista - sta di fatto abbandonando il piano di assunzioni di personale che avevamo ottenuto e che serviva appena per mantenere un minimo di presidio del territorio. Enel vuole appaltare le manovre sugli impianti a 15000 volt a imprese che non applicano nemmeno il contratto elettrico, imprese che fino ad oggi non hanno mai gestito la rete elettrica e che in appalto si occupano di attività su impianti messi in sicurezza da personale Enel. I fatti di questi giorni, gli infortuni mortali di Firenze e Avellino, dimostrano la pericolosità nell’abuso dell’appalto”.
 
Già nel 2020 la protesta si era concentrata sul settore della distribuzione: “Comparto che denotava all’epoca l’esigenza di nuova manodopera e che l’azienda proponeva di risolvere esternalizzando. La vertenza si è conclusa con l’inserimento di oltre 3 mila giovani lavoratori in Enel. E ciò è avvenuto grazie all’impegno di tutti. Dati alla mano l’occupazione che chiediamo peserebbe appena il 2% degli investimenti previsti per la transizione. Il servizio elettrico è un bene essenziale che non può finire nelle mani di aziende private che hanno nel profitto il loro unico obbiettivo”.

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